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Legge quadro sulle aree protette (1) (2) (3)....

Legge quadro sulle aree protette (1) (2) (3).

L 06/12/1991 n. 00000394 VIGENTE

AMBIENTE
Legge 6 dicembre 1991, n. 394 (in Gazz. Uff., 13 dicembre 1991, n.
292, s.o.). — Legge quadro sulle aree protette (1) (2) (3).

(1) Il programma triennale per le aree naturali protette è stato
soppresso dall’art. 76, d.lg. 31 marzo 1998, n. 112. Con il medesimo
decreto sono state devolute alle regioni e agli enti locali tutte le
funzioni amministrative inerenti alla materia delle risorse idriche e
della difesa del suolo, ad eccezione di quelle espressamente
mantenute allo Stato.
(2) Il Comitato per le aree naturali protette e il Gruppo di lavoro
per la carta della natura sono stati soppressi dall’art. 7, d.lg. 28
agosto 1997, n. 281.
(3) La gestione delle aree protette marine previste dalla presente
legge è affidata ad enti pubblici, istituzioni scientifiche o
associazioni ambientaliste riconosciute (art. 3, comma 37, l. 9
dicembre 1998, n. 426).

(Omissis).

TITOLO I
PRINCIPI GENERALI

Art. 1.

Finalità e ambito della legge.

1. La presente legge, in attuazione degli articoli 9 e 32 della
Costituzione e nel rispetto degli accordi internazionali, detta
princìpi fondamentali per l’istituzione e la gestione delle aree
naturali protette, al fine di garantire e di promuovere, in forma
coordinata, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio
naturale del paese.
2. Ai fini della presente legge costituiscono il patrimonio
naturale le formazioni fisiche, geologiche, geomorfologiche e
biologiche, o gruppi di esse, che hanno rilevante valore
naturalistico e ambientale.
3. I territori nei quali siano presenti i valori di cui al comma 2,
specie se vulnerabili, sono sottoposti ad uno speciale regime di
tutela e di gestione, allo scopo di perseguire, in particolare, le
seguenti finalità:
a) conservazione di specie animali o vegetali, di associazioni
vegetali o forestali, di singolarità geologiche, di formazioni
paleontologiche, di comunità biologiche, di biotopi, di valori
scenici e panoramici, di processi naturali, di equilibri idraulici e
idrogeologici, di equilibri ecologici;
b) applicazione di metodi di gestione o di restauro ambientale
idonei a realizzare una integrazione tra uomo e ambiente naturale,
anche mediante la salvaguardia dei valori antropologici,
archeologici, storici e architettonici e delle attività
agro-silvo-pastorali e tradizionali;
c) promozione di attività di educazione, di formazione e di
ricerca scientifica, anche interdisciplinare, nonché di attività
ricreative compatibili;
d) difesa e ricostituzione degli equilibri idraulici e
idrogeologici.
4. I territori sottoposti al regime di tutela e di gestione di cui
al comma 3 costituiscono le aree naturali protette. In dette aree
possono essere promosse la valorizzazione e la sperimentazione di
attività produttive compatibili.
5. Nella tutela e nella gestione delle aree naturali protette, lo
Stato, le regioni e gli enti locali attuano forme di cooperazione e
di intesa ai sensi dell’articolo 81 del D.P.R. 24 luglio 1977, n.
616, e dell’articolo 27 della L. 8 giugno 1990, n. 142. Per le
medesime finalità lo Stato, le regioni, gli enti locali, altri
soggetti pubblici e privati e le Comunità del parco possono altresì
promuovere i patti territoriali di cui all’articolo 2, comma 203,
della legge 23 dicembre 1996, n. 662 (1).

(1) Comma così modificato dall’art. 2, l. 9 dicembre 1998, n. 426.

Art. 1-bis.

Programmi nazionali e politiche di sistema.

1. Il Ministro dell’ambiente promuove, per ciascuno dei sistemi
territoriali dei parchi dell’arco alpino, dell’appennino, delle isole
e di aree marine protette, accordi di programma per lo sviluppo di
azioni economiche sostenibili con particolare riferimento ad attività
agro-silvo-pastorali tradizionali, dell’agriturismo e del turismo
ambientale con i Ministri per le politiche agricole, dell’industria,
del commercio e dell’artigianato, del lavoro e della previdenza
sociale e per i beni culturali e ambientali, con le regioni e con
altri soggetti pubblici e privati.
2. Il Ministro dell’ambiente, sentito il parere della Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano, degli Enti parco interessati e delle
associazioni ambientalistiche maggiormente rappresentative, individua
altresì le risorse finanziarie nazionali e comunitarie, impiegabili
nell’attuazione degli accordi di programma di cui al comma 1 (1).

(1) Articolo aggiunto dall’art. 2, l. 9 dicembre 1998, n. 426.

Art. 2.

Classificazione delle aree naturali protette.

1. I parchi nazionali sono costituiti da aree terrestri, fluviali,
lacuali o marine che contengono uno o più ecosistemi intatti o anche
parzialmente alterati da interventi antropici, una o più formazioni
fisiche, geologiche, geomorfologiche, biologiche, di rilievo
internazionale o nazionale per valori naturalistici, scientifici,
estetici, culturali, educativi e ricreativi tali da richiedere
l’intervento dello Stato ai fini della loro conservazione per le
generazioni presenti e future.
2. I parchi naturali regionali sono costituiti da aree terrestri,
fluviali, lacuali ed eventualmente da tratti di mare prospicienti la
costa, di valore naturalistico e ambientale, che costituiscono,
nell’ambito di una o più regioni limitrofe, un sistema omogeneo
individuato dagli assetti naturali dei luoghi, dai valori
paesaggistici ed artistici e dalle tradizioni culturali delle
popolazioni locali.
3. Le riserve naturali sono costituite da aree terrestri, fluviali,
lacuali o marine che contengono una o più specie naturalisticamente
rilevanti della flora e della fauna, ovvero presentino uno o più
ecosistemi importanti per le diversità biologiche o per la
conservazione delle risorse genetiche. Le riserve naturali possono
essere statali o regionali in base alla rilevanza degli interessi in
esse rappresentati.
4. Con riferimento all’ambiente marino, si distinguono le aree
protette come definite ai sensi del protocollo di Ginevra relativo
alle aree del Mediterraneo particolarmente protette di cui alla L. 5
marzo 1985, n. 127, e quelle definite ai sensi della L. 31 dicembre
1982, n. 979.
5. [Il Comitato per le aree naturali protette di cui all’articolo 3
può operare ulteriori classificazioni per le finalità della presente
legge ed allo scopo di rendere efficaci i tipi di protezione previsti
dalle convenzioni internazionali ed in particolare dalla convenzione
di Ramsar di cui al D.P.R. 13 marzo 1976, n. 448] (1).
6. La classificazione delle aree naturali protette di rilievo
internazionale e nazionale, qualora rientrino nel territorio delle
regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di
Bolzano, ha luogo d’intesa con le regioni e le province stesse
secondo le procedure previste dalle norme di attuazione dei
rispettivi statuti d’autonomia e, per la regione Valle d’Aosta,
secondo le procedure di cui all’articolo 3 della L. 5 agosto 1981, n.
453.
7. La classificazione e l’istituzione dei parchi nazionali e delle
riserve naturali statali, terrestri, fluviali e lacuali, sono
effettuate d’intesa con le regioni (2).
8. La classificazione e l’istituzione dei parchi e delle riserve
naturali di interesse regionale e locale sono effettuate dalle
regioni.
9. Ciascuna area naturale protetta ha diritto all’uso esclusivo
della propria denominazione.

(1) Il Comitato di cui al presente comma è stato soppresso
dall’art. 7, d.lg. 28 agosto 1997, n. 281.
(2) Comma così sostituito dall’art. 2, l. 9 dicembre 1998, n. 426.

Art. 3.

Comitato per le aree naturali protette e Consulta tecnica per le aree
naturali protette.

[1. é istituito il Comitato per le aree naturali protette, di
seguito denominato , costituito dai Ministri
dell’ambiente, che lo presiede, dell’agricoltura e delle foreste (1),
della marina mercantile (2), per i beni culturali e ambientali (3),
dei lavori pubblici e dell’università e della ricerca scientifica e
tecnologica, o da sottosegretari delegati, e da sei presidenti di
regione o provincia autonoma, o assessori delegati, designati, per un
triennio, dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Alle riunioni
del Comitato partecipano, con voto consultivo, i presidenti, o gli
assessori delegati, delle regioni nel cui territorio ricade l’area
protetta, ove non rappresentate. Alla costituzione del Comitato
provvede il Ministro dell’ambiente con proprio decreto.
2. Il Comitato identifica, sulla base della Carta della natura di
cui al comma 3, le linee fondamentali dell’assetto del territorio con
riferimento ai valori naturali ed ambientali, che sono adottate con
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del
Ministro dell’ambiente, previa deliberazione del Comitato.
3. La Carta della natura è predisposta dai servizi tecnici
nazionali di cui alla legge 18 maggio 1989, n. 183, in attuazione
degli indirizzi del Comitato. Essa integrando, coordinando ed
utilizzando i dati disponibili relativi al complesso delle finalità
di cui all’articolo 1, comm…

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