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Interventi per l'innovazione e lo sviluppo delle piccole imprese (1) ...

Interventi per l'innovazione e lo sviluppo delle piccole imprese (1) (2).

L 05/10/1991 n. 00000317 VIGENTE

INDUSTRIA, COMMERCIO, ARTIGIANATO (GENERALITA’)
CONSORZI E IMPRESE COOPERATIVE
Legge 5 ottobre 1991, n. 317 (in Gazz. Uff., 9 ottobre 1991, n. 237,
s.o.). — Interventi per l’innovazione e lo sviluppo delle piccole
imprese (1) (2).

(1) Vedi d.m. 8 gennaio 1997 e d.m. 23 dicembre 1997.
(2) Allo scopo di agevolarne la lettura, nel presente provvedimento
la nomenclatura dei Ministri e dei Ministeri è stata aggiornata sulla
base degli accorpamenti e delle soppressioni intervenute negli ultimi
anni.

(Omissis).

Capo I
FINALITA’ E CAMPO DI APPLICAZIONE

Art. 1.

Finalità della legge e definizione di piccola impresa.

1. La presente legge ha la finalità di promuovere lo sviluppo,
l’innovazione e la competitività delle piccole imprese, costituite
anche in forma cooperativa, con particolare riguardo:
a) alla diffusione e allo sviluppo delle nuove tecnologie;
b) allo sviluppo e all’attività di consorzi e di società
consortili tra piccole imprese nonché dei consorzi, delle società
consortili e delle cooperative di garanzia collettiva fidi,
costituiti da piccole imprese industriali, artigiane, commerciali
turistiche e di servizi (1);
c) alla diffusione di nuove strutture e strumenti finanziari per
l’innovazione e lo sviluppo delle piccole imprese;
d) alla creazione, allo sviluppo e all’ammodernamento delle
piccole imprese localizzate nelle aree colpite da crisi di settori
industriali nell’ambito di specifiche azioni di risanamento e
sviluppo decise in sede comunitaria;
e) agli investimenti delle piccole imprese innovative.
2. Ai fini della presente legge si considera:
a) piccola impresa industriale quella avente non più di 200
dipendenti e 20 miliardi di lire di capitale investito, al netto di
ammortamenti e rivalutazioni monetarie;
b) piccola impresa commerciale, piccola impresa turistica e
piccola impresa di servizi, anche del terziario avanzato, quella
avente non più di 75 dipendenti e 7,5 miliardi di lire di capitale
investito, al netto di ammortamenti e rivalutazioni monetarie (1).
3. Sono destinatarie delle agevolazioni di cui agli articoli 6, 7,
8 e 12:
a) le piccole imprese industriali o di servizi, costituite anche
in forma cooperativa o societaria. Per imprese di servizi si
intendono quelle che operano nei settori dei servizi tecnici di
studio, progettazione e coordinamento di infrastrutture e impianti
dei servizi di informatica, di raccolta ed elaborazione dati;
b) le imprese artigiane di produzione di cui alla legge 8 agosto
1985, n. 443.
4. Sono destinatarie delle agevolazioni previste dall’articolo 9 le
società finanziarie per l’innovazione e lo sviluppo di cui
all’articolo 2.
5. Ai fini della valutazione dei limiti dimensionali di cui al
comma 2 del presente articolo e all’articolo 4 della legge 8 agosto
1985, n. 443, si considerano come unica impresa quelle che si trovino
nelle condizioni di cui all’articolo 2359 del codice civile.
6. Il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato
adegua con proprio decreto i limiti del capitale investito di cui al
comma 2, utilizzando il deflattore degli investimenti lordi riportato
nella Relazione generale sulla situazione economica del Paese; si
procede all’adeguamento quando la variazione superi il 10 per cento
del valore del capitale precedentemente stabilito.
6-bis. La definizione di piccola impresa, l’intensità delle
agevolazioni concedibili ai sensi della presente legge e gli
investimenti oggetto delle stesse saranno adeguati, a decorrere dal
1° luglio 1993, con decreto del Ministro dell’industria, del
commercio e dell’artigianato e, per la parte di competenza, del
Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica,
alla disciplina comunitaria degli aiuti di Stato, tenuto conto delle
intese raggiunte con la Commissione delle Comunità europee (2).

(1) Lettera così modificata dall’art. 3, l. 7 agosto 1997, n. 266.
(2) Comma aggiunto dall’art. 2, d.l. 20 maggio 1993, n. 149, conv.
in l. 19 luglio 1993, n. 237. Vedi il d.m. 18 settembre 1997.

Art. 2.

Società finanziarie per l’innovazione e lo sviluppo.

1. Al fine di poter beneficiare delle agevolazioni di cui
all’articolo 9, possono essere costituite società finanziarie per
l’innovazione e lo sviluppo aventi come oggetto sociale esclusivo
l’assunzione di partecipazioni temporanee al capitale di rischio di
piccole imprese costituite in forma di società di capitali, che non
possano comunque dar luogo alla determinazione delle condizioni di
cui all’articolo 2359 del codice civile.
2. Le società finanziarie per l’innovazione e lo sviluppo, ivi
comprese le società finanziarie regionali aventi i requisiti di cui
al comma 1, devono avere forma di società per azioni.
3. Con decreto da emanare entro sessanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, il Ministro dell’industria,
del commercio e dell’artigianato provvede a istituire un albo al
quale devono essere iscritte le società finanziarie di cui al comma 2
per poter esercitare l’attività di cui al comma 1 e beneficiare delle
agevolazioni di cui all’articolo 9.
4. Il decreto di cui al comma 3 determina:
a) le modalità della domanda di iscrizione all’albo e
dell’iscrizione medesima;
b) i requisiti della società, dei suoi amministratori, dei
dirigenti muniti di poteri di rappresentanza, dei componenti il
collegio sindacale, nonché dei soggetti che esercitano il controllo
della società stessa ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile;
c) l’ammontare minimo del capitale sociale, i limiti
dell’indebitamento, i rapporti tra il patrimonio netto e l’ammontare
degli investimenti in partecipazioni;
d) le modalità di verifica della sussistenza dei requisiti e
delle condizioni di cui alle lettere a), b) e c), ai fini
dell’iscrizione all’albo;
e) le modalità applicative del vincolo di temporaneità delle
partecipazioni assunte.
5. Il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato
trasmette alla Commissione nazionale per le società e la borsa
(CONSOB) l’elenco delle società iscritte all’albo di cui al comma 3.
6. (Omissis) (1).

(1) Comma abrogato dall’art. 161, d.lg. 1 settembre 1993, n. 385.

Art. 3.

Forme di partecipazione al capitale di rischio.

1. Ai fini della verifica dei limiti di partecipazione al capitale
di rischio delle piccole imprese ai sensi dell’articolo 2 per
l’ammissione alle agevolazioni previste dall’articolo 9, si
considerano le seguenti operazioni:
a) acquisto di quote di società a responsabilità limitata;
b) acquisto di azioni di società per azioni e in accomandita per
azioni;
c) acquisto di diritti di opzione su quote o azioni di società di
cui alle lettere a) e b);
d) sottoscrizione di obbligazioni convertibili in azioni.
2. Ai fini dell’iscrizione all’albo di cui all’articolo 2, comma 3,
è fatto divieto alle società finanziarie per l’innovazione e lo
sviluppo di investire il proprio patrimonio in azioni o quote con
diritto di voto emesse:
a) da altre società finanziarie per l’innovazione e lo sviluppo;
b) da soggetti che controllino, ai sensi dell’articolo 2359 del
codice civile, la stessa o altre società finanziarie per
l’innovazione e lo sviluppo, ovvero siano da queste controllati;
c) da società o enti dei cui organi facciano parte gli
amministratori di società finanziarie per l’innovazione e lo
sviluppo, nonché da soggetti che controllino tali società o enti,
ovvero siano da questi controllati;
d) da società che siano finanziate in misura prevalente dai
soggetti di cui alle lettere a), b) e c).

Art. 4.

Controlli.

1. Per il controllo delle dichiarazioni, corredate dei relativi
allegati, inviate, ai sensi dell’articolo 10, comma 1, dalle imprese
ammesse ai benefici di cui agli articoli 6, 7, 8 e 9, nonché delle
domande di agevolazione avanzate dalle imprese ammesse ai benefici di
cui all’articolo 12, il Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato si avvale, anche congiuntamente, sulla base di
apposite convenzioni, dell’Istituto centrale per il credito a medio
termine (Mediocredito centrale), nonché degli istituti abilitati al
credito a medio termine e della Cassa per il credito alle imprese
artigiane.
2. Gli oneri derivanti dalla stipula delle convenzioni, nel limite
di 5 miliardi annui per il triennio 1991-1993, gravano sulle
disponibilità conferite al fondo di cui all’articolo 43 ai sensi
dell’articolo 6, comma 2. Le predette convenzioni sono approvate con
decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato
di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica. Il Ministero dell’industria, del commercio
e dell’artigianato può comunque disporre ulteriori accertamenti.
3. Il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato,
tramite il Servizio centrale di cui all’articolo 39, comma 1, svolge
attività di rilevazione ed analisi dello sviluppo economico,
finanziario e produttivo delle piccole imprese, anche mediante idonee
forme di collegamento con gli osservatori economici esistenti su base
regionale e in sede comunitaria. Per l’attività di cui al presente
comma, il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato
può ricorrere, sulla base di apposite convenzioni alla collab…

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