Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Attuazione delle direttive n. 85/384/CEE, n. 85/614/CEE e n. 86/17...

Attuazione delle direttive n. 85/384/CEE, n. 85/614/CEE e n. 86/17/CEE in materia di riconoscimento dei diplomi, delle certificazioni ed altri titoli nel settore dell'architettura.

DLT 27/01/1992 n. 00000129 VIGENTE

INGEGNERI, ARCHITETTI, GEOMETRI
Decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 129 (in Gazz. Uff., 19
febbraio 1992, n. 41). — Attuazione delle direttive n. 85/384/CEE,
n. 85/614/CEE e n. 86/17/CEE in materia di riconoscimento dei
diplomi, delle certificazioni ed altri titoli nel settore
dell’architettura.

(Omissis).

TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1.

Oggetto e scopi del decreto.

1. Il presente decreto disciplina il riconoscimento dei diplomi,
certificati ed altri titoli rilasciati a cittadini comunitari dagli
Stati membri delle Comunità europee per l’esercizio di attività nel
settore dell’architettura e detta disposizioni per assicurare
l’effettivo esercizio del diritto di stabilimento e di libera
prestazione dei servizi nello stesso settore.
2. Restano in vigore le disposizioni che regolano l’esercizio in
Italia delle attività di cui al comma 1 da parte di persone in
possesso di titolo professionale idoneo in base alle norme vigenti
alla data di entrata in vigore del presente decreto.

Art. 2.

Condizioni del riconoscimento.

1. Sono riconosciuti i diplomi, certificati ed altri titoli
rilasciati a conclusione di un corso di studi di livello
universitario, che presenti i seguenti requisiti:
a) la formazione deve riguardare principalmente l’architettura ed
essere equilibratamente ripartita tra gli aspetti tecnici e pratici;
b) la durata della formazione deve comprendere almeno quattro
anni di studi a tempo pieno presso un’università o un istituto
d’istruzione analogo, ovvero almeno sei anni di studio presso
un’università o analogo istituto, di cui non meno di tre a tempo
pieno, ed essere sancita, a conclusione del corso di studi, dal
superamento di un esame di livello universitario.
2. La formazione data dal corso di studi deve assicurare:
a) la capacità di creare progetti architettonici che soddisfino
le esigenze estetiche e tecniche;
b) un’adeguata conoscenza della storia e delle teorie
dell’architettura nonché delle arti, tecnologie e scienze umane ad
esse attinenti;
c) una conoscenza delle belle arti in quanto fattori che possono
influire sulla qualità della concezione architettonica;
d) un’adeguata conoscenza in materia di urbanistica,
pianificazione e tecniche applicate nel processo di pianificazione;
e) la capacità di cogliere i rapporti tra uomo e creazioni
architettoniche e tra queste e il loro ambiente, nonché la capacità
di cogliere la necessità di adeguare tra loro creazioni
architettoniche e spazi in funzione dei bisogni e della misura
dell’uomo;
f) la capacità di capire l’importanza della professione e delle
funzioni dell’architetto nella società, in particolare elaborando
progetti che tengano conto dei fattori sociali;
g) una conoscenza di metodi d’indagine e di preparazione del
progetto di costruzione;
h) la conoscenza dei problemi di concezione strutturale, di
costruzione e di ingegneria civile connessi con la progettazione
degli edifici;
i) una conoscenza adeguata dei problemi fisici e delle tecnologie
nonché della funzione degli edifici, in modo da renderli internamente
confortevoli e proteggerli dai fattori climatici;
l) una capacità tecnica, che consenta di progettare edifici che
rispondano alle esigenze degli utenti, nei limiti imposti dal fattore
costo e dai regolamenti in materia di costruzione;
m) una conoscenza adeguata delle industrie, organizzazioni,
regolamentazioni e procedure necessarie per realizzare progetti di
edifici e per l’integrazione dei piani nella pianificazione.

Art. 3.

Effetti del riconoscimento.

1. Il riconoscimento attribuisce ai diplomi, certificati ed altri
titoli, la stessa efficacia dei diplomi rilasciati dallo Stato
italiano per l’accesso all’attività nel settore dell’architettura e
per il suo esercizio con il titolo professionale di architetto.
2. Il riconoscimento attribuisce il diritto di far uso del titolo
di Architetto secondo la legge italiana e consente di far uso del
titolo riconosciuto e della relativa abbreviazione, secondo la legge
dello Stato membro di origine o di provenienza e nella lingua di
questi.

Art. 4.

Competenze e procedimento.

1. L’interessato deve presentare al Ministero della università e
della ricerca scientifica e tecnologica domanda di riconoscimento del
proprio titolo ai fini dell’ammissione all’esercizio dell’attività
nel settore dell’architettura o della libera prestazione di servizi
nel territorio della Repubblica italiana.
2. La domanda, redatta in lingua italiana ed in carta da bollo,
deve indicare la provincia, in cui l’interessato ha intenzione di
stabilirsi o di operare, ed essere corredata dei seguenti documenti:
a) il diploma, certificato o titolo di cui si chiede il
riconoscimento, in originale o in copia autenticata;
b) un certificato rilasciato da un’autorità competente dello
Stato membro d’origine o di provenienza, che dichiari soddisfatti i
requisiti di moralità o di onorabilità in esso richiesti per
l’accesso all’attività nel settore dell’architettura. Se lo Stato
membro d’origine o di provenienza non richiede un tale attestato,
dovrà in sua vece essere presentato un estratto del casellario
giudiziario o, in mancanza, un documento equipollente rilasciato
dalla competente autorità di quello Stato. Se nessuno dei predetti
documenti viene rilasciato nello Stato membro di origine o di
provenienza, dovrà essere presentato un attestato che faccia fede
dell’avere l’interessato reso una dichiarazione giurata o – negli
Stati in cui tale giuramento non esista – una dichiarazione solenne
davanti ad una competente autorità giudiziaria o amministrativa, ad
un notaio o ad un organismo professionale qualificato dello Stato
membro d’origine o di provenienza. Dai documenti sopra indicati dovrà
altresì risultare che l’interessato non è stato in precedenza
dichiarato fallito o, se lo sia stato, che siano decorsi almeno
cinque anni dalla pronunzia della dichiarazione di fallimento o, se
sia decorso un termine più breve, che in confronto dell’interessato
sia stato adottato provvedimento con effetti di riabilitazione
civile;
c) un certificato di cittadinanza.
3. I documenti, se redatti in lingua diversa dall’italiano, devono
essere accompagnati da una traduzione in lingua italiana, certificata
conforme al testo originale dalle autorità diplomatiche o consolari
italiane del Paese in cui i documenti sono stati redatti, oppure da
un traduttore ufficiale.
4. Al momento della loro presentazione i documenti di cui alle
lettere b) e c) del comma 2 non devono essere di data anteriore a tre
mesi.
5. Il Ministero dell’università e della ricerca scientifica e
tecnologica accerta la regolarità della domanda e della relativa
documentazione e ne trasmette copia al Consiglio dell’ordine degli
architetti competente per territorio. Nel caso di fondato dubbio,
chiede conferma dell’autenticità dei diplomi, dei certificati e degli
altri titoli alla competente autorità dello Stato membro di origine o
di provenienza. Se venga a conoscenza di fatti gravi e specifici
avvenuti fuori del territorio nazionale o di informazioni inesatte
contenute nella dichiarazione giurata o solenne, che potrebbero avere
conseguenze sull’ammissione all’esercizio della professione o sulla
libera prestazione dei servizi, chiede informazioni al riguardo alla
competente autorità dello Stato membro di origine o di provenienza.
6. Il Ministero dell’università e della ricerca scientifica e
tecnologica richiede sul riconoscimento i pareri del Consiglio
universitario nazionale e del Consiglio nazionale dell’ordine degli
architetti che debbono essere resi entro trenta giorni dal
ricevimento della richiesta.
7. Il procedimento deve essere definito, con l’adozione del decreto
di riconoscimento o con il provvedimento che lo rifiuta, entro tre
mesi dalla presentazione della domanda completa dei documenti
necessari. Il termine è sospeso dalla richiesta rivolta alla
competente autorità dello Stato membro di origine o di provenienza ai
sensi del comma 5 e il procedimento è ripreso dopo la risposta, ma
non oltre tre mesi dalla richiesta se la risposta manchi.
8. Il decreto di riconoscimento o il provvedimento che lo rifiuta
sono adottati dal Ministro dell’università e della ricerca
scientifica e tecnologica, di concerto con i Ministri degli affari
esteri e di grazia e giustizia.
9. Il decreto di riconoscimento o il provvedimento che lo rifiuta
sono comunicati all’interessato; il decreto è altresì trasmesso al
Consiglio dell’ordine degli architetti territorialmente competente
per l’iscrizione nell’albo ai sensi dell’art. 5 o per l’iscrizione
nel registro ai sensi dell’art. 9.

TITOLO II
DISPOSIZIONI RELATIVE AL DIRITTO DI STABILIMENTO

Art. 5.

Ammissione alla professione di architetto.

1. Sono ammessi all’esercizio dell’attività nel settore
dell’architettura con il relativo titolo professionale e sono
iscritti all’albo degli architetti i cittadini degli Stati membri
delle Comunità europee che:
a) sono in possesso di un titolo riconosciuto;
b) presentano requisiti di moralità ed onorabilità;
c) hanno residenza o dom…

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info