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Disposizioni integrative alla legge 18 maggio 1989, n. 183, recante norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo.

L 07/08/1990 n. 00000253 VIGENTE

ACQUE PUBBLICHE
Legge 7 agosto 1990, n. 253 (in Gazz. Uff., 3 settembre 1990, n.
205). — Disposizioni integrative alla legge 18 maggio 1989, n. 183,
recante norme per il riassetto organizzativo e funzionale della
difesa del suolo.

(Omissis).

Art. 1.

1. (Omissis) (1).
2. (Omissis) (2).
3. (Omissis) (3).

(1) Sostituisce il comma 2 dell’art. 4, l. 18 maggio 1989, n. 183.
(2) Aggiunge il comma 4-bis all’art. 4, l. 18 maggio 1989, n. 183.
(3) Modifica la lett. d) del comma 2 dell’art. 5, l. 18 maggio
1989, n. 183.

Art. 2.

1. (Omissis) (1).

(1) Sostituisce la lett. b) del comma 2 dell’art. 6, l. 18 maggio
1989, n. 183.

Art. 3.

1. (Omissis) (1).
2. (Omissis) (2).
3. [L’autorità per l’Adriatico di cui alla legge 19 marzo 1990, n.
57, può avvalersi tramite il proprio segretario generale, della
collaborazione dei servizi tecnici nazionali di cui all’articolo 9
della legge 18 maggio 1989, n. 183, particolarmente per quanto
riguarda le attività collegate alle funzioni indicate dal comma 4
dello stesso articolo 9] (3).

(1) Sostituisce il comma 3 dell’art. 9, l. 18 maggio 1989, n. 183.
(2) Sostituisce il comma 2 dell’art. 10, l. 18 maggio 1989, n. 189.
(3) L’Autorità per l’Adriatico è stata soppressa dall’art. 1, l. 24
dicembre 1993, n. 537 e le relative funzioni sono state trasferite
alle Amministrazioni statali competenti per materia, che le
esercitano ricorrendo, ove necessario, alla conferenza di servizi di
cui all’articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241.

Art. 4.

1. (Omissis) (1).

(1) Sostituisce il comma 4 dell’art. 15, l. 18 maggio 1989, n. 183.

Art. 5.

1. (Omissis) (1).
2. (Omissis) (2).

(1) Sostituisce il comma 1 dell’art. 20, l. 18 maggio 1989, n. 183.
(2) Sostituisce il comma 4 dell’art. 20, l. 18 maggio 1989, n. 183.

Art. 6.

1. (Omissis) (1).

(1) Aggiunge il comma 2-bis all’art. 23, l. 18 maggio 1989, n. 183.

Art. 7.

1. (Omissis) (1).

(1) Sostituisce l’art. 27, l. 18 maggio 1989, n. 183.

Art. 8.

1. Lo speciale comitato di bacino previsto dall’articolo 30, comma
2, della legge 18 maggio 1989, n. 183, ferma restando la composizione
paritetica già fissata dalla stessa disposizione, è costituito con
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del
comitato di cui all’articolo 4, comma 2, della medesima legge, entro
trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
2. Al bacino sperimentale di cui all’articolo 30 della legge 18
maggio 1989, n. 183, si applicano, per tutta la durata della
sperimentazione, le disposizioni in materia di funzioni, di organi e
di interventi relativi ai bacini di cui all’articolo 12 della
medesima legge. Il Comitato istituzionale è integrato secondo la
normativa regionale in materia. Resta ferma la competenza della
regione per quanto riguarda l’approvazione del piano di bacino.

Art. 9.

1. Le disponibilità in conto residui di lire 802 miliardi, iscritte
al capitolo 7749 dello stato di previsione del Ministero dei lavori
pubblici per l’anno 1990, per le finalità di cui all’articolo 31
della legge 18 maggio 1989, n. 183, sono ripartite entro il 31 luglio
1990, in deroga alle procedure previste dal medesimo articolo 31, fra
i bacini nazionali, interregionali e regionali dal comitato di cui
all’articolo 4 della citata legge n. 183 del 1989, su proposta dei
Ministri dei lavori pubblici e dell’ambiente, sentito il Comitato
nazionale per la difesa del suolo di cui all’articolo 6 della
medesima legge n. 183 del 1989, e la Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano di cui all’articolo 12 della legge 23 agosto 1988, n. 400.
A tal fine, il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con
propri decreti, le occorrenti variazioni nel conto dei residui.
2. Lo stanziamento di cui al comma 1 è destinato per gli studi
relativi ai piani di bacino e per gli interventi più urgenti, con
priorità per quelli di manutenzione e di completamento, finalizzati
alla razionalizzazione dell’uso delle risorse idriche superficiali e
sotterranee, nonché a fronteggiare situazioni di dissesto
idrogeologico, della rete idrografico-superficiale, di subsidenza ed
erosione delle coste, di inquinamento delle acque e del suolo.
3. Il termine per la presentazione degli schemi previsionali e
programmatici previsti dall’articolo 31 della legge 18 maggio 1989,
n. 183, riferiti al quadriennio 1989-1992, è fissato al 31 ottobre
1990. L’inosservanza del predetto termine comporta l’esclusione del
bacino dal programma di ripartizione dei fondi, da adottarsi ai sensi
dell’articolo 31, comma 4, della legge 18 maggio 1989, n. 183.
4. Nell’ambito delle disponibilità finanziarie assegnate, le
autorità di bacino e le regioni, singolarmente o d’intesa fra di
loro, rispettivamente nei bacini di rilievo regionale e
interregionale, possono procedere a revisioni ed aggiornamenti
annuali degli schemi previsionali e programmatici.
5. Agli interventi urgenti di cui all’articolo 2-bis, comma 1, del
D.L. 13 giugno 1989, n. 227, convertito, con modificazioni, dalla L.
4 agosto 1989, n. 283, si applicano limitatamente agli stanziamenti
per l’esercizio 1990, le procedure di cui al comma 5 del citato
articolo 2-bis.

Art. 10.

1. In sede di prima applicazione della legge 18 maggio 1989, n.
183, per far fronte alle immediate esigenze organizzative e
funzionali della Direzione generale della difesa del suolo del
Ministero dei lavori pubblici, del servizio prevenzione degli
inquinamenti e risanamento ambientale e del servizio valutazione
dell’impatto ambientale, informazione ai cittadini e per la relazione
sullo stato dell’ambiente del Ministero dell’ambiente, il Ministro
dei lavori pubblici e il Ministro dell’ambiente possono utilizzare,
fino ad un massimo, ciascuno, di trenta unità, personale di
professionalità adeguata alle diverse attività da svolgere,
appartenente ai ruoli dell’amministrazione dello Stato, delle
regioni, o ove necessario, di enti pubblici anche economici.
2. Il personale di cui al comma 1 è collocato in posizione di fuori
ruolo, o di comando, per un periodo non superiore a due anni e
rinnovabile una sola volta per lo stesso periodo. Ad esso è
corrisposta una specifica indennità da determinare con decreto del
Ministro del tesoro, di concerto con i Ministri dei lavori pubblici e
dell’ambiente, sulla base dei differenziati livelli di qualificazione
professionale richiesti.
3. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata la
spesa annua di lire 1.728 milioni per il periodo 1990-1993.

Art. 11.

1. Per le finalità della presente legge, la tabella A, allegata
alla legge 8 luglio 1986, n. 349, è modificata, per quanto riguarda
il quadro B – Dirigenti tecnici, con l’aggiunta di un dirigente
generale di livello C, con funzioni di consigliere ministeriale.
2. All’onere derivante dall’attuazione del presente articolo,
valutato in lire 110 milioni annui per il 1990 e per gli anni
successivi, si provvede mediante corrispondente riduzione dello
stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1990-1992, al
capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per
l’anno 1990, all’uopo parzialmente utilizzando l’accantonamento
<<Ristrutturazione del Ministero dell’ambiente>>.

Art. 12.

1. Fermo restando quanto disposto dall’articolo 23, comma 1, della
legge 18 maggio 1989, n. 183, il Ministro dei lavori pubblici, nella
fase di prima applicazione della medesima legge e comunque per un
periodo non superiore a due anni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, per le esigenze di ricerca, di elaborazione e
di studio connesse con l’attuazione della citata legge n. 183 del
1989, ivi incluse quelle relative alla predisposizione della
relazione sull’uso del suolo e sulle condizioni dell’assetto
idrogeologico, può avvalersi, mediante apposite convenzioni, delle
prestazioni e della collaborazione tecnico-scientifica di istituti
universitari e di ricerca, di organizzazioni tecnico-professionali
operanti nel settore, nonché conferire incarichi di consulenza ad
esperti di comprovata esperienza e qualificazione nella materia.
2. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata la
spesa di lire 1.200 milioni per ciascuno degli anni 1990 e 1991.

Art. 13.

1. Il segretario generale di cui all’articolo 12, comma 2, lettera
c), della L. 18 maggio 1989, n. 183, presta la propria attività a
tempo pieno e, qualora scelto tra i funzionari appartenenti alla
pubblica amministrazione, è collocato in posizione di fuori ruolo ai
sensi e per gli effetti degli articoli 58 e 59 del testo unico delle
disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello
Stato, approvato con D.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3, e successive
modificazioni. Per i professori universitari è disposto il
collocamento in aspettativa con assegni, mantenendo il diritto di
opzione previsto dall’articolo 11 del D.P.R. 11 luglio 1980, n. 382.
2. Il rapporto di lavoro del segretario generale è disciplinato da
un contratto di diritto privato, che ne regola la durata, i…

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