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Regolamento recante criteri generali per la programmazione degli interventi e il coordinamento tra enti competenti nel settore dell'edilizia sanitaria in riferimento al piano pluriennale di investimenti, ai sensi dell'art. 20, commi 2 e 3, della legge finanziaria 11 marzo 1988, n. 67.

dm 29/08/1989 n. 00000321 [MOD]

SANITA’, SANITARI, ECC. (GENERALITA’)
Decreto Ministeriale 29 agosto 1989, n. 321 (in Gazz. Uff., 21
settembre, n. 221). – Regolamento recante criteri generali per la
programmazione degli interventi e il coordinamento tra enti
competenti nel settore dell’edilizia sanitaria in riferimento al
piano pluriennale di investimenti, ai sensi dell’art. 20, commi 2 e
3, della legge finanziaria 11 marzo 1988, n. 67.

Il Ministro della sanità:
Visto l’art. 20 della legge 11 marzo 1988, n. 67; Visto il decreto
ministeriale 13 settembre 1988, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
del 24 settembre 1988, n. 225, in applicazione della legge 8 aprile
1988, n. 109, sulla riorganizzazione del sistema ospedaliero; Visto
l’art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400; Considerate le esigenze
di riequilibrio di cui all’art. 53 della legge 23 dicembre 1978, n.
833, anche in relazione all’art. 17 della legge 1° marzo 1986, n. 64,
sulla disciplina organica dell’intervento straordinario nel
Mezzogiorno; Ravvisata l’opportunità primaria di completare le opere
ospedaliere rimaste incompiute, o in corso di realizzazione;
Considerati gli obiettivi indicati nei programmi prioritari relativi
al riparto del Fondo sanitario nazionale per il 1989, orientato agli
anni successivi; Considerata la necessità di adeguamento alle
innovazioni tecnologiche e organizzative con connessi effetti di
trasformazione nella progettazione e nella gestione del sistema
sanitario; Ritenuta la necessità di adeguare le strutture sanitarie
pubbliche alle vigenti norme di sicurezza, di ridurre le barriere
architettoniche e di prestare ai cittadini un servizio in condizioni
funzionali e di decoro; Ritenuto opportuno attuare il coordinamento
dei finanziamenti relativi alle opere edilizie del settore sanitario
pubblico; Sentito il Consiglio sanitario nazionale; Sentito il nucleo
di valutazione; Udito il parere del Consiglio di Stato;
Emana il seguente regolamento:

Art. 1.

Individuazione dei criteri.

1. Gli interventi in materia di ristrutturazione edilizia e di
ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario pubblico e di
realizzazione di residenze per anziani e soggetti non autosufficienti
di cui all’art. 20 della legge 11 marzo 1988, n. 67, sono destinati
al conseguimento degli obiettivi indicati nell’articolo stesso
attraverso i seguenti criteri:
a) il riequilibrio qualitativo e quantitativo delle dotazioni
sanitarie strutturali e tecnologiche va realizzato sia nell’ambito
interregionale, mediante riserva di finanziamenti in ragione del 50
per cento alle regioni dell’Italia meridionale e insulare, sia
all’interno delle singole regioni avendo riguardo alla
razionalizzazione dei sistemi ospedalieri delle aree metropolitane di
Roma, Milano, Napoli, Torino, Genova, Palermo e delle aree
polarizzate sulle città di Bari, Bologna, Catania, Firenze e Venezia;
b) per la realizzazione o l’acquisizione di strutture
residenziali per anziani prevalentemente non autosufficienti e di
quelle per handicappati e disabili psichici e sensoriali sono
riservati, sulla disponibilità di 10 mila miliardi complessiva del
primo triennio, miliardi 2.670, di cui miliardi 400 per strutture
destinate ad handicappati e disabili;
c)le percentuali dei posti letto di cui al comma 2, lettere b) e
c), del citato art. 20 si riferiscono al numero dei posti letto
pubblici complessivi nazionali, ivi compresi quelli degli istituti di
ricovero e cura a carattere scientifico nonchè i policlinici
universitari, secondo la riorganizzazione di cui al decreto
ministeriale 13 settembre 1988, tenendo conto della necessità di
assicurare idonea distribuzione territoriale alle varie
specializzazioni e, a più larga maglia, alle alte specialità. Gli
interventi di riorganizzazione della rete ospedaliera debbono essere
finalizzati a realizzare la concentrazione in ospedali di dimensioni
tra 300 e 800 posti letto, di un numero di specializzazioni che copra
la massima parte dei bisogni assistenziali della popolazione
dell’area territoriale di riferimento. Va riservato ad un numero
limitato di ospedali di alta complessità e ad elevata tecnologia il
trattamento delle patologie di particolare gravità, secondo le
indicazioni del sopracitato decreto ministeriale 13 settembre 1988,
valido e operante in attesa delle norme di modifica della legge 12
febbraio 1968, n. 132, e dei relativi decreti di attuazione;
d) nelle strutture ospedaliere vanno realizzati servizi
ambulatoriali a supporto delle esigenze territoriali dell’unità
sanitaria locale;
e) le esigenze di ammodernamento e potenziamento tecnologico
vanno soddisfatte in particolare dove il servizio pubblico è stato in
passato costretto al frequente ricorso al settore privato
convenzionato;
f) sulla disponibilità complessiva di 10 mila miliardi relativa
al primo triennio, una quota del 5% deve essere riservata al
potenziamento delle strutture riguardanti la prevenzione collettiva;
g) la manutenzione straordinaria del patrimonio sanitario
pubblico, da realizzare con le risorse in conto capitale del fondo
sanitario nazionale, riguarda in particolare alcune misure
contingenti e non procrastinabili, fra le quali il miglioramento del
decoro e del conforto delle strutture sanitarie frequentate dai
cittadini, ivi comprese:
1) la riduzione delle barriere architettoniche;
2) la manutenzione straordinaria dei forni inceneritori e delle
strutture connesse;
3) l’adozione delle più urgenti misure dirette a prevenire le
infezioni ospedaliere;
h) nell’adeguamento alle norme di sicurezza occorre considerare
prioritariamente la messa a norma di impianti e attrezzature e il
contenimento dei consumi energetici.

Art. 2.

Standard delle strutture residenziali e integrazioni funzionali.

1. Le residenze sanitarie assistenziali per anziani e disabili non
autosufficienti vanno realizzate come strutture residenziali
extraospedaliere, caratterizzate dalla integrazione funzionale ed
organica dei servizi sanitari e di quelli socio-sanitari.
2. Gli interventi da compiere ai sensi del precedente art. 1, comma
1, lettera b), per quanto concerne le residenze sanitarie
assistenziali si conformano agli standard dimensionali e funzionali
fissati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ai
sensi dell’art. 20, comma 2, lettera f), della legge 11 marzo 1988,
n. 67, nonchè ai criteri riguardanti l’integrazione ed il
coordinamento dei servizi sociali con i servizi sanitari di distretto
e ospedalieri ai fini dell’assistenza da erogare agli ospiti delle
residenze sanitarie assistenziali, che saranno determinati con
apposito atto.

Art. 3.

Correlazioni con indicazione di programmazione a scala sovraregionale
o nazionale.

1. La localizzazione di interventi strutturali o tecnologici di
rilievo interregionale è concordata tra le regioni e province
autonome limitrofe ed è verificata con il Ministero della sanità, con
riferimento alle indicazioni di programmazione a scala nazionale.
2. La localizzazione di interventi strutturali connessi ai reparti
ospedalieri protetti per detenuti ricoverati, riguardando esigenze di
preminente rilievo statale, è concordata dal Ministero della sanità,
previo parere del Ministro di grazia e giustizia e del Ministro
dell’interno, con le regioni e province autonome di insediamento
degli interventi stessi.

Art. 4.

Modalità di coordinamento con altre amministrazioni.

1. Per assicurare l’impiego ottimale delle risorse disponibili, ed
accrescere l’effetto cumulativo degli investimenti pubblici in
materia di edilizia sanitaria da qualunque istituzione disposti, e
per consentire il controllo preventivo degli effetti tecnico-sanitari
e gestionali delle opere finanziate con l’intervento di altre
amministrazioni, è costituito un comitato consultivo per il
coordinamento.
Detto comitato è composto da:
il Ministro della sanità, che lo coordina;
sette componenti designati dal Consiglio sanitario nazionale tra
i rappresentanti delle regioni, membri dello stesso Consiglio;
tre componenti designati dal nucleo di valutazione nel proprio
ambito;
tre componenti designati dal Ministro della sanità;
un componente designato da ciascuna delle seguenti
amministrazioni centrali: Bilancio e programmazione economica, Lavori
pubblici, Interventi straordinari nel Mezzogiorno, Protezione civile,
Aree urbane nonchè Università e ricerca scientifica e tecnologica;
il dirigente generale di Servizio centrale della programmazione
sanitaria.
Il comitato si avvale della segreteria del nucleo di valutazione.
2. Per gli apporti di amministrazioni locali o di istituzioni
pubbliche di livello regionale, il coordinamento in sede di
predisposizione del programma regionale degli investimenti è
realizzato dalle regioni o province autonome.

Art. 5.

Criteri per la programmazione regionale.

1. Il programma triennale di investimenti relativo al triennio
1988-90 deve indicare analiticamente, per ciascuno degli obiettivi,
quali interventi si prevede di effettuare nel triennio. Nella domanda
di ammissione al finanziamento, sono precisati la localizzazione e il
costo previsto.
2. Il programma triennale degli investimenti deve precisare anche
le esigenze st…

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