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Regolamento concernente i criteri e le modalità di organizzazione e funzionamento nonché le procedure per l'attuazione degli interventi operativi del comitato tecnico centrale per l'esecuzione della demolizione delle opere e manufatti realizzati abusivamente su suolo del demanio o del patrimonio dello Stato o di enti pubblici.

DM 12/07/1993 n. 00000371 VIGENTE

DEMANIO
Decreto ministeriale 12 luglio 1993, n. 371 (in Gazz. Uff., 20
settembre 1993, n. 221). — Regolamento concernente i criteri e le
modalità di organizzazione e funzionamento nonché le procedure per
l’attuazione degli interventi operativi del comitato tecnico centrale
per l’esecuzione della demolizione delle opere e manufatti realizzati
abusivamente su suolo del demanio o del patrimonio dello Stato o di
enti pubblici.

(Omissis).

Capo I
COMPOSIZIONE E FUNZIONAMENTO DEL COMITATO TECNICO CENTRALE

Art. 1.

1. Il comitato tecnico centrale è presieduto da un prefetto ed è
composto da due rappresentanti dei Ministeri dell’interno – dei quali
almeno uno appartenente al ruolo dell’amministrazione civile – della
difesa, delle finanze, dei lavori pubblici e della marina mercantile,
scelti tra funzionari e ufficiali in possesso di specifica esperienza
e preparazione professionale nel settore. Dei predetti componenti
almeno due sono designati tra appartenenti ai ruoli tecnici delle
rispettive amministrazioni.
2. Quando è necessaria l’acquisizione di ulteriori elementi di
conoscenza e valutazione tecnica, il presidente del comitato può
chiamare a partecipare alle sedute rappresentanti di altre
amministrazioni o enti pubblici interessati.
3. Il comitato si avvale del supporto tecnico-amministrativo di un
ufficio di segreteria istituito nell’ambito del Gabinetto del
Ministro dell’interno che provvede a curare gli adempimenti connessi
al funzionamento e all’attività del Comitato medesimo con l’impiego
di personale già in servizio.
4. Svolge le funzioni di segretario un funzionario
dell’Amministrazione civile dell’interno con qualifica non inferiore
a direttore di sezione.

Art. 2.

1. Per la validità delle riunioni del comitato è necessaria la
presenza, oltre che del presidente, di almeno uno dei rappresentanti
per ciascuna amministrazione, ivi compreso almeno uno fra i membri
tecnici.
2. Le decisioni del comitato sono valide se deliberate con il voto
favorevole della maggioranza dei presenti. In caso di parità di voti
prevale il voto del presidente.
3. In caso di assenza o impedimento del presidente assume la
presidenza il rappresentante del Ministero dell’interno appartenente
al ruolo dell’Amministrazione civile.

Art. 3.

1. Le riunioni del comitato vengono periodicamente convocate dal
presidente tenuto conto del numero delle richieste di intervento
pervenute dalle prefetture.
2. Per ogni richiesta il presidente provvede a designare un
relatore da scegliersi tra i membri tecnici in seno al Comitato, al
quale la segreteria trasmette gli atti relativi.
3. Il relatore designato è tenuto a riferire entro il termine
assegnatogli, formulando una specifica proposta progettuale da
sottoporre alla approvazione del comitato. Per l’espletamento
dell’attività istruttoria, ai fini della formulazione della proposta,
il relatore può chiedere al comitato la collaborazione di organi
centrali o periferici dello Stato nonché degli uffici tecnici delle
amministrazioni locali.

Capo II
PROCEDURE E MODALITA’ DI ESECUZIONE DEGLI INTERVENTI

Art. 4.

1. Ai fini della richiesta di intervento del comitato tecnico
centrale, le amministrazioni e gli enti pubblici proprietari dei
suoli su cui insistono le opere abusive da demolire inoltrano formale
istanza al prefetto della provincia. Qualora la richiesta provenga da
amministrazioni o enti diversi dal comune competente per territorio,
la stessa dovrà essere inviata, per conoscenza, al sindaco ai sensi e
per gli effetti dell’art. 1 della legge 28 gennaio 1977, n. 10,
nonché degli articoli 4 e 14 della legge 28 febbraio 1985, n. 47.
2. Qualora i suoli su cui insistono le opere abusive da demolire
siano di proprietà statale e in uso ad amministrazioni pubbliche è
fatto obbligo a queste ultime di segnalare all’intendente di finanza
competente per territorio l’esistenza di opere abusive ai fini della
richiesta di intervento del comitato tecnico centrale.

Art. 5.

1. Il comitato, sulla base della proposta tecnica formulata dal
relatore, definisce e approva il progetto di demolizione,
individuando l’amministrazione dello Stato che dovrà provvedere
all’esecuzione dei lavori con personale e mezzi tecnici in dotazione.
Il comitato provvede, altresì, a nominare tra i propri componenti un
comitato ristretto incaricato di sovrintendere all’attuazione degli
interventi deliberati, che, al compimento della demolizione,
relazionerà sull’attività eseguita.

Art. 6.

1. Dopo l’approvazione della proposta da parte del comitato, il
progetto, ove prescritto, viene sottoposto ai pareri tecnici e
amministrativi dei competenti organi consultivi ai sensi delle
vigenti disposizioni in materia.
2. All’esecuzione del progetto nei termini e secondo le modalità
nello stesso indicati provvedono gli organi tecnici
dell’amministrazione di cui all’art. 5, previa tempestiva
comunicazione al prefetto della provincia e al sindaco competente per
territorio.

Art. 7.

1. Le spese relative alle demolizioni, nonché quelle indispensabili
per l’attuazione degli interventi deliberati ai sensi dell’art. 5,
sono a carico delle amministrazioni e enti pubblici indicati nel
comma 3 dell’art. 17-bis del citato decreto-legge n. 152 del 1991,
ovvero del comune richiedente cui spetta, ai sensi del citato art. 14
della legge n. 47 del 1985, provvedere alla demolizione delle opere
abusivamente realizzate su suoli del demanio o del patrimonio dello
Stato o di enti pubblici. Le predette amministrazioni hanno diritto
di rivalsa sui soggetti responsabili degli abusi.
2. Ai fini del recupero delle somme l’amministrazione interessata
predispone apposito provvedimento formale di liquidazione delle spese
che, vistato dal comitato tecnico centrale, viene comunicato nelle
forme di legge ai soggetti responsabili degli abusi, tenuti a
sostenere i relativi oneri, ed assegna il termine di trenta giorni
per il pagamento degli importi richiesti. Trascorso inutilmente il
termine fissato per il pagamento, la stessa amministrazione trasmette
al prefetto competente per territorio copia del provvedimento di
liquidazione, corredato dell’avvenuta notifica nei confronti degli
interessati. Il prefetto emana l’ingiunzione assegnando agli
interessati l’ulteriore termine di trenta giorni ai fini del
versamento delle somme dovute. Qualora nel termine stabilito non sia
effettuato il pagamento, si fa luogo alla riscossione delle somme
dovute, con la procedura prevista dagli articoli 2 e seguenti del
testo unico delle disposizioni di legge relative alla riscossione
delle entrate patrimoniali dello Stato, approvato con regio decreto
14 aprile 1910, n. 639.

Art. 8.

1. Il comitato riferisce ogni tre mesi al Ministro dell’interno
sull’attività svolta.

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