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Norme tecniche per la progettazione, esecuzione e collaudo delle costr...

Norme tecniche per la progettazione, esecuzione e collaudo delle costruzioni prefabbricate.

dm 03/12/1987 [MOD]

EDILIZIA E URBANISTICA
Decreto Ministeriale 3 dicembre 1987 (in Suppl. ordinario alla Gazz.
Uff. n. 106, del 7 maggio). – Norme tecniche per la progettazione,
esecuzione e collaudo delle costruzioni prefabbricate.

Il Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro
dell’interno:
Vista la legge 2 febbraio 1974, n. 64, recante norme per la
disciplina della progettazione, esecuzione e collaudo delle
costruzioni prefabbricate; Visto il testo delle norme tecniche
predisposto dal Servizio tecnico centrale; Sentito il Consiglio
nazionale delle ricerche; Sentito il Consiglio superiore dei lavori
pubblici, che si è espresso con il parere emesso dall’assemblea
generale in data 18 aprile 1986 con il voto n. 305; Espletata la
procedura di cui alla legge 21 giugno 1986, n. 317, emanata in
ottemperanza della direttiva C.E.E. n. 83/189;
Decreta:

Art. 1. Sono approvate le norme tecniche per la progettazione,
esecuzione e collaudo delle costruzioni prefabbricate, di cui alla
legge 2 febbraio 1974, n. 64, predisposte dal Servizio tecnico
centrale ed allegate al presente decreto.

Art. 2. Le anzidette norme entrano in vigore sei mesi dopo la
pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.

1. Introduzione
1.1. Oggetto.
Formano oggetto delle presenti norme le strutture prefabbricate in
conglomerato cementizio, semplice od armato normale o precompresso,
destinate alla realizzazione di edifici civili e industriali.
Con <<struttura prefabbricata>> si intende una struttura realizzata
mediante l’associazione, e/o il completamento in opera, di più
elementi costruiti in stabilimento o a piè d’opera.
Elementi prefabbricati secondari, con funzione portante, non
essenziali alla stabilità generale della costruzione, realizzati
anche con materiali diversi dal calcestruzzo cementizio, e non
soggetti a normative specifiche, debbono possedere adeguata
sicurezza, comunque non inferiore a quella di cui alla presente
normativa.
1.2. Scopo.
Le presenti norme hanno lo scopo di indicare criteri e metodi di
calcolo per le verifiche di sicurezza, procedure di prova, regole
costruttive per la corretta redazione dei progetti e per la buona
esecuzione e conservazione nel tempo delle strutture.
Nella concezione e nella progettazione delle strutture possono
essere utilizzati materiali, tecniche, particolari costruttivi e
metodi di calcolo diversi da quelli previsti nelle presenti norme, in
tali casi il progettista dovrà provare, con adeguata documentazione
teorica e sperimentale, che le strutture progettate abbiano una
sicurezza, una funzionalità e una durabilità non inferiori a quelle
corrispondenti ai procedimenti qui indicati.
1.3. Documenti normativi di base.
Le presenti norme forniscono integrazioni integrative e
complementari specifiche alle norme vigenti ed in particolare:
decreto ministeriale, criteri generali per la verifica della
sicurezza delle costruzioni e dei carichi e sovraccarichi emanate in
base all’art. 1 della legge n. 64;
norme tecniche emanate con decreto ministeriale in base all’art.
21 della legge 5 novembre 1971, n. 1086;
norme geotecniche emanate con decreto ministeriale in base
all’art. 1 della legge 2 febbraio 1974, n. 64.
Inoltre deve essere assicurato il rispetto, in zona sismica, del:
titolo II della legge 2 febbraio 1974, n. 64;
norme tecniche emanate con decreto ministeriale in base all’art.
3 della suddetta legge.
Le presenti norme sostituiscono le prescrizioni della circolare del
Ministero dei lavori pubblici n. 6090 dell’11 agosto 1969.
Sono fatte salve le disposizioni specifiche di sicurezza antincendi
di competenza del Ministero dell’interno.
1.4. Manufatti prodotti in serie.
Per manufatti prodotti in serie devono intendersi quelli il cui
impiego singolo o insieme ad altri componenti è ripetitivo.
Sono previste due categorie di produzione:
in serie <<dichiarata>>;
in serie <<controllata>>.
1.4.1. Serie dichiarata.
Per serie <<dichiarata>> si intende la produzione in serie eseguita
in stabilimento, dichiarata tale dal produttore, conforme alle
presenti norme e per la quale è stato effettuato il deposito ai sensi
dell’art. 9 della legge 5 novembre 1971, n. 1086, ovvero sia stata
rilasciata la certificazione di idoneità di cui agli articoli 1 e 7
della legge 2 febbraio 1974, n. 64.
Per tipologie di prodotti non rientranti nel campo di applicazione
della legge 5 novembre 1971, n. 1086, e/o per i quali non ricorre
l’applicazione dei citati articoli 1 e 7 della legge 2 febbraio 1974,
n. 64, il produttore dovrà parimenti provvedere al deposito degli
elaborati tecnici afferenti la produzione presso il Ministero dei
lavori pubblici – Servizio tecnico centrale.
1.4.2. Serie controllata.
Per serie <<controllata>> si intende la produzione in serie che,
oltre ad avere i requisiti specificati per quella <<dichiarata>>, sia
eseguita con procedure che prevedono verifiche sperimentali su
prototipo e controllo della produzione come specificato al punto
5.2.2.
Il Ministero dei lavori pubblici – Servizio tecnico centrale,
emanerà le disposizioni cui dovranno attenersi i produttori sia per
l’esecuzione delle prove di cui al punto 3.3., sia per il deposito e
le altre prescrizioni di cui al punto 5.2.2.
1.5. Manufatti di produzione occasionale.
Per manufatti di produzione occasionale, fermo restando l’obbligo
del rispetto delle presenti norme, non si applicano le regole
specifiche delle produzioni di serie.
1.6. Coordinamento progettuale tra produzione e montaggio.
Il progettista o i progettisti dell’opera strutturale devono
prevedere e verificare le diverse fasi di realizzazione della
struttura e dei suoi componenti e in particolare devono fornire le
indicazioni e prescrizioni utili necessarie per la produzione e il
montaggio.
Per quanto attiene a responsabilità e compiti vale quanto già
indicato nella legge 5 novembre 1971, n. 1086. Tutto ciò con
particolare riguardo al ruolo di direzione lavori assunto dal
responsabile di produzione in stabilimento per prefabbricati di
serie.
2. Criteri generali di progetto
2.1. Principi di sicurezza.
Scopo delle verifiche delle strutture è di garantire che l’opera
sia in grado di resistere con adeguata sicurezza alle azioni cui
potrà essere sottoposta, rispettando le condizioni necessarie per il
suo esercizio e assicurando la sua conservazione nel tempo.
Le verifiche si applicano sia alla struttura presa nel suo insieme
che a ciascuno dei suoi elementi costitutivi; esse debbono essere
soddisfatte sia durante l’esercizio sia nelle diverse fasi di
produzione, stoccaggio, trasporto, montaggio e assemblaggio.
L’analisi strutturale deve tener conto:
del comportamento del singolo elemento strutturale prefabbricato,
nelle varie fasi;
del comportamento, nelle sue fasi, del complesso strutturale,
tenendo conto dell’effettivo funzionamento delle unioni e dei giunti;
delle incertezze che possono influire sulla posizione e sul
valore delle reazioni mutue degli elementi; incertezze che possono
provenire da: errori nella geometria dei singoli elementi; errori di
posa degli elementi prefabbricati; indeterminazione circa il punto di
applicazione di alcune reazioni di vincolo; intervento di
deformazioni di varia natura (per variazioni termiche, cedimenti,
ritiro, viscosità, eventuali deformazioni differenziali tra
calcestruzzi diversi per maturazione o per qualità ed in generale fra
materiali diversi, ecc.).
2. 2. Verifiche di sicurezza.
Dovranno essere seguite le prescrizioni delle norme tecniche di cui
al punto 1.3., tenendo conto delle seguenti integrazioni e/o
modifiche:
con il metodo di calcolo agli stati limite si assumerà per la
verifica allo stato limite ultimo:
per serie dichiarata þc = 1,6;
per serie controllata þc = 1,52;
con il metodo delle tensioni ammissibili si assumerà:
per serie dichiarata: le tensioni ammissibili nel calcestruzzo
previste dalle norme tecniche in vigore;
per serie controllata: le tensioni ammissibili nel calcestruzzo
previste dalle norme tecniche in vigore maggiore del 5%; nella
verifica a rottura per tensioni normali la tensione convenzionale
limite del calcestruzzo maggiorata del 5%.
2.2.1. Verifiche nelle fasi transitorie.
Nelle fasi transitorie si osserveranno le seguenti norme
specifiche:
nelle fasi di sollevamento e trasporto si terrà conto degli
effetti dinamici che vanno di norma valutati amplificando e riducendo
i pesi degli elementi tramite i coefficienti 1 + alfa; essendo a
dipendente dalle caratteristiche della attrezzatura di sollevamento e
del manufatto; {alfa dovrà in ogni caso essere non inferiore a 0,15;
nella fase di montaggio, tutti gli elementi strutturali
principali e secondari di solai, coperture e orizzontamenti in
genere, devono essere verificati in ogni parte dell’estradosso
accessibile all’operatore addetto al montaggio anche per un carico
verticale di 200 kg su di un’impronta quadrata di 20 cm di lato nella
posizione più sfavorevole; la stabilità degli elementi destinati a
sorreggere l’operatore in caso di caduta deve essere inoltre
assicurata per una forza verticale di 200 kg applicata nella
posizione più sfavorevole del bordo libero dell’elemento e trasmessa
all’elemento stesso attraverso i previsti dispositivi di sicurezza.
2.3 Elementi.
2.3.0. Generalità.
Per condizioni …

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