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Interventi per l'edilizia scolastica e universitaria e per l'arredamento scolastico.

l 23/12/1991 n. 00000430 [MOD]

EDILIZIA E URBANISTICA
Legge 23 dicembre 1991, n. 430 (in Gazz. Uff., 13 gennaio, n. 9). —
Interventi per l’edilizia scolastica e universitaria e per
l’arredamento scolastico.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
Il Presidente della Repubblica:
Promulga la seguente legge:

Art. 1.

Finanziamento per opere di edilizia scolastica.

1. In attesa di un’organica disciplina da definire con una
legge-quadro, per interventi urgenti di opere di edilizia scolastica
si provvede secondo le disposizioni del presente articolo.
2. La Cassa depositi e prestiti, secondo quanto disposto dall’art.
14 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 151, come sostituito dalla
legge di conversione 12 luglio 1991, n. 202, è autorizzata a
concedere mutui ventennali ai comuni, alle province ed alle
istituzioni scolastiche dotate di personalità giuridica, che siano
proprietarie degli immobili in cui hanno sede, per un ammontare
complessivo di lire 1.500 miliardi per le finalità di cui al comma 4.
L’onere di ammortamento dei mutui è a carico dello Stato.
3. Le quote dei finanziamenti di cui all’art. 11 del decreto-legge
1° luglio 1986, n. 318, convertito, con modificazioni, dalla legge 9
agosto 1986, n. 488, ancora disponibili alla data di entrata in
vigore della presente legge, possono essere concesse, fino al 31
dicembre 1992, in applicazione dei criteri definiti al comma 7. Con
le stesse procedure e modalità può essere autorizzata, nell’ambito
dei mutui concessi, una diversa destinazione dei fondi.
4. Il finanziamento per l’edilizia scolastica di cui al comma 2 è
finalizzato:
a) per non meno di due terzi del suo ammontare, alla
realizzazione delle opere occorrenti per l’adeguamento degli edifici
scolastici alle norme di sicurezza, igiene ed agibilità, necessarie e
indilazionabili in relazione alla situazione di pericolosità
derivante dallo stato degli edifici stessi;
b) per la parte residua, al completamento di opere di edilizia
scolastica e alla riconversione di edifici adibiti a tipi di scuole
diverse, sentito il parere del provveditore.
5. La ripartizione dei finanziamenti per gli interventi di cui al
comma 4 si attua con le modalità previste nei commi da 6 a 14.
6. Le regioni, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, trasmettono al Ministro della pubblica
istruzione analitiche richieste relative al fabbisogno finanziario
per la realizzazione degli interventi di cui al comma 4, ivi compresi
quelli inerenti ad immobili destinati ad uso dei licei artistici,
conservatori di musica ed accademie di belle arti statali.
7. Il Ministro della pubblica istruzione, sentita la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome, con proprio decreto, sulla base delle richieste di cui al
comma 6, provvede, nei successivi trenta giorni, a ripartire tra le
regioni i relativi finanziamenti, ferma restando la riserva del 40
per cento a favore di quelle meridionali ai sensi del primo comma
dell’art. 107 del testo unico approvato con decreto del Presidente
della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218 e successive modificazioni.
8. Le regioni, entro trenta giorni dalla data di pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale del decreto del Ministro, formulano, nei
limiti delle somme ad esse assegnate, il piano di finanziamento, con
l’indicazione degli enti locali destinatari dei mutui e la
determinazione delle opere da realizzare con le rispettive quote di
finanziamento, accompagnato dalle eventuali osservazioni degli enti
locali interessati e dei sovrintendenti scolastici.
9. Decorsi trenta giorni dalla trasmissione dei piani regionali, in
assenza di osservazioni del Ministro, gli enti interessati inoltrano
immediatamente la richiesta di finanziamento del progetto esecutivo
approvato alla Cassa depositi e prestiti, che provvede alla
concessione dei mutui.
10. Gli enti locali devono provvedere all’affidamento delle opere
entro sessanta giorni dalla comunicazione della concessione del
mutuo.
11. Decorso inutilmente il termine di cui al comma 6, nei
successivi trenta giorni il commissario del Governo, sentiti il
sovrintendente scolastico regionale e gli enti locali interessati,
provvede a formulare e a trasmettere al Ministro della pubblica
istruzione le richieste relative al fabbisogno finanziario.
Analogamente, decorso inutilmente il termine di cui al comma 8,
relativamente al piano di finanziamento provvede, nei trenta giorni
successivi, il commissario del Governo.
12. Decorsi inutilmente i termini di cui ai commi 9 e 10,
rispettivamente per l’inoltro della rihiesta di finanziamento e per
l’affidamento delle opere, ai relativi adempimenti provvede un
commissario ad acta nominato dalla regione; ove la regione non
provveda nel termine di trenta giorni, il commissario ad acta è
nominato dal commissario del Governo.
13. Per gli interventi di cui al comma 4 inerenti ad immobili
destinati ad uso dei licei artistici, conservatori di musica ed
accademie di belle arti statali, la Cassa depositi e prestiti è
autorizzata a concedere i mutui di cui al comma 2 alle province che
ne facciano richiesta.
14. Il 5 per cento dell’ammontare complessivo di cui al comma 2 è
destinato agli interventi di cui al comma 4 inerenti ad immobili di
proprietà delle istituzioni scolastiche dotate di personalità
giuridica. I relativi piani di finanziamento sono formulati da
sovrintendenti scolastici regionali. Alle richieste di finanziamento
ed all’affidamento delle opere provvedono direttamente le stesse
istituzioni scolastiche.
15. Per l’applicazione del presente articolo è autorizzata la spesa
di lire 200 miliardi per l’anno 1993 e di lire 165 miliardi annui a
decorrere dall’anno 1994. All’onere di lire 200 miliardi per l’anno
1993 si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento
iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991-1993, al capitolo 9001
dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno 1991,
all’uopo parzialmente utilizzando la proiezione per il medesimo anno
dell’accantonamento <<Concorso statale per mutui contratti dalle
province, dai comuni e dalle comunità montane per finalità di
investimento di preminente interesse (rate ammortamento mutui)>>.

Art. 2.

Arredamento scolastico.

1. Per far fronte alle esigenze straordinarie e non procastinabili
strettamente connesse con la possibilità dell’erogazione del servizio
scolastico, il Ministero della pubblica istruzione è autorizzato a
finanziare l’acquisto dell’arredamento scolastico per le scuole di
ogni ordine e grado.
2. Ai fini di cui al comma 1, in aggiunta alle autorizzazioni
legislative vigenti, è autorizzata la spesa di lire 20 miliardi per
l’anno 1991.
3. Il Ministero della pubblica istruzione ripartisce lo
stanziamento di cui al comma 2 tra i provveditori agli studi che
assegnano i fondi alle istituzioni scolastiche.
4. Le modalità per l’applicazione del presente articolo sono
stabilite dal Ministro della pubblica istruzione.
5. All’onere derivante dall’attuazione del presente articolo si
provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento
iscritto al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del
tesoro per l’anno 1991, all’uopo parzialmente utilizzando, quanto a
lire 5 miliardi, l’accantonamento <<Insegnamento di lingue straniere
ai militari in servizio di leva>> e, quanto a lire 15 miliardi,
l’accantonamento <<Istituzione dei centri di assistenza fiscale per i
lavoratori dipendenti e pensionati>>.

Art. 3.

Interventi per l’edilizia universitaria.

1. Le università e gli istituti di istruzione superiore di grado
universitario possono contrarre mutui con la Cassa depositi e
prestiti e con gli istituti di credito individuati con decreto del
Ministro del tesoro in data 22 febbraio 1991, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 50 del 28 febbraio 1991, per la realizzazione
degli interventi previsti dall’art. 1, comma 3, della legge 25 giugno
1985, n. 331.
2. A garanzia di tali mutui le istituzioni di cui al comma 1
possono rilasciare delegazioni di pagamento a valere sulle entrate
indicate al comma 3, o altro tipo di garanzia che le istituzioni
stesse, nell’ambito della propria autonomia, ritenessero di
rilasciare.
3. Il limite dell’onere complessivo di ammortamento annuo dei mutui
che le istituzioni di cui al comma 1, possono contrarre, previsto
dall’art. 7, comma 5, della legge 9 maggio 1989, n. 168, è pari al 15
per cento; per il calcolo di tale limite si tiene conto, oltre che
dei finanziamenti a ciascuna istituzione trasferiti ai sensi della
lettera b) del comma 2 dello stesso articolo, anche delle entrate
derivanti da tasse, soprattasse e contributi universitari.
4. Per il pagamento delle rate di ammortamento dei predetti mutui
le istituzioni di cui al comma 1 possono utilizzare anche i
finanziamenti concessi per l’edilizia in attuazione dell’art. 7,
comma 8, della legge 22 dicembre 1986, n. 910.
5. I finanziamenti concessi per l’edilizia in attuazione dell’art.
7, comma 8, della legge 22 dicembre 1986, n. 910, possono essere
impiegati anche per interventi di manutenzione straordinaria su beni
immobili di proprietà delle istituzioni di cui al comma 1 o concesse
a queste ultime in uso perpetuo gratuito od in comodato, …

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