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Disposizioni per la tutela delle aree marine di interesse storico, artistico o archeologico.

dm 12/07/1989

CULTURA E BENI CULTURALI
Decreto Ministeriale 12 luglio 1989 (in Gazz. Uff., 28 luglio, n.
175). – Disposizioni per la tutela delle aree marine di interesse
storico, artistico o archeologico.

Il Ministro della marina mercantile, ed il Ministro per i beni
culturali e ambientali:
Visti i decreti legislativi del Capo provvisorio dello Stato 13
luglio 1946, n. 26 e 31 marzo 1947, n. 396, recanti norme sulla
istituzione e l’ordinamento del Ministero della marina mercantile;
Visto il decreto-legge 14 dicembre 1974, n. 657, recante istituzione
del Ministero per i beni culturali e ambientali, convertito, con
modificazioni, nella legge 29 gennaio 1975, n. 5 ed il decreto del
Presidente della Repubblica 3 dicembre 1975, n. 805, concernente
l’organizzazione dello stesso Ministero:
Vista la legge 1° giugno 1939, n. 1089, recante tutela delle cose
d’interesse artistico e storico; Visto il codice della navigazione,
approvato con regio decreto 30 marzo 1942, n. 327, ed in particolare
l’art. 1235 a norma del quale al personale del Corpo delle
capitanerie di porto, di cui agli articoli 16, lettera F), e 32 della
legge 8 luglio 1926, n 1178, è attribuita, agli effetti dell’art. 221
del Codice di procedura penale, la qualifica di ufficiale di polizia
giudiziaria; Premesso che le aree marine di interesse storico,
artistico o archeologico costituite da relitti di antiche navi e dal
loro carico, da strutture murarie e portuali sommerse rappresentano
una componente preziosa del patrimonio storico-artistico italiano, la
cui tutela è attribuita al Ministero per i beni culturali e
ambientali che vi provvede nelle forme della legge 1° giugno 1939, n.
1089, attraverso le competenti soprintendenze, nonchè, per quanto
previsto dal decreto ministeriale 31 ottobre 1988, dal servizio
tecnico per l’archeologia subacquea istituito nell’ambito
dell’Ufficio centrale per i beni ambientali, architettonici,
archeologici, artistici e storici; Considerato che, alla predetta
opera di protezione dei detti beni, concorre il Ministero della
marina mercantile attraverso il Corpo delle capitanerie di porto
mediante interventi diretti alla interdizione della navigazione,
della pesca e dell’immersione, ove richiesta dal Ministero per i beni
culturali e ambientali, con riferimento alle aree marine nelle quali
sono localizzati i reperti; Ritenuto che detto concorso nella tutela
sulle aree di interesse storico, artistico o archeologico sommerse
debba essere potenziato mediante:
a) nuove forme di collaborazione dei due Ministeri attraverso una
intesa che consenta l’agevolazione delle attività di ricerca e di
scavo in mare ad opera degli studiosi e dei tecnici operanti alle
dipendenze dell’Amministrazione dei beni culturali e ambientali;
b) l’utilizzazione dei mezzi navali ed aerei del servizio di
<<Guardia costiera>> delle capitanerie di porto, in funzione di
vigilanza sulle aree marine anche ai fini della prevenzione e della
repressione di danneggiamenti e di furti;
Decretano:

Art. 1. Il Ministero della marina mercantile d’intesa con il
Ministero per i beni culturali e ambientali concorre alla tutela dei
beni di cui alla legge 1° giugno 1939, n. 1089, attraverso il
personale militare delle capitanerie di porto.

Art. 2. Con decreto del Ministro della marina mercantile possono
essere istituiti, presso gli uffici marittimi periferici, nuclei per
la tutela del patrimonio storico, artistico e archeologico sommerso.
A richiesta del Ministero della marina mercantile il Ministero per
i beni culturali e ambientali ammette personale militare delle
capitanerie di porto alla frequenza di corsi di archeologia
subacquea, di corsi diretti a favorire conoscenze degli strumenti
giuridici di tutela dei beni appartenenti al patrimonio storico,
artistico o archeologico sommerso, nonchè delle modalità di
intervento conservativo dei beni stessi, organizzati e promossi
dall’Ufficio centrale per i beni ambientali, architettonici,
archeologici, artistici e storici – servizio tecnico di archeologia
subacquea.

Art. 3. Al fine di consentire la ricognizione delle aree sommerse
di interesse storico, artistico o archeologico la direzione dei
lavori connessi alla identificazione dei beni, al recupero e allo
scavo, il Ministro della marina mercantile, con proprio decreto,
detterà norme su riconoscimento dei brevetti dei quali gli operatori,
dipendenti o autorizzati dal Ministero per i beni culturali e
ambientali, dovranno essere muniti ai fini della iscrizione nel
registro di cui all’art. 68 del codice della navigazione.

Art. 4. Il coordinamento delle attività di vigilanza sulle aree
marine di interesse storico, artistico o archeologico, da effettuare
con l’uso dei mezzi aerei e navali del servizio di <<Guardia
costiera>> delle capitanerie di porto, è assicurato da periodiche
conferenze delle autorità marittime e dei beni culturali e ambientali
aventi la medesima competenza territoriale, secondo cadenze e sulla
base delle direttive generali emanate dai Ministri.
A livello centrale alle predette conferenze partecipano, per il
Ministero della marina mercantile, l’ispettore generale delle
capitanerie di porto ed il responsabile centrale del servizio di
<<Guardia costiera>> e, per il Ministero per i beni culturali e
ambientali, il dirigente generale preposto all’Ufficio centrale per i
beni ambientali, architettonici, archeologici, artistici e storici ed
il dirigente del servizio tecnico per l’archeologia subacquea.

Art. 5. Il Ministro della marina mercantile detterà disposizioni
perchè i titolari di attività economiche svolgentesi in mare,
soggette a concessione od autorizzazione amministrativa, siano
richiamati al dovere di segnalare al servizio di <<Guardia costiera>>
della competente capitaneria di Porto e alle altre autorità operanti
in mare in funzione di polizia, nonchè al Ministero per i beni
culturali e ambientali – Ufficio centrale per i beni ambientali
architettonici, archeologici, artistici e storici – servizio tecnico
di archeologia subacquea, comportamenti a loro conoscenza anche solo
potenzialmente causativi di danno al patrimonio pubblico
storico-artistico sommerso, nonchè consistenti nel danneggiamento o
nel furto dei relativi beni.

Art. 6. Il Ministero della marina mercantile mette a disposizione
del Ministero per i beni culturali e ambientali i risultati di
ricerche sottomarine nelle acque territoriali ai fini della
individuazione di giacimenti archeologici sommersi.
Con apposite convenzioni saranno regolate forme di collaborazione
per speciali ricerche ritenute di comune interesse.

Art. 7. Ai fini della definizione degli interventi riservati alla
competenza ministeriale è istituito il comitato consultivo per la
difesa dei beni del patrimonio storico-artistico e archeologico
sommerso costituito dall’ispettore generale delle capitanerie di
porto, dal dirigente generale preposto all’ispettorato centrale per
la difesa del mare, dal direttore generale della pesca, dal dirigente
generale preposto all’Ufficio centrale per i beni ambientali,
architettonici, archeologici, artistici e storici, dal dirigente e
dal vice direttore del servizio tecnico per l’archeologia subacquea
del Ministero per i beni culturali e ambientali o da loro delegati.
Detto comitato presieduto da un magistrato amministrativo, nominato
congiuntamente dal Ministro della marina mercantile e dal Ministro
per i beni culturali e ambientali, ha compiti consultivi e di
proposta nelle materie disciplinate dal presente decreto.

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