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Limiti alle emissioni nell'atmosfera da impianti termoelettrici a vapo...

Limiti alle emissioni nell'atmosfera da impianti termoelettrici a vapore.

dm 10/03/1987 n. 00000105

INQUINAMENTO
Decreto Ministeriale 10 marzo 1987, n. 105 (in Gazz. Uff., 24
marzo, n. 69). — Limiti alle emissioni nell’atmosfera da impianti
termoelettrici a vapore.

Il Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro della
sanità:
Visto il testo unico delle leggi sulle acque e gli impianti
elettrici, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 11
dicembre 1933, n. 1775; Vista la legge 13 luglio 1966, n. 615; Visto
il decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616;
Vista la legge 8 luglio 1986, n. 349; Visto il decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri 28 marzo 1983, n. 30, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 145 del 28 maggio
1983; Rilevato che il Piano energetico nazionale nell'<<aggiornamento
1985-87>>, approvato con deliberazione del CIPE del 20 marzo 1986, ha
posto un particolare accento sulla <<necessità di dedicare una
maggiore attenzione alle conseguenze ambientali della produzione e
dell’uso dell’energia, attraverso un miglioramento della normativa
esistente ed un potenziamento delle attività di ricerca e dei servizi
di protezione e controllo delle emissioni nocive>>; Viste le
direttive del Consiglio delle Comunità europee del 15 luglio 1980 e
del 7 marzo 1985 — riguardanti, la prima, l’immissione
nell’atmosfera di biossido di zolfo (SO¿2) e di particelle in
sospensione e, la seconda, gli ossidi di azoto (NO¿x) — emanate
sulla base delle indicazioni suggerite dall’Organizzazione mondiale
della sanità; Considerato che con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri 28 marzo 1983, n. 30, sono stati già recepiti
parzialmente gli standards fissati dalle direttive della CEE
sopracitate; Rilevato che nell’ambito della convenzione di Ginevra
(ECE-ONU 1979) sul trasporto a lunga distanza degli inquinanti è
stato predisposto il cd. protocollo di Helsinki, il quale prevede una
riduzione nel 1993 del 30% delle emissioni globali nazionali di SO¿2
rispetto a quelle del 1980; Rilevato altresì che presso il consiglio
delle Comunità europee è in fase di avanzata discussione una proposta
di direttiva CEE, relativa alla riduzione delle emissioni dei grandi
impianti di combustione, e che essa mira ad una consistente riduzione
globale delle emissioni di SO¿2 per gli impianti già esistenti,
nonchè ad un contenimento delle emissioni di SO¿2 ai minimi livelli
ottenibili a costi non eccessivi attraverso l’uso delle tecnologie a
disposizione per gli impianti nuovi e che analoghe azioni vengono
suggerite per il contenimento delle emissioni di NO¿x e delle
polveri; Considerato che gli indirizzi formulati al riguardo dal
Consiglio dei Ministri delle Comunità europee prevedono altresì che
gli obiettivi di riduzione delle emissioni vengano perseguiti
attraverso l’attuazione di programmi nazionali degli Stati membri che
tengano conto per un verso delle specifiche situazioni ambientali di
riferimento, e per altro verso delle condizioni di sviluppo economico
comune; Considerato che il Piano energetico nazionale <<aggiornamento
1985-1987>>, prevede la tempestiva realizzazione di centrali a
carbone già in costruzione, autorizzate o in corso di localizzazione,
come elemento essenziale nel processo di diversificazione delle fonti
di energia; Considerato che per le ragioni sopraindicate appare
necessario adottare un provvedimento avente efficacia su tutto il
territorio nazionale, contenente prescrizioni e limitazioni per un
ulteriore contenimento delle emissioni, in relazione alle conoscenze
scientifiche più avanzate in campo internazionale; Preso atto che la
legge 8 luglio 1986, n. 349, all’art. 2, comma 1, sub c), demanda al
Ministro dell’ambiente di concerto con il Ministro della sanità le
funzioni attribuite allo Stato in materia di inquinamento atmosferico
tra cui <<la fissazione dei limiti minimi inderogabili
d’accettabilità delle emissioni… inquinanti nell’atmosfera>>;
Decreta:

1. Fermo restando l’obbligo del rispetto delle disposizioni
contenute nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 28
marzo 1983, n. 30, relative agli standards di qualità dell’aria, sono
fissati come segue i limiti alle emissioni nell’atmosfera da impianti
termoelettrici a vapore:
A) Nuovi impianti di centrale, di potenza complessiva superiore a
100 MW termici, alimentati da combustibili liquidi o solidi,
autorizzati successivamente al primo gennaio 1980 e che entreranno in
servizio dopo il primo febbraio 1987:
emissioni di biossido di zolfo (SO¿2): per i primi due anni
dalla data di entrata in servizio il valore medio di trenta giorni,
calcolato come media dei valori semiorari, non potrà superare 1200
mg/Nm3; successivamente tale valore non potrà superare 400 mg/Nm3.
Limitatamente agli impianti già in costruzione alla data di entrata
in vigore del presente decreto, al fine di consentire l’installazione
e la messa in funzione dei dispositivi di riduzione delle emissioni,
il valore medio di trenta giorni predetto non potrà superare 1200
mg/Nm3 a partire dal compimento del secondo anno successivo alla data
di avviamento degli impianti medesimi; con decorrenza dal compimento
del terzo anno successivo alla predetta data tale valore non potrà
superare 400 mg/Nm3;
emissioni di ossidi di azoto (NO¿x): il valore medio di trenta
giorni, calcolato come media dei valori semiorari, non potrà superare
650 mg/Nm3;
emissioni di polveri: il valore medio di trenta giorni,
calcolato come media dei valori semiorari, non potrà superare 50
mg/Nm3.
B) Impianti già in servizio di potenza superiore a 400 MW termici
per i quali sono in corso o sono programmati interventi radicali di
trasformazione per l’impiego di carbone non miscelato:
emissioni di SO¿2: a trasformazione completata il valore medio
annuo calcolato come media dei valori semiorari, non potrà superare
1200 mg/Nm3;
emissioni di NO¿x: a trasformazione completata il valore annuo,
calcolato come media dei valori semiorari, non potrà superare 1200
mg/Nm3.
Limitatamente agli impianti in corso di trasformazione alla data di
entrata in vigore del presente decreto, al fine di consentire
l’installazione e messa in servizio degli adeguati dispositivi di
riduzione delle emissioni, gli esercenti sono tenuti al rispetto di
tali limiti entro il termine perentorio di cinque anni dalla data
sopraindicata.
C) Tutti i valori dei limiti di cui ai precedenti punti A) e B) si
intendono riferiti ad un eccesso di ossigeno del 3% per i
combustibili liquidi e gassosi e del 6% per i combustibili solidi.
Nel calcolo dei predetti valori medi non si tiene conto dei valori
semiorari rilevati durante periodi di fuori servizio totale per
guasto del dispositivo di riduzione delle emissioni, purchè la durata
dell’arresto del dispositivo non superi i dieci giorni consecutivi,
nè complessivamente trenta giorni all’anno. Nel caso di fuori
servizio totale oltre i dieci giorni consecutivi dei predetti
dispositivi si dovrà interrompere il funzionamento dell’impianto con
quel combustibile per il quale i dispositivi stessi risultano
indispensabili per il rispetto dei limiti alle emissioni.
D) Complesso di centrali.
Ferme restando le prescrizioni indicate ai precedenti punti,
ciascun esercente di un complesso di centrali con impianti
termoelettrici che nell’anno 1980 hanno emesso nell’atmosfera un
quantitativo globale di SO¿2 superiore a 300.000 tonnellate dovrà,
entro l’anno 1990, ridurre le emissioni complessive del 30% rispetto
alle emissioni dell’anno 1980.
2. Ciascun esercente, a decorrere dal primo febbraio 1987, dovrà
presentare annualmente al Ministero dell’ambiente ed al Ministero
della sanità, i dati di emissione globale di SO¿2, NO¿x e polveri
dalle proprie centrali, non oltre il 31 gennaio dell’anno successivo
a quello preso in considerazione.
3. In caso di violazione delle disposizioni contenute nel presente
decreto si applicano le sanzioni previste dalla vigente normativa.

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