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Norme per l'edilizia residenziale pubblica (1)

L 17/02/1992 n. 00000179 VIGENTE

EDILIZIA RESIDENZIALE
Legge 17 febbraio 1992, n. 179 (in Gazz. Uff., 29 febbraio 1992, n.
50, s.o.). — Norme per l’edilizia residenziale pubblica (1).

(1) In luogo di Ministro/Ministero del tesoro e di
Ministro/Ministero del bilancio e della programmazione economica,
leggasi Ministro/Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, ex art. 7, l. 3 aprile 1997, n. 94.

(Omissis).

Capo I
FINALITA’ E RISORSE

Art. 1.

Finalità e modalità di programmazione.

1. Fino all’entrata in vigore della nuova disciplina
dell’intervento pubblico nel settore dell’edilizia residenziale, le
disponibilità esistenti o che affluiranno presso la sezione autonoma
della Cassa depositi e prestiti, istituita con l’articolo 10 della
legge 5 agosto 1978, n. 457, sono programmate e spese per le finalità
e con le modalità e procedure della citata legge n. 457 del 1978, e
successive modificazioni, ivi comprese quelle di cui alla presente
legge.

Art. 2.

Copertura finanziaria.

1. Per gli anni 1992, 1993, e 1994, ferme restando le disponibilità
derivanti dall’articolo 22, L. 11 marzo 1988, n. 67, il contributo
dello Stato è fissato in lire 80 miliardi, in ragione di lire 10
miliardi per il 1992, 20 miliardi per il 1993 e 50 miliardi per il
1994, alla cui copertura si provvede mediante corrispondente
riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale
1992-1994, al capitolo 9001 del bilancio di previsione del Ministero
del tesoro per l’anno 1992, all’uopo utilizzando la voce:
<<Rifinanziamento dell’articolo 22, comma 3, della legge 11 marzo
1988, n. 67>> (1).
2. I fondi a valere sull’articolo 4-bis del D.L. 12 settembre 1983,
n. 462, convertito, con modificazioni, dalla L. 10 novembre 1983, n.
637, al netto delle somme globalmente occorrenti per far fronte agli
oneri derivanti dai provvedimenti regionali di programmazione di
interventi di edilizia agevolata adottati anche successivamente alla
data di entrata in vigore della presente legge; di quelle necessarie
per il pagamento dei maggiori oneri relativi a programmi regionali,
quantificati per ciascuna regione dalla regione stessa; di quelle
occorrenti per provvedere al pagamento dei conguagli di cui
all’articolo 16, secondo comma, della L. 27 maggio 1975, n. 166, e di
quelli dovuti in applicazione degli articoli 2 e 10 della L. 8 agosto
1977, n. 513; di quelle occorrenti per la concessione della garanzia
primaria dello Stato ai sensi dei commi 6 e 11 dell’articolo 6 della
presente legge, sono destinati dalle regioni stesse alla
realizzazione dei nuovi programmi edilizi, secondo gli indirizzi
fissati dal CIPE o dal CER, ai sensi della presente legge,
nell’ambito della disponibilità residua delle singole annualità dei
limiti di impegno complessivi. Le somme disponibili ai sensi del
presente comma sono destinate, prioritariamente e fino al limite del
30 per cento, ai programmi di cui all’articolo 16 della presente
legge. Tale quota è utilizzata dalle regioni, fatta salva la somma di
lire 288 miliardi utilizzata dal Ministero dei lavori pubblici per la
realizzazione di interventi di particolare rilevanza o specificità
individuati sulla base di accordi di programma proposti dal medesimo
Ministero dei lavori pubblici d’intesa con la Conferenza permanente
per i rapporti fra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano. La disponibilità del Ministero dei lavori
pubblici è incrementata delle somme non utilizzate per contributi sui
programmi ed interventi previsti dall’articolo 18 del decreto-legge
13 maggio 1991, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 12
luglio 1991, n. 203, purché gli accordi di programma proposti dal
Ministero dei lavori pubblici si riferiscano ad aree concordate con
le amministrazioni locali. Tali disponibilità, ivi compresa la somma
di lire 288 miliardi, sono versate all’entrata dello Stato per essere
riassegnate, con decreti del Ministro del tesoro, ad apposito
capitolo dello stato di previsione del Ministero dei lavori pubblici.
Le somme non utilizzate in ciascun esercizio possono esserlo nel
biennio successivo. I fondi di cui al citato articolo 4-bis del D.L.
12 settembre 1983, n. 462, convertito, con modificazioni, dalla L. 10
novembre 1983, n. 637, sono erogati qualunque sia la destinazione
originaria indicata nel relativo decreto ministeriale di messa a
disposizione. La messa a disposizione e l’erogazione alle regioni dei
fondi come sopra determinati sono effettuate secondo le procedure in
vigore (2).
3. Per l’utilizzo delle disponibilità di cui al comma 2 si
applicano altresì le disposizioni di cui all’articolo 5-bis del
decreto-legge 7 febbraio 1985, n. 12, convertito, con modificazioni,
dalla legge 5 aprile 1985, n. 118.
4. La riserva di cui all’articolo 22, comma 2, della legge 11 marzo
1988, n. 67, si applica limitatamente alla programmazione dei fondi
relativi al biennio 1988-1989.
5. Per la concessione di contributi ai sensi dell’articolo 7, terzo
comma, del decreto-legge 13 agosto 1975, n. 376, convertito, con
modificazioni, dalla legge 16 ottobre 1975, n. 492, a cooperative
edilizie a proprietà indivisa costituite esclusivamente tra
appartenenti alle Forze armate e di polizia, compreso il personale in
quiescenza, nonché per la concessione di contributi integrativi
finalizzati a contenere l’onere per l’ammortamento dei mutui a carico
di dette cooperative edilizie entro il limite del 5 per cento, oltre
al rimborso del capitale, è autorizzata una spesa per un importo di
lire 10 miliardi annui a decorrere dal 1994. Al relativo onere, per
il triennio 1994-1996, si provvede mediante corrispondente riduzione
dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale
1994-1996, al capitolo 9001 dello stato di previsione del Ministero
del tesoro, per l’anno 1994, all’uopo parzialmente utilizzando
l’accantonamento relativo al Ministero dei lavori pubblici. Il
Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti,
le occorrenti variazioni di bilancio (3).

(1) A decorrere dal 1 gennaio 1999, sono accreditate alle singole
Regioni le disponibilità esistenti alla data di entrata in vigore del
d.lg. 31 marzo 1998, n. 112, sulle annualità corrisposte dallo Stato
alla Sezione autonoma per l’edilizia residenziale della Cassa
depositi e presiti, relativamente ai limiti di impegno autorizzati
dal presente comma.
(1) Comma così sostituito dall’art. 10, d.l. 5 ottobre 1993, n.
398, conv. in l. 4 dicembre 1993, n. 493 e, da ultimo, così
modificato dall’art. 2, comma 71, l. 23 dicembre 1996, n. 662. Vedi,
anche, il d.m. 21 dicembre 1994.
(2) Comma così sostituito prima dall’art. 1, l. 28 gennaio 1994, n.
85 e poi dall’art. 5, d.l. 6 maggio 1994, n. 271, conv. in l. 6
luglio 1994, n. 433.

Capo II
DISPOSIZIONI PER LA PROGRAMMAZIONE E MODIFICHE ALLA LEGGE 5 AGOSTO
1978, N. 457

Art. 3.

Procedura e termine di avvio dei programmi di edilizia residenziale
pubblica.

1. Il Comitato interministeriale per la programmazione economica
(CIPE), su proposta del Ministro dei lavori pubblici, presidente del
CER, ripartisce fra le regioni i fondi di cui alla presente legge
entro sessanta giorni dalla comunicazione della predetta proposta.
2. Le regioni provvedono ad approvare e trasmettere al CER i propri
programmi entro novanta giorni dalla ripartizione dei fondi.
3. Qualora la regione non provveda nei termini di cui al comma 2,
il comitato esecutivo del CER, previa diffida ad adempiere alla
regione stessa, invita gli enti locali territoriali, gli istituti
autonomi per le case popolari (IACP) e gli operatori del settore a
presentare entro sessanta giorni proposte di intervento di
documentata fattibilità da realizzare nell’ambito territoriale della
regione inadempiente.
4. Entro i successivi sessanta giorni, il comitato esecutivo del
CER, integrato dal rappresentante della regione inadempiente, ove non
sia membro con diritto di voto, delibera in luogo della regione nei
limiti delle disponibilità finanziarie ad essa attribuite.
5. Le somme non destinate alla scadenza del termine di cui al comma
4 sono revocate di diritto e portate ad incremento delle
disponibilità finanziarie da ripartire tra le regioni.
6. Le disposizioni di cui ai commi 3, 4 e 5 si applicano altresì ai
programmi finanziati con leggi precedenti qualora la regione non
abbia provveduto a localizzare gli interventi alla data di entrata in
vigore della presente legge.
7. Il presidente della giunta regionale può promuovere una
conferenza di servizi ai sensi dell’articolo 14 della legge 7 agosto
1990, n. 241, trascorsi trenta giorni dalla data di pubblicazione
della delibera regionale di localizzazione degli interventi e di
individuazione dei soggetti attuatori sul Bollettino ufficiale, al
fine di accertare la fattibilità di tali interventi nelle aree (1).
7-bis. Gli interventi di edilizia residenziale pubblica devono
pervenire all’inizio dei lavori entro tredici mesi dalla data di
pubblicazione del provvedimento regionale di individuazione dei
soggetti attuatori nel Bollettino ufficiale della regione; qualora
sia stipulato un accordo di programma, i predetti interventi devono
pervenire all’inizio dei lavori entro tredici mesi dalla data di
pubblicazio…

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