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Norme in materia di alienazione degli alloggi di edilizia residenzial...

Norme in materia di alienazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (1).

L 24/12/1993 n. 00000560 VIGENTE

EDILIZIA RESIDENZIALE
Legge 24 dicembre 1993, n. 560 (in Gazz. Uff., 31 dicembre 1993, n.
306). — Norme in materia di alienazione degli alloggi di edilizia
residenziale pubblica (1).

(1) In luogo di Ministro/Ministero del tesoro e di
Ministro/Ministero del bilancio e della programmazione economica,
leggasi Ministro/Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, ex art. 7, l. 3 aprile 1997, n. 94.

(Omissis).

Art. 1.

1. Sono alloggi di edilizia residenziale pubblica, soggetti alle
norme della presente legge, quelli acquisiti, realizzati o
recuperati, ivi compresi quelli di cui alla legge 6 marzo 1976, n.
52, a totale carico o con concorso o con contributo dello Stato,
della regione o di enti pubblici territoriali, nonché con i fondi
derivanti da contributi dei lavoratori ai sensi della legge 14
febbraio 1963, n. 60, e successive modificazioni, dallo Stato, da
enti pubblici territoriali, nonché dagli Istituti autonomi per le
case popolari (IACP) e dai loro consorzi comunque denominati e
disciplinati con legge regionale.
2. Le disposizioni della presente legge, ad eccezione dei commi 5,
13 e 14, si applicano altresì:
a) agli alloggi di proprietà dell’Amministrazione delle poste e
delle telecomunicazioni costruiti od acquistati ai sensi
dell’articolo 1, n. 3), delle norme approvate con decreto del
Presidente della Repubblica 17 gennaio 1959, n. 2, come sostituito
dall’articolo 1 della legge 15 febbraio 1967, n. 42, della legge 7
giugno 1975, n. 227, e della legge 10 febbraio 1982, n. 39, e
successive modificazioni, nonché agli alloggi che, ai sensi della
legge 29 gennaio 1992, n. 58, sono stati trasferiti dall’Azienda di
Stato per i servizi telefonici all’Amministrazione delle poste e
delle telecomunicazioni;
b) agli alloggi non di servizio di proprietà della società
Ferrovie dello Stato Spa costruiti od acquistati fino alla data della
trasformazione dell’Ente Ferrovie dello Stato in società per azioni.
Le modalità di alienazione dei predetti alloggi sono disciplinate,
nel rispetto delle disposizioni della presente legge, nell’atto di
concessione di cui alla delibera del Comitato interministeriale per
la programmazione economica (CIPE) del 12 agosto 1992, pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale n. 202 del 28 agosto 1992;
c) agli alloggi acquisiti dagli Enti di sviluppo ai sensi della
legge 21 ottobre 1950, n. 841, e successive modificazioni ed
integrazioni, che siano tuttora nella disponibilità degli Enti
medesimi;
d) (Omissis) (1).
2-bis. Le disposizioni della presente legge non si applicano alle
unità immobiliari degli enti pubblici territoriali che non abbiano
finalità di edilizia residenziale pubblica. Agli immobili urbani
pubblici e a quelli sottoposti a tutela ai sensi dell’articolo 4
della legge 1° giugno 1939, n. 1089, adibiti a uso diverso da quello
di edilizia residenziale si applicano le disposizioni degli articoli
38 e 40 della legge 27 luglio 1978, n. 392, e successive
modificazioni (2).
3. Sono esclusi dalle norme della presente legge gli alloggi di
servizio oggetto di concessione amministrativa in connessione con
particolari funzioni attribuite a pubblici dipendenti, gli alloggi
realizzati con mutuo agevolato di cui all’articolo 18 della legge 5
agosto 1978, n. 457, e successive modificazioni, nonché quelli
soggetti ai vincoli di cui alla legge 1° giugno 1939, n. 1089, e
successive modificazioni.
4. Le regioni, entro sessanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, formulano, su proposta degli enti
proprietari, sentiti i comuni ove non proprietari, piani di vendita
al fine di rendere alienabili determinati immobili nella misura
massima del 75 per cento del patrimonio abitativo vendibile nel
territorio di ciascuna provincia. Trascorso tale termine, gli enti
proprietari, nel rispetto dei predetti limiti, procedono alle
alienazioni in favore dei soggetti aventi titolo a norma della
presente legge (3).
4-bis. Gli alloggi compresi nei piani di vendita di cui al comma 4
che si rendono liberi sono immediatamente segnalati dall’ente gestore
al comune, che provvede all’assegnazione ai soggetti aventi diritto
(4).
5. L’alienazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica è
consentita esclusivamente per la realizzazione di programmi
finalizzati allo sviluppo di tale settore.
6. Hanno titolo all’acquisto degli alloggi di cui al comma 4 gli
assegnatari o i loro familiari conviventi, i quali conducano un
alloggio a titolo di locazione da oltre un quinquennio e non siano in
mora con il pagamento dei canoni e delle spese all’atto della
presentazione della domanda di acquisto. In caso di acquisto da parte
dei familiari conviventi è fatto salvo il diritto di abitazione in
favore dell’assegnatario.
7. Gli assegnatari di cui al comma 6, se titolari di reddito
familiare complessivo inferiore al limite fissato dal CIPE ai fini
della decadenza dal diritto all’assegnazione, ovvero se
ultrasessantenni o portatori di handicap, qualora non intendano
acquistare l’alloggio condotto a titolo di locazione, rimangono
assegnatari del medesimo alloggio, che non può essere alienato a
terzi.
8. Per le finalità di cui al comma 6, gli enti proprietari adottano
le opportune misure di pubblicità e disciplinano le modalità di
presentazione delle domande di acquisto.
9. I soggetti assegnatari di alloggio che non si trovino nelle
condizioni di cui al comma 7 possono presentare domanda di acquisto
dell’alloggio, in sede di prima applicazione della presente legge,
entro due anni dalla data di entrata in vigore della stessa, ovvero
entro un anno dall’accertamento, da parte dell’ente gestore,
dell’avvenuta perdita della qualifica di assegnatario. Trascorsi tali
termini, gli alloggi possono essere venduti a terzi purché in
possesso dei requisiti previsti dalle norme vigenti per non incorrere
nella decadenza dal diritto all’assegnazione di alloggi di edilizia
residenziale pubblica. Hanno titolo di priorità nell’acquisto le
società cooperative edilizie iscritte all’albo nazionale di cui
all’articolo 13 della legge 31 gennaio 1992, n. 59, che si impegnano,
con atto d’obbligo, a concedere gli alloggi in locazione a canone
convenzionato per un periodo non inferiore a otto anni.
10. Il prezzo degli alloggi è costituito dal valore che risulta
applicando un moltiplicatore pari a 100 alle rendite catastali
determinate dalla Direzione generale del catasto e dei servizi
tecnici erariali del Ministero delle finanze a seguito della
revisione generale disposta con decreto del Ministro delle finanze
del 20 gennaio 1990, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 31 del 7
febbraio 1990, e di cui all’articolo 7 del decreto-legge 11 luglio
1992, n. 333, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto
1992, n. 359, e delle successive revisioni. Al prezzo così
determinato si applica la riduzione dell’1 per cento per ogni anno di
anzianità di costruzione dell’immobile, fino al limite massimo del 20
per cento. Il pagamento del prezzo viene effettuato entro quindici
giorni dal perfezionamento del contratto di alienazione.
10-bis. In caso di necessità, documentata dall’ente gestore, di
effettuare interventi di manutenzione straordinaria, di restauro e
risanamento conservativo o di ristrutturazione, di cui alle lettere
b), c) e d) del primo comma dell’articolo 31 della legge 5 agosto
1978, n. 457, di edifici inseriti nei piani di vendita, il prezzo,
determinato ai sensi del comma 10, e’ aumentato dei costi sostenuti
per i suddetti interventi (4).
11. La determinazione del prezzo può essere, in alternativa a
quanto previsto dal comma 10, stabilita dall’Ufficio tecnico erariale
su richiesta dell’acquirente. In tal caso la determinazione del
prezzo si intende definitiva anche se la valutazione dell’Ufficio
tecnico erariale è superiore ai prezzi stabiliti secondo i criteri
previsti dal comma 10, salva la facoltà di revoca della domanda di
acquisto, da esercitarsi entro trenta giorni dalla comunicazione
della determinazione del prezzo.
12. Le alienazioni possono essere effettuate con le seguenti
modalità:
a) pagamento in unica soluzione, con una riduzione pari al 10 per
cento del prezzo di cessione;
b) pagamento immediato di una quota non inferiore al 30 per cento
del prezzo di cessione, con dilazione del pagamento della parte
rimanente in non più di 15 anni, ad un interesse pari al tasso
legale, previa iscrizione ipotecaria a garanzia della parte del
prezzo dilazionata.
13. I proventi delle alienazioni degli alloggi di edilizia
residenziale pubblica e di quelle di cui ai commi da 15 a 19, nonché
i proventi dell’estinzione del diritto di prelazione richiamato al
comma 25, destinati alle finalità indicate al comma 5, rimangono
nella disponibilità degli enti proprietari. Tali proventi sono
contabilizzati a cura dell’Istituto autonomo per le case popolari
competente per territorio, comunque denominato, nella gestione
speciale di cui all’articolo 10 del decreto del Presidente della
Repubblica 30 dicembre 1972, n. 1036, e versati in un apposito conto
corrente denominato <<Fondi CER destinati alle finalità della legge
n. 560 del 1993, istituito presso la sezione di tesoreria
provinciale, a norma dell’articolo 10, dodicesimo comma, della legge
26 aprile 1983, n. 130>> (5).
14. Le regioni, su proposta dei compete…

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