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Atto di indirizzo e coordinamento per determinare i criteri di integrazione e di coordinamento tra le attività conoscitive dello Stato, delle autorità di bacino e delle regioni per la redazione dei piani di bacino di cui alla legge 18 maggio 1989, n. 183, recante norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo.

dpr 07/01/1992

ACQUE PUBBLICHE
Decreto del Presidente della Repubblica 7 gennaio 1992 (in Gazz.
Uff., 11 gennaio, n. 8). — Atto di indirizzo e coordinamento per
determinare i criteri di integrazione e di coordinamento tra le
attività conoscitive dello Stato, delle autorità di bacino e delle
regioni per la redazione dei piani di bacino di cui alla legge 18
maggio 1989, n. 183, recante norme per il riassetto organizzativo e
funzionale della difesa del suolo.

Il Presidente della Repubblica:
Vista la legge 18 maggio 1989, n. 183, recante norme per il
riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo; Visto
l’art. 1, comma 2, della citata legge n. 183 del 1989 che, per il
conseguimento della finalità della difesa del suolo, del risanamento
delle acque, della fruizione della gestione del patrimonio idrico per
gli usi di razionale sviluppo economico e sociale, e della tutela
degli aspetti ambientali ad essi connessi, individua quali strumenti
essenziali le attività conoscitive di supporto alle azioni di
pianificazione, programmazione ed esecuzione degli interventi; Visto
l’art. 2 della legge n. 183 del 1989 che reca, tra l’altro, la
definizione di attività conoscitiva, stabilendo che la stessa si
svolga <<secondo criteri, metodi e standards di raccolta,
elaborazione e consultazione, nonchè modalità di coordinamento e di
collaborazione tra i soggetti pubblici comunque operanti nel settore,
che garantiscono la possibilità di omogenea elaborazione ed
analisi…>>; Visto il combinato disposto dell’art. 2, comma 2, e
dell’art. 9, comma 4, della legge n. 183 del 1989, nonchè degli
articoli 6 e 7 del decreto del Presidente della Repubblica 24 gennaio
1991, n. 85, in forza dei quali viene affidato al sistema dei servizi
tecnici nazionali il compito di definire i predetti criteri, di
svolgere l’attività conoscitiva e di provvedere, altresì, alla
organizzazione, gestione e coordinamento di un sistema informativo
unico e di una rete nazionale integrati di rilevamento e
sorveglianza, cui raccordare i sistemi informativi regionali e quelli
delle province autonome; Visto l’art. 2, comma 3, della legge n. 183
del 1989 che stabilisce l’obbligo per le amministrazioni dello Stato,
anche ad ordinamento autonomo, nonchè per le istituzioni e gli enti
pubblici, anche economici, che comunque raccolgano dati nel settore
della difesa del suolo, di trasmetterli alle regioni territorialmente
interessate, ed ai competenti servizi tecnici nazionali; Visto l’art.
4, comma 1, lettera a), della legge n. 183 del 1989 che attribuisce
al Presidente del Consiglio dei Ministri il compito di individuare,
con proprio decreto, su proposta del Ministro dei lavori pubblici,
previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, i metodi ed i
criteri, anche tecnici, per lo svolgimento, tra l’altro,
dell’attività conoscitiva delle autorità di bacino e delle regioni,
nonchè per la verifica ed il controllo dei relativi programmi; Visto
l’art. 6, comma 7, della legge n. 183 del 1989 che prevede la
formulazione di pareri, proposte ed osservazioni, ai fini
dell’esercizio delle funzioni di indirizzo e coordinamento di materia
di attività conoscitive, da parte del Comitato nazionale per la
difesa del suolo; Visto l’art. 17, comma 1, della legge n. 183 del
1989 che definisce il piano di bacino quale strumento conoscitivo,
oltre che tecnico e normativo, per la pianificazione e la
programmazione delle azioni e delle norme d’uso per gli obiettivi
della difesa del suolo; Visto l’art. 1, comma 2, della legge 7 agosto
1990, n. 253, che dispone la preventiva sottoposizione alla
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano dei princìpi e degli atti di
indirizzo e coordinamento di cui sopra; Visto il decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri in data 23 marzo 1990,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 79 del 4 aprile 1990, con il
quale è stato approvato l’atto di indirizzo e coordinamento ai fini
dell’elaborazione degli schemi previsionali e programmatici di cui
all’art. 31 della legge n. 183 del 1989; Considerato che, con parere
espresso in data 13 dicembre 1990, il Comitato nazionale per la
difesa del suolo ha ritenuto indispensabile, per poter avviare la
realizzazione delle attività conoscitive, determinare i contenuti di
tale attività con riferimento ai criteri, alle metodologie ed agli
standards di adeguamento e rilevamento, ai sistemi di codifica e di
gestione delle informazioni omogenei su tutto il territorio
nazionale; che, nello stesso parere, il Comitato nazionale ha
ravvisato la necessità, <<avvalendosi dell’apporto dei servizi
tecnici nazionali, del servizio tecnico centrale del Consiglio
superiore dei lavori pubblici e dei competenti servizi del Ministero
dell’ambiente di provvedere a formulare progressive specifiche
tecniche cui riferire l’intera attività conoscitiva per la redazione
dei piani di bacino, anche al fine di evitare duplicazioni di
attività ed assicurare al contempo piena coerenza della complessiva
azione conoscitiva svolta dalle Autorità di bacino e dalle regioni
con le finalità della legge n. 183 del 1989; che, nello stesso
parere, il Comitato nazionale ha rilevato la necessità di utilizzare
le specifiche di standardizzazione in corso di predisposizione da
parte della pubblica amministrazione, con particolare riferimento al
Sistema informativo nazionale ambientale, già avviato dal Ministero
dell’ambiente; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri in data 1° marzo 1991, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
n. 96 del 24 aprile 1991, con il quale è stato approvato il quadro di
ripartizione, tra i bacini di rilievo nazionale, interregionale e
regionale, dei fondi disponibili nel periodo 1989-1993 da destinare
all’attuazione degli schemi previsionali e programmatici di cui
all’art. 31 della legge n. 183 del 1989 ed all’art. 9 della legge n.
253 del 1990; Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400; Visto il parere
espresso dal Comitato nazionale per la difesa del suolo nelle sedute
del 9 e 25 luglio 1991; Visto il parere espresso dalla Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano nella riunione del 1° agosto 1991;
Visto l’art. 1, comma 1, lettera hh), della legge 12 gennaio 1991, n.
13; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 25 ottobre 1991; Sulla proposta del Ministro dei lavori
pubblici;
Decreta:
é approvato il seguente atto di indirizzo e coordinamento alle
regioni.

Art. 1.

Programmazione delle attività conoscitive.

1. Le autorità di bacino e le regioni predispongono un programma,
con i contenuti indicati nell’art. 2, per lo sviluppo, il
coordinamento e la gestione delle basi conoscitive di supporto alla
pianificazione di bacino. Tali attività costituiscono parte
integrante del quadro conoscitivo di base che concorre alla
definizione del sistema informativo nazionale, previsto all’art. 2,
comma 2, della legge 18 maggio 1989, n. 183.
2. Il programma è trasmesso al Comitato nazionale per la difesa del
suolo entro novanta giorni a decorrere dalla data di pubblicazione
del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale.

Art. 2.

Contenuti del programma.

1. Il programma contiene:
a) il censimento di studi, ricerche, elaborati cartografici,
rilievi e sistemi di monitoraggio già presenti sul territorio,
predisposti dalle amministrazioni dello Stato anche ad ordinamento
autonomo, dalle regioni e da altri soggetti pubblici e privati;
b1) l’analisi critica del patrimonio conoscitivo desunto dal
censimento di cui alla lettera a);
b2) il censimento degli interventi realizzati o in corso di
realizzazione nell’ultimo ventennio, in materia di difesa del suolo;
c) l’individuazione e l’inquadramento delle problematiche
specifiche emergenti, la definizione degli ambiti territoriali e
delle aree critiche interessate da ciascuna di tali problematiche,
anche con eventuali riferimenti a bacini limitrofi, qualora risultino
investiti contesti territoriali più ampi;
d) la selezione e le modalità di organizzazione dei dati e delle
informazioni raccolte ai fini della redazione del piano di bacino;
e) la definizione delle carenze informative e delle ulteriori
attività conoscitive, se non programmate dai servizi tecnici
nazionali, necessarie per l’integrazione di quelle già effettuate, o
comunque disponibili, con i relativi ambiti tematici territoriali ed
i tempi di elaborazione; l’individuazione delle attività da
sviluppare è effettuata tenendo conto delle diverse realtà
territoriali, dello stato dell’informazione e della strumentazione ed
è determinata in funzione della complessità, dell’estensione e della
criticità delle situazioni e delle problematiche del territorio;
f) la proposta di metodologie e standards innovativi ed
integrativi rispetto a quelli individuati nel presente decreto, che
potranno essere oggetto di successivi aggiornamenti ed integrazioni;
g) indicazioni in ordine all’attuazione del programma.
2. Le informazioni sopraelencate sono trasmesse secondo le
prescrizioni generali riportate nell’allegato 1.

Art. 3.

Procedure, aggiornamento e finanziamento del programma.

1. I programmi di cui all’art. 1 sono sottoposti al Comita…

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