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Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione....

Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione.

dm 16/05/1987 n. 00000246

EDILIZIA E
URBANISTICA
Decreto Ministeriale 16 maggio 1987, n. 246 (in
Gazz. Uff., 27
giugno, n. 148). — Norme di sicurezza antincendi per
gli edifici di
civile abitazione.

Il Ministro dell’interno:
Vista
la legge 27 dicembre 1941, n. 1570; Vista la legge 13 maggio
1961,
n. 469, articoli 1 e 2; Vista la legge 26 luglio 1965, n. 966,
art.
2; Rilevata la necessità di emanare norme di
sicurezza
antincendi per gli edifici di civile abitazione; Viste
le norme
elaborate dal comitato centrale tecnico scientifico
per la
prevenzione incendi di cui all’art. 10 del decreto del
Presidente
della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577; Visto l’art. 11
del citato
decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n.
577;
Decreta:

Sono approvate le norme di sicurezza antincendi
per gli edifici di
civile abitazione contenute in allegato al presente
decreto.
Sono abrogate tutte le disposizioni in vigore non
conformi con le
presenti norme.

Allegato

NORME DI SICUREZZA ANTINCENDI

PER GLI EDIFICI DI CIVILE ABITAZIONE
1. Generalità
1.0.
Scopo.
Le presenti norme hanno per oggetto i criteri di
sicurezza
antincendi da applicare agli edifici destinati a civile
abitazione,
con altezza antincendi uguale o superiore a 12 m.
Si fa
riferimento ai termini e definizioni generali di cui al
decreto
ministeriale 30 novembre 1983 (Gazzetta Ufficiale n. 339 del
12
dicembre 1983).
1.1. Campo di applicazione.
Le presenti norme si
applicano agli edifici di cui al punto 1.0 di
nuova costruzione o
agli edifici esistenti in caso di
ristrutturazione che
comportino modifiche sostanziali i cui progetti
siano presentati agli
organi competenti per le approvazioni previste
dalle vigenti
disposizioni dopo l’entrata in vigore del presente
decreto. Si
intendono per modifiche sostanziali lavori che comportino
il
rifacimento di oltre il 50% dei solai o il rifacimento
strutturale
delle scale o l’aumento di altezza. Per gli edifici
esistenti si
applicano le disposizioni contenute nel successivo punto
8.
2. Caratteristiche costruttive
2.0. Classficazione.
Gli
edifici di cui al punto 1 vengono classificati in funzione
della
loro altezza antincendi secondo quanto indicato nella tabella
A.

2.1. Comportamento al fuoco.
2.1.0. Resistenza al fuoco delle
strutture.
I requisiti di resistenza al fuoco degli elementi
strutturali vanno
valutati secondo le prescrizioni e le modalità
di prova stabilite
nella circolare del Ministero dell’interno n.
91 del 14 settembre
1961, prescindendo dal tipo di materiale
impiegato nella
realizzazione degli elementi medesimi
(calcestruzzo, laterizi,
acciaio, legno massiccio, legno lamellare,
elementi compositi).
Il dimensionamento degli spessori e delle
protezioni da adottare
per i vari tipi di materiali suddetti nonchè la
classificazione degli
edifici in funzione del carico di incendio,
vanno determinati con le
tabelle e con le modalità specificate nella
circolare n. 91 citata,
tenendo conto delle disposizioni contenute nel
decreto ministeriale 6
marzo 1986 (Gazzetta Ufficiale n. 60 del 13
marzo 1986).
Per le strutture di pertinenza delle aree a
rischio specifico
devono applicarsi le disposizioni emanate nelle
relative normative.
Tabella A
XTAB
Ð Ð
Ð

Massima
Tipo di Massima superficie
(m²)
edificio Altezza antincendi superficie del di competenza

compartimento di ogni scala

(m²) per piano

500

500
a da 12 m a 24 m 8000

550

600

500

500
b da oltre 24 m a 32 m 6000

550

600

c da oltre 32 m a 54 m
5000 500

d da oltre 54 m a 80 m 4000
500

e oltre 80 m 2000
350 (*)

segue tabella

Ð
Ð

Caratteristiche

<<REI>> dei vani
Tipo Tipo dei vani
scala scala e ascensore,
di e di almeno un vano
ascensore filtri, porte,
edificio
elementi di

suddivisione tra

i compartimenti

Nessuna prescrizione
60 (**)

Almeno protetto se non sono
osservati i
a requisiti del punto 2.2.1
60

Almeno a prova di fumo interno
60

A prova di fumo 60

Nessuna prescrizione 60 (**)

Almeno a prova di fumo interno se non
b sono osservati
i requisiti del
punto 2.2.1
60

Almeno a prova di fumo interno
60

A prova di fumo 60

c Almeno a prova di fumo interno 90

Almeno a prova di fumo interno con fil-
tro avente camino
di ventilazione di
d sezione non inferiore a 0,36 m²
90

Almeno a prova di fumo interno con fil-
e
tro avente camino di ventilazione di
sezione non
inferiore a 0,36 m² 120

(*) Con un minimo di 2
scale per ogni edificio. Sulla copertura
dell’edificio deve essere
prevista una area per l’atterraggio ed il
decollo degli elicotteri
di soccorso raggiungibile da ogni scala.
(**) Solo per gli elementi
di suddivisione tra i compartimenti. 2. 1.
1. Reazione al fuoco
dei materiali. Per la reazione al fuoco dei
materiali, si fa
riferimento al decreto ministeriale 26 giugno 1984
(supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 234 del 25 agosto
1984).
2.2.
Scelta dell’area.
2.2.0. Accesso all’area.
Gli accessi all’area
ove sorgono gli edifici oggetto delle presenti
norme devono avere i
seguenti requisiti minimi:
larghezza: 3,50 m;
altezza libera:
4,00 m;
raggio di volta: 13,00 m;
pendenza: non superiore al
10%;
resistenza al carico: almeno 20 tonnellate (8 sull’asse
anteriore
e 12 sull’asse posteriore; passo 4,00 m).
2. 2. 1.
Accostamento autoscale.
Per gli edifici di tipo
<<a>> e <<b>> deve essere assicurata
la
possibilità di accostamento delle autoscale dei vigili del
fuoco,
sviluppate come da schema allegato, almeno ad una qualsiasi
finestra
o balcone di ogni piano.
Qualora tale requisito non sia
soddisfatto gli edifici del tipo
<<a>> devono essere
dotati almeno di scale protette e gli edifici di
tipo
<<b>> almeno di scale a prova di fumo interna (vedi
tabella A).
2.3. Compartimentazione.
Gli edifici devono
essere suddivisi in compartimenti anche
costituiti da più piani,
di superficie non eccedente quella indicata
nella tabella A.
Gli
elementi costruttivi di suddivisione tra i compartimenti
devono
soddisfare i requisiti di resistenza al fuoco indicati in
tabella A.
2.4. Scale.
Le caratteristiche di resistenza al
fuoco dei vani scala sono
quelle previste nella tabella A. Negli
edifici di tipo <<a>>, di tipo
<<b>>, di tipo
<<c>>, la larghezza minima delle scale deve essere di
1.05
m, negli edifici di tipo <<d>> e di tipo
<<e>> la larghezza
minima delle scale deve essere di 1.20
m.
Le rampe devono preferibilmente essere rettilinee; sono
ammesse
rampe non rettilinee a condizione che vi siano pianerottoli di
riposo
e che la pedata del gradino sia almeno 30 cm misurata a 40
cm dal
montante centrale o dal parapetto interno.
Il vano scala
deve avere superficie netta di aerazione permanente
in sommità non
inferiore ad 1 m2. Nel vano di aerazione è consentita
l’installazione
di dispositivi per la protezione dagli agenti
atmosferici.
Il
tipo e il numero delle scale sono stabilite in funzione
della
superficie lorda di ogni piano e del tipo di edificio (vedi
tabella
A).
2.5. Ascensori.
2.5.0. Vano corsa.
Il vano corsa
dell’ascensore deve avere le stesse caratteristiche
REI del vano
scala (vedi tabella A). Nel vano corsa sono ammesse le
seguenti
aperture:
a) accessi alle porte di piano;
b) aperture
permanenti consentite dalle specifiche normative fra
il vano corsa e
il locale macchine e/o delle pulegge di rinvio;
c) portelli
d’ispezione e/o porte di soccorso con le stesse
caratteristiche di
resistenza al fuoco del vano corsa;
d) aperture di aereazione
e di scarico dei prodotti di
combustione come di seguito
indicato.
Il vano corsa deve avere superficie netta di aereazione
permanente
in sommità non inferiore al 3% dell’area della sezione
orizzontale
del vano stesso, e comunque non inferiore a 0,20 m2. Tale
aereazione
può essere ottenuta anche tramite camini, che possono
attraversare il
locale macc…

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