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Regolamento contenente norme di sicurezza antincendio per gli edific...

Regolamento contenente norme di sicurezza antincendio per gli edifici storici e artistici destinati a musei, gallerie, esposizioni e mostre.

dm 20/05/1992 n. 00000569

CULTURA E BENI CULTURALI
VIGILI DEL FUOCO
EDILIZIA E URBANISTICA
Decreto Ministeriale 20 maggio 1992, n. 569 (in Gazz. Uff., 4 marzo,
n. 52). — Regolamento contenente norme di sicurezza antincendio per
gli edifici storici e artistici destinati a musei, gallerie,
esposizioni e mostre.

Il Ministro per i beni culturali e ambientali, di concerto con il
Ministro dell’interno:
Vista la legge 1° giugno 1939, n. 1089 (Gazzetta Ufficiale 8 agosto
1939, n. 184); Vista la legge 7 dicembre 1984, n. 818 (Gazzetta
Ufficiale 10 dicembre 1984, n. 338); Visto il decreto del Ministro
dell’interno 16 febbraio 1982 (Gazzetta Ufficiale 9 aprile 1982, n.
98); Considerato che il regio decreto 7 novembre 1942, n. 1564
(Gazzetta Ufficiale 12 gennaio 1943, n. 8) recante norme per
l’esecuzione, il collaudo e l’esercizio degli impianti tecnici degli
edifici di interesse artistico e storico destinati a contenere musei,
gallerie, collezioni e oggetti di interesse storico culturale,
necessita di aggiornamenti ed integrazioni, per quanto attiene in
particolare la prevenzione e la protezione antincendio; Visto il
decreto-legge 27 febbraio 1987, n. 51, convertito nella legge 13
aprile 1987, n. 149 (Gazzetta Ufficiale 28 febbraio 1987, n. 49 e
Gazzetta Ufficiale 18 aprile 1987, n. 91); Visto l’art. 17 della
legge 23 agosto 1988, n. 400 (supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale n. 214 del 12 settembre 1988); Visto l’art. 10 della legge
20 maggio 1991, n. 158; Udito il parere del Consiglio di Stato,
espresso nella adunanza generale del 17 ottobre 1991 e contenente
alcune modifiche al testo regolarmente predisposto dalle due
amministrazioni proponenti; modifiche, che sono state arrecate al
testo medesimo, salvo che per gli argomenti indicati nei due seguenti
punti a) e b) e per la serie dei motivi appresso esposti:
a) per la necessità che la norma regolamentare (1) corrisponda
all’attuale situazione di fatto, nell’art. 1 è stato omesso il
riferimento alle biblioteche e agli archivi, le cui norme specifiche
sono ancora in corso di definizione;
b) il testo regolamentare (1) originario appare, negli articoli
appresso indicati, più rispondente agli scopi ed alle situazioni, cui
la norma regolarmente medesima è volta:
1) nell’art. 2, comma 4, in ordine alla validità e ai limiti
temporali dei provvedimenti di deroga già concessi prima dell’entrata
in vigore del presente regolamento, il testo originario ribadisce
chiaramente la provvisorietà delle deroghe medesime e prescrive il
controllo tecnico sulla loro durata e sul loro eventuale rinnovo;
2) nell’art. 4 del testo originario il divieto di comunicazione
dei locali, in cui si svolgono le attività disciplinate dal presente
regolamento, non è generale, ma riguarda i locali contigui ove si
svolgono attività diverse assoggettate alla normativa antincendio,
risultando in tal modo applicabile ai casi di effettiva necessità di
prevenzione e difesa antincendio; per motivi di chiarezza tecnica è
opportuno mantenere l’espressione <<caratteristiche REI>>;
3) nell’art. 5, quinto comma, appare utile mantenere l’indice
fisso, riportato nel testo originario, di dieci chili di quantità
equivalente di legno per metro quadrato, come misura del carico di
incendio da non superare;
4) all’art. 10 appare indispensabile, per motivi di chiarezza
operativa, mantenere l’attributo di <<tecnico>> al responsabile della
sicurezza, per differenziare la natura dei suoi compiti, indicati dal
terzo comma dell’articolo medesimo, dalla natura dei compiti di
supervisione e controllo del direttore del museo, indicati dal
secondo comma dell’articolo stesso;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri,
effettuata a norma dell’art. 17, comma 3, ultimo periodo, della
citata legge n. 400/88 – con nota n. 581 VI D del 25 gennaio 1992;
Adottano il seguente regolamento contenente norme di sicurezza
antincendio per gli edifici storici ed artistici destinati a musei,
gallerie, esposizioni e mostre:

(1) [Così rettificato in Gazz. Uff., 28 aprile 1993, n. 98]

CULTURA E BENI CULTURALI
EDILIZIA E URBANISTICA
Capo I
DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1.

Campo di applicazione.

1. Le norme contenute nel presente regolamento disciplinano le
misure tecniche necessarie per il rilascio del certificato di
prevenzione incendi in relazione agli edifici pubblici e privati, di
interesse artistico e storico destinati a contenere, musei, gallerie,
collezioni, oggetti di interesse culturale o manifestazioni
culturali, per i quali si applicano le disposizioni contenute nella
legge 1° giugno 1939, n. 1089 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
dell’8 agosto 1939, n. 184) e successive modificazioni e
integrazioni.
2. Le norme contenute nel presente regolamento sono volte ad
assicurare la sicurezza degli edifici e la buona conservazione dei
materiali in essi contenuti.

VIGILI DEL FUOCO
CULTURA E BENI CULTURALI
EDILIZIA E URBANISTICA
Capo I
DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 2.

Attività consentite negli edifici, per i quali
si applicano le disposizioni del presente regolamento.

1. Negli edifici disciplinati dal presente regolamento, possono
continuare ad essere svolte attività complementari previste dal
decreto ministeriale 16 febbraio 1982 (pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale del 9 aprile 1982, n. 98) purchè queste siano effettuate
nel rispetto delle vigenti norme di sicurezza antincendio, ovvero in
mancanza di queste, dei criteri tecnici prescritti dall’art. 3 del
decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577
(pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 20 agosto 1982, n. 229) e
nel rispetto delle norme di tutela ai sensi della legge n. 1089/1939.
2. Le attività descritte nell’art. 17, comma 4, della circolare del
Ministero dell’interno del 15 febbraio 1951, n. 16 (pubblicata alle
pagine 36 e seguenti del volume <<Norme di prevenzione incendi>>
edito dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato nel 1983), se
sono svolte negli edifici disciplinati dal presente regolamento,
devono essere effettuate nel rispetto delle disposizioni contenute
nel presente regolamento.
3. Negli edifici cui si applicano le disposizioni del presente
regolamento possono essere svolte nuove attività, indicate nel
decreto ministeriale 16 febbraio 1982 (pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale del 9 aprile 1982, n. 98) qualora, siano rispettate le
vigenti norme di sicurezza antincendio ovvero, in mancanza di queste,
siano applicati i criteri tecnici descritti dall’art. 3 del decreto
del Presidente della Repubblica del 29 luglio 1982, n. 577, citato
nel comma 1 del presente articolo.
4. La soprintendenza competente per territorio esercita i poteri
previsti dalla legge del 1° giugno 1939, n. 1089 e successive
modificazioni ed integrazioni.
5. Restano validi i provvedimenti di deroga già concessi, nonchè i
pareri formulati caso per caso e quanto già consentito dagli organi
tecnici competenti in materia di prevenzione incendi fino alla loro
scadenza, secondo le norme vigenti; il rinnovo di deroghe temporanee
è subordinato ad un riesame delle valutazioni tecniche che hanno
portato al provvedimento di deroga.
6. I termini utilizzati nel presente regolamento vanno interpretati
sulla base delle definizioni generali contenute nel decreto
ministeriale 30 novembre 1983 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
del 12 dicembre 1983, n. 339). Per la segnaletica di sicurezza
antincendi si applicano le disposizioni previste dal decreto del
Presidente della Repubblica 8 giugno 1982, n. 524 (pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale del 10 agosto 1982, n. 218).

VIGILI DEL FUOCO
EDILIZIA E URBANISTICA
CULTURA E BENI CULTURALI
Capo II
PRESCRIZIONI TECNICHE

Art. 3.

Misure precauzionali per lo sfollamento
delle persone in caso di emergenza.

1. Gli edifici individuati dal precedente art. 1, comma 1, devono
essere provvisti di un sistema organizzato di vie di uscita per il
deflusso rapido ed ordinato delle persone verso luoghi sicuri, al
fine di evitare pericoli per la loro incolumità nel caso d’incendio o
di qualsiasi altro sinistro.
2. Al fine di garantire l’incolumità delle persone, deve essere
individuato il tratto più breve che esse devono percorrere per
raggiungere le uscite. Il relativo percorso deve avere in ogni punto
una larghezza non inferiore a cm 90, deve essere privo di ostacoli e
deve essere segnalato da cartelli posti ad intervalli regolari di
trenta metri, sui quali devono essere indicate, in modo chiaro e
leggibile, le istruzioni sul comportamento che le persone devono
adottare, nel caso di pericolo, e che sono redatte in conformità alle
disposizioni dell’art. 11 del presente regolamento.
3. Il massimo affollamento consentito dovrà essere commisurato alla
capacità di deflusso del sistema esistente di (1) vie d’uscita
valutata pari a sessanta persone, per ogni modulo (<<modulo uno>> cm
60).
4. Il conteggio delle uscite può essere effettuato sommando la
larghezza di tutte le porte (di larghezza non inferiore a cm 90), che
immettono in luogo sicuro. La misurazione della larghezza delle
uscite va eseguita nel punto più stretto dell’uscita.
5. Nel computo della larghezza delle uscite posson…

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