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Piano organico di inventariazione, catalogazione ed elaborazione della carta del rischio dei beni culturali, anche in relazione all'entrata in vigore dell'Atto unico europeo: primi interventi (1).

L 19/04/1990 n. 00000084 VIGENTE

CULTURA E BENI CULTURALI
Legge 19 aprile 1990, n. 84 (in Gazz. Uff., 26 aprile 1990, n. 96).
— Piano organico di inventariazione, catalogazione ed elaborazione
della carta del rischio dei beni culturali, anche in relazione
all’entrata in vigore dell’Atto unico europeo: primi interventi (1).

(1) Allo scopo di agevolarne la lettura, nel presente provvedimento
la nomenclatura dei Ministri e dei Ministeri è stata aggiornata sulla
base degli accorpamenti e delle soppressioni intervenute negli ultimi
anni.

(Omissis).

Art. 1.

1. Il Ministro per i beni e le attività culturali, su proposta
degli istituti centrali e dell’Ufficio centrale per i beni
archivistici, sentito il Consiglio per i beni culturali e ambientali,
approva, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, un programma di interventi nell’ambito delle attività
e dei compiti istituzionali di catalogazione, inventariazione,
prevenzione e salvaguardia dei beni culturali e ambientali.
2. Il programma è finalizzato:
a) all’avvio di un piano organico di inventariazione e
catalogazione, secondo criteri uniformi, dei beni – pubblici e
privati – storico-artistici, architettonico-ambientali, archeologici,
storico-scientifici, linguistico, etnografici, archivistici e
librari, nonché di tutti quei beni che costituiscono una rilevante
testimonianza della storia della civiltà e della cultura;
b) all’elaborazione di una carta conoscitiva aggiornabile della
situazione di rischio del patrimonio di cui alla lettera a) del
presente articolo, con relativa banca dati;
c) al potenziamento delle attività di ricerca e formazione
finalizzate alla tutela e valorizzazione del patrimonio.
3. I beni culturali, in quanto elementi costitutivi dell’identità
culturale della Nazione, per quanto riguarda il regime della
circolazione, non sono assimilabili a merci.
4. Restano ferme le competenze delle regioni a statuto speciale e
delle province autonome di Trento e di Bolzano.
5. Il programma di cui al comma 1 del presente articolo entro
quindici giorni dalla sua approvazione e inviato alle competenti
commissioni parlamentari.
6. Per la realizzazione degli interventi di cui al comma 2, lettere
a) e b), del presente articolo è riservata una somma non inferiore
all’80 per cento dello stanziamento di cui all’articolo 4, comma 1,
della presente legge.
7. Gli elaborati catalografici realizzati dal programma di cui
all’articolo 1 della presente legge e tutti quelli precedentemente
redatti dalle soprintendenze competenti e dagli istituti centrali o
comunque da essi validati, costituiranno materiale documentale da
allegarsi obbligatoriamente ad ogni progetto di recupero di immobili
o aree, di singoli beni mobili, di complessi o collezioni e da
utilizzarsi per la redazione della strumentazione urbanistica.

Art. 2.

1. Il programma di cui all’articolo 1 della presente legge è
attuato mediante progetti organici eventualmente articolati in
sottoprogetti.
2. I progetti esecutivi sono presentati dai competenti organi
centrali o periferici del Ministero per i beni e le attività
culturali e, tramite questi, dalle regioni e dai soggetti pubblici e
privati, secondo le modalità, i tempi e le procedure fissate nel
decreto ministeriale di approvazione del programma di cui
all’articolo 1, comma 1, della presente legge.
3. I progetti prevederanno la utilizzazione dei beni e dei
risultati documentali e scientifici derivati dall’articolo 15 della
legge 28 febbraio 1986, n. 41.
4. Entro novanta giorni dalla pubblicazione del decreto
ministeriale di cui al comma 2 del presente articolo, il Ministro per
i beni e le attività culturali, sentito il Consiglio per i beni
culturali ed ambientali e previa istruttoria da parte dei competenti
istituti centrali e dell’Ufficio centrale per i beni archivistici,
approva nell’ambito degli stanziamenti stabiliti dal programma per
ciascuna finalità i progetti ritenuti rispondenti alle finalità
medesime.
5. L’elenco dei progetti approvati è inviato alle competenti
commissioni parlamentari.

Art. 3.

1. Per la realizzazione dei progetti di cui al precedente articolo,
possono essere stipulate apposite convenzioni tra il Ministero per i
beni e le attività culturali e idonei soggetti pubblici e privati.
2. Le convenzioni debbono prevedere l’impiego preferenziale del
personale che abbia svolto attività di catalogazione od intervento
sui beni culturali presso gli istituti dipendenti dal Ministero per i
beni e le attività culturali o nei progetti di cui all’articolo 15
della legge 28 febbraio 1986, n. 41.
3. La direzione tecnico-scientifica dei progetti è affidata ai
competenti istituti centrali e agli organi periferici del Ministero
per i beni e le attività culturali, avvalendosi, ove necessario,
della collaborazione di università, di istituti di ricerca e di enti
specializzati, mediante apposite convenzioni.
4. L’Istituto centrale per il catalogo e la documentazione
sovraintende e coordina la realizzazione dei progetti di
catalogazione del patrimonio ambientale, architettonico,
archeologico, artistico e storico ed etnografico. L’Istituto centrale
del restauro sovraintende e coordina la realizzazione dei progetti
per la formazione della carta conoscitiva aggiornabile relativa alla
situazione di rischio del patrimonio e della banca dati nazionale.
L’Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane
e per le informazioni bibliografiche e l’Istituto centrale per la
patologia del libro, nell’ambito delle rispettive competenze,
sovrintendono e coordinano la realizzazione dei progetti concernenti
i beni librari. L’Ufficio centrale per i beni archivistici
sovrintende e coordina la realizzazione dei progetti relativi al
patrimonio archivistico.
5. Le regioni e altri enti ai fini della catalogazione e
inventariazione del proprio patrimonio culturale possono stipulare
apposite convenzioni con il Ministero per i beni e le attività
culturali.

Art. 4.

1. All’onere derivante dall’applicazione della presente legge, pari
a lire 130 miliardi per l’anno 1989, si provvede mediante
corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del
bilancio triennale 1989-1991, al capitolo 9001 dello stato di
previsione del Ministero del tesoro per il medesimo anno, all’uopo
parzialmente utilizzando l’accantonamento <<Interventi per il
potenziamento delle attività di restauro, recupero, valorizzazione,
catalogazione del patrimonio culturale, nonché per il finanziamento
di progetti in attuazione di piani paesistici regionali>>.
2. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri
decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

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