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Regolamento del servizio di controllo e certificazione di qualità dei cementi.

dm 09/03/1988 n. 00000126

EDILIZIA E URBANISTICA
Decreto Ministeriale 9 marzo 1988, n. 126 (in Gazz. Uff., 20 aprile,
n. 92). – Regolamento del servizio di controllo e certificazione di
qualità dei cementi.

Il Ministro dell’industria del commercio e dell’artigianato, di
concerto con il Ministro dei lavori pubblici:
Visto l’art. 8 della legge 26 maggio 1965, n. 595; Sentito il
Consiglio nazionale delle ricerche; Attesa la rilevanza che
l’applicazione della disciplina sul controllo dei materiali ha per la
sicurezza delle costruzioni e per la tutela della pubblica
incolumità; Considerata la urgente necessità di definire nuove
metodologie di verifica, alla produzione, delle idoneità dei leganti
idraulici utilizzati in Italia; Ritenuto che a tale fine è necessaria
una serie di verifiche, ripetute nel tempo, intese al costante
accertamento della presenza dei requisiti fissati dal decreto
ministeriale 3 giugno 1968, e successive modifiche; Ritenuto che per
il conseguimento di tali finalità dovrà essere studiata apposita
disciplina, anche al fine di definire standards e metodologie
operative adeguate ai livelli europei; Ritenuto che, nelle more, è
intanto necessario disporre una disciplina transitoria; Considerato
che il C.N.R., tramite l’Istituto centrale per l’industrializzazione
e la tecnologia edilizia (I.C.I.T.E.), svolge dal 1968 attività di
accertamento ed attestazione della costante rispondenza dei cementi
ai requisiti di accettazione attraverso il servizio di controllo e
certificazione di qualità;
Decreta:

Art. 1. I cementi di cui all’art. 1, lettera A) e C), della legge
26 maggio 1965, n. 595, utilizzati per confezionare il conglomerato
cementizio normale, armato e precompresso, devono essere previamente
controllati e certificati secondo la procedura di cui al regolamento
C.N.R. – I.C.I.T.E. del <<Servizio di controllo e certificazione dei
cementi>>, allegato al presente decreto (rapporto n. 720314/265 del
14 marzo 1972).

Art. 2. La procedura di controllo e di certificazione di cui
all’art. 1 viene effettuata mediante i laboratori di cui all’art. 6
della legge 26 maggio 1965, n. 595 e all’art. 20 della legge 5
novembre 1971, n. 1086.
Per i cementi di importazione, la procedura di controllo e di
certificazione, di cui all’art. 1, potrà essere svolta nei luoghi di
produzione da omologhi laboratori ufficiali esteri di analisi.

Art. 3. Fermo quanto disposto dagli articoli 1 e 2, i cementi di
produzione estera trasportati via mare dovranno essere assoggettati,
prima della loro immissione nella rete distributiva, al controllo
della permanenza dei requisiti di accettazione di cui al decreto
ministeriale 3 giugno 1968 e successive modifiche ed integrazioni.
Per tale controllo sono abilitati i medesimi istituti di cui al
primo capoverso dell’art. 2

Art. 4. I cementi di cui all’art. 1 del presente decreto devono
riportare la indicazione dei limiti minimi di resistenza a
compressione a ventotto giorni di cui all’art. 1 del decreto
ministeriale 3 giugno 1968.

EDILIZIA E URBANISTICA
BREVETTI, MARCHI, NOMI DI ORIGINE

Art. 5. Per i fini di cui all’art. 1, il controllo e la
certificazione dei cementi di produzione nazionale non sono richiesti
per i cementi aventi marchio C.N.R. – I.C.I.T.E. e per quelli per i
quali sia in corso, alla data del presente decreto, la procedura per
il rilascio di detto marchio.

EDILIZIA E URBANISTICA

Art. 6. Copia delle certificazioni di cui agli articoli 1, 2 e 3 e
delle delibere di concessione del marchio di cui all’art. 5 nonchè
delle domande in corso di istruttoria di cui al medesimo art. 5 dovrà
essere, a cura delle società produttrici nazionali o importatrici,
depositata presso la camera di commercio, industria e agricoltura
competente per territorio e quindi trasmessa al Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato con la prova
dell’avvenuto deposito.
In difetto di tali adempimenti è vietata l’immissione nella rete
commerciale nazionale e l’utilizzazione di cementi di cui all’art. 1
del presente decreto.

Art. 7. Il presente decreto entra in vigore dal trentesimo giorno
della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
Italiana.

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