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Atto di indirizzo e coordinamento dell'attività amministrativa delle regioni e province autonome concernente la realizzazione di strutture sanitarie residenziali per anziani non autosufficienti non assistibili a domicilio o nei servizi semiresidenziali.

dpcons 22/12/1989

ASSISTENZA E BENEFICIENZA PUBBLICA
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 dicembre 1989
(in Gazz. Uff., 3 gennaio, n. 2). – Atto di indirizzo e coordinamento
dell’attività amministrativa delle regioni e province autonome
concernente la realizzazione di strutture sanitarie residenziali per
anziani non autosufficienti non assistibili a domicilio o nei servizi
semiresidenziali.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, d’intesa con il Ministro
della sanità:
Visto l’art. 20, comma 1, della legge 11 marzo 1988, n. 67, che tra
l’altro prevede la realizzazione di residenze per anziani e soggetti
non autosufficienti; Visto l’art. 20, comma 2, lettera f), della
citata legge n. 67 del 1988 che prevede la emanazione di apposito
atto di indirizzo e coordinamento dell’attività amministrativa delle
regioni e delle province autonome sulle dimensioni e relative
tipologie delle strutture destinate ad accogliere anziani che non
possono essere assistiti a domicilio e che richiedono trattamenti
continui; Sentito il Consiglio sanitario nazionale nella seduta del
27 settembre 1989; Sentito il nucleo di valutazione costituito con
decreto del Ministro della sanità in data 26 luglio 1988, in
attuazione dell’art. 20 della legge 11 marzo 1988, n. 67; In
conformità alla deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata
nella riunione del 22 dicembre 1989, con la quale il Presidente del
Consiglio dei Ministri è stato delegato ad emanare, d’intesa con il
Ministro della sanità, un atto di indirizzo e coordinamento
concernente le tipologie costruttive ed il dimensionamento delle
strutture residenziali per anziani e per soggetti non
autosufficienti, da realizzare nell’ambito del finanziamento disposto
con l’art. 20 della legge 11 marzo 1988, n. 67;
Decreta:

Art. 1. 1. Le residenze sanitarie assistenziali per anziani non
assistibili a domicilio e che richiedono trattamenti continui, da
realizzare o adeguare nel piano pluriennale di investimenti previsto
dall’art. 20 della legge 11 marzo 1988, n. 67, devono corrispondere
alle tipologie e ai requisiti dimensionali indicati nell’allegato A,
che fa parte integrante del presente decreto.

Art. 2.1. I requisiti di cui all’art. 1 devono essere posseduti
anche dalle istituzioni che si convenzionano con il Servizio
sanitario regionale.
2. Per le istituzioni già convenzionate l’adeguamento ai requisiti
di cui sopra dovrà essere effettuato entro tre anni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto.

Art. 3.1. I requisiti di cui all’art. 1, in quanto applicabili, si
estendono alle strutture per soggetti non autosufficienti.

Allegato A

Criterio n. 1 – Definizione.
Si definisce residenza sanitaria assistenziale una struttura
extraospedaliera finalizzata a fornire accoglimento, prestazioni
sanitarie, assistenziali e di recupero a persone anziane
prevalentemente non autosufficienti.
Presupposto per la fruizione della residenza sanitaria
assistenziale è la comprovata mancanza di un idoneo supporto
familiare che consenta di erogare al domicilio i trattamenti sanitari
continui e l’assistenza necessaria.
Criterio n. 2 – Fruibilità degli spazi.
La condizione degli anziani determina una concezione degli spazi
ad essi destinati che non può prescindere dal rispetto di norme
concepite a misura di portatori di handicap.
Di conseguenza nelle residenze sanitarie assistenziali vanno
abolite le barriere architettoniche e lo spazio disponibile va reso
usufruibile in modo pieno da tutti gli ospiti delle residenze.
L’applicazione del criterio mira a consentire alle persone con
maggiore autosufficienza di usufruire di adeguati spazi di relazione
per migliorare la propria condizione di vita, mentre per le persone
non autosufficienti spazi ampi vanno riservati alle manovre
indispensabili e alle attività di servizio degli operatori al letto
degli assistiti, nonchè alle attività ricreative di questi ultimi.
Criterio n. 3 – Concezione architettonica degli spazi.
Il rispetto della condizione delle persone anziane accolte nelle
residenze, sulla base dell’analisi delle esigenze che esse
presentano, nonchè alla luce di esperienze italiane ed
internazionali, implica una concezione architettonica e spaziale di
tipo nuovo, atta a ricreare all’interno della struttura condizioni di
vita ispirate a quelle godute dagli ospiti al proprio domicilio.
Le soluzioni progettuali se ne debbono fare carico, proponendo la
individuazione di spazi privati e personalizzati – articolati per
piccoli nuclei di ospiti, di dimensioni modulari rispetto agli
standard dei servizi appresso specificati – e di spazi comuni per
attività varie. Nel loro insieme le soluzioni debbono configurare, a
scala di residenza, un tessuto abitativo articolato in cui siano
presenti, accanto alle camere e alloggi, sostitutivi delle
abitazioni, zone dedicate alle relazioni sociali, collegamenti tra le
varie aree per agevolare la mobilità dei presenti e spazi riservati
ad attività occupazionali e di laboratorio per impegnare fattivamente
gli ospiti, secondo le loro esperienze ed attitudini.
Le soluzioni nel loro insieme debbono, altresì, essere integrate
nel preesistente contesto urbano.
Criterio n. 4 – Organizzazione <<per nuclei>>.
L’organizzazione <<per nuclei>> consente di accogliere nella
stessa struttura residenziale persone non autosufficienti a vario
titolo ed autosufficienti, senza determinare sovrapposizioni, data la
relativa autonomia dei servizi di ciascun nucleo, salvaguardando per
tutti gli aspetti di riservatezza personale e, nel contempo, offrendo
occasioni di socializzazione spontanea all’interno del nucleo, nelle
relazioni tra nuclei e nei contatti con i fruitori esterni del Centro
servizi a ciclo diurno, di cui la residenza deve essere possibilmente
dotata.
Anche sotto l’aspetto gestionale, l’organizzazione <<per nuclei>>
modulari, dotati di servizi autonomi, risulta essere la più idonea
per un impiego ottimale del personale e per garantire la migliore
assistenza agli ospiti.
Criterio n. 5 – L’area residenziale.
L’area residenziale dell’ospite può articolarsi in camere e o
alloggi dotati di zona letto, piano cottura e spazi di soggiorno
pranzo.
Le camere e gli alloggi sono destinate ad una o due persone e
comunque fino ad un massimo di quattro ospiti nei casi di particolari
esigenze strutturali o assistenziali.
Ogni camera o alloggio deve essere dotato, come standard
preferenziale, di bagno autonomo ed in ogni caso la soluzione
strutturale costituita da camere deve prevedere servizi igienici, a
norma del decreto del Presidente della Repubblica n. 384/78,
collegati alle camere, in numero minimo di uno ogni due camere, in
rapporto comunque ad un numero massimo di quattro ospiti.
Particolare attenzione va posta alla personalizzazione della
camera o alloggio dotandola di tutti i contrassegni propri delle
abitazioni e consentendo l’inserimento di arredi personali.
Criterio n. 6 – Aree di servizio. Laboratori e spazi per attività
sociali.
Le residenze sanitarie assistenziali, oltre ai necessari spazi
per le attività di servizio di ciascun nucleo e per le attività
sanitarie curative e riabilitative comuni, da collocare
preferibilmente in un’area di servizi socio-sanitari a ciclo diurno
aperta anche alla fruizione della popolazione esterna, debbono
contenere spazi per attività collettive di tipo ricreativo e di
relazione sociale.
Criterio n. 7 – Sicurezza, riservatezza e tecnologie innovative.
All’interno delle residenze per anziani una particolare
attenzione va posta al contemperamento tra esigenze di assistenza,
prevenzione degli infortuni e rispetto della riservatezza degli
ospiti. L’uso di tecnologie innovative, quali sistemi di allarme
personale, rilevatori di vario genere, segnaletiche appropriate,
mancorrenti in vista, nonchè l’impiego del colore per fini di
caratterizzazione ambientale e oggettuale, sono misure di auspicabile
applicazione, generalizzata o nei casi appropriati; nel rispetto
della riservatezza e della personalità degli ospiti, si deve
accrescere il livello di sicurezza e di fruizione dell’ambiente. é
obbligatorio l’impiego di materiali conformi alle norme di sicurezza.
Criterio n. 8 – Tipologie e dimensioni delle residenze.
L’interazione dei criteri enunciati ai punti precedenti porta
come conseguenza la opportunità di non differenziare di norma le
residenze per tipologia di ospiti.
L’indirizzo prevalente è quello di articolare le residenze
assistenziali per <<nuclei>>, applicando agli spazi abitativi gli
standard dimensionali appresso indicati, differenziando invece i
nuclei in termini organizzativi e di standard di personale, secondo
le tipologie di ospiti prevalenti.
Sul piano delle tipologie, le residenze sanitarie assistenziali
si suddividono in:
nuclei elementari singoli (fino a 20 posti) che beneficiano dei
servizi sanitari e sociali di distretto con particolare riferimento
all’assistenza domiciliare;
sistemi di più nuclei che non vanno oltre i 60 posti
residenziali, dotati di propri servizi sanitari e sociali secondo la
composizione degli ospiti e le connessioni con i servizi sanitari e
sociali esistenti sul territorio.
In zone di alta densità abitativa ed urbana la ricettività delle
residenze può essere accresciuta fino a 120 posti, comunque
organizzati in nuclei di 20 persone.
I va…

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