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Disposizioni urgenti in materia di edilizia scolastica....

Disposizioni urgenti in materia di edilizia scolastica.

dl 05/09/1988 n. 00000390 [CON]

EDILIZIA E URBANISTICA
Decreto-legge 5 settembre 1988, n. 390 (in Gazz. Uff., 6 settembre,
n. 209). – Disposizioni urgenti in materia di edilizia scolastica.

Il Presidente della Repubblica:
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; Ritenuta la
straordinaria necessità ed urgenza di emanare norme in materia di
edilizia scolastica, al fine di assicurare la piena utilizzazione dei
fondi previsti per la concessione dei mutui di cui all’art. 11 del
decreto-legge 1° luglio 1986, n. 318, convertito, con modificazioni,
dalla legge 9 agosto 1986, n. 488, nonchè di accelerare le procedure
per l’attuazione dei programmi e l’esecuzione delle opere di edilizia
scolastica di cui al medesimo art. 11; Considerato che gli interventi
di edilizia scolastica sono necessari per assicurare la piena
efficienza del servizio scolastico e che debbono altresì essere
predisposti in tempo utile rispetto all’inizio dell’anno scolastico;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 2 settembre 1988; Sulla proposta del Presidente del
Consiglio dei Ministri e del Ministro della pubblica istruzione, di
concerto con i Ministri dell’interno, del tesoro e dei lavori
pubblici;
Emana il seguente decreto:

Art. 1. 1. In attesa di un’organica disciplina da definire con una
legge-quadro sull’edilizia scolastica e al fine di assicurare
prioritariamente la piena e razionale utilizzazione di tutti gli
edifici scolastici, anche mediante l’assegnazione in uso di parte di
essi a scuole di tipo diverso da quello per il quale l’ente
proprietario ha l’obbligo della fornitura dei locali, il provveditore
agli studi, d’intesa con gli enti locali competenti e sentito il
consiglio scolastico provinciale, definisce annualmente un piano di
utilizzazione di tutti gli edifici e locali scolastici disponibili,
tenuto conto delle esigenze connesse con la consistenza della
popolazione scolastica, anche nel quinquennio successivo, con la
formazione delle classi e con lo svolgimento delle specifiche
attività didattiche di ciascun tipo di scuola.
2. Il piano di utilizzazione è comunicato alla regione.
3. I rapporti tra ente obbligato ed ente proprietario dei locali da
utilizzare, qualora si tratti di enti diversi, sono regolati da
apposita convenzione, che può prevedere anche l’assegnazione in uso
gratuito.
4. L’approvazione della convenzione comporta l’obbligo dei soggetti
in essa indicati di darvi esecuzione nei tempi e con le modalità
stabilite.

Art. 2. 1. Le restanti quote dei finanziamenti di cui al comma 2,
lettera a), dell’art. 11 del decreto-legge 1° luglio 1986, n. 318,
convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 1986, n. 488, si
aggiungono a quelle destinate al conseguimento delle finalità di cui
alla lettera b) dello stesso art. 11, con particolare riguardo:
a) all’adeguamento degli edifici scolastici alle norme di
sicurezza ed alle prescrizioni relative all’igiene ed all’agibilità
dei locali;
b) all’eliminazione, per le scuole di ogni ordine e grado, delle
situazioni relative all’utilizzazione impropria di edifici non
appositamente costruiti per l’uso scolastico e non già riadattabili,
in via permanente, per tale uso, anche mediante il ricorso, nei casi
più gravi ed urgenti, a soluzioni di edilizia industrializzata.
2. Il disposto di cui al comma 1 si applica dopo aver provveduto
all’accantonamento delle quote di finanziamenti ancora necessarie per
l’eliminazione dei doppi turni relativi ad un numero superiore a 5
classi per le scuole elementari e a 3 classi per le scuole secondarie
di primo grado, facendosi riferimento a ciascun comune nel caso in
cui il circolo didattico o la scuola media comprendano plessi o
sezioni staccate funzionanti in più comuni.

Art. 3. 1. Per la costruzione e l’acquisto di edifici da adibire a
sede di licei artistici, conservatori di musica e accademie di belle
arti statali, la Cassa depositi e prestiti è autorizzata a concedere
i mutui, di cui all’art. 11, comma 2, lettera b), del decreto-legge
1° luglio 1986, n. 318, convertito, con modificazioni, dalla legge 9
agosto 1986, n. 488, alle province che ne facciano richiesta.
2. I mutui di cui al comma 1 non sono compresi tra le quote da
assegnare alle province per le opere di edilizia scolastica di
propria competenza.

Art. 4. 1. Il decreto del Ministro della pubblica istruzione, di
cui al comma 5 dell’art. 11 del decreto-legge 1° luglio 1986, n. 318,
convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 1986, n. 488,
individua gli enti locali destinatari dei mutui e determina le opere
da realizzare, con le rispettive quote di finanziamento, nel rispetto
delle priorità del programma annuale che sarà formulato dalle
regioni, tenuto conto dei piani provinciali di utilizzazione degli
edifici di cui all’art. 1, sentiti gli enti locali interessati ed i
sovrintendenti scolastici regionali.
2. La Cassa depositi e prestiti, sulla base della richiesta di
finanziamento e della delibera di approvazione del progetto
esecutivo, nonchè della prescritta ulteriore documentazione, provvede
alla concessione dei mutui entro sessanta giorni dalla presentazione
della richiesta stessa.
Testo risultante a seguito della conversione
[L 29.10.1988 n. 464 ART UNICO]
All’art. 4:
al comma 1, le parole da: <<che sarà formulato>> fino alla fine
del comma sono sostituite dalle seguenti: <<formulato dalle regioni
secondo le modalità previste dal citato art. 11 del decreto-legge 1°
luglio 1986, n. 318, convertito, con modificazioni, dalla legge 9
agosto 1986, n. 488>>;
al comma 2 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: <<Le quote
dei finanziamenti non concesse nell’esercizio cui sono imputate
possono essere concesse nei tre esercizi successivi anche qualora la
loro destinazione risulti cambiata ai sensi del precedente art. 2>>.

Art. 5. 1. Ai fini dell’esecuzione delle opere finanziate ai sensi
del decreto-legge 1° luglio 1986, n. 318, convertito, con
modificazioni, dalla legge 9 agosto 1986, n. 488, le province ed i
comuni interessati possono avvalersi della disciplina della
concessione prevista dall’art. 5 della legge 5 agosto 1975, n. 412.
La delibera di approvazione delle opere, cui si riferisce la
concessione, sostituisce quella di approvazione del progetto
esecutivo ai fini della concessione dei mutui da parte della Cassa
depositi e prestiti.
2. L’individuazione delle aree è effettuata ai sensi dell’art. 10
della legge 5 agosto 1975, n. 412. Le aree destinate all’edilizia
scolastica negli strumenti urbanistici approvati non richiedono
attestazioni di idoneità.
3. Per l’accelerazione delle procedure relative all’esecuzione
delle opere si applicano le disposizioni di cui alla legge 3 gennaio
1978, n. 1.
Testo risultante a seguito della conversione
[L 29.10.1988 n. 464 ART UNICO]
All’art. 5, al comma 1, le parole: <<prevista dall’art. 5 della
legge 5 agosto 1975, n. 412>> sono sostituite dalle seguenti:
<<prevista dalle vigenti disposizioni>>.
2. La presente legge entra in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Art. 6. 1. La commissione per il giudizio sulle gare di
appalto-concorso, bandite dal Ministero della pubblica istruzione per
la realizzazione di opere di edilizia scolastica sperimentale,
prevista dall’art. 3 della legge 26 gennaio 1962, n. 17, ed integrata
successivamente dall’art. 8 della legge 18 dicembre 1964, n. 1358, e
dall’art. 7 della legge 5 agosto 1975, n. 412, è così composta:
a) dal presidente della prima sezione del Consiglio superiore dei
lavori pubblici, con funzione di presidente;
b) dal direttore generale del personale e degli affari generali e
amministrativi del Ministero della pubblica istruzione, con funzione
di vice presidente;
c) dal direttore generale dell’edilizia e dei servizi speciali
del Ministero dei lavori pubblici;
d) dai direttori generali o dai capi degli ispettorati o dei
servizi del Ministero della pubblica istruzione, nella cui competenza
rientra, secondo l’ordinamento scolastico, l’opera da realizzare;
e) dal coordinatore tecnico del centro studi per l’edilizia
scolastica del Ministero della pubblica istruzione;
f) da cinque esperti scelti dal Ministro della pubblica
istruzione fra docenti universitari e tecnici di chiara fama;
g) da un esperto designato dal consiglio nazionale dell’Ordine
professionale degli ingegneri;
h) da un esperto designato dal consiglio nazionale dell’Ordine
professionale degli architetti;
i) da un esperto designato dal coordinamento interregionale in
rappresentanza delle regioni;
l) da un esperto designato dall’Associazione nazionale comuni
d’Italia;
m) da un esperto designato dall’Unione province d’Italia, per le
scuole per le quali l’onere a provvedere spetta alle province.
2. Per i componenti designati dai due Ministeri sono designati
anche componenti supplenti, per i casi di assenza o di impedimento,
con qualifica non inferiore a dirigente superiore.
3. Le funzioni di segretario sono espletate da un primo dirigente
appartenente ai ruoli del Ministero della pubblica istruzione.

Art. 7. 1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo
a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione
in legge.

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