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Approvazione del regolamento di polizia mortuaria....

Approvazione del regolamento di polizia mortuaria.

DPR 10/09/1990 n. 00000285 VIGENTE

SEPOLTURE
Decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285 (in
Gazz. Uff., 12 ottobre 1990, n. 239, s.o.). — Approvazione del
regolamento di polizia mortuaria.

(Omissis).

Art. 1.

1. é approvato l’unito regolamento di polizia mortuaria, composto
di centootto articoli e vistato dal Ministro proponente.

SEPOLTURE
Decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285 (in
Gazz. Uff., 12 ottobre 1990, n. 239, s.o.). — Approvazione del
regolamento di polizia mortuaria.

REGOLAMENTO DI POLIZIA MORTUARIA

Capo I
DENUNCIA DELLA CAUSA DI MORTE E ACCERTAMENTO DEI DECESSI

Art. 1.

1. Ferme restando le disposizioni sulla dichiarazione e sull’avviso
di morte da parte dei familiari e di chi per essi contenute nel
titolo VII del regio decreto 9 luglio 1939, n. 1238, sull’ordinamento
dello stato civile, i medici, a norma dell’art. 103, sub a), del
testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27
luglio 1934, n. 126 debbono per ogni caso di morte di persona da loro
assistita denunciare al sindaco la malattia che, a loro giudizio, ne
sarebbe stata la causa.
2. Nel caso di morte per malattia infettiva compresa nell’apposito
elenco pubblicato dal Ministero della sanità, il comune deve darne
informazione immediatamente all’unità sanitaria locale dove è
avvenuto il decesso.
3. Nel caso di morte di persona cui siano somministrati nuclidi
radioattivi la denuncia della causa di morte deve contenere le
indicazioni previste dall’art. 100 del decreto del Presidente della
Repubblica 13 febbraio 1964, n. 185.
4. Nel caso di decesso senza assistenza medica la denuncia della
presunta causa di morte è fatta dal medico necroscopo di cui all’art.
4.
5. L’obbligo della denuncia della causa di morte è fatto anche ai
medici incaricati di eseguire autopsie disposte dall’autorità
giudiziaria o per i riscontro diagnostico.
6. La denuncia della causa di morte, di cui ai commi precedenti,
deve essere fatta entro 24 ore dall’accertamento del decesso su
apposita scheda di morte stabilita dal Ministero della sanità,
d’intesa con l’Istituto nazionale di statistica.
7. Copia della scheda di morte deve essere inviata, entro trenta
giorni, dal comune ove è avvenuto il decesso alla unità sanitaria
locale nel cui territorio detto comune è ricompreso. Qualora il
deceduto fosse residente nel territorio di una unità sanitaria locale
diversa da quella ove è avvenuto il decesso, quest’ultima deve
inviare copia della scheda di morte alla unità sanitaria locale di
residenza. Nel caso di comuni comprendenti più unità sanitarie
locali, tali comunicazioni sono dirette a quella competente ai sensi
del secondo periodo del comma 8.
8. Entro tre anni dalla data di entrata in vigore del presente
regolamento ogni unità sanitaria locale deve istituire e tenere
aggiornato un registro per ogni comune incluso nel suo territorio
contenente l’elenco dei deceduti nell’anno e la relativa causa di
morte. Nel caso di comuni comprendenti più unità sanitarie locali la
regione, entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente
regolamento, dovrà individuare la unità sanitaria locale competente
alla tenuta del registro in questione.
9. Le schede di morte hanno esclusivamente finalità sanitarie,
epidemiologiche e statistiche.

Art. 2.

1. Per la denuncia della causa di morte nei casi previsti dal comma
5 dell’art. 1 si devono osservare, a seconda che si tratti di
autopsia a scopo di riscontro diagnostico o di autopsia giudiziaria,
le disposizioni contenute negli articoli 39 e 45.

Art. 3.

1. Fermo restando per i sanitari l’obbligo di cui all’art. 365 del
codice penale, ove dalla scheda di morte risulti o sorga comunque il
sospetto che la morte sia dovuta a reato, il sindaco deve darne
immediata comunicazione alla autorità giudiziaria e a quella di
pubblica sicurezza.

Art. 4.

1. Le funzioni di medico necroscopo di cui all’art. 141 del regio
decreto 9 luglio 1939, n. 1238 sull’ordinamento dello stato civile,
sono esercitate da un medico nominato dalla unità sanitaria locale
competente.
2. Negli ospedali la funzione di medico necroscopo è svolta dal
direttore sanitario o da un medico da lui delegato.
3. I medici necroscopi dipendono per tale attività dal coordinatore
sanitario dell’unità sanitaria locale che ha provveduto alla loro
nomina ed a lui riferiscono sull’espletamento del servizio, anche in
relazione a quanto previsto dall’art. 365 del codice penale.
4. Il medico necroscopo ha il compito di accertare la morte,
redigendo l’apposito certificato previsto dal citato art. 141.
5. La visita del medico necroscopo deve sempre essere effettuata
non prima di 15 ore dal decesso, salvo i casi previsti dagli articoli
8, 9 e 10, e comunque non dopo le trenta ore.

Art. 5.

1. Nel caso di rinvenimento di parti di cadavere o anche di resti
mortali o di ossa umane, chi ne fa la scoperta deve informarne
immediatamente il sindaco il quale ne dà subito comunicazione
all’autorità giudiziaria, a quella di pubblica sicurezza e all’unità
sanitaria locale competente per territorio.
2. Salvo diverse disposizioni dell’autorità giudiziaria, l’unità
sanitaria locale incarica dell’esame del materiale rinvenuto il
medico necroscopo e comunica i risultati degli accertamenti eseguiti
al Sindaco ed alla stessa autorità giudiziaria perché questa rilasci
il nulla osta per la sepoltura.

Art. 6.

1. L’autorizzazione per la sepoltura nel cimitero è rilasciata, a
norma dell’art. 141 del regio decreto 9 luglio 1939, n. 1238,
sull’ordinamento dello stato civile, dall’ufficiale dello stato
civile.
2. La medesima autorizzazione è necessaria per la sepoltura nel
cimitero di parti di cadavere ed ossa umane di cui all’art. 5.

Art. 7.

1. Per i nati morti, ferme restando le disposizioni dell’art. 74
del regio decreto 9 luglio 1939, n. 1238, sull’ordinamento dello
stato civile, si seguono le disposizioni stabilite dagli articoli
precedenti.
2. Per la sepoltura dei prodotti abortivi di presunta età di
gestazione dalle 20 alle 28 settimane complete e dei feti che abbiano
presumibilmente compiuto 28 settimane di età intrauterina e che
all’ufficiale di stato civile non siano stati dichiarati come nati
morti, i permessi di trasporto e di seppellimento sono rilasciati
dall’unità sanitaria locale.
3. A richiesta dei genitori, nel cimitero possono essere raccolti
con la stessa procedura anche prodotti del concepimento di presunta
età inferiore alle 20 settimane.
4. Nei casi previsti dai commi 2 e 3, i parenti o chi per essi sono
tenuti a presentare, entro 24 ore dall’espulsione od estrazione del
feto, domanda di seppellimento alla unità sanitaria locale
accompagnata da certificato medico che indichi la presunta età di
gestazione ed il peso del feto.

Capo II
PERIODO DI OSSERVAZIONE DEI CADAVERI

Art. 8.

1. Nessun cadavere può essere chiuso in cassa, né sottoposto ad
autopsia, a trattamenti conservativi a conservazione in celle
frigorifere, né essere inumato, tumulato, cremato, prima che siano
trascorse 24 ore dal momento del decesso, salvo i casi di
decapitazione o di maciullamento e salvo quelli nei quali il medico
necroscopo avrà accertato la morte anche mediante l’ausilio di
elettrocardiografo la cui registrazione deve avere una durata non
inferiore a 20 minuti primi, fatte salve le disposizioni di cui alla
legge 2 dicembre 1975, n. 644, e successive modificazioni.

Art. 9.

1. Nei casi di morte improvvisa ed in quelli in cui si abbiano
dubbi di morte apparente, l’osservazione deve essere protratta fino a
48 ore, salvo che il medico necroscopo non accerti la morte nei modi
previsti dall’art. 8.

Art. 10.

1. Nei casi in cui la morte sia dovuta a malattia
infettiva-diffusiva compresa nell’apposito elenco pubblicato dal
Ministero della sanità o il cadavere presenti segni di iniziata
putrefazione, o quando altre ragioni speciali lo richiedano, su
proposta del coordinatore sanitario dell’unità sanitaria locale il
sindaco può ridurre il periodo di osservazione a meno di 24 ore.

Art. 11.

1. Durante il periodo di osservazione il corpo deve essere posto in
condizioni tali che non ostacolino eventuali manifestazioni di vita.
Nel caso di deceduti per malattia infettiva-diffusiva compresa
nell’apposito elenco pubblicato dal Ministero della sanità il
coordinatore sanitario dell’unità sanitaria locale adotta le misure
cautelative necessarie.

Capo III
DEPOSITI DI OSSERVAZIONE E OBITORI

Art. 12.

1. I comuni devono disporre di un locale per ricevere e tenere in
osservazione per il periodo prescritto le salme di persone:
a) morte in abitazioni inadatte e nelle quali sia pericoloso
mantenerle per il prescritto periodo di osservazione;
b) morte in seguito a qualsiasi accidente nella pubblica via o in
luogo pubblico;
c) ignote, di cui debba farsi esposizione al pubblico per il
riconoscimento.
2. Durante il periodo di osservazione deve essere assicurata la
sorveglianza anche ai fini del rilevamento di …

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