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Limiti massimi di esposizione ai campi elettrico e magnetico gener...

Limiti massimi di esposizione ai campi elettrico e magnetico generati alla frequenza industriale nominale (50 Hz) negli ambienti abitativi e nell'ambiente esterno.

dpcons 23/04/1992

INQUINAMENTO
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 aprile 1992 (in
Gazz. Uff., 6 maggio, n. 104). — Limiti massimi di esposizione ai
campi elettrico e magnetico generati alla frequenza industriale
nominale (50 Hz) negli ambienti abitativi e nell’ambiente esterno.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri:
Visto l’art. 2, comma 14, della legge 8 luglio 1986, n. 349, il
quale prevede che il Ministro dell’ambiente, di concerto con il
Ministro della sanità, propone al Presidente del Consiglio dei
Ministri la fissazione, tra l’altro, dei limiti massimi di
esposizione per inquinamenti di natura fisica relativamente
all’ambiente esterno ed abitativo di cui all’art. 4 della legge 23
dicembre 1978, n. 833; Visto il decreto interministeriale 16 gennaio
1991 di modifica del regolamento di esecuzione della legge 28 giugno
1986, n. 339, approvato con decreto interministeriale 21 marzo 1988,
n. 449, recante norme tecniche per la disciplina della costruzione e
dell’esercizio di linee elettriche aeree esterne; modifiche apportate
in relazione a possibili effetti sulla salute derivanti dai campi
elettromagnetici dagli stessi prodotti; Considerata la necessità di
fissare limiti per l’esposizione della popolazione ai campi elettrici
e magnetici generati dagli elettrodotti; Rilevata la necessità ai
sensi del citato art. 4 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, di
assicurare condizioni e garanzie di salute uniformi; Su proposta del
Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro della sanità;

Decreta:

Art. 1.

Campo di applicazione.

Il presente decreto fissa i limiti massimi di esposizione,
relativamente all’ambiente esterno ed abitativo, ai campi elettrico e
magnetico generati alla frequenza industriale nominale (50 Hz).
Non si applica alle esposizioni professionali sul luogo di lavoro
ed alle esposizioni intenzionali di pazienti sottoposti a diagnosi e
cure mediche.

Art. 2.

Definizioni.

Ai fini dell’applicazione del presente decreto si assumono le
seguenti definizioni:
a) intensità di campo elettrico è: il valore quadratico medio
delle tre componenti mutuamente perpendicolari in cui si può pensare
scomposto il vettore campo elettrico nel punto considerato, misurato
in volt al metro (V/m);
b) intensità di induzione magnetica è: il valore quadratico medio
delle tre componenti mutuamente perpendicolari in cui si può pensare
scomposto il vettore campo magnetico nel punto considerato, misurato
in tesla (T);
c) elettrodotto è l’insieme delle linee elettriche propriamente
dette, sottostazioni e cabine di trasformazione.

Art. 3.

Misure.

Le misure dei campi elettrico e magnetico di cui all’art. 1,
dovranno essere effettuate secondo gli specifici standard
internazionali riconosciuti.
Gli aggiornamenti eventualmente necessari circa i metodi e le
condizioni di riferimento per le misure, nonchè gli standard per la
strumentazione, saranno definiti, su proposta della commissione di
cui al successivo art. 8, con decreto del Ministro dell’ambiente.

Art. 4.

Limiti di esposizione e criteri di applicazione.

Sono definiti i seguenti limiti:
5 kV/m e 0,1 mT, rispettivamente per l’intensità di campo
elettrico e di induzione magnetica, in aree o ambienti in cui si
possa ragionevolmente attendere che individui della popolazione
trascorrano una parte significativa della giornata;
10 kV/m e 1 mT, rispettivamente per l’intensità di campo
elettrico e di induzione magnetica, nel caso in cui l’esposizione sia
ragionevolmente limitata a poche ore al giorno.
I valori di campo elettrico sono riferiti al campo elettrico
imperturbato, intendendosi per tale un campo elettrico misurabile in
un punto in assenza di persone, animali e cose non fisse.

Art. 5.

Distanze di rispetto dagli elettrodotti.

Con riferimento alle linee elettriche aeree esterne a 132 kV, 220
kV e 380 kV, si adottano, rispetto ai fabbricati adibiti ad
abitazione o ad altra attività che comporta tempi di permanenza
prolungati, le seguenti distanze da qualunque conduttore della linea:
linee a 132 kV >= 10 m
linee a 220 kV >= 18 m
linee a 380 kV >= 28 m
Per linee a tensione nominale diversa, superiore a 132 kV e
inferiore a 380 kV, la distanza di rispetto viene calcolata mediante
proporzione diretta da quelle sopra indicate.
Per linee a tensione inferiore a 132 kV restano ferme le distanze
previste dal decreto interministeriale 16 gennaio 1991.
Per eventuali linee a tensione superiore a 380 kV le distanze di
rispetto saranno stabilite dalla commissione di cui al successivo
art. 8.
La distanza di rispetto dalle parti in tensione di una cabina o da
una sottostazione elettrica deve essere uguale a quella prevista,
mediante i criteri sopra esposti, per la più alta tra le tensioni
presenti nella cabina o sottostazione stessa.

Art. 6.

Autorizzazioni.

Per gli elettrodotti di nuova costruzione, ai fini autorizzativi,
rimangono ferme le disposizioni di cui alla legge 9 gennaio 1991, n.
9, e la normativa che regolamenta i rischi da elettrocuzione.

Art. 7.

Risanamenti.

Nei tratti di linee elettriche esistenti dove non risultano
rispettati i limiti di cui all’art. 4 e le condizioni di cui all’art.
5 dovranno essere individuate azioni di risanamento. Entro diciotto
mesi dall’entrata in vigore del presente decreto, gli esercenti degli
elettrodotti dovranno presentare al Ministero dell’ambiente una
relazione contenente i criteri generali di intervento e i criteri di
priorità scelti, basati anche su parametri oggettivizzabili quali
individui esposti per km, valori di dosi cumulative e simili.
Nei successivi dodici mesi gli esercenti dovranno presentare i
progetti delle tratte di elettrodotti interessate al risanamento.
Entro sessanta giorni dalla pubblicazione del presente decreto, i
Ministeri dell’ambiente, della sanità, dell’industria, del commercio
e dell’artigianato e dei lavori pubblici dovranno definire un accordo
procedimentale per la valutazione dei suddetti progetti di
risanamento ai fini del rilascio delle autorizzazioni alla
costruzione così come disciplinate dal testo unico 11 dicembre 1933,
n. 1175.
Nel progetto di risanamento oltre agli interventi necessari va
indicato il programma cronologico.
I programmi di risanamento debbono essere completati entro il 31
dicembre 2004.

Art. 8.

Commissione tecnico-scientifica.

Per l’aggiornamento normativo e l’approfondimento delle tematiche
relative ai problemi igienico-sanitari è istituita con decreto del
Ministero dell’ambiente, entro sessanta giorni dalla pubblicazione
del presente decreto, un’apposita commissione tecnico-scientifica
composta da rappresentanti del Ministero dell’ambiente, del Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, del Ministero della
sanità, dell’ENEL, dell’ENEA, dell’Istituto superiore di sanità e
dell’ISPESL.
La commissione è presieduta dal direttore generale del servizio per
la prevenzione dell’inquinamento atmosferico ed acustico e delle
industrie a rischio del Ministero dell’ambiente.

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