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Atto di indirizzo e coordinamento alle regioni recante i piani di ...

Atto di indirizzo e coordinamento alle regioni recante i piani di cessione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

dpr 14/02/1992 [INC]

EDILIZIA RESIDENZIALE
Decreto del Presidente della Repubblica 14 febbraio 1992 (in Gazz.
Uff., 18 febbraio, n. 40). — Atto di indirizzo e coordinamento alle
regioni recante i piani di cessione degli alloggi di edilizia
residenziale pubblica.

Il Presidente della Repubblica:
Visto l’art. 93 del decreto del Presidente della Repubblica 24
luglio 1977, n. 616; Visto l’art. 2, comma 2, lettera d), della legge
23 agosto 1988, n. 400; Visto l’art. 28 della legge 30 dicembre 1991,
n. 412, concernente la gestione degli alloggi di edilizia
residenziale pubblica, che demanda, tra l’altro, alle regioni
l’approvazione dei piani di cessione degli alloggi predisposti dagli
enti gestori nel rispetto dei princìpi di cui all’articolo medesimo,
nonchè la contestuale adozione di misure per la mobilità degli
inquilini che non desiderano acquistare gli alloggi posti in vendita;
Considerato che l’alienazione di fabbricati costituiti da alloggi di
edilizia residenziale pubblica deve essere diretta esclusivamente al
conseguimento di finalità proprie dell’edilizia abitativa pubblica;
Ritenuta l’esigenza di realizzare, pur nell’ambito delle diverse
situazioni locali, uniformità di indirizzo per quanto attiene alla
cessione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e alla
mobilità degli inquilini non interessati alla cessione; Che,
pertanto, occorre indicare taluni criteri di massima ai quali
dovranno attenersi le regioni nell’approvare i piani di cessione e
nell’adottare le contestuali misure per la mobilità di coloro che non
desiderano l’alienazione; Ritenuto che allo scopo di incentivare
l’attività di cessione, i rapporti di tesoreria tra gli Enti gestori
e lo Stato potranno essere rivisti con successivo provvedimento
legislativo; Fatte salve le competenze delle regioni a statuto
speciale e delle province autonome di Trento e Bolzano; Vista la
deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del
30 gennaio 1992; Sulla proposta dei Ministri per le riforme
istituzionali e gli affari regionali e dei lavori pubblici;
Decreta:
é approvato il seguente atto di indirizzo e coordinamento:

Art. 1. 1. Le regioni, nell’ambito della propria competenza,
nell’approvare i piani di vendita degli alloggi di edilizia
residenziale pubblica, predisposti dagli Enti gestori, dovranno
impartire direttive perchè: a) vengano posti in vendita interi
fabbricati o porzioni funzionali di essi, in ciascuno dei quali
coloro che intendono chiedere l’acquisto dell’alloggio costituiscano
almeno il 50 per cento dei locatari; b) siano esclusi dalle
alienazioni gli edifici ristrutturati nei quartieri del centro
storico o gli edifici per i quali esistono programmi di
ristrutturazione.
2. Ove non si renda possibile realizzare tutto o in parte la
mobilità degli inquilini che non hanno interesse alla cessione, con
le modalità di cui all’art. 28 della legge 30 dicembre 1991, n. 412,
l’ente gestore potrà procedere ugualmente alla vendita degli alloggi
per i quali sussista la richiesta.

Art. 2. 1. Le regioni, nell’adottare le misure per la mobilità
degli inquilini che non richiedono la cessione, dovranno curare che
il trasferimento degli assegnatari non interessati all’acquisto
avvenga in altri alloggi idonei e almeno di ampiezza adeguata al
nucleo familiare, preferibilmente in altri fabbricati del medesimo
quartiere.
2. La finalità di cedere interi fabbricati o porzioni funzionali di
essi potrà essere perseguita anche mediante adeguate forme di
incentivazione per la integrale attuazione della mobilità tali da non
far gravare le spese di trasferimento sugli inquilini che non si
avvalgono del diritto di acquistare.
3. Le regioni cureranno, altresì, che siano tutelate le situazioni
degli inquilini ultrasessantacinquenni o dei portatori di handicap,
anche con la permanenza negli alloggi occupati garantendo loro in
ogni caso la utilizzazione di alloggi che rispondano alle loro
particolari esigenze.
4. Nello svolgimento dei compiti assistenziali le regioni dovranno
altresì prevedere, a favore dei soggetti di cui al comma 3, le
condizioni per la partecipazione da parte degli enti gestori, alle
quote condominiali e alle spese di manutenzione straordinaria.

Art. 3. 1. Qualora gli acquirenti rappresentino meno del 50 per
cento degli alloggi constituenti il fabbricato, le regioni dovranno
prevedere che l’ente gestore possa ugualmente proporre la vendita
degli alloggi richiesti; dovrà tuttavia essere previsto il
trasferimento degli inquilini non interessati all’acquisto, sulla
base dei criteri di cui all’art. 2 e dovrà essere proposta la vendita
degli alloggi resi in tal modo liberi ad altri assegnatari locatari
di alloggi in altri fabbricati.

Art. 4. 1. Qualora l’ente gestore, in presenza di richieste
inferiori al 50 per cento degli alloggi del fabbricato, non ravvisi,
motivandone analiticamente le ragioni, l’opportunità di procedere
alla cessione le regioni possono autorizzare l’ente gestore a
rifiutare le richieste di acquisto offrendo la possibilità agli
inquilini che hanno fatto domanda, di acquistare alloggi in altri
fabbricati.

Art. 5. 1. Fermo restando quanto disposto dal comma 10 dell’art. 28
della legge 30 dicembre 1991, n. 412, le regioni devono approvare i
piani di cessione degli enti gestori entro novanta giorni dalla
ricezione adottando, entro lo stesso termine, tutte le misure
occorrenti per assicurare la mobilità degli inquilini che non
richiedono l’acquisto dell’alloggio.
2. In applicazione del comma 8 dell’art. 28 della citata legge n.
412 del 1991, il prezzo di cessione dell’alloggio è costituito dal
valore catastale vigente alla data di stipulazione del contratto
quale risulta dal decreto del Ministro delle finanze relativo alla
determinazione delle tariffe di estimo delle unità immobiliari
urbane.
3. Le regioni devono provvedere a che gli enti gestori, richiedano
entro trenta giorni dall’approvazione del piano di cessione, agli
uffici competenti i valori catastali aggiornati riferiti agli alloggi
in vendita e gli uffici competenti comunichino i valori di cui sopra
entro quattro mesi dalla richiesta. Gli enti gestori devono
comunicare agli interessati i valori di vendita degli alloggi entro i
successivi quindici giorni.
4. Le regioni disporranno affinchè gli inquilini, in possesso dei
requisiti di cui al comma 4 dell’art. 28 della legge n. 412,
esercitino il diritto a chiedere l’acquisto dell’alloggio in uso o di
altro alloggio di proprietà dello stesso ente gestore, entro tre mesi
dalla comunicazione dei valori catastali.

Art. 6. 1. Le regioni devono vigilare perchè i fondi ricavati dalle
alienazioni, gestiti direttamente dalle amministrazioni proprietarie,
siano prevalentemente destinati all’incremento del patrimonio
abitativo pubblico sulla base di un programma di reinvestimento in
nuove costruzioni o in ristrutturazioni da inserire nel piano di
cessione.
2. Le somme ottenute dalle alienazioni dovranno essere versate
distintamente a seconda che si tratti di vendita di immobili
realizzati con fondi pubblici ovvero di immobili realizzati con
risorse proprie dell’ente, nelle contabilità speciali già tenute
dagli enti gestori presso la tesoreria dello Stato.

Art. 7. 1. I contratti di cessione degli alloggi possono prevedere
una clausola contenente il divieto di vendita dell’allogio per un
certo numero di anni, in particolare quando esso è localizzato in
centri storici.

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