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Programmazione triennale per la tutela dell'ambiente....

Programmazione triennale per la tutela dell'ambiente.

l 28/08/1989 n. 00000305

AMBIENTE
Legge 28 agosto 1989, n. 305 (in Gazz. Uff., 2 settembre, n. 205). –
Programmazione triennale per la tutela dell’ambiente.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
Il Presidente della Repubblica:
Promulga la seguente legge:

Art. 1.

Programma triennale dell’azione pubblica per la tutela dell’ambiente.

1. Il Ministro dell’ambiente, sentita la Conferenza permanente per
i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento
e Bolzano, nonchè sentite l’Associazione nazionale comuni italiani e
l’Unione delle province d’Italia, propone per ciascun triennio al
Comitato interministeriale per la programmazione economica il
programma triennale dell’azione pubblica per la tutela dell’ambiente.
2. Il programma è approvato dal CIPE, sentite le competenti
commissioni parlamentari, ed è aggiornato entro il 30 giugno di
ciascun anno con identica procedura. Contestualmente alla
trasmissione alle competenti commissioni dell’aggiornamento annuale,
il Ministro riferisce sullo stato di attuazione del programma.
3. Il programma determina le priorità dell’azione pubblica per
l’ambiente; ripartisce per ambiti regionali e, ai fini del
risanamento idrico, per bacino idrografico, finalizzandole a dette
priorità, le risorse statali disponibili, ivi comprese quelle per
interventi ed opere di tutela ambientale finanziate a carico del
fondo investimenti ed occupazione, e quelle della presente legge,
coordinandole a quelle previste dalle leggi di tutela dell’ambiente
dall’inquinamento, tenendo conto dei finanziamenti comunitari
utilizzabili. Definisce altresì metodi ed indirizzi finalizzati a
garantire, ai sensi dell’art. 4, l’integrazione concertata tra
risorse dello Stato e altre risorse pubbliche, con particolare
riguardo a quelle delle regioni e degli enti locali, nonchè risorse
di enti pubblici economici e private. Il programma definisce inoltre
lo schema-tipo di accordo di cui all’art. 4.
4. Per l’attuazione del programma per gli anni 1989-1991 è
autorizzata la spesa di lire 232 miliardi per il 1989, di lire 589
miliardi per il 1990 e di lire 793 miliardi per il 1991 secondo le
modalità e articolazioni degli articoli 7, 8, 9, comma 6, 10, comma
2, 11, 12, 13 e 14. Per il finanziamento del programma per gli anni
successivi si provvede a norma dell’art. 11-quater, comma 3, della
legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni ed
integrazioni.

Art. 2.

Spesa statale per l’ambiente.

1. All’art. 6 della legge 5 agosto 1978, n. 468, dopo il quarto
comma è inserito il seguente:
<<Un apposito allegato allo stato di previsione del Ministero
dell’ambiente reca la riclassificazione per leggi e per programmi dei
capitoli della spesa corrente ed in conto capitale finalizzati:
a) alla difesa, alla protezione, al recupero ed al risanamento
dell’ambiente;
b) agli studi di impatto ambientale>>.

Art. 3.

Spesa regionale per l’ambiente.

1. Su proposta del Ministero del tesoro, sentito il Ministro
dell’ambiente, il CIPE adotta gli opportuni atti di indirizzo per le
regioni finalizzati a garantire che la classificazione e
l’esposizione delle spese regionali per l’ambiente siano omogenee a
quelle delle spese statali ai sensi dell’art. 2. Le regioni sono
comunque tenute a trasmettere al Ministro dell’ambiente, entro il 30
giugno di ciascun anno, i dati sulla spesa ambientale.

Art. 4.

Attuazione concertata del programma.

1. Per l’attuazione del programma, il Ministro dell’ambiente
promuove la conclusione di intese programmatiche con le singole
regioni e province autonome, aventi ad oggetto l’impiego coordinato
delle risorse. In particolare, l’intesa definisce gli interventi da
realizzare nel triennio indicando le quote finanziarie dello Stato,
della regione ed eventualmente degli enti locali, nonchè le modalità
di coordinamento ed integrazione delle procedure.
2. Qualora l’attuazione del programma triennale richieda
l’iniziativa integrata e coordinata di più amministrazioni o enti
pubblici, anche economici o ad ordinamento autonomo, il Ministro
dell’ambiente propone la conclusione fra i soggetti interessati di un
accordo di programma che attui il coordinamento delle azioni di
rispettiva competenza, individuando il soggetto al quale è affidato
il coordinamento della gestione del programma. L’accordo definisce
altresì le integrazioni ed il coordinamento procedurale delle
attività dei singoli soggetti competenti necessari per la
realizzazione del programma nonchè le modalità di controllo del
rispetto della sua attuazione.
3. L’accordo determina, in particolare, i tempi e le modalità di
attuazione degli interventi ed il loro finanziamento, nonchè i
criteri per la gestione delle opere. L’accordo prevede, altresì,
interventi surrogatori nei confronti di eventuali inadempienze dei
soggetti partecipanti, dichiarate sulla base di apposito procedimento
di messa in mora, e procedimenti di arbitrato rituale. L’accordo è
approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri,
previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del
Ministro dell’ambiente. Il decreto e l’accordo sono pubblicati nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
4. Il Ministro dell’ambiente vigila sull’esecuzione dell’accordo di
programma e, in caso di inadempienza dei soggetti partecipanti e di
mancata attuazione delle procedure sostitutive stabilite, promuove la
revoca parziale o totale del finanziamento.

AMBIENTE
MEZZOGIORNO

Art. 5.

Interventi nel Mezzogiorno.

1. Al fine di coordinare l’intervento straordinario nel Mezzogiorno
con il programma triennale, il Ministro per gli interventi
straordinari nel Mezzogiorno è tenuto alle priorità del programma.
Gli interventi che hanno rilevanza rispetto agli indirizzi del
programma predetto sono adottati sentito il Ministro dell’ambiente.

AMBIENTE
Art. 6.

Aree ad elevato rischio di crisi ambientale.

1. L’art. 7 della legge 8 luglio 1986, n. 349, è sostituito dal
seguente:
<<Art. 7. – 1. Gli ambiti territoriali e gli eventuali tratti
marittimi prospicienti caratterizzati da gravi alterazioni degli
equilibri ambientali nei corpi idrici, nell’atmosfera o nel suolo, e
che comportano rischio per l’ambiente e la popolazione, sono
dichiarati aree ad elevato rischio di crisi ambientale, previo parere
delle commissioni parlamentari competenti, con deliberazione del
Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’ambiente,
d’intesa con le regioni interessate. Il predetto parere delle
commissioni parlamentari è espresso entro trenta giorni
dall’assegnazione, decorsi inutilmente i quali il Governo procede
alla deliberazione di sua competenza. La dichiarazione avviene sulla
base di una relazione preliminare predisposta dal Ministro
dell’ambiente, tesa ad individuare i fattori di rischio, le
motivazioni dell’opportunità e dell’urgenza della dichiarazione.
2. La dichiarazione di area ad elevato rischio di crisi ambientale
ha validità per un periodo massimo di cinque anni. Il Ministro
dell’ambiente riferisce annualmente alle competenti commissioni
parlamentari sullo stato di attuazione degli interventi, sugli
effetti relativi alla situazione dell’ambiente nell’area individuata
e, allo scadere del predetto termine, trasmette una relazione
generale, contenente, in particolare, una descrizione delle attività
svolte, dei progetti ed opere intrapresi e realizzati, nonchè dello
stato dell’ambiente.
3. Qualora sia necessario rinnovare la dichiarazione di area ad
elevato rischio di crisi ambientale, si procede ai sensi del comma 1.
4. Con la deliberazione di cui al comma 1 sono individuati gli
obiettivi per gli interventi di risanamento, il termine e le
direttive per la formazione di un piano teso ad individuare in via
prioritaria le misure urgenti atte a rimuovere le situazioni di
rischio e per il ripristino ambientale.
5. Il piano, predisposto, d’intesa con le regioni interessate, dal
Ministro dell’ambiente, è approvato con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri, su deliberazione del Consiglio dei Ministri.
6. Il piano, sulla base della ricognizione degli squilibri
ambientali e delle fonti inquinanti, dispone le misure dirette:
a) a ridurre o eliminare i fenomeni di squilibrio ambientale e di
inquinamento e alla realizzazione e all’impiego, anche agevolati, di
impianti ed apparati per eliminare o ridurre l’inquinamento;
b) alla vigilanza sui tipi e modi di produzione e
sull’utilizzazione dei dispositivi di eliminazione o riduzione
dell’inquinamento e dei fenomeni di squilibrio;
c) a garantire la vigilanza e il controllo sullo stato
dell’ambiente e sull’attuazione degli interventi.
7. Il piano definisce i metodi, i criteri e le misure di
coordinamento della spesa ordinaria dello Stato, delle regioni e
degli enti locali disponibile per la realizzazione degli interventi
previsti. Il programma triennale indica e ripartisce le risorse
statali disponibili per ciascuna area ad elevato rischio.
8. L’approvazione del piano ha effetto di dichiarazione di pubblica
utilità, urgenza ed indifferibilità delle opere in esso previste.
9. Ai…

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