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Norme per il trasferimento agli enti locali ed alle regioni di beni immobili demaniali e patrimoniali dello Stato.

L 31/12/1993 n. 00000579 VIGENTE

REGIONI
ENTI LOCALI
DEMANIO
AMMINISTRAZIONE DEL PATRIMONIO E CONTABILITA’ DELLO STATO
Legge 31 dicembre 1993, n. 579 (in Gazz. Uff., 8 gennaio 1994, n. 5).
— Norme per il trasferimento agli enti locali ed alle regioni di
beni immobili demaniali e patrimoniali dello Stato.

(Omissis).

Art. 1.

1. Fino alla data di entrata in vigore della disciplina sulla
gestione economica dei beni demaniali e patrimoniali indisponibili
dello Stato, il Ministro delle finanze è autorizzato a trasferire,
con propri decreti, agli enti locali territoriali i beni del demanio
pubblico e del patrimonio indisponibile dello Stato dei quali gli
enti suddetti facciano richiesta per la realizzazione di opere o per
lo svolgimento di attività di interesse pubblico di propria
competenza e che risultino alla data di emanazione del decreto non
utilizzati in conformità al soddisfacimento degli interessi pubblici
cui sono destinati.
2. La disciplina di cui alla presente legge si applica anche alle
cessioni di beni patrimoniali disponibili nel caso in cui risultino
inutilizzati.

Art. 2.

1. La cessione può essere effettuata a trattativa privata nei
confronti degli enti di cui all’articolo 1 sul cui territorio
insistono i beni oggetto della richiesta. In caso di pluralità di
richieste il Ministro delle finanze verifica la possibilità di una
cessione parziale o, in caso di impossibilità di quest’ultima, valuta
la priorità dell’interesse pubblico al cui soddisfacimento sono
diretti la realizzazione delle opere o lo svolgimento dell’attività.
2. L’ente richiedente deve indicare nella richiesta la destinazione
finale del bene oggetto della domanda e fornire le indicazioni
essenziali sui tempi e sulle modalità di realizzazione e di gestione
dell’opera o di svolgimento dell’attività progettata.

Art. 3.

1. Il Ministro delle finanze, valutati i presupposti di cui alla
presente legge e la compatibilità della richiesta con i vincoli
urbanistici e con quelli a tutela di interessi ambientali,
paesaggistici, storici e artistici gravanti sul bene da trasferire,
autorizza con decreto la cessione a trattativa privata, incaricando
l’ufficio tecnico erariale di compiere la valutazione di cui al
comma, e fissando il termine e le condizioni di realizzazione
dell’opera o di svolgimento dell’attività cui il bene è destinato,
tenuto conto delle modalità tecniche di realizzazione. Tale termine
non deve essere in alcun caso superiore a dieci anni.
2. Ai sensi dell’articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241, il
termine per la conclusione del procedimento relativo alla richiesta
avanzata ai sensi dell’articolo 1 è fissato in sei mesi. Qualora
vengano richiesti da parte dell’Amministrazione finanziaria
chiarimenti o integrazioni della documentazione prodotta, il termine
è prorogato di quattro mesi.
3. Il prezzo della cessione non può essere inferiore alla metà del
valore determinato dall’ufficio tecnico erariale territorialmente
competente, su richiesta dell’Amministrazione finanziaria. Il
predetto valore deve essere calcolato tenendo conto delle condizioni
stabilite dal decreto di cui al comma 1 e delle previste destinazioni
di piano.

Art. 4.

1. All’atto di cessione deve essere allegato il progetto di massima
dell’opera o dell’attività che l’ente cessionario si impegna a
realizzare o a svolgere, in conformità al decreto di cui all’articolo
3, comma 1.
2. L’atto deve prevedere l’automatica risoluzione del contratto nel
caso di mancata utilizzazione dei beni immobili nei termini,
decorrenti dalla data di approvazione del contratto, indicati dal
progetto di massima, o nel caso di utilizzazione difforme rispetto
alle finalità.
3. L’atto di cessione è approvato con decreto del Ministro delle
finanze, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale entro quindici giorni
dalla stipulazione.

Art. 5.

1. I beni immobili demaniali e patrimoniali trasferiti ai sensi
della presente legge restano assoggettati ai vincoli urbanistici e a
quelli a tutela di interessi ambientali, paesaggistici, storici e
artistici.
2. I beni di cui al comma 1 entrano a far parte del demanio o del
patrimonio indisponibile dell’ente cessionario, per effetto di quanto
previsto dal decreto di cui all’articolo 4, comma 3.

Art. 6.

1. In sede di prima applicazione della presente legge, il Ministro
delle finanze procede alla cessione, su istanza degli enti
interessati, secondo le disposizioni e alle condizioni di cui agli
articoli 2, 3, 4, 5 e 8, dei seguenti beni:
a) immobile denominato <<ex caserma Baiardi>>, sito nel comune di
Novi Ligure (Alessandria);
b) immobili costituenti il complesso denominato <<Rocca della
Cittadella>>, siti nel comune di Ancona;
c) compendio demaniale e patrimoniale insistente sul litorale e a
ridosso del lido compreso nel territorio del comune di Castel
Volturno (Caserta);
d) immobile denominato <<ex caserma MVSN>>, sito nel comune di
Mirandola (Modena);
e) immobile denominato <<Palazzo Borsari>>, sito nel comune di
Finale Emilia (Modena);
f) compendio immobiliare costituito dagli ex capannoni siti in
via Piave e in via Garibaldi, nel comune di Mores (Sassari);
g) immobili costituenti il complesso denominato <<ex caserma G.
B. Revelli>>, sito nel comune di Taggia (Imperia);
h) immobile denominato <<ex caserma Siffredi>>, sito nel comune
censuario di Imperia-Oneglia;
i) immobili compresi nel perimetro dell’Esposizione
internazionale specializzata <<Colombo ’92>> che ha avuto luogo a
Genova dal 15 maggio 1992 al 15 agosto 1992, definito in base
all’articolo 3, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 373 (1);
l) immobili costituenti il complesso denominato <<ex carcere
mandamentale>>, siti nel comune di Brunico (Bolzano);
m) immobili denominati <<ex caserma Zucchi>> ed <<ex caserma
Taddei>> nel comune di Reggio Emilia;
n) immobile costituente il complesso denominato <<ex riformatorio
Missione>> sito nel comune di Tivoli;
o) immobili in provincia di Bergamo costituenti il compendio
immobiliare delle ex Ferrovie delle Valli Brembana e Seriana
descritti nel verbale di ricognizione e presa di possesso dei beni
disponibili ed indisponibili del 16 dicembre 1976, agli atti
dell’ufficio tecnico erariale di Bergamo, ad eccezione della centrale
elettrica di S. Giovanni Bianco elencata nel predetto verbale tra i
<<beni disgiunti dalle ferrovie>>;
p) ex caserma Colli di Felizzano sita nel comune di Asti;
q) ex caserma Montelungo sita nel comune di Bergamo;
r) ex caserma Loi sita nel comune di Nuoro;
s) l’area del parco dell’ex idroscalo di Orbetello;
t) caserma Eugenio e Giuseppe Garrone M.O. di Vercelli.

(1) Vedi art. 14, d.l. 8 gennaio 1996, n. 6, conv. in l. 6 marzo
1996, n. 110.

Art. 7.

1. I beni di cui all’articolo 6, comma 1, sono ceduti
esclusivamente, secondo quanto ivi previsto, ai seguenti enti:
a) quelli di cui alle lettere a), c), d), e), f), h), i), l), m),
n), p), q), r), s), t), al comune sul cui territorio insistono;
b) l’immobile di cui alla lettera g) in parte al comune di Taggia
e in parte alla provincia di Imperia;
c) gli immobili di cui alla lettera b) alla regione Marche;
d) gli immobili di cui alla lettera o) alla provincia di Bergamo.

Art. 8.

1. La cessione dei beni di cui all’articolo 6, comma 1, è
subordinata alle seguenti condizioni o destinazioni:
a) quanto all’immobile di cui alla lettera a), che sia destinato
all’istituto professionale ITIS e sue pertinenze, nonché a verde
attrezzato;
b) quanto agli immobili di cui alla lettera b), che siano
destinati a sede di rappresentanza della regione Marche ed a sede di
un centro polifunzionale per iniziative socio-culturali al servizio
del capoluogo regionale;
c) quanto al compendio di cui alla lettera c), al fine di
conservare la destinazione che hanno i beni nel demanio e nel
patrimonio dello Stato alla data di entrata in vigore della presente
legge, si applicano le disposizioni della legge 5 febbraio 1992, n.
177;
d) quanto agli immobili di cui alla lettera g), che siano
destinati alla costruzione del complesso polisportivo di Taggia
nonché a scuole e a centri adibiti a servizi sociali;
e) quanto all’immobile di cui alla lettera h), che sia destinato
alla costruzione della nuova sede degli uffici giudiziari e dei
servizi annessi;
f) quanto agli immobili di cui alla lettera i), che siano oggetto
da parte del comune di un utilizzo funzionale alle esigenze di
recupero ambientale e di valorizzazione urbanistica delle zone
circostanti, nonché, per quanto concerne le banchine portuali interne
alle aree suddette, che sia mantenuta la naturale destinazione
all’ormeggio dei natanti destinati al diporto, alla pesca ed alle
manifestazioni culturali;
g) quanto agli immobili di cui alla lettera m), che l’immobile
denominato <<ex caserma Taddei>> sia destinato a sede di corsi
universitari ed attività culturali connesse;
h) quanto agli immobili di cui alla lettera o), che siano
destinati alla costruzione di metropolitana leggera o tram veloce
nelle valli Brembana e Seriana;
i) quanto all’immobile di cui alla lettera…

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