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Attuazione della direttiva 86/278/CEE concernente la protezione del...

Attuazione della direttiva 86/278/CEE concernente la protezione dell'ambiente, in particolare del suolo, nell'utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura (1) (2).

DLT 27/01/1992 n. 00000099 VIGENTE

INQUINAMENTO
Decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 99 (in Gazz. Uff., 15
febbraio 1992, n. 38, s.o.). — Attuazione della direttiva 86/278/CEE
concernente la protezione dell’ambiente, in particolare del suolo,
nell’utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura (1) (2).

(1) A partire dal 1 gennaio 1999 ogni sanzione pecuniaria penale o
amministrativa espressa in lire nel presente provvedimento si intende
espressa anche in Euro secondo il tasso di conversione
irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. A decorrere dal 1
gennaio 2002 ogni sanzione penale o amministrativa espressa in lire
nel presente provvedimento è tradotta in Euro secondo il tasso di
conversione irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. Se
tale operazione di conversione produce un risultato espresso anche in
decimali, la cifra è arrotondata eliminando i decimali (art. 51,
d.lg. 24 giugno 1998, n. 213).
(2) Allo scopo di agevolarne la lettura, nel presente provvedimento
la nomenclatura dei Ministri e dei Ministeri è stata aggiornata sulla
base degli accorpamenti e delle soppressioni intervenute negli ultimi
anni.

(Omissis).

Art. 1.

Finalità.

1. Il presente decreto ha lo scopo di disciplinare l’utilizzazione
dei fanghi di depurazione in agricoltura in modo da evitare effetti
nocivi sul suolo, sulla vegetazione, sugli animali e sull’uomo,
incoraggiandone nel contempo la corretta utilizzazione.

Art. 2.

Definizioni.

1. Ai sensi del presente decreto, si intendono per:
a) Fanghi: i residui derivanti dai processi di depurazione:
1) delle acque reflue provenienti esclusivamente da
insediamenti civili come definiti dalla lettera b), art. 1-quater,
legge 8 ottobre 1976, n. 670;
2) delle acque reflue provenienti da insediamenti civili e
produttivi: tali fanghi devono possedere caratteristiche
sostanzialmente non diverse da quelle possedute dai fanghi di cui al
punto a.1.;
3) delle acque reflue provenienti esclusivamente da
insediamenti produttivi, come definiti dalla legge 319/76 e
successive modificazioni ed integrazioni; tali fanghi devono essere
assimilabili per qualità a quelli di cui al punto a.1. sulla base di
quanto disposto nel successivo articolo 3.1;
b) Fanghi trattati: i fanghi sottoposti a trattamento biologico,
chimico o termico, a deposito a lungo termine ovvero ad altro
opportuno procedimento, in modo da ridurre in maniera rilevante il
loro potere fermentiscibile e gli inconvenienti sanitari della loro
utilizzazione;
c) Agricoltura: qualsiasi tipo di coltivazione a scopo
commerciale e alimentare, nonché zootecnico;
d) Utilizzazione: il recupero dei fanghi previsti al punto a)
mediante il loro spandimento sul suolo o qualsiasi altra applicazione
sul suolo e nel suolo.

Art. 3.

Condizioni per l’utilizzazione.

1. é ammessa l’utilizzazione in agricoltura dei fanghi indicati
all’art. 2 solo se ricorrono le seguenti condizioni:
a) sono stati sottoposti a trattamento;
b) sono idonei a produrre un effetto concimante e/o ammendante e
correttivo del terreno;
c) non contengono sostanze tossiche e nocive e/o persistenti, e/o
bioaccumulabili in concentrazioni dannose per il terreno, per le
colture, per gli animali, per l’uomo e per l’ambiente in generale.
2. L’utilizzazione dei fanghi è consentita qualora la
concentrazione di uno o più metalli pesanti nel suolo non superi i
valori limite fissati nell’allegato I A ovvero qualora tali valori
limite non vengano superati a motivo dell’impiego dei fanghi.
3. Possono essere utilizzati i fanghi che al momento del loro
impiego in agricoltura, non superino i valori limite per le
concentrazioni di metalli pesanti e di altri parametri stabiliti
nell’allegato I B.
4. I fanghi possono essere applicati su e/o nei terreni in dosi non
superiori a 15 t/ha di sostanza secca nel triennio, purché i suoli
presentino le seguenti caratteristiche:
capacità di scambio cationico (c.s.c.) superiore a 15 meg/100 gr;
pH compreso tra 6,0 e 7,5;
In caso di utilizzazione di fanghi su terreni il cui pH sia
inferiore a 6 e la cui c.s.c. sia inferiore a 15, per tenere conto
dell’aumentata mobilità dei metalli pesanti e del loro maggiore
assorbimento da parte delle colture sono diminuiti i quantitativi di
fango utilizzato del 50%. Nel caso in cui il pH del terreno sia
superiore a 7,5 si possono aumentare i quantitativi di fango
utilizzato del 50%.
5. I fanghi provenienti dall’industria agroalimentare possono
essere impiegati in quantità massima fino a tre volte le quantità
indicate nel comma 4. In tal caso i limiti di metalli pesanti non
possono superare valori pari ad un quinto di quelli di cui
all’allegato I B.
6. I fanghi possono essere utilizzati quali componenti dei
substrati artificiali di colture floricole su bancali, nel rispetto
della presente norma, della tutela ambientale e della salute degli
operatori del settore. In particolare:
a) i fanghi utilizzati devono essere disidratati e il loro
contenuto di umidità non deve superare il limite di 80% espresso sul
tal quale;
b) i fanghi devono avere una composizione analitica che rientri
nei limiti dell’allegato I B;
c) il substrato artificiale di coltura deve contenere un
quantitativo di fango non superiore al 20% del totale.

Art. 4.

Divieti.

1. é vietata l’utilizzazione dei fanghi sui terreni agricoli se non
ricorrono le condizioni previste dall’art. 3.
2. é vietata l’utilizzazione dei fanghi tossici e nocivi in
riferimento alle sostanze elencate nell’allegato al decreto del
Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915, con le
concentrazioni limite stabilite nella delibera del 27 luglio 1984,
anche se miscelati e diluiti con fanghi rientranti nelle presenti
disposizioni.
3. é vietato applicare i fanghi ai terreni:
a) allagati, soggetti ad esondazioni e/o inondazioni naturali,
acquitrinosi o con falda acquifera affiorante, o con frane in atto;
b) con pendii maggiori del 15% limitatamente ai fanghi con un
contenuto in sostanza secca inferiore al 30%;
c) con pH minore di 5;
d) con C.S.C. minore di 8 meg/100 gr;
e) destinati a pascolo, a prato-pascolo, a foraggere, anche in
consociazione con altre colture, nelle 5 settimane che precedono il
pascolo o la raccolta di foraggio;
f) destinati all’orticoltura e alla frutticoltura i cui prodotti
sono normalmente a contatto diretto con il terreno e sono di norma
consumati crudi, nei 10 mesi precedenti il raccolto e durante il
raccolto stesso;
g) quando è in atto una coltura, ad eccezione delle colture
arboree;
h) quando sia stata comunque accertata l’esistenza di un pericolo
per la salute degli uomini e/o degli animali e/o per la salvaguardia
dell’ambiente.
4. é vietata l’applicazione di fanghi liquidi con la tecnica della
irrigazione a pioggia, sia per i fanghi tal quali che per quelli
diluiti con acqua.

Art. 5.

Competenze dello Stato.

1. Il Ministro dell’ambiente di concerto con il Ministro per le
politiche agricole e con il Ministro dell’industria:
1) svolge le funzioni di indirizzo, promozione, consulenza e
coordinamento delle attività connesse al presente decreto;
2) provvede alla modifica ed integrazione degli allegati in
conformità con le determinazioni della Comunità economica europea
ovvero in relazione a nuove acquisizioni tecnico-scientifiche;
3) promuove ed autorizza, d’intesa con le Regioni interessate ed
anche in deroga ai divieti e alle limitazioni contenute nel presente
decreto, nel rispetto delle esigenze di tutela ambientale,
l’acquisizione di nuove conoscenze sull’impiego agricolo dei fanghi
attraverso forme di sperimentazione applicate in scala limitata;
4) provvede agli adempimenti comunitari previsti dalla direttiva
recepita col presente decreto;
5) promuove e organizza la raccolta dei dati relativi alle
caratteristiche dei fanghi e dei terreni sui quali vengono
utilizzati;
6) definire i metodi di campionamento e di analisi dei fanghi e
dei terreni.

Art. 6.

Competenze delle regioni.

1. Le regioni:
1) rilasciano le autorizzazioni per le attività di raccolta,
trasporto, stoccaggio, condizionamento, come definito dall’art. 12,
ed utilizzazione dei fanghi in agricoltura, conformemente alla
normativa vigente e al presente decreto;
2) stabiliscono ulteriori limiti e condizioni di utilizzazione in
agricoltura per i diversi tipi di fanghi in relazione alle
caratteristiche dei suoli, ai tipi di colture praticate, alla
composizione dei fanghi, alle modalità di trattamento;
3) stabiliscono le distanze di rispetto per l’applicazione dei
fanghi dai centri abitati, dagli insediamenti sparsi, dalle strade,
dai pozzi di captazione delle acque potabili, dai corsi d’acqua
superficiali, tenendo conto delle caratteristiche dei terreni
(permeabilità, pendenza) delle condizioni meteoclimatiche della zona,
delle caratteristiche fisiche dei fanghi;
4) predispongono piani di utilizzazione agricola dei fanghi
tenendo conto delle caratteristiche quali-quantitative degli stessi,
della loro utilizzazione in atto o potenziale, della ricettività dei
terreni, degli apporti ai suoli in nutrien…

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