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Revisione ed armonizzazione dell'imposta comunale sulla pubblicità e del diritto sulle pubbliche affissioni, della tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche dei comuni e delle province nonché della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani a norma dell'art. 4 della legge 23 ottobre 1992, n. 421, concernente il riordino della finanza territoriale (1) (2) (3) (4).

DLT 15/11/1993 n. 00000507 VIGENTE

TRIBUTI LOCALI
Decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507 (in Gazz. Uff., 9
dicembre 1993, n. 288, s.o.). — Revisione ed armonizzazione
dell’imposta comunale sulla pubblicità e del diritto sulle pubbliche
affissioni, della tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche
dei comuni e delle province nonché della tassa per lo smaltimento dei
rifiuti solidi urbani a norma dell’art. 4 della legge 23 ottobre
1992, n. 421, concernente il riordino della finanza territoriale (1)
(2) (3) (4).

(1) In luogo di Intendenza di finanza, leggasi Direzione regionale
delle entrate.
(2) Il riferimento a soprattasse e/o a pene pecuniarie, nonché ad
ogni altra sanzione amministrativa, ancorché diversamente denominata,
contenuto nel presente provvedimento, è sostituito con il riferimento
alla sanzione pecuniaria di uguale importo (art. 26, comma 1, d.lg.
18 dicembre 1997, n. 472). I riferimenti eventualmente contenuti
nelle singole leggi di imposta a disposizioni abrogate si intendono
effettuati agli istituti e alle previsioni corrispondenti risultanti
dal citato d.lg. 472/1997. Salvo diversa espressa previsione, i
procedimenti di irrogazione delle sanzioni disciplinati dal citato
d.lg. 472/1997, si applicano all’irrogazione di tutte le sanzioni
tributarie non penali (art. 26, comma 1, d.lg. 18 dicembre 1997, n.
472).
(3) A partire dal 1 gennaio 1999 ogni sanzione pecuniaria penale o
amministrativa espressa in lire nel presente provvedimento si intende
espressa anche in Euro secondo il tasso di conversione
irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. A decorrere dal 1
gennaio 2002 ogni sanzione penale o amministrativa espressa in lire
nel presente provvedimento è tradotta in Euro secondo il tasso di
conversione irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. Se
tale operazione di conversione produce un risultato espresso anche in
decimali, la cifra è arrotondata eliminando i decimali (art. 51,
d.lg. 24 giugno 1998, n. 213).
(4) Tutti i rinvii al d.p.r. 28 gennaio 1988, n. 43, soppresso
dall’art. 68, d.lg. 13 aprile 1999, n. 112, contenuti nel presente
provvedimento, si intendono riferiti alle corrispondenti disposizioni
del citato d.lg. 112/1999.

(Omissis).

Capo I
IMPOSTA COMUNALE SULLA PUBBLICITA’ E DIRITTO SULLE PUBBLICHE
AFFISSIONI

Art. 1.

Ambito di applicazione.

1. La pubblicità esterna e le pubbliche affissioni sono soggette,
secondo le disposizioni degli articoli seguenti, rispettivamente ad
una imposta ovvero ad un diritto a favore del comune nel cui
territorio sono effettuate.

Art. 2.

Classificazione dei comuni.

1. Ai fini del presente capo i comuni sono ripartiti, in base alla
popolazione residente al 31 dicembre del penultimo anno precedente a
quello in corso, quale risulta dai dati pubblicati annualmente
dall’Istituto nazionale di statistica, nelle seguenti cinque classi:
Classe I: comuni con oltre 500.000 abitanti;
Classe II: comuni da oltre 100.000 fino a 500.000 abitanti;
Classe III: comuni da oltre 30.000 fino a 100.000 abitanti;
Classe IV: comuni da oltre 10.000 fino a 30.000 abitanti;
Classe V: comuni fino a 10.000 abitanti.
2. I comuni capoluogo di provincia non possono comunque essere
collocati in una classe inferiore alla terza.

Art. 3.

Regolamento e tariffe.

1. Il comune è tenuto ad adottare apposito regolamento per
l’applicazione dell’imposta sulla pubblicità e per l’effettuazione
del servizio delle pubbliche affissioni.
2. Con il regolamento il comune disciplina le modalità di
effettuazione della pubblicità e può stabilire limitazioni e divieti
per particolari forme pubblicitarie in relazione ad esigenze di
pubblico interesse.
3. Il regolamento deve in ogni caso determinare la tipologia e la
quantità degli impianti pubblicitari, le modalità per ottenere il
provvedimento per l’installazione, nonché i criteri per la
realizzazione del piano generale degli impianti. Deve altresì
stabilire la ripartizione della superficie degli impianti pubblici da
destinare alle affissioni di natura istituzionale, sociale o comunque
prive di rilevanza economica e quella da destinare alle affissioni di
natura commerciale, nonché la superficie degli impianti da attribuire
a soggetti privati, comunque diversi dal concessionario del pubblico
servizio, per l’effettuazione di affissioni dirette.
4. Il regolamento entra in vigore dal primo gennaio dell’anno
successivo a quello in cui la relativa deliberazione è divenuta
esecutiva a norma di legge.
5. Le tariffe dell’imposta sulla pubblicità e del diritto sulle
pubbliche affissioni sono deliberate entro il 31 ottobre di ogni anno
ed entrano in vigore il primo gennaio dell’anno successivo a quello
in cui la deliberazione è divenuta esecutiva a norma di legge; in
caso di mancata adozione della deliberazione in questione, si
applicano le tariffe di cui al presente capo (1).
6. Il comune, in relazione a rilevanti flussi turistici desumibili
da oggettivi indici di ricettività, può applicare, per un periodo
complessivo nel corso dell’anno non superiore a quattro mesi, una
maggiorazione fino al cinquanta per cento delle tariffe per la
pubblicità di cui agli articoli 12, comma 2, 14, commi 2, 3, 4 e 5, e
all’articolo 15, nonché, limitativamente a quelle di carattere
commerciale, della tariffa per le pubbliche affissioni di cui
all’articolo 19.

(1) Comma così modificato dall’art. 10, l. 13 maggio 1999, n. 133.

Art. 4.

Categoria delle località.

1. Agli effetti dell’applicazione dell’imposta sulla pubblicità e
del diritto sulle pubbliche affissioni, limitatamente alle affissioni
di carattere commerciale, i comuni delle prime tre classi possono
suddividere le località del proprio territorio in due categorie in
relazione alla loro importanza, applicando alla categoria speciale
una maggiorazione fino al centocinquanta per cento della tariffa
normale.
2. Il regolamento comunale deve specificare le località comprese
nella categoria speciale, la cui superficie complessiva non può
superare il 35 per cento di quella del centro abitato, come
delimitato ai sensi dell’art. 4 del decreto legislativo 30 aprile
1992, n. 285; in ogni caso la superficie degli impianti per pubbliche
affissioni installati in categoria speciale non potrà essere
superiore alla metà di quella complessiva.

Art. 5.

Presupposto dell’imposta.

1. La diffusione di messaggi pubblicitari effettuata attraverso
forme di comunicazione visive o acustiche, diverse da quelle
assoggettate al diritto sulle pubbliche affissioni, in luoghi
pubblici o aperti al pubblico o che sia da tali luoghi percepibile è
soggetta all’imposta sulla pubblicità prevista nel presente decreto.
2. Ai fini dell’imposizione si considerano rilevanti i messaggi
diffusi nell’esercizio di una attività economica allo scopo di
promuovere la domanda di beni o servizi, ovvero finalizzati a
migliorare l’immagine del soggetto pubblicizzato.

Art. 6.

Soggetto passivo.

1. Soggetto passivo dell’imposta sulla pubblicità, tenuto al
pagamento in via principale, è colui che dispone a qualsiasi titolo
del mezzo attraverso il quale il messaggio pubblicitario viene
diffuso.
2. é solidalmente obbligato al pagamento dell’imposta colui che
produce o vende la merce o fornisce i servizi oggetto della
pubblicità.

Art. 7.

Modalità di applicazione dell’imposta.

1. L’imposta sulla pubblicità si determina in base alla superficie
della minima figura piana geometrica in cui è circoscritto il mezzo
pubblicitario indipendentemente dal numero dei messaggi in esso
contenuti.
2. Le superfici inferiori ad un metro quadrato si arrotondano per
eccesso al metro quadrato e le frazioni di esso, oltre il primo, a
mezzo metro quadrato; non si fa luogo ad applicazione di imposta per
superfici inferiori a trecento centimetri quadrati.
3. Per i mezzi pubblicitari polifacciali l’imposta è calcolata in
base alla superficie complessiva adibita alla pubblicità.
4. Per i mezzi pubblicitari aventi dimensioni volumetriche
l’imposta è calcolata in base alla superficie complessiva risultante
dallo sviluppo del minimo solido geometrico in cui può essere
circoscritto il mezzo stesso.
5. I festoni di bandierine e simili nonché i mezzi di identico
contenuto, ovvero riferibili al medesimo soggetto passivo, collocati
in connessione tra loro si considerano, agli effetti del calcolo
della superficie imponibile, come un unico mezzo pubblicitario.
6. Le maggiorazioni di imposta a qualunque titolo previste sono
cumulabili e devono essere applicate alla tariffa base; le riduzioni
non sono cumulabili.
7. Qualora la pubblicità di cui agli articoli 12 e 13 venga
effettuata in forma luminosa o illuminata la relativa tariffa di
imposta è maggiorata del 100 per cento.

Art. 8.

Dichiarazione.

1. Il soggetto passivo di cui all’art. 6 è tenuto, prima di
iniziare la pubblicità, a presentare al comune apposita dichiarazione
anche cumulativa, nella quale devono essere indicate le
caratteristiche, la durata della pubblicità e l’ubicazione dei mezzi
pubblicitari utilizz…

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