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Criteri generali per la prevenzione dell'inquinamento atmosferico nelle grandi zone e disposizioni per il miglioramento della qualità dell'aria.

dm 12/11/1992 [INC]

INQUINAMENTO
Decreto Ministeriale 12 novembre 1992 (in Gazz. Uff., 18 novembre, n.
272). — Criteri generali per la prevenzione dell’inquinamento
atmosferico nelle grandi zone e disposizioni per il miglioramento
della qualità dell’aria.

Il Ministro dell’ambiente, di concerto con i Ministri per le aree
urbane, della difesa, dei lavori pubblici, dei trasporti,
dell’industria, del commercio e dell’artigianato e della sanità:
Vista la legge 23 dicembre 1978, n. 833; Visto il decreto del
Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203; Visto il decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri 28 marzo 1983 e successive
modifiche, con cui sono stati fissati i limiti massimi inderogabili
di accettabilità delle concentrazioni e di esposizione relativi ad
inquinanti dell’aria nell’ambiente esterno; Visto il decreto
ministeriale 20 maggio 1991 che fissa i criteri per la raccolta dei
dati inerenti la qualità dell’aria; Vista la circolare 2575 dell’8
agosto 1986, del Ministro dei lavori pubblici concernente la
<<Disciplina della circolazione stradale nelle zone urbane ad elevata
congestione del traffico veicolare. Piani urbani del traffico>>;
Visto il decreto ministeriale 20 maggio 1991 che fissa i criteri per
l’elaborazione dei piani regionali per il risanamento e la tutela
della qualità dell’aria; Vista la circolare del Ministro per le aree
urbane, n. 1196 del 28 maggio 1991, concernente gli <<Indirizzi
attuativi per la fluidificazione del traffico urbano, anche ai fini
del risparmio energetico>>; Viste le ordinanze ministeriali del 20
novembre 1991 e del 28 dicembre 1991, concernenti misure urgenti per
il contenimento dell’inquinamento atmosferico e del rumore in undici
comuni italiani e del successivo decreto ministeriale del 30 aprile
1992 che all’art. 4 estende la disciplina ad altri due comuni; Visto
il decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1992 recante
atto di indirizzo e coordinamento in materia di inquinamento urbano;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1992, n.
285, recante il <<Nuovo codice della strada>>; Considerate le
indicazioni fornite dal <<Libro verde sull’ambiente urbano>> adottato
dalla Commissione delle Comunità europee in materia di mobilità
urbana; Considerati i limiti massimi inderogabili di accettabilità
delle concentrazioni e di esposizione relativi ad inquinanti
dell’aria nell’ambiente esterno fissati dal decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri 28 marzo 1983 e dal decreto del Presidente
della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203; Considerato l’obbligo delle
regioni, ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri 28 marzo 1983 e del decreto del Presidente della Repubblica
24 maggio 1988, n. 203, di predisporre secondo le modalità fissate
dal decreto ministeriale del 20 maggio 1991, piani regionali per il
risanamento e per la tutela della qualità dell’aria; Considerata la
necessità di definire un quadro di riferimento unitario per
l’adozione da parte delle autorità competenti delle misure volte a
prevenire episodi acuti di inquinamento ed a contenere le
concentrazioni di inquinanti ed i periodi di esposizione entro i
limiti massimi di accettabilità, attraverso l’individuazione di
livelli di attenzione e di allarme, e di tipologie graduabili di
interventi; Visto l’art. 8 della legge 8 luglio 1986, n. 349; Visto
l’art. 8 della legge 3 marzo 1987, n. 59;

Decreta:

Art. 1.

Finalità.

1. Scopo del presente decreto è quello di fornire, a fronte di
episodi acuti di inquinamento atmosferico, alle autorità competenti
criteri generali e omogenei ed elementi di orientamento al fine di
assicurare la tutela sanitaria della popolazione ed il miglioramento
della qualità dell’aria.
2. Il presente decreto definisce i livelli di attenzione e di
allarme per gli inquinanti atmosferici ed i criteri generali per la
definizione dei piani di intervento operativo, da mettere in atto per
prevenire episodi acuti di inquinamento atmosferico e per rientrare
in tempi brevi nei limiti della norma nel caso che i livelli di
attenzione o di allarme siano superati, anche al fine di prevenire il
superamento dei limiti massimi di accettabilità delle concentrazioni
e di esposizione fissati dal decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri 28 marzo 1983 e dal decreto del Presidente della Repubblica
24 maggio 1988, n. 203.

Art. 2.

Definizioni.

1. Ai fini del presente decreto si intende per:

Stato di attenzione:
una situazione di inquinamento atmosferico che, se persistente,
determina il rischio che si raggiunga lo stato di allarme.

Stato di allarme:
una situazione di inquinamento atmosferico che, se persistente,
determina una potenziale condizione di superamento dei limiti massimi
di accettabilità e di rischio sanitario per la popolazione.

Livelli di attenzione e di allarme:
le concentrazioni di inquinanti atmosferici di cui all’allegato
1 del presente decreto che determinano lo stato di attenzione e lo
stato di allarme.

Autorità competente:
quella competente alla adozione dei provvedimenti conseguenti
alla insorgenza dello stato di attenzione o di allarme.

Piano di intervento operativo:
l’insieme dei provvedimenti da attuarsi in caso di stato di
attenzione o di allarme.

Art. 3.

Campo di applicazione.

1. Il presente decreto si applica su tutto il territorio nazionale,
secondo le modalità del presente articolo:
a) nelle zone comprese nell’ambito del territorio regionale,
particolarmente esposte al rischio di inquinamento atmosferico, in
cui ricadono i comuni di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova,
Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia e nelle aree
sperimentali di Lucca, Modena, Reggio Emilia e Pescara, individuate
dalle regioni, entro quindici giorni dalla data di pubblicazione del
presente decreto, ai sensi dell’art. 9 del decreto ministeriale 20
maggio 1991 <<Criteri per la raccolta dei dati inerenti la qualità
dell’aria>> e dell’art. 1 del decreto del Presidente della Repubblica
10 gennaio 1992. La regione può individuare l’ambito di applicazione
del presente decreto con riguardo a zone costituite anche
esclusivamente dal territorio di un comune o di una provincia. I
comuni e le aree sperimentali specificati nella presente lettera sono
tenuti ad applicare le disposizioni del presente decreto nei
rispettivi territori comunali dalla data della sua pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale;
b) nelle altre zone comprese nell’ambito del territorio regionale
particolarmente esposte al rischio di inquinamento atmosferico
individuate dalle regioni entro trenta giorni dall’entrata in vigore
del presente decreto, ai sensi dell’art. 9 del decreto ministeriale
20 maggio 1991 <<Criteri per la raccolta dei dati inerenti la qualità
dell’aria>> e dell’art. 1 del decreto del Presidente della Repubblica
10 gennaio 1992, nel quadro dei piani regionali di risanamento di cui
al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 28 marzo 1983 e
del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, e
sempre che siano state dotate di reti di rilevamento anche,
semplificate rispondenti ai criteri di qualificazione della
strumentazione e delle misure di cui all’art. 8 del decreto
ministeriale 20 maggio 1991, relativo ai <<Criteri per la raccolta
dei dati inerenti la qualità dell’aria>>. Nel caso che detti piani
non siano stati predisposti o non siano disponibili sufficienti dati
sulla qualità dell’aria accertati da reti di rilevamento, le regioni
provvedono all’individuazione delle zone sulla base dei dati relativi
alle sorgenti di emissione ed ai consumi di combustibili e
carburanti, alle caratteristiche meteoclimatiche del territorio e ad
altri eventuali elementi di valutazione, ivi compresi i risultati di
eventuali campagne di monitoraggio, e contestualmente definiscono, di
intesa con le province interessate, la dotazione delle reti di
rilevamento ed i relativi tempi di installazione; in tale seconda
ipotesi il presente decreto si applica dal 1 ottobre 1993, previa
realizzazione della rete di rilevamento;
c) nei comuni che volontariamente lo determinino e che
contestualmente, nell’ambito di un accordo di programma con la
provincia competente, si dotino di reti, anche semplificate, di
rilevamento dell’inquinamento atmosferico, rispondenti ai criteri di
qualificazione della strumentazione e delle misure di cui all’art. 8
del decreto ministeriale 20 maggio 1991, relativo ai <<Criteri per la
raccolta dei dati inerenti la qualità dell’aria>>.
2. L’individuazione delle zone a rischio deve essere periodicamente
aggiornata. Una zona già definita particolarmente esposta al rischio
di inquinamento atmosferico può essere dichiarata al di fuori del
campo di applicazione del presente decreto quando almeno per tre anni
consecutivi non si sono verificati episodi acuti di inquinamento.
3. L’erogazione dei finanziamenti di cui all’art. 7 della legge 28
agosto 1989, n. 305, è subordinata alla previa individuazione delle
zone di cui al precedente comma 1.
4. L’autorità competente è individuata dalla regione nel Presidente
della Giunta regionale o nel sindaco, o in un suo delegato, ai sensi
dell’art. 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, fatta salva la
facoltà, qualora siano individuat…

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