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Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 agosto 1987, n. 361, recante disposizioni urgenti in materia di smaltimento dei rifiuti.

l 29/10/1987 n. 00000441

INQUINAMENTO
Legge 29 ottobre 1987, n. 441 (in Gazz. Uff., 31 ottobre, n. 255).
— Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31
agosto 1987, n. 361, recante disposizioni urgenti in materia di
smaltimento dei rifiuti.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
Il Presidente della Repubblica:
Promulga la seguente legge:

Art. 1. 1. Il decreto-legge 31 agosto 1987, n. 361, recante
disposizioni urgenti in materia di smaltimento dei rifiuti, è
convertito in legge con le seguenti modificazioni:
L’art. 1 è sostituito dal seguente:
<<Art. 1. — 1. I comuni, i consorzi di comuni e le comunità
montane sono autorizzati ad assumere mutui ventennali con la Cassa
depositi e prestiti, fino ad un limite massimo complessivo di lire
1.350 miliardi, per l’adeguamento alle disposizioni del decreto del
Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915, e per il
potenziamento degli impianti esistenti alla data del 31 dicembre
1986, nonchè per la realizzazione di nuovi impianti e relative
attrezzature e infrastrutture per il trattamento e lo stoccaggio
definitivo dei rifiuti solidi urbani. Gli oneri di ammortamento sono
a totale carico dello Stato.
2. Il Ministro dell’ambiente, entro trenta giorni dalla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto,
inoltra alla Cassa depositi e prestiti l’elenco dei progetti che,
sulla base delle indicazioni tecniche già fornite dalla commissione
tecnico-scientifica per la valutazione dei progetti di protezione o
risanamento ambientale di cui al comma 7 dell’art. 14 della legge 28
febbraio 1986, n. 41, risultano da finanziare con priorità. La Cassa
depositi e prestiti provvede alla concessione del mutuo previa
domanda dei soggetti di cui al comma 1, da presentarsi entro sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto, fino ad un importo complessivo massimo di lire 275
miliardi>>.
Dopo l’art. 1, sono aggiunti i seguenti:
<<Art. 1-bis. — 1. Entro trenta giorni dalla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto, i soggetti di
cui al comma 1 dell’art. 1 presentano alle regioni i progetti per
l’adeguamento ed il potenziamento degli impianti esistenti alla data
del 31 dicembre 1986 con l’indicazione dei tempi e delle modalità di
attuazione dei lavori nonchè dei costi previsti, accompagnati dalla
relativa richiesta di mutuo indirizzata alla Cassa depositi e
prestiti e da uno studio di impatto ambientale.
2. Entro i successivi novanta giorni la regione, o altro ente
delegato a tale funzione in base a leggi regionali, approva il
progetto, previo accertamento dell’idoneità delle soluzioni proposte
e delle loro compatibilità ambientali, al fine di assicurare
l’osservanza delle disposizioni vigenti nonchè l’efficienza della
gestione e la continuità del servizio di smaltimento dei rifiuti.
3. Entro ulteriori trenta giorni, la regione predispone e trasmette
al Ministro dell’ambiente l’elenco dei progetti approvati e le
relative richieste di mutuo in ordine di priorità.
4. Il Ministro dell’ambiente, entro i successivi quindici giorni,
provvede alla ripartizione dei fondi disponibili tra le regioni, fino
ad un importo complessivo massimo di 650 miliardi di lire,
assicurando priorità ai progetti che realizzano recupero di energia,
di calore e di materie seconde, e trasmette alla Cassa depositi e
prestiti le domande di mutuo relative ai progetti ammessi al
finanziamento.
Art. 1-ter. — 1. Entro trenta giorni dalla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto, il Ministro
dell’ambiente definisce, ai sensi dell’art. 4, primo comma, lettera
a), del decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n.
915, per le finalità del presente articolo, criteri per la
elaborazione e la predisposizione dei piani per lo smaltimento dei
rifiuti solidi urbani, relativi alla realizzazione di nuovi impianti,
con particolare riferimento alle soluzioni indicate all’art. 3, comma
1.
2. Le regioni, entro i successivi sessanta giorni, trasmettono al
Ministro dell’ambiente i piani di cui al comma 1, ai fini della
ripartizione dei fondi disponibili, che è effettuata con decreto del
medesimo Ministro entro gli ulteriori trenta giorni.
3. I soggetti di cui al comma 1 dell’art. 1, individuati dai piani
regionali, predispongono i progetti e li inoltrano, corredati dalle
relative richieste di mutuo, alla regione, entro centottanta giorni
dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto, per l’approvazione secondo le procedure di cui
all’art. 3-bis.
4. Entro i successivi centocinquanta giorni le regioni trasmettono
alla Cassa depositi e prestiti ed al Ministero dell’ambiente l’elenco
dei progetti approvati e le relative richieste di mutuo in ordine di
priorità.
Art. 1-quater. — 1. I lavori di adeguamento degli impianti o di
realizzazione di nuovi impianti di smaltimento devono iniziare entro
centoventi giorni dalla data di concessione del mutuo da parte della
Cassa depositi e prestiti e devono essere ultimati entro diciotto
mesi dal loro inizio. L’affidamento dei lavori può avvenire sulla
base di gare esplorative volte ad identificare l’offerta
economicamente e tecnicamente più vantaggiosa in base ad una
pluralità di elementi prefissati dall’amministrazione secondo i
criteri di cui all’art. 24, primo comma, lettera b), della legge 8
agosto 1977, n. 584.
2. La provincia territorialmente competente esercita funzioni di
controllo sullo stato di avanzamento dei lavori e sulla rispondenza
dei medesimi al progetto approvato, riferendo semestralmente alla
regione.
Art. 1-quinquies. — 1. All’onere derivante dall’applicazione
dell’art. 1, valutato in lire 150 miliardi a decorrere dall’anno
1988, si fa fronte mediante riduzione degli stanziamenti iscritti, ai
fini del bilancio triennale 1987-1989, al capitolo 9001 dello stato
di previsione della spesa del Ministero del tesoro per il 1987,
quanto a lire 100 miliardi, parzialmente utilizzando l’accantonamento
<<Giacimenti ambientali>> e, quanto a lire 50 miliardi, parzialmente
utilizzando l’accantonamento <<Fondo per gli interventi destinati
alla tutela ambientale>>>>.
L’art. 2 è sostituito dal seguente:
<<L’art. 2. — 1. I progetti per l’adeguamento alle disposizioni
del decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n.
915, degli impianti di trattamento e di stoccaggio definitivo dei
rifiuti urbani, speciali nonchè tossici e nocivi esistenti alla data
del 31 dicembre 1986, di cui non siano titolari i soggetti indicati
dal comma 1 dell’art. 1, devono essere presentati alle regioni entro
novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto con l’indicazione dei tempi e delle
modalità di attuazione dei lavori nonchè dei costi previsti e con una
relazione sulla compatibilità ambientale degli impianti.
2. Entro i successivi novanta giorni la regione, o altro ente
delegato a tale funzione in base a leggi regionali, approva il
progetto, previo accertamento dell’idoneità delle soluzioni proposte
e delle loro compatibilità ambientali, al fine di assicurare
l’osservanza delle disposizioni vigenti nonchè l’efficienza della
gestione e la continuità del servizio di smaltimento dei rifiuti>>.
L’art. 3 è sostituito dal seguente:
<<Art. 3. — 1. Le regioni adempiono ai compiti che loro derivano
dalle competenze di cui all’art. 6, lettera a), b) e f), del decreto
del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915, entro il
1° marzo 1988 e trasmettono gli atti adottati al Ministro
dell’ambiente. Nell’esercizio delle competenze di cui all’art. 6,
lettera a), del predetto decreto n. 915 del 1982, le regioni
determinano le modalità di realizzazione del piano e favoriscono la
raccolta differenziata e le soluzioni di smaltimento che consentano
il riutilizzo, il riciclaggio e l’incenerimento con recupero di
energia. Le regioni debbono, in particolare, determinare le modalità
di selezione, preliminare all’incenerimento, al compostaggio e al
riciclaggio, dei rifiuti solidi urbani, con specifico riferimento
alle materie plastiche cloroderivate. I comuni istituiscono
obbligatoriamente, entro centottanta giorni dalla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto, il servizio
di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani pericolosi, come
definito dalla delibera del 27 luglio 1984 del Comitato
interministeriale di cui all’art. 5 del citato decreto del Presidente
della Repubblica n. 915 del 1982. L’individuazione delle zone ai
sensi dell’art. 6, lettera b), del medesimo decreto, costituisce
variante agli strumenti urbanistici.
2. Il Ministro dell’ambiente esamina, ai fini dell’art. 4, lettere
a), b), c) ed h), del decreto del Presidente della Repubblica 10
settembre 1982, n. 915, i piani inviati dalle regioni e trasmette nei
successivi sessanta giorni eventuali osservazioni per opportune
modifiche ed integrazioni dei piani medesimi.
3. Decorso inutilmente il termine di cui al comma 1, provvede in
via sostitutiva il Ministro dell’ambiente>>.
Dopo l’art. 3 è aggiunto il seguente:
<<Art. 3-bis. — 1. Fatti salvi i progetti già approvati o per i
quali l’istruttoria sia stata positivamente conclusa, la regione
provvede all’istruttoria dei progetti dei nuovi impianti di
t…

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