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Disciplina concernente le deroghe alle caratteristiche di qualità ...

Disciplina concernente le deroghe alle caratteristiche di qualità delle acque destinate al consumo umano.

dm 14/02/1989

ACQUE POTABILI E ACQUEDOTTI
Decreto Ministeriale 14 febbraio 1989 (in Gazz. Uff., 15 febbraio, n.
38). – Disciplina concernente le deroghe alle caratteristiche di
qualità delle acque destinate al consumo umano.

Il Ministro della sanità, di concerto con il Ministro
dell’ambiente:
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n.
236, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana n. 152 del 30 giugno 1988; Viste le
motivate richieste avanzate dalle regioni Piemonte, Lombardia,
Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Marche ai sensi
dell’art. 16, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 24
maggio 1988, n. 236, per la determinazione, da parte delle competenti
autorità statali, del valore massimo ammissibile di superamento delle
concentrazioni massime ammissibili stabilite per i requisiti di
qualità delle acque destinate al consumo umano per il parametro 55 –
Atrazina, Simazina, Bentazone, Molinate; Sentito in merito il
Consiglio superiore di sanità, che si è espresso in data 9 febbraio
1989;
Decreta:

Art. 1. 1. Le deroghe ai requisiti di qualità delle acque destinate
al consumo umano, che possono essere disposte dalle regioni Piemonte,
Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Marche ai
sensi degli articoli 17 e 18 del decreto del Presidente della
Repubblica 24 maggio 1988, n. 236, non possono superare i valori
massimi ammissibili (VMA) indicati nel successivo art. 2 per il
parametro 55 (Atrazina, Simazina, Bentazone, Molinate) suscettibile
di deroga e devono tenere conto di quanto riportato nella colonna
delle osservazioni.
2. La durata temporale delle deroghe non deve superare il termine
di ventiquattro mesi e deve essere quella più breve possibile in
relazione al tempo strettamente occorrente per la realizzazione degli
interventi necessari per assicurare l’approvvigionamento idrico
alternativo.

Art. 2. 1. I valori massimi ammissibili relativi al parametro
<<antiparassitari e prodotti assimilabili>>, espressi, ai sensi
dell’art. 16 del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio
1988, n. 236, per componente separato, sono i seguenti:
XTAB
Ð Ð Ð
Espressione Valore
Componente dei massimo Osservazioni
risultati ammissibile
(VMA)

a) Atrazina µg/1 0,8 Il VMA indicato può essere
b) Simazina µg/1 0,4 applicato solo nel caso in
cui, prima dell’eventuale
trattamento con carbone at-
tivo, vengano predisposti,
qualora si accerti una con-
comitante presenza di nitri-
ti, gli idonei sistemi per
la rimozione dell’azoto
nitroso delle acque.

c) Bentazone µg/1 4
d) Molinate µg/1 0,3

2. Qualora si accerti la presenza contemporanea di due o più
erbicidi nell’acqua potabile, il rispettivo valore massimo
ammissibile cumulativo è determinato secondo la seguente formula:
XTAB

(C1/VMA1) + (C2/VMA2) + ………=> 1

dove C1 e C2 rappresentano i valori di concentrazione dei singoli
erbicidi e VMA1 e VMA2 i rispettivi valori massimi ammissibili ovvero
le rispettive concentrazioni massime ammissibili.

Art. 3. 1. Fermo restando i valori massimi ammissibili di cui
all’art. 2, nell’esercizio dei poteri di deroga di cui all’art. 18
del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 236,
le regioni di cui all’art. 1 sono tenute in relazione alle specifiche
situazioni locali ad adottare i valori che assicurino l’erogazione di
acqua della migliore qualità possibile.

Art. 4. 1. Contestualmente ai provvedimenti di deroga, le regioni
adottano i piani di intervento di cui all’art. 18, comma 3, del
decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 236.
2. Detti piani di intervento, ai sensi del combinato disposto di
cui all’art. 16, comma 2, ed all’art. 18, comma 2, del decreto del
Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 236, debbono
conseguire il rientro dei valori di concentrazione dei contaminanti
rilevati nei limiti previsti dall’allegato I al decreto del
Presidente della Repubblica citato entro il termine indicato al
precedente art. 1 e debbono altresì prevedere, tra le altre, le
seguenti misure:
a) il divieto d’uso, nelle zone di protezione di sorgenti, pozzi
e punti di presa d’acqua, di quelle sostanze attive diserbanti per le
quali i controlli analitici di cui all’art. 11, comma 1, lettera a),
del decreto del Presidente della Repubblica citato abbiano rilevato
il superamento della concentrazione di 0,1 microgrammi/litro;
b) assicurare un’assistenza tecnica agli agricoltori;
c) l’allineamento ai valori previsti dall’allegato I al decreto
del Presidente della Repubblica citato per il parametro 55 dovrà
essere conseguito attraverso opportuni interventi acquedottistici
quali:
installazione di unità di potabilizzazione a carboni attivi;
interconnessione con sistemi di acquedotto indenni, previa
esclusione, ove possibile, delle fonti di approvvigionamento
inquinate;
ristrutturazione e potenziamento degli impianti di acquedotto
esistenti, anche mediante la perforazione di nuovi pozzi;
realizzazione di nuovi impianti di acquedotto;
d) la creazione o l’aggiornamento di una puntuale anagrafe
quali-quantitativa delle fonti di approvvigionamento idrico nonchè un
esame della congruità tecnica e degli ambiti territoriali ottimali
delle reti acquedottistiche, anche in vista degli adempimenti
previsti dall’art. 9, primo comma, lettera a), del decreto del
Presidente della Repubblica citato.
3. I provvedimenti adottati sono trasmessi immediatamente ai
Ministeri della sanità e dell’ambiente ai sensi dell’art. 18, comma
5, del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 236 del
1988, nonchè per gli adempimenti di cui all’art. 11 del decreto-legge
14 febbraio 1989, n. 49, concernente norme urgenti per il
miglioramento qualitativo e per la prevenzione dell’inquinamento
delle risorse idriche destinate all’approvvigionamento potabile.
Il presente decreto entra in vigore il giorno della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

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