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Criteri per la raccolta dei dati inerenti la qualità dell'aria....

Criteri per la raccolta dei dati inerenti la qualità dell'aria.

dm 20/05/1991 [MOD]

INQUINAMENTO
Decreto Ministeriale 20 maggio 1991 (in Gazz. Uff., 31 maggio, n.
126). — Criteri per la raccolta dei dati inerenti la qualità
dell’aria.

Il Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro della
sanità:

Visto:

l’art. 3, comma 4, lettera d), del decreto del Presidente della
Repubblica 24 maggio 1988, n. 203;
il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 28 marzo
1983, n. 30;
il decreto del Presidente della Repubblica n. 322/71, Gazzetta
Ufficiale 9 giugno 1971;
la legge n. 880/73 del 18 dicembre 1973;
la legge n. 833/78;
il decreto del Presidente della Repubblica n. 616/77;
la legge n. 142/90 dell’8 giugno 1990;

Decreta:

Art. 1.

Finalità.

1. Il presente decreto ha per scopo la definizione dei criteri per
la raccolta dei dati inerenti la qualità dell’aria, il riordino delle
competenze per la vigilanza, il controllo, la gestione e l’esercizio
dei sistemi di rilevamento pubblici, nonchè la regolamentazione delle
situazioni di inquinamento atmosferico che determinano stati di
allerta e/o di emergenza.
2. Gli obiettivi generali di un sistema di rilevamento della
qualità dell’aria sono:

a) individuare le cause che determinano i fenomeni di
inquinamento;
b) fornire, attraverso la misura di specie inquinanti e di
parametri meteorologici, un insieme di dati rappresentativi relativi
ai processi di inquinamento atmosferico al fine di avere un quadro
conoscitivo che consenta una più efficace tutela della salute
pubblica e del territorio;
c) verificare la rispondenza di modelli fisico-matematici a
rappresentare la dinamica spazio-temporale dei fenomeni dispersivi
degli inquinanti in situazioni specifiche;
d) fornire indicazioni sia per la valutazione sistematica dei
livelli di inquinamento sia per la previsione di situazioni di
emergenza;
e) documentare il rispetto ovvero il superamento degli standards
di qualità dell’aria nel territorio interessato.

Art. 2.

Campo di applicazione.

1. Le disposizioni di carattere tecnico contenute nel presente
decreto si applicano a tutti i sistemi di rilevamento qualità aria,
pubblici, a quelli privati e/o di enti consortili nonchè alle reti di
rilevamento realizzate ai sensi dell’art. 6 della legge n. 880 del 18
dicembre 1973.

Art. 3.

Censimento dei sistemi di rilevamento.

1. É fatto obbligo a tutti i soggetti pubblici e privati titolari
di sistemi di rilevamento di qualità dell’aria di comunicare ai
Ministeri dell’ambiente e della sanità ed alla regione, entro
sessanta giorni dalla pubblicazione del presente decreto, la scheda
di identificazione del sistema nella quale vanno riportati almeno:

numero di postazioni di misure, comprese le stazioni
meteorologiche;
tipo di inquinante o parametro fisico/meteorologico monitorato;
tipo di analizzatore e/o strumentazione installata (automatico,
manuale, metodo di misura);
data di entrata in funzione;
planimetria con indicazione del posizionamento dei punti di
misura (scala 1:25.000);
soggetto titolare e soggetto gestore, indirizzo;
numero delle persone addette all’esercizio del sistema;
tipo di vettore per la trasmissione dei segnali dalle postazioni
di misura al centro raccolta dati.

2. I soggetti che intendono realizzare, integrare o modificare un
sistema di monitoraggio devono darne comunicazione ai Ministeri
dell’ambiente e della sanità ed alla regione entro sessanta giorni
dall’entrata in funzione, indicandone le caratteristiche.
É comunque fatto obbligo di presentare una nuova scheda di
identificazione del sistema di rilevamento alla scadenza di ogni
quinquennio, a partire dal 1990.

Art. 4.

Sistema informativo ai cittadini.

1. Le reti di rilevamento automatiche devono essere dotate di un
idoneo sistema di informazione, di carattere divulgativo, per i
cittadini tale da permettere una semplice interpretazione
<<ecologica>> e da realizzare secondo modalità e contenuti indicati
dal Ministero dell’ambiente con appositi atti amministrativi a
regioni e province.

Art. 5.

Criteri per la realizzazione di sistemi di rilevamento.

1. Per le finalità di cui all’art. 1 e per la massima omogeneità e
confrontabilità dei dati, i sistemi devono essere progettati a
realizzati secondo i criteri riportati nell’allegato 1 al presente
decreto.

Art. 6.

Commissione tecnico-scientifica sistemi di rilevamento
dei dati di qualità dell’aria.

1. Per l’aggiornamento normativo e tecnologico delle reti e di
altri sistemi di rilevamento è istituita con decreto del Ministero
dell’ambiente un’apposita commissione tecnico-scientifica composta da
rappresentanti del Ministero dell’ambiente, del Ministero della
sanità, delle regioni, dell’Istituto superiore di sanità, dell’ENEL e
dell’ISPESL.
2. La commissione è presieduta dal direttore generale per la
prevenzione dell’inquinamento atmosferico ed acustico del Ministero
dell’ambiente.

Art. 7.

Gestione dei sistemi di rilevamento.

1. Ferme restando le vigenti competenze in materia di inquinamento
atmosferico attribuite rispettivamente alle regioni, alle province ed
ai comuni, il sistema di monitoraggio nazionale della qualità
dell’aria è strutturato su tre livelli fondamentali:

a) livello di rilevamento su territorio provinciale;
b) livello regionale;
c) livello nazionale.

2. Le funzioni associate al livello provinciale sono tese a
garantire il funzionamento del sistema di rilevamento,
l’attendibilità delle misure, controllo e prevenzione di
inquinamento.
Il sistema di rilevamento a livello provinciale è dotato di un
centro operativo di raccolta dei dati (centro operativo provinciale
C.O.P.) al quale afferiscono tutte le postazioni ubicate sul
territorio in applicazione dell’art. 2.
Il centro provinciale svolge le seguenti funzioni principali:

a) gestione tecnico-operativa delle reti pubbliche;
b) supervisione dei sistemi di rilevamento;
c) valutazione igienico-sanitaria dei dati provenienti da tutte
le reti, anche ai fini degli adeguamenti di cui al successivo art. 9.

3. Le funzioni associate al livello regionale consistono nel
coordinamento dei sistemi provinciali.
Alla regione pervengono i dati anche al fine della predisposizione,
verifica ed aggiornamento dei piani di risanamento regionale (secondo
le modalità di cui all’allegato 1).
4. Le funzioni associate al livello nazionale sono svolte dal
Ministero dell’ambiente nell’ambito del Sistema informativo nazionale
ambientale (SINA). La valutazione igienico-sanitaria dei dati di cui
al precedente punto 2.b) dell’art. 1 è di competenza del Ministero
della sanità.
5. I sistemi di monitoraggio delle aree metropolitane, operano
nell’ambito del livello provinciale.
6. Le reti automatiche realizzate in base alla legge n. 880/73, pur
mantenendo la loro specificità di controllo devono adeguarsi alle
caratteristiche tecniche della rete nazionale entro il 31 dicembre
1995.

Art. 8.

Qualificazione misure e strumentazione.

1. Per il controllo di qualità dei dati, per la omologazione di
strumentazioni, sensori e sistemi impiegati nelle reti di
rilevamento, per la certificazione degli standard di taratura, il
Ministero dell’ambiente di concerto con il Ministero della sanità
provvederà, entro centoventi giorni dalla pubblicazione del presente
decreto, alla individuazione dei soggetti abilitati allo svolgimento
di suddetti servizi, nell’ambito di un riordino delle competenze.

Art. 9.

Livelli di allarme.

Il Ministero dell’ambiente di concerto con il Ministero della
sanità definisce i livelli di attenzione e di allarme.
Le autorità regionali individueranno zone del territorio per le
quali, a causa del manifestarsi di condizioni meteorologiche
sfavorevoli persistenti ed alla presenza di sorgenti fisse o mobili
con rilevante potenzialità emissiva, possono verificarsi episodi
acuti di inquinamento atmosferico da SO2, particelle sospese, NO, CO
ed ozono.
Le province o nel caso delle aree metropolitane il sindaco,
elaboreranno, per tali zone, piani di intervento operativo
nell’ambito di criteri generali stabiliti con decreto del Ministero
dell’ambiente di concerto con il Ministero della sanità entro
centoventi giorni dalla data del presente decreto.
Nei suddetti piani operativi saranno fornite indicazioni sui
possibili provvedimenti da prendere per ridurre i livelli di
inquinamento e le conseguenze sulla popolazione e sull’ambiente. Sarà
anche definita l’autorità preposta alla gestione della situazione di
allerta.
Nelle zone predette la rete di rilevamento dovrà permettere la
trasmissione in tempo reale dei dati relativi agli inquinanti
sottoposti a procedura di allarme e dei parametri meteorologici al
fine di accertare il superamento dei livelli di attenzione e di
allarme. Il superamento dei livelli di attenzione e di allarme deve
essere notificato in tempo reale alle autorità designate. La rete di
rilevamento dovrà anche essere dotata di un sistema di acquisizione e
di elaborazione di dati relativi a specifici parametri chimico-fisici
(ne…

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