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Modifiche ed integrazioni alla legge 24 dicembre 1976, n. 898, ...

Modifiche ed integrazioni alla legge 24 dicembre 1976, n. 898, concernente nuova regolamentazione delle servitù militari.

l 02/05/1990 n. 00000104 [MOD]

FORZE ARMATE (GENERALITA’)
Legge 2 maggio 1990, n. 104 (in Gazz. Uff., 8 maggio, n. 105). –
Modifiche ed integrazioni alla legge 24 dicembre 1976, n. 898,
concernente nuova regolamentazione delle servitù militari.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
Il Presidente della Repubblica:
Promulga la seguente legge:

Art. 1. 1. All’art. 3 della legge 24 dicembre 1976, n. 898, sono
apportate le modifiche di cui ai commi seguenti.
2. Il primo comma è sostituito dal seguente:
<<In ciascuna regione è costituito un comitato misto paritetico
di reciproca consultazione per l’esame, anche con proposte
alternative della regione e dell’autorità militare, dei problemi
connessi all’armonizzazione tra i piani di assetto territoriale e di
sviluppo economico e sociale della regione e delle aree subregionali
ed i programmi delle installazioni militari e delle conseguenti
limitazioni>>.
3. Il quarto comma è sostituito dal seguente:
<<Il comitato è altresì consultato semestralmente su tutti i
programmi delle esercitazioni a fuoco di reparto o di unità, per la
definizione delle località, degli spazi aerei e marittimi regionali,
del tempo e delle modalità di svolgimento, nonchè sull’impiego dei
poligoni della regione. Qualora la maggioranza dei membri designati
dalla regione si esprima in senso contrario, sui programmi di
attività addestrative decide in via definitiva il Ministro della
difesa>>.
4. Il quinto comma è sostituito dal seguente:
<<Ciascun comitato, sentiti gli enti locali e gli altri organismi
interessati, definisce le zone idonee alla concentrazione delle
esercitazioni di tiro a fuoco nella regione per la costituzione di
poligoni, utilizzando prioritariamente, ove possibile, aree
demaniali>>.
5. Al sesto comma sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: <<Per
le aree addestrative, terrestri, marittime ed aeree, sia provvisorie
che permanenti, si stipulano disciplinari d’uso fra l’autorità
militare e la regione interessata. In caso di mancato accordo il
progetto di disciplinare è rimesso al Ministro della difesa che
decide sentiti il Presidente della Giunta regionale e il Presidente
del comitato misto paritetico competenti>>.
6. Il settimo comma è sostituito dal seguente:
<<Il comitato è formato da cinque rappresentanti del Ministero
della difesa, da un rappresentante del Ministero del tesoro, da un
rappresentante del Ministero delle finanze, designati dai rispettivi
Ministri e da sette rappresentanti della regione nominati dal
Presidente della Giunta regionale, su designazione, con voto
limitato, del Consiglio regionale>>.
7. Qualora il comitato misto paritetico non provveda entro un anno
dalla data di entrata in vigore della presente legge alla definizione
delle aree da destinare alla realizzazione di poligoni, ai sensi del
quinto comma dell’art. 3 della legge 24 dicembre 1976, n. 898, come
sostituito dal comma 4 del presente articolo, il Ministro della
difesa predispone all’uopo appositi piani sulla base dei prioritari
criteri di scelta delle aree di cui al predetto quinto comma
dell’art. 3 della legge n. 898 del 1976, che sono presentati al
Presidente della Giunta regionale. Decorsi novanta giorni dalla
presentazione, il Ministro della difesa, tenuto conto delle
osservazioni e delle eventuali proposte alternative della regione,
dispone la progettazione esecutiva e l’attuazione dei piani.

Art. 2. 1. Al secondo comma dell’art. 5 della legge 24 dicembre
1976, n. 898, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: <<Di tale
deposito è effettuata contestuale notifica, tramite i comuni
interessati, ai proprietari degli immobili assoggettati alle
limitazioni>>.

Art. 3. 1. All’art. 7 della legge 24 dicembre 1976, n. 898, sono
apportate le modifiche di cui ai seguenti commi.
2. Il primo comma è sostituito dal seguente:
<<Ai proprietari degli immobili assoggettati alle limitazioni
spetta un indennizzo annuo rapportato al doppio del reddito
dominicale ed agrario dei terreni e del reddito dei fabbricati, quali
valutati ai fini dell’imposizione sul reddito>>.
3. Il quinto comma è sostituito dal seguente:
<<I suddetti indennizzi sono corrisposti ai proprietari degli
immobili su domanda degli stessi o degli interessati di cui al terzo
comma, diretta al sindaco del comune ove esistono i beni soggetti a
vincolo>>.
4. Al sesto comma sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: <<La
domanda ha efficacia per tutto il periodo di validità del decreto di
imposizione della servitù. L’autorità militare determina le eventuali
variazioni degli indennizzi conseguenti a modifiche delle condizioni
di asservimento che possono sopravvenire nel quinquennio di validità
del decreto>>.
5. All’undicesimo comma sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:
<<nonchè quanto previsto dal sesto comma del presente articolo>>.
6. L’ultimo comma è sostituito dal seguente:
<<Per il pagamento degli indennizzi previsti dal presente
articolo si provvede mediante aperture di credito disposte a favore
dei sindaci dei comuni nel cui territorio insistono le aree ammesse
all’indennizzo, secondo le norme sulla contabilità generale dello
Stato>>.

Art. 4. 1. Fermo quanto previsto dall’art. 9 della legge 24
dicembre 1976, n. 898, ai comuni nel cui territorio sono presenti
aree appartenenti allo Stato, in uso all’amministrazione militare e
destinate a poligoni addestrativi di tiro, è corrisposto un
contributo annuo rapportato al reddito dominicale ed agrario medio
delle aree confinanti con quelle su cui insistono i poligoni di tiro,
rivalutato secondo i coefficienti stabiliti ai fini dell’imposizione
sul reddito.
2. Alle regioni maggiormente oberate dai vincoli e dalle attività
militari, comprese la dimostrazione e la sperimentazione di sistemi
d’arma, individuate ogni quinquennio con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri, sentito il Ministro della difesa, lo Stato
corrisponde un contributo annuo da destinarsi alla realizzazione di
opere pubbliche e servizi sociali nei comuni nei quali le esigenze
militari, compresi particolari tipi di insediamenti, incidono
maggiormente sull’uso del territorio e sui programmi di sviluppo
economico e sociale.
3. Il contributo è corrisposto alle singole regioni sulla base
della incidenza dei vincoli e delle attività di cui al comma 2,
determinata secondo parametri da stabilirsi con decreto del Ministro
della difesa di concerto con il Ministro del tesoro, sentite le
regioni interessate.
4. Ai comuni con popolazione fino a 100 mila abitanti, in cui
esistano insediamenti militari (caserme, depositi, o altre
infrastrutture militari), verranno corrisposte entrate ordinarie da
parte dello Stato facendo riferimento, oltre che al numero degli
abitanti, anche a quello del personale militare presente, che verrà
quindi considerato, a tal fine, come popolazione residente. Uguale
trattamento verrà riservato ai comuni che ospitano basi della NATO o
di Paesi alleati.

Art. 5. 1. Il Ministero della difesa è tenuto a riservare una quota
delle forniture e delle lavorazioni richieste dalle esigenze dei
reparti insediati nel territorio delle regioni che sono individuate
ai sensi del comma 2 dell’art. 4, alle imprese commerciali,
industriali ed artigiane ivi ubicate, compresi eventuali loro
consorzi provvisori.
2. Per il raggiungimento della anzidetta quota di riserva, nella
misura prevista dal primo comma dell’art. 113 del testo unico delle
leggi sugli interventi nel Mezzogiorno, approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218, maggiorata del 30
per cento, si seguono le procedure previste dal secondo e terzo comma
dello stesso articolo.
3. Il Ministro della difesa emana, entro sei mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge, le conseguenti disposizioni
attuative ed esercita il controllo necessario per assicurare il
rispetto degli obblighi di cui al presente articolo.
4. I singoli reparti, con la procedura del cottimo fiduciario,
prevista dall’art. 5 del regolamento per i lavori, le provviste ed i
servizi da eseguirsi in economia da parte degli organi centrali e
periferici del Ministero della difesa, approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 5 dicembre 1983, n. 939, sono autorizzati
ad impegnare, con le forme procedurali ad economia, le quote di
miglioramento vitto nonchè i controvalori ottenuti dai riporti in
economia dei generi di spettanza, ferma restando l’attuale
consistenza dei riporti medesimi.

Art. 6. 1. Il Ministero della difesa predispone un programma
pluriennale per la costruzione di poligoni di tiro di tipo chiuso per
le esercitazioni a fuoco con armi leggere.

Art. 7. 1. Per la durata di cinque anni, decorrenti dalla data di
entrata in vigore della presente legge, il comandante territoriale
può affidare, mediante contratto, prendendo a base le tariffe
professionali per i compensi da corrispondere a geometri o periti
edili o periti agrari liberi professionisti, ridotte del 20 per
cento, la rilevazione dei dati catastali ed i conteggi occorrenti per
la liquidazione degli indennizzi spettanti ai proprietari degli
immobili gravati da limitazioni, ai sensi dell’art. 2 della legge 24
dicembre 1976, n. 898, ed ogni altra operazione necessaria per
l’attuazione della predetta legge n. 898/1976 e della presente legge.
I geometri, …

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