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Disposizioni urgenti sulla riorganizzazione dei controlli ambientali e...

Disposizioni urgenti sulla riorganizzazione dei controlli ambientali e istituzione della Agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente (1) (2) (3).

DL 04/12/1993 n. 00000496 VIGENTE

AMBIENTE
Decreto-legge 4 dicembre 1993, n. 496 (in Gazz. Uff., 4 dicembre
1993, n. 285), conv. in l. 21 gennaio 1994, n. 61 (in Gazz. Uff., 27
gennaio 1994, n. 21). — Disposizioni urgenti sulla riorganizzazione
dei controlli ambientali e istituzione della Agenzia nazionale per la
protezione dell’ambiente (1) (2) (3).

(1) In luogo di Ministro/Ministero del tesoro e di
Ministro/Ministero del bilancio e della programmazione economica,
leggasi Ministro/Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, ex art. 7, l. 3 aprile 1997, n. 94 e art.
2, d.lg. 5 dicembre 1997, n. 430.
(2) Vedi il d.p.r. 4 giugno 1997, n. 335 di organizzazione
dell’ANPA.
(3) Con d.lg. 31 marzo 1998, n. 112 sono state devolute alle
regioni e agli enti locali tutte le funzioni amministrative inerenti
alla materia della tutela dell’ambiente dall’inquinamento in
generale, e delle risorse idriche e della difesa del suolo in
particolare, ad eccezione di quelle espressamente mantenute allo
Stato.

(Omissis).

Art. 01.

Attività tecnico-scientifiche per la protezione dell’ambiente.

1. Ai fini del presente decreto, le attività tecnico-scientifiche
connesse all’esercizio delle funzioni pubbliche per la protezione
dell’ambiente consistono:
a) nella promozione, nei confronti degli enti preposti, della
ricerca di base e applicata sugli elementi dell’ambiente fisico, sui
fenomeni di inquinamento, sulle condizioni generali e di rischio,
sulle forme di tutela degli ecosistemi;
b) nella raccolta sistematica, anche informatizzata, e nella
integrale pubblicazione di tutti i dati sulla situazione ambientale,
anche attraverso la realizzazione del sistema informativo e di
monitoraggio ambientale in raccordo con i Servizi tecnici nazionali;
c) nella elaborazione di dati e di informazioni di interesse
ambientale, nella diffusione dei dati sullo stato dell’ambiente,
nella elaborazione, verifica e promozione di programmi di
divulgazione e formazione in materia ambientale;
d) nella formulazione alle autorità amministrative centrali e
periferiche di proposte e pareri concernenti: i limiti di
accettabilità delle sostanze inquinanti; gli standard di qualità
dell’aria, delle risorse idriche e del suolo; lo smaltimento dei
rifiuti; le norme di campionamento e di analisi dei limiti di
accettabilità e degli standard di qualità; le metodologie per il
rilevamento dello stato dell’ambiente e per il controllo dei fenomeni
di inquinamento e dei fattori di rischio nonché gli interventi per la
tutela, il risanamento e il recupero dell’ambiente, delle aree
naturali protette, dell’ambiente marino e costiero;
e) nella cooperazione con l’Agenzia europea dell’ambiente e con
l’Istituto statistico delle Comunità europee (EUROSTAT), nonché con
le organizzazioni internazionali operanti nel settore della
salvaguardia ambientale;
f) nella promozione della ricerca e della diffusione di
tecnologie ecologicamente compatibili, di prodotti e sistemi di
produzione a ridotto impatto ambientale anche al fine dell’esercizio
delle funzioni relative alla concessione del marchio CEE di qualità
ecologica e all’attività di auditing in campo ambientale;
g) nella verifica della congruità e della efficacia tecnica delle
disposizioni normative in materia ambientale nonché nella verifica
della documentazione tecnica, che accompagna le domande di
autorizzazione, richiesta dalle leggi vigenti in campo ambientale;
h) nei controlli di fattori fisici, chimici e biologici di
inquinamento acustico, dell’aria, delle acque e del suolo, ivi
compresi quelli sull’igiene dell’ambiente;
i) nell’attività di supporto tecnico-scientifico agli organi
preposti alla valutazione ed alla prevenzione dei rischi di incidenti
rilevanti connessi ad attività produttive;
l) nei controlli ambientali delle attività connesse all’uso
pacifico dell’energia nucleare e nei controlli in materia di
protezione dalle radiazioni;
m) negli studi e nelle attività tecnico-scientifiche di supporto
alla valutazione di impatto ambientale;
n) in qualsiasi altra attività collegata alle competenze in
materia ambientale.
2. Restano ferme le attribuzioni tecniche e di controllo e quelle
amministrative di interesse nazionale spettanti, in base alla
legislazione vigente, ai Servizi tecnici nazionali e, in materia di
igiene degli alimenti, di servizi veterinari, di igiene, prevenzione
e sicurezza nei luoghi di lavoro e di igiene e sanità pubblica, al
Servizio sanitario nazionale.
3. L’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente di cui
all’articolo 1 e le Agenzie regionali e delle province autonome di
cui all’articolo 03, ciascuna nell’ambito delle attribuzioni
stabilite dal presente decreto, sono tenute a prevedere forme di
consultazione delle associazioni imprenditoriali di categoria e delle
organizzazioni sindacali nelle materie di cui al comma 1 del presente
articolo (1).

(1) Articolo premesso all’art. 1, dalla legge di conversione 21
gennaio 1994, n. 61.

Art. 02.

Funzioni amministrative delle province.

1. Le regioni nell’esercizio della potestà legislativa prevista
dall’art. 3 della legge 8 giugno 1990, n. 142, provvedono, entro sei
mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto, all’organica ricomposizione in capo alle province
delle funzioni amministrative in materia ambientale di cui
all’articolo 14 della stessa legge.
2. Per l’espletamento delle funzioni di cui al comma 1, le
strutture tecniche provinciali dell’Agenzia regionale di cui all’art.
03, sono poste alle dipendenze funzionali delle province, secondo
criteri stabiliti in base ad apposite convenzioni stipulate con le
regioni.
3. In attesa delle leggi regionali di cui all’art. 03, le province
esercitano le funzioni amministrative di autorizzazione e di
controllo per la salvaguardia dell’igiene dell’ambiente, di cui
all’articolo 1, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica
5 giugno 1993, n. 177, già di competenza delle unità sanitarie
locali, avvalendosi dei presìdi multizonali di prevenzione e dei
competenti servizi delle unità sanitarie locali.
4. Sulla base di accordi di programma promossi dalle regioni fra i
soggetti interessati sono determinati i costi necessari per lo
svolgimento delle attività di controllo ambientale di cui al presente
articolo, da considerare ai fini della determinazione delle tariffe
per i servizi di acquedotto, di fognatura, di depurazione e di
smaltimento dei rifiuti solidi urbani, nonché le modalità per il
trasferimento dei relativi importi ai soggetti competenti. Le
regioni, in conformità alle direttive all’uopo emanate dal Ministro
dell’ambiente, di concerto con il Ministro del tesoro, curano
annualmente la pubblicazione di relazioni preventive e consuntive,
sulle attività di controllo provinciali indicanti, in particolare,
quantità di mezzi personali, reali e finanziari disponibili, tipo e
quantità dei controlli effettuati, tipo e quantità dei mezzi
effettivamente utilizzati (1).

(1) Articolo premesso all’art. 1, dalla legge di conversione 21
gennaio 1994, n. 61.

Art. 03.

Agenzie regionali e delle province autonome.

1. Per lo svolgimento delle attività di interesse regionale di cui
all’articolo 01 e delle ulteriori attività tecniche di prevenzione,
di vigilanza e di controllo ambientale, eventualmente individuate
dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano, le
medesime regioni e province autonome con proprie leggi, entro
centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto, istituiscono rispettivamente
Agenzie regionali e provinciali, attribuendo ad esse o alle loro
articolazioni territoriali le funzioni, il personale, i beni mobili e
immobili, le attrezzature e la dotazione finanziaria dei presìdi
multizonali di prevenzione, nonché il personale, l’attrezzatura e la
dotazione finanziaria dei servizi delle unità sanitarie locali
adibiti alle attività di cui all’articolo 01. Le Agenzie regionali e
provinciali hanno autonomia tecnico-giuridica, amministrativa,
contabile e sono poste sotto la vigilanza della presidenza della
giunta provinciale o regionale.
2. Le Agenzie sono istituite senza oneri aggiuntivi per le regioni,
utilizzando, oltre al personale di cui al comma 1, personale già in
organico presso di esse o presso enti finanziati con risorse
regionali. Corrispondentemente sono ridotti gli organici regionali, i
relativi oneri e i trasferimenti destinati agli enti finanziati con
risorse regionali da cui provenga il personale dell’Agenzia. Deve
essere condotta una ricognizione, entro dodici mesi dalla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto,
che sulla base di parametri quali la densità di popolazione, la
densità di sorgenti inquinanti, la presenza di recettori
particolarmente sensibili, la densità di attività produttive ed
agricole, permetta di definire gli obiettivi del controllo ambientale
per l’area di competenza delle Agenzie regionali e di strutturare su
di essi la dotazione organica, strumentale, finanziaria delle Agenzie
regionali e delle loro articolazioni.
3. Al fine di assicurare efficacia e indirizzi omogenei
all’attività di prevenzione, di vigilanza e di controllo ambientali,
nonché…

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