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Criteri di massima in ordine all'idoneità dei locali e delle attrezzature delle officine di produzione dei cosmetici.

dm 09/07/1987 n. 00000328

INDUSTRIA, COMMERCIO, ARTIGIANATO (GENERALITA’)
Decreto Ministeriale 9 luglio 1987, n. 328 (in Gazz. Uff., 4
agosto, n. 180). — Criteri di massima in ordine all’idoneità dei
locali e delle attrezzature delle officine di produzione dei
cosmetici.

Il Ministro della sanità, di concerto con il Ministro del lavoro e
della previdenza sociale:
Vista la legge 11 ottobre 1986, n. 713, recante norme per
l’attuazione delle direttive della Comunità economica europea sulla
produzione e la vendita dei cosmetici; Visti, in particolare, il
comma 2 dell’art. 6 e il comma 4 dell’art. 10, concernenti la
fissazione dei criteri in ordine alla idoneità dei locali e delle
attrezzature delle officine di produzione dei cosmetici; Viste le
indicazioni fornite, a tal riguardo, dall’Istituto superiore per la
prevenzione e la sicurezza del lavoro, con nota del 28 gennaio 1987;
Decreta:

Art. 1. 1. Le officine di produzione dei prodotti cosmetici devono
soddisfare i criteri di massima sull’idoneità dei locali e delle
attrezzature descritti nell’allegato, che fa parte integrante del
presente decreto.
2. Le officine di produzione dei cosmetici devono essere adeguate
ai criteri di cui al precedente comma 1 entro il 31 dicembre 1987.

Allegato

CRITERI DI MASSIMA IN ORDINE ALLA IDONEITÓA DEI LOCALI E DELLE
ATTREZZATURE DI OFFICINE DI PRODUZIONE DI COSMETICI.
1. Locali.
1.1 Le officine di produzione e di confezionamento dei prodotti
cosmetici devono essere provviste dei seguenti locali od aree
distinte:
a) locali od aree destinati al ricevimento delle materie prime e
dei materiali di confezionamento;
b) locali od aree di produzione destinati alla fabbricazione del
prodotto cosmetico in massa (e allo stoccaggio delle materie prime
necessitanti alla produzione);
c) locali od aree di confezionamento;
d) locali od aree adibiti al deposito del prodotto finito nei
quali siano individuabili i prodotti pronti per la distribuzione;
e) locali od aree dove vengono stoccati prodotti diversi dagli
ingredienti impiegati nella produzione dei prodotti cosmetici, quali
quelli utilizzati per la pulizia e sanitizzazione dei locali ed
attrezzature.
1.2 Nel caso di officine di produzione in cui si effettui anche la
vendita al dettaglio, gli ambienti destinati alla vendita non devono
essere in diretta comunicazione con i locali di produzione e
confezionamento.
1.3 Le sostanze comburenti, infiammabili ed esplosive (solide,
liquide, gassose) devono essere stoccate in locali idonei, conformi
alle norme vigenti.
1.4 é vietato detenere nei locali od aree adibiti allo stoccaggio,
alla produzione ed al confezionamento dei prodotti cosmetici le
sostanze di cui all’allegato II della legge 11 ottobre 1986, n. 713.
1.5 I locali destinati alla produzione e al confezionamento dei
prodotti cosmetici devono in particolare essere:
a) costruiti in modo tale da permettere, in funzione delle
attività svolte, una facile ed adeguata pulizia. Le pareti ed i
pavimenti devono avere superfici lisce, prive di connessioni,
costituite da idonei materiali di facile pulizia e sanitizzazione;
b) sufficientemente ampi per consentire una corretta
installazione delle attrezzature ed una razionale organizzazione del
lavoro;
c) ben illuminati ed aerati e con valori microclimatici tali da
assicurare idonee condizioni ambientali;
d) rispondenti alle norme inerenti alla sicurezza e all’igiene
del lavoro, secondo quanto previsto dai decreti del Presidente della
Repubblica 27 aprile 1955, n. 547 e 19 marzo 1956, n. 303, nonchè, in
relazione a particolari lavorazioni, dotati dei più specifici ed
aggiornati accorgimenti tecnici, atti a garantire l’idoneità
igienico-ambientale;
e) provvisti di idonee canalizzazioni di raccolta delle acque
reflue e/o di lavaggio, da destinare al successivo specifico sistema
di smaltimento.
1.6 Le aree di deposito del prodotto finito devono possedere
caratteristiche di costruzione e condizioni ambientali (temperatura,
umidità, ventilazione), tali da assicurare una buona conservazione
del prodotto cosmetico.
2. Attrezzature.
2.1 Le officine di produzione dei prodotti cosmetici devono essere
provviste di impianti, macchinari ed attrezzature realizzati in modo
da garantire il prodotto sotto il profilo igienico-sanitario e
costruiti in modo tale da consentirne una agevole, rapida e completa
pulizia.
2.2 Gli impianti, i macchinari e le attrezzature utilizzati in
lavorazioni che potrebbero dar luogo ad emissioni inquinanti devono
essere realizzate in modo da garantire la salubrità degli ambienti di
lavoro. Gli stessi impianti, macchinari ed attrezzature devono
essere, altresì, realizzati nel rispetto delle norme di sicurezza
previste dal citato decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile
1955, n. 547, anche in relazione delle caratteristiche di
pericolosità delle sostanze utilizzate.
2.3 Gli impianti, i macchinari e le attrezzature devono essere
installati in modo da poterne effettuare la corretta manutenzione e
da poter provvedere facilmente alla pulizia degli stessi, nonchè
delle pareti e dei pavimenti circostanti.
2.4 I serbatoi ed i contenitori di stoccaggio delle materie prime,
semilavorati e prodotti in massa devono essere costruiti con
materiali idonei a non alterare le sostanze contenute, provvisti di
opportune aperture per consentire i prelievi, e realizzati in modo da
permettere le operazioni di pulizia e sanitizzazione.
2.5 Tutti i materiali che vengono a diretto contatto con il
prodotto cosmetico, nelle varie fasi di produzione e confezionamento,
devono essere idonei a garantire il prodotto da alterazioni o
contaminazioni.
3. Acqua.
3.1 Le officine di produzione devono avere un sufficiente
approvvigionamento d’acqua, da utilizzare per il ciclo produttivo del
prodotto cosmetico e per la pulizia di locali, attrezzature ed
utensili.
3.2 L’acqua, prima dell’utilizzo, deve essere opportunamente
controllata, al fine di verificarne l’adeguatezza chimica-fisica e
microbiologica agli scopi cui è destinata.
Nel caso di trattamenti in impianti di deionizzazione,
demineralizzazione, addolcimento e distillazione, questi devono
essere dotati di adeguati sistemi di abbattimento della carica
microbica.
3.3 Allorchè coesistano, nell’officina di produzione, reti di
distribuzione interna per acque potabili e non potabili, queste
devono essere mantenute separate ed indipendenti e rese
riconoscibili, in modo da evitare possibilità di miscelazione.
4. Strutture igienico-sanitarie.
4.1 Le officine di produzione dei prodotti cosmetici devono essere
dotate di strutture igienico-sanitarie, servizi igienici, docce e
spogliatoi, proporzionali al numero degli operatori, costruiti in
modo tale da essere facilmente lavabili e sanitizzabili e con
adeguata areazione.
4.2 Tali strutture devono essere ben distinte e separate dai locali
adibiti a magazzino, produzione, confezionamento e vendita dei
prodotti cosmetici.
4.3 Gli spogliatoi devono essere forniti di armadietti individuali
lavabili e sanitizzabili per il deposito degli indumenti personali e
di quelli usati per il lavoro. I due tipi di indumenti, se
necessario, devono essere fra loro separati.
4.4 Nei singoli reparti delle officine di produzione devono essere
predisposti idonei mezzi di allontanamento di rifiuti solidi e
liquidi, per evitare problemi di contaminazione chimica e
microbiologica nei prodotti in lavorazione.
5. Personale.
5.1 Tutto il personale addetto alle officine di produzione di
prodotti cosmetici deve essere dotato di abiti da lavoro; tali
indumenti devono essere settimanalmente cambiati, tranne in caso di
lavorazioni particolari in cui tale frequenza deve essere maggiore.
5.2 é vietata la detenzione e il consumo di alimenti e bevande nei
reparti di produzione e confezionamento.
5.3 Tutto il personale delle officine di produzione deve essere
opportunamente sensibilizzato ai problemi igienico-sanitari e di
qualità, relativi alla produzione e al confezionamento del prodotto
cosmetico. Dovrà essere inoltre istruito sui rischi connessi con le
lavorazioni e sull’eventuale utilizzo dei relativi mezzi personali di
protezione, nonchè sulle modalità di impiego, in condizioni di
sicurezza, degli impianti, dei macchinari e delle attrezzature.
6. Organizzazione dell’officina di produzione e confezionamento.
6.1 Il lavoro nelle officine di produzione deve essere idoneamente
organizzato in funzione delle esigenze produttive. Al fine di
verificare lo stato di pulizia e di igiene dei reparti delle officine
di produzione devono essere previsti monitoraggi periodici. Tali
controlli indicheranno i più appropriati metodi di pulizia e
sanitizzazione ordinaria e straordinaria.
6.2 Il direttore tecnico è responsabile della corretta esecuzione
delle operazioni di produzione e confezionamento, nonchè delle
condizioni generali di igiene e salubrità dei reparti di produzione e
confezionamento e dei reparti di deposito del prodotto finito, in
conformità alle prescrizioni contenute nel presente decreto.
6.3 A tal fine, il direttore tecnico deve organizzare la produzione
in modo tale da garantire la corretta esecuzione di tutte le
operazioni svolte nei singoli reparti, tenendo conto delle specifiche
caratteristiche chimico-fisiche e microbiologiche del prodotto,
nonchè dell’attività del personale preposto.
6.4 Il direttore tecnico, nel caso in cui svolg…

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