Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Testo unico delle disposizioni in materia di appalti pubblici di ...

Testo unico delle disposizioni in materia di appalti pubblici di forniture, in attuazione delle direttive 77/62/CEE, 80/767/CEE e 88/295/CEE.

DLT 24/07/1992 n. 00000358 VIGENTE

OPERE PUBBLICHE
Decreto legislativo 24 luglio 1992, n. 358 (in Gazz. Uff., 11 agosto
1992, n. 188, s.o.). — Testo unico delle disposizioni in materia di
appalti pubblici di forniture, in attuazione delle direttive
77/62/CEE, 80/767/CEE e 88/295/CEE.

(Omissis).

Capo I
DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1.

Ambito di applicazione.

1. Il presente testo unico disciplina l’affidamento, da parte di
una amministrazione aggiudicatrice e nelle forme indicate
dall’articolo 2, di pubbliche forniture di beni, compresi gli
eventuali relativi lavori di installazione, il cui valore di stima al
netto dell’IVA, al momento della pubblicazione del bando, sia uguale
o superiore al controvalore in unità di conto europee (ECU) di
200.000 diritti speciali di prelievo (DPS).
2. Il presente testo unico si applica anche alle forniture il cui
valore di stima al netto dell’IVA, al momento della pubblicazione del
bando, sia uguale o superiore al controvalore in ECU di 130.000 DPS,
che siano aggiudicate dalle amministrazioni di cui all’allegato 1 e,
per il solo settore difesa, per quelle concernenti i prodotti
indicati nell’allegato 2; per i prodotti del settore difesa non
ricompresi nell’allegato 2 si applica la soglia di cui al comma 1.
3. Sono amministrazioni aggiudicatrici:
a) le amministrazioni dello Stato, con l’esclusione
dell’Amministrazione dei monopoli di Stato per le sole forniture di
sali e tabacchi, le regioni, le province autonome di Trento e di
Bolzano, gli enti pubblici territoriali e i loro consorzi o
associazioni, gli altri enti pubblici non economici;
b) gli organismi di diritto pubblico; sono tali gli organismi,
dotati di personalità giuridica, istituiti per soddisfare specifiche
finalità d’interesse generale non aventi carattere industriale o
commerciale, la cui attività è finanziata in modo maggioritario dallo
Stato, dalle regioni, dagli enti locali, da altri enti pubblici o
organismi di diritto pubblico, o la cui gestione è sottoposta al loro
controllo o i cui organi d’amministrazione, di direzione o di
vigilanza sono costituiti, almeno per la metà, da componenti
designati dai medesimi soggetti pubblici; gli organismi di diritto
pubblico sono elencati, in modo non esaustivo, nell’allegato 3.
4. Le regioni a statuto ordinario ed a statuto speciale, nonché le
province autonome di Trento e Bolzano, nella loro rispettiva
competenza, sono tenute ad adeguare alle disposizioni del presente
testo unico la normativa emanata nella materia, ai sensi del
combinato disposto dell’articolo 6 del decreto del Presidente della
Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, e dell’articolo 9 della legge 9
marzo 1989, n. 86, nonché dell’articolo 2 del decreto legislativo 31
marzo 1998, n. 112. Costituiscono norme di principio quelle contenute
negli articoli da 2 a 21-quater del presente testo unico.
5. Nelle gare per l’aggiudicazione delle forniture di cui al
presente testo unico le amministrazioni aggiudicatrici osservano il
principio della non discriminazione tra i fornitori. Nell’atto di
concessione di un’attività di servizio pubblico deve essere stabilito
che il concessionario è comunque tenuto, per i contratti di pubbliche
forniture da assegnarsi a terzi nell’esercizio del servizio stesso,
ad osservare tale principio.
6. Il controvalore in ECU e in moneta nazionale da assumere a base
per la determinazione degli importi indicati ai commi 1 e 2,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee, ha
effetto, di norma, per un biennio, decorrente dal primo giorno del
secondo mese successivo alla data di pubblicazione o dalla data
eventualmente precisata in sede di pubblicazione; esso è pubblicato
anche nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana a cura del
Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica,
nei quindici giorni successivi alla sua pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale delle Comunità europee (1).

(1) Articolo così sostituito dall’art. 1, d.lg. 20 ottobre 1998, n.
402.
Art. 2.

Pubbliche forniture.

1. Le pubbliche forniture sono contratti a titolo oneroso aventi
per oggetto l’acquisto, la locazione finanziaria, la locazione,
l’acquisto a riscatto con o senza opzioni per l’acquisto, conclusi
per iscritto tra un fornitore e una delle amministrazioni o enti
aggiudicatori definiti dall’art. 1.

Art. 3.

Contratti di durata.

1. Ai fini del rispetto dei limiti d’importo indicati nell’art. 1:
a) nell’ipotesi di forniture aventi una durata determinata e
concernenti la locazione finanziaria, la locazione o l’acquisto a
riscatto di prodotti, se la durata è uguale o inferiore a dodici
mesi, si considera il valore totale di stima per la durata del
contratto; nel caso in cui tale durata è superiore a dodici mesi, si
considera il valore totale comprendente l’importo stimato del valore
residuo;
b) nell’ipotesi di contratti dei quali si appalesi indeterminata
la durata o nei casi in cui sussistano dubbi sulla durata medesima,
si considera il valore mensile moltiplicato per 48;
c) quando si tratta di contratti che presentano carattere di
regolarità o che sono destinati ad essere rinnovati nel corso di un
periodo determinato:
1) deve essere preso come base per l’applicazione di tali
limiti il valore reale complessivo dei contratti analoghi conclusi
nel corso dei dodici mesi o dell’esercizio precedenti, corretto, se
possibile, tenendo conto delle modifiche in termini di quantità o di
valore prevedibili con riguardo ai dodici mesi successivi al
contratto iniziale;
2) in alternativa, se l’esercizio è superiore a dodici mesi,
può farsi riferimento al costo stimato complessivo dei contratti
aggiudicati nei dodici mesi successivi alla prima esecuzione
contrattuale nel corso dell’esercizio stesso;
3) le modalità di valutazione dei contratti non possono essere
utilizzate per sottrarle all’applicazione del presente testo unico
(1);
d) per le forniture omogenee, che possono dar luogo a contratti
aggiudicati contemporaneamente per lotti distinti, deve essere preso
come base il valore di stima della totalità dei lotti;
e) quando un contratto di fornitura prevede espressamente delle
opzioni, deve essere preso, come base per determinare il valore di
stima del contratto, l’importo totale massimo autorizzato
dell’acquisto, della locazione finanziaria, della locazione o
dell’acquisto a riscatto, compreso il ricorso alle opzioni.
2. Nessun contratto d’acquisto può essere artificiosamente
frazionato allo scopo di sottrarlo all’applicazione del presente
testo unico.

(1) Lettera così sostituita dall’art. 2, d.lg. 20 ottobre 1998, n.
402.

Art. 4.

Forniture escluse.

1. Sono escluse dall’applicazione del presente testo unico:
a) le forniture da assegnarsi nei settori e con le modalità di
cui al decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 158;
b) le forniture di cui all’articolo 8, comma 1, lettere b), c) ed
f), del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 158;
c) le forniture dichiarate segrete o la cui esecuzione richiede
misure speciali di sicurezza, conformemente alle disposizioni
legislative, regolamentari o amministrative vigenti o quando lo esiga
la protezione degli interessi essenziali della sicurezza dello Stato;
d) le forniture regolate da norme procedurali diverse e da
aggiudicarsi:
1) in base ad un accordo internazionale concluso, in conformità
con il Trattato, con uno o più Paesi terzi e riguardante forniture
destinate alla realizzazione o all’utilizzazione in comune di
un’opera da parte degli Stati firmatari; tale accordo è comunicato
alla Commissione delle Comunità europee a cura del Ministero degli
affari esteri;
2) ad imprese di uno Stato membro o di un Paese terzo in base
ad un accordo internazionale concluso in relazione alla presenza di
truppe di stanza;
3) in base alla particolare procedura di un’organizzazione
internazionale;
e) le forniture riguardanti, nel settore della difesa, la
fabbricazione o il commercio di armi, munizioni e materiale bellico
di cui all’elenco deliberato dal Consiglio delle Comunità europee ai
sensi dell’articolo 223, paragrafo 2, del Trattato; tale esclusione
non riguarda i prodotti che non sono destinati a fini specificamente
militari (1).

(1) Articolo così sostituito dall’art. 3, d.lg. 20 ottobre 1998, n.
402.

Capo II
NORME COMUNI IN MATERIA DI PUBBLICITA’ E DI TERMINI

Art. 5.

Forme di pubblicità alle gare.

1. Le amministrazioni aggiudicatrici di cui all’articolo 1, comma
3, comunicano, non appena possibile dopo l’inizio dell’esercizio
finanziario, con un bando di gara indicativo, conforme all’allegato
4, lettera D, il totale delle forniture, per settore di prodotti, il
cui valore di stima, tenuto conto delle disposizioni degli articoli 1
e 3, è pari o superiore a 750.000 ECU e che esse intendono
aggiudicare nel corso dei dodici mesi successivi; i settori di
prodotti sono definiti dalle amministrazioni aggiudicatrici con
riferimento alle voci della nomenclatura ”classificazione dei
prodotti associati alle attività (C.P.A.)” di cui al regolamento CEE
n. 3696/93 del Consiglio del 29 ottobre 1993, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale delle C…

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info