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Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 398, recante disposizioni per l'accelerazione degli investimenti a sostegno dell'occupazione e per la semplificazione dei procedimenti in materia edilizia.

l 04/12/1993 n. 00000493

EDILIZIA E URBANISTICA
OCCUPAZIONE
Legge 4 dicembre 1993, n. 493 (in Gazz. Uff., 4 dicembre, n. 285). —
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 5 ottobre
1993, n. 398, recante disposizioni per l’accelerazione degli
investimenti a sostegno dell’occupazione e per la semplificazione dei
procedimenti in materia edilizia.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
Il Presidente della Repubblica:
Promulga la seguente legge:

Art. 1. 1. Il decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 398, recante
disposizioni per l’accelerazione degli investimenti a sostegno
dell’occupazione e per la semplificazione dei procedimenti in materia
edilizia, è convertito in legge con le modificazioni riportate in
allegato alla presente legge.
2. Restano validi gli atti ed i provvedimenti adottati e sono fatti
salvi gli effetti prodottisi ed i rapporti giuridici sorti sulla base
dei decreti-legge 8 aprile 1993, n. 101, 7 giugno 1993, n. 180, e 6
agosto 1993, n. 280.

Allegato

MODIFICAZIONI APPORTATE IN SEDE DI CONVERSIONE
AL DECRETO-LEGGE 5 OTTOBRE 1993, N. 398

All’art. 1:
il comma 1 è sostituito dal seguente:
<<1. Ai fini del sostegno dell’occupazione, il CIPE, anche
mediante modifica delle proprie procedure, entro novanta giorni dalla
data di entrata in vigore del presente decreto, riesamina i programmi
d’intervento previsti dalla normativa vigente al fine di verificare
l’esecutività dei singoli progetti, di confermare le priorità e di
accelerarne l’attuazione. Il CIPE, in sede di verifica, tiene conto,
nella determinazione delle priorità, del grado di effettiva
esecutività dei progetti, della loro conformità agli strumenti
urbanistici vigenti nonchè dell’importanza degli interventi per la
funzionalità di opere esistenti e non completate. Il CIPE, nello
stesso termine di novanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, ha facoltà di deliberare la revoca, da disporsi,
nei successivi venti giorni, con decreto del Ministro competente, dei
finanziamenti per l’esecuzione di opere la cui realizzazione non sia
stata avviata o la cui prosecuzione risulti non conveniente e di
destinare le somme disponibili, ad eccezione di quelle destinate ad
interventi di tutela ambientale di cui all’art. 13, comma 2, del
presente decreto, ad opere affidabili per l’esecuzione entro
centottanta giorni dalla data della delibera del CIPE stesso, con
priorità per quelle dislocate nelle aree di crisi di cui all’art. 1,
comma 1, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con
modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, e nelle aree
colpite dagli eventi alluvionali del settembre-ottobre 1993. Nella
riallocazione delle risorse il CIPE segue, di massima, il criterio di
compensare temporalmente, nel triennio 1993-1995, le eventuali
modificazioni settoriali e territoriali della spesa inizialmente
prevista>>;
al comma 3, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: <<I mutui
concessi dalla Cassa depositi e prestiti in base a leggi speciali che
prevedono l’ammortamento a totale carico dello Stato sono revocati,
qualora gli enti locali mutuatari non abbiano dato inizio ai lavori
entro un triennio dalla concessione o abbiano dichiarato la
impossibilità alla esecuzione dell’opera, con decreto del Ministro
del bilancio e della programmazione economica, adottato di concerto
con il Ministro competente per materia. Le risorse che si renderanno
disponibili per effetto delle revoche di cui al periodo precedente
possono essere riassegnate, con decreto del Ministro del bilancio e
della programmazione economica, adottato di concerto con il Ministro
del tesoro, a comuni, province e comunità montane, per l’esecuzione
di opere pubbliche urgenti, nei limiti temporali e finanziari residui
sui mutui revocati, previa restituzione da parte degli originari
mutuatari delle somme eventualmente erogate>>;
al comma 4, capoverso 1, le parole: <<30 settembre 1993>> sono
sostituite dalle seguenti: <<30 novembre 1993 e le cui procedure di
affidamento in appalto non siano in corso alla medesima data>>.
All’art. 2:
al comma 2, la lettera a) è sostituita dalla seguente:
<<a) alla liquidazione del saldo dei contributi concessi, ai
sensi dell’art. 39, comma 2, del testo unico approvato con decreto
legislativo 30 marzo 1990, n. 76, nonchè alla liquidazione
dell’aggiornamento dei contributi concessi, ai sensi dell’art. 39,
comma 3, del medesimo testo unico, a condizione, in entrambi i casi,
che l’iniziativa realizzata raggiunga i livelli occupazionali medi
previsti in sede di concessione dei contributi>>;
al comma 4, dopo le parole: <<sostenere per l’esproprio>> sono
inserite le seguenti: <<nonchè per le relative opere di
urbanizzazione primaria e secondaria>>;
al comma 6, terzo periodo, sostituire le parole: <<, con vincolo
di destinazione alle pubbliche amministrazioni>> con le seguenti: <<,
sulla base di una verifica di congruità e funzionalità anche
economica degli interventi effettuata da apposito comitato tecnico
già previsto nella deliberazione del CIPE del 3 agosto 1993,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 216 del 14 settembre 1993, con
vincolo di destinazione>>; al medesimo terzo periodo le parole: <<e
privato>> sono soppresse; e, dopo il terzo periodo, è inserito il
seguente: <<I componenti del comitato tecnico di cui al precedente
periodo sono individuati con decreto del Ministro del bilancio e
della programmazione economica nel quale è fissato anche il relativo
rimborso spese>>;
al comma 7, capoverso, le parole: <<proprio decreto>> sono
sostituite dalle seguenti: <<propria disposizione>>;
il comma 11 è sostituito dal seguente:
<<11. Sono trasferite alla Regione siciliana le funzioni statali
relative a tutte le operazioni e le procedure necessarie di
frazionamento ed accatastamento con presentazione all’ufficio tecnico
erariale delle domande di voltura catastale degli immobili e beni
espropriati per i lavori di urbanizzazione primaria e secondaria e
per i lotti assegnati ai privati nonchè degli edifici pubblici nelle
zone della Valle del Belice colpite dagli eventi sismici del gennaio
1968. Sono altresì trasferite alla Regione siciliana le funzioni
statali attinenti l’istruttoria delle pratiche relative a contributi
concessi, per la ricostruzione privata nelle predette zone della
Valle del Belice, sulla base di norme antecedenti alla data di
entrata in vigore della legge 27 marzo 1987, n. 120>>.
All’art. 3:
al comma 1, la cifra: <<2,50>> è sostituita dalla seguente:
<<3>>.
L’art. 4 è sostituito dal seguente:
<<Art. 4 (Procedure per il rilascio delle concessioni edilizie).
— 1. In assenza di legislazione regionale, si applicano le
disposizioni del presente articolo ai sensi dell’art. 29 della legge
7 agosto 1990, n. 241. Sono fatte salve le disposizioni di cui alle
leggi 1° giugno 1939, n. 1089 e successive modificazioni, e 29 giugno
1939, n. 1497 e successive modificazioni, e del decreto-
legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito, con modificazioni, dalla
legge 8 agosto 1985, n. 431 e successive modificazioni.
2. Al momento della presentazione della domanda di concessione
edilizia, l’ufficio abilitato a riceverla comunica al richiedente il
nominativo del responsabile del procedimento di cui agli articoli 4 e
5 della legge 7 agosto 1990, n. 241.
3. Entro sessanta giorni dalla presentazione della domanda di
concessione, il responsabile del procedimento cura l’istruttoria,
acquisisce i pareri che il richiedente non abbia l’onere di allegare,
redige e trasmette alla commissione edilizia comunale la relazione
per il parere di competenza. Il termine di cui al presente comma può
essere interrotto una sola volta se il responsabile del procedimento
chiede all’interessato un’integrazione della documentazione da
allegare alla domanda di concessione. Tale termine decorre nuovamente
per intero dalla data della presentazione della documentazione
integrativa.
4. La commissione edilizia comunale, tenuto conto dell’ordine
cronologico di presentazione della domanda, deve esprimersi nei
termini previsti dai regolamenti comunali o, in mancanza, entro
trenta giorni dalla scadenza del termine di cui al comma 3, in ordine
agli aspetti di propria competenza. Decorso il termine di cui al
presente comma, si applicano le disposizioni di cui all’art. 16 della
legge 7 agosto 1990, n. 241.
5. Entro dieci giorni dalla scadenza del termine di cui al comma 4,
il responsabile del procedimento formula una motivata proposta
all’autorità competente ad emanare il provvedimento.
6. Il provvedimento conclusivo è adottato entro i trenta giorni
successivi alla scadenza del termine di cui al comma 4. Di esso è
data immediata notizia all’interessato.
7. Decorso inutilmente il termine di cui al comma 6, l’interessato,
con atto notificato a mezzo di ufficiale giudiziario o in piego
raccomandato con avviso di ricevimento, può richiedere al sindaco di
adempiere entro trenta giorni dal ricevimento della richiesta.
8. Decorso altresì inutilmente il termine intimato di cui al comma
7, il responsabile del procedimento e il soggetto competente alla
adozione del provvedimento rispondono per i danni arrecati per il
loro comportamento inadempiente e l’interessato può inoltrare istanza
al Presid…

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