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Indennità di maternità per le libere professioniste....

Indennità di maternità per le libere professioniste.

(1)Abrogata dall’art. 86, comma 2, lett. g), D.Lgs. 26 marzo 2001, n.
151, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua
pubblicazione nella G.U.
La Camera dei deputati ed il Senato della
Repubblica hanno approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga
la
seguente legge:
Art. 1
Destinazione e misura
dell’indennità(3)
(3)Articolo abrogato dall’art. 86, comma 2, lett.
g), D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, che ha abrogato l’intero
provvedimento, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua
pubblicazione nella G.U.
Art. 1
Destinazione e misura
dell’indennità(2)
1. A decorrere dal 1° gennaio 1991, a ogni iscritta
a una cassa di previdenza e assistenza per i liberi professionisti di
cui alla tabella A allegata alla presente legge è corrisposta
un’indennità di maternità per i periodi di gravidanza e puerperio
comprendenti i due mesi antecedenti la data presunta del parto e i tre
mesi successivi la data effettiva del parto.
2. L’indennità di cui al
comma 1 viene corrisposta in misura pari all’80 per cento di cinque
dodicesimi del reddito percepito e denunciato ai fini fiscali dalla
libera professionista nel secondo anno precedente a quello della
domanda.
3. In ogni caso l’indennità di cui al comma 1 non può essere
inferiore a cinque mensilità di retribuzione calcolata nella misura
pari all’80 per cento del salario minimo giornaliero stabilito
dall’art. 1 del decreto-legge 29 luglio 1981, n. 402, convertito, con
modificazioni, dalla legge 26 settembre 1981, n. 537, e successive
modificazioni, nella misura risultante, per la qualifica di impiegato,
dalla tabella A e dai successivi decreti ministeriali di cui al
secondo comma del medesimo articolo.
(2)Testo precedente le modifiche
apportate dal D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151.
Art. 2
Termini e modalità
della domanda(5)
(5)Articolo abrogato dall’art. 86, comma 2, lett. g),
D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, che ha abrogato l’intero provvedimento,
a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione
nella G.U.
Art. 2
Termini e modalità della domanda(4)
1. L’indennità
di cui all’art. 1 è corrisposta dalla competente cassa di previdenza e
assistenza per i liberi professionisti, a seguito di apposita domanda
presentata dall’interessata a partire dal compimento del sesto mese di
gravidanza ed entro il termine perentorio di centottanta giorni dal
parto.
2. La domanda, in carta libera, deve essere corredata da
certificato medico comprovante la data di inizio della gravidanza e
quella presunta del parto, nonchè dalla dichiarazione redatta ai sensi
della legge 4 gennaio 1968, n. 15, e successive modificazioni,
attestante l’inesistenza del diritto alle indennità di maternità di
cui alle leggi 30 dicembre 1971, n. 1204, e successive modificazioni,
e 29 dicembre 1987, n. 546, e successive modificazioni.
3. L’indennità
di maternità spetta in misura intera anche nel caso in cui, dopo il
compimento del sesto mese di gravidanza, questa sia interrotta per
motivi spontanei o terapeutici.
4. Le competenti casse di previdenza e
assistenza per i liberi professionisti provvedono d’ufficio agli
accertamenti amministrativi necessari.
(4)Testo precedente le
modifiche apportate dal D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151.
Art. 3
Indennità
in caso di adozione o di affidamento preadottivo(7)
(7)Articolo
abrogato dall’art. 86, comma 2, lett. g), D.Lgs. 26 marzo 2001, n.
151, che ha abrogato l’intero provvedimento, a decorrere dal giorno
successivo a quello della sua pubblicazione nella G.U.
Art.
3
Indennità in caso di adozione o di affidamento preadottivo(6)
1.
L’indennità di cui all’art. 1 spetta altresì per l’ingresso del
bambino adottato o affidato in preadozione, a condizione che non abbia
superato i sei anni di età.
2. La domanda, in carta libera, deve
essere presentata dalla madre alla competente cassa di previdenza e
assistenza per i liberi professionisti entro il termine perentorio di
centottanta giorni dall’ingresso del bambino e deve essere corredata
da idonee dichiarazioni, ai sensi della legge 4 gennaio 1968, n. 15, e
successive modificazioni, attestanti l’inesistenza del diritto a
indennità di maternità per qualsiasi altro titolo e la data di
effettivo ingresso del bambino nella famiglia.
3. Alla domanda di cui
al comma 2 va allegata copia autentica del provvedimento di adozione o
di affidamento preadottivo.
(6)Testo precedente le modifiche apportate
dal D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151.
Art. 4
Indennità in caso di
aborto(9)
(9)Articolo abrogato dall’art. 86, comma 2, lett. g), D.Lgs.
26 marzo 2001, n. 151, che ha abrogato l’intero provvedimento, a
decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella
G.U.
Art. 4
Indennità in caso di aborto(8)
1. In caso di aborto,
spontaneo o terapeutico, verificatosi non prima del terzo mese di
gravidanza, l’indennità di cui all’art. 1 è corrisposta nella misura
pari all’80 per cento di una mensilità del reddito o della
retribuzione determinati ai sensi dei commi 2 e 3 del citato art.
1.
2. La domanda deve essere corredata da certificato medico,
rilasciato dalla USL che ha fornito le prestazioni sanitarie,
comprovante il giorno dell’avvenuto aborto spontaneo o terapeutico e
deve essere presentata alla competente cassa di previdenza e
assistenza per i liberi professionisti entro il termine perentorio di
centottanta giorni dalla data dell’aborto.
(8)Testo precedente le
modifiche apportate dal D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151.
Art. 5
Copertura
degli oneri(11)
(11)Articolo abrogato dall’art. 86, comma 2, lett. g),
D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, che ha abrogato l’intero provvedimento,
a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione
nella G.U.
Art. 5
Copertura degli oneri(10)
1. Alla copertura degli
oneri derivanti dall’applicazione della presente legge si provvede con
un contributo annuo a partire dal 1991 di lire 18.000 a carico di ogni
iscritto a casse di previdenza e assistenza per i liberi
professionisti. Il contributo è annualmente rivalutato con lo stesso
indice di aumento dei contributi dovuti in misura fissa di cui
all’art. 22 della legge 3 giugno 1975, n. 160, e successive
modificazioni. Al fine di assicurare l’equilibrio delle gestioni delle
singole casse di previdenza e assistenza per i liberi professionisti,
il Ministro del tesoro, sentito il parere dei rispettivi consigli di
amministrazione, stabilisce, anche con separati decreti, la variazione
dei contributi di cui al presente articolo.
2. Con la stessa procedura
prevista dal comma 1, i Ministri del lavoro e della previdenza sociale
e del tesoro, accertato che le singole casse di previdenza e
assistenza per i liberi professionisti abbiano disponibilità
finanziarie atte a far fronte agli oneri derivanti dalla presente
legge, possono decidere misure di contribuzione ridotte rispetto a
quanto previsto dal citato comma 1 o la totale eliminazione di detto
contributo. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà
inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della
Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla
e di farla osservare come legge dello Stato.
(10)Testo precedente le
modifiche apportate dal D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151.
Tabella A
(articolo 1)(13)
(13)Tabella abrogata dall’art. 86, comma 2, lett. g),
D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, che ha abrogato l’intero provvedimento,
a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione
nella G.U.
Tabella A (articolo 1)(12)
Casse di previdenza e assistenza
per i liberi professionisti
1) Cassa nazionale del notariato
2) Cassa
nazionale di previdenza ed assistenza a favore degli avvocati e
procuratori
3) Ente nazionale di previdenza e di assistenza
farmacisti
4) Ente nazionale di previdenza e assistenza dei
veterinari
5) Ente nazionale di previdenza e assistenza medici
6)
Cassa nazionale di previdenza ed assistenza a favore dei geometri
7)
Cassa di previdenza per l’assicurazione degli sportivi
8) Cassa
nazionale di previdenza ed assistenza a favore dei dottori
commercialisti
9) Cassa nazionale di previdenza ed assistenza per gli
ingegneri e gli architetti liberi professionisti
10) Cassa nazionale
di previdenza ed assistenza a favore dei ragionieri e periti
commerciali
11) Ente nazionale di previdenza e assistenza per i
consulenti del lavoro
(12)Testo precedente le modifiche apportate dal
D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151.

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