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Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado.

A norma dell’art. 8, comma 1, D.Lgs. 30 giugno 1999, n. 233, con
effetto dal 1° settembre 2001, gli articoli contenuti nei capi II,
III e IV, concernenti i consigli scolastici distrettuali e
provinciali e il Consiglio nazionale della pubblica istruzione sono
sostituiti dalle disposizioni di cui agli articoli da 1 a 7 dello
stesso D.Lgs. n. 233/99 e sono abrogate tutte le ulteriori
disposizioni contenute nel presente decreto nelle quali si faccia
riferimento a modalità di elezione e di funzionamento e a
competenza del Consiglio nazionale della pubblica istruzione, dei
consigli scolastici provinciali e distrettuali incompatibili con il
medesimo D.Lgs. n. 233/99.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 10 aprile 1991, n. 121, così come modificata dalla
legge 26 aprile 1993, n. 126, che autorizza il Governo ad emanare
un testo unico concernente le disposizioni legislative vigenti in
materia di istruzione, esclusa quella universitaria, relative alle
scuole di ogni ordine e grado;
Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400;
Viste le preliminari deliberazioni del Consiglio dei Ministri,
adottate nelle riunioni del 7 settembre e del 22 dicembre 1993;
Acquisito il parere delle competenti commissioni permanenti della
Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso nell’adunanza
generale del 17 marzo 1994;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione dell’8 aprile 1994;
Sulla proposta del Ministro della pubblica istruzione;
Emana
il seguente decreto-legislativo:

Art. 1

1. E’ approvato l’unito testo unico delle disposizioni legislative
vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni
ordine e grado, composto di 676 articoli e vistato dal Ministro
proponente. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato,
sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della
Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di
osservarlo e di farlo osservare.

TESTO UNICO DELLE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE VIGENTI IN MATERIA DI
ISTRUZIONE RELATIVE ALLE SCUOLE DI OGNI ORDINE E GRADO

Parte I
NORME GENERALI

Art. 1

Formazione della personalità degli alunni e libertà di insegnamento

1. Nel rispetto delle norme costituzionali e degli ordinamenti
della scuola stabiliti dal presente testo unico, ai docenti è
garantita la libertà di insegnamento intesa come autonomia
didattica e come libera espressione culturale del docente.

2. L’esercizio di tale libertà è diretto a promuovere, attraverso
un confronto aperto di posizioni culturali, la piena formazione
della personalità degli alunni.

3. E’ garantita l’autonomia professionale nello svolgimento
dell’attività didattica, scientifica e di ricerca.

Art. 2

Tutela della libertà di coscienza degli alunni e diritto allo
studio

1. L’azione di promozione di cui all’art. 1 è attuata nel rispetto
della coscienza morale e civile degli alunni.

2. A favore degli alunni sono attuate iniziative dirette a
garantire il diritto allo studio.

Art. 3

Comunità scolastica

1. Al fine di realizzare, nel rispetto degli ordinamenti della
scuola dello Stato e delle competenze e delle responsabilità
proprie del personale ispettivo, direttivo e docente, la
partecipazione alla gestione della scuola dando ad essa il
carattere di una comunità che interagisce con la più vasta comunità
sociale e civica, sono istituiti, a livello di circolo, di
istituto, distrettuale, provinciale e nazionale, gli organi
collegiali di cui al titolo I.

2. Le disposizioni recate dal predetto titolo I si applicano fino a
che non si sarà provveduto al riordinamento degli organi collegiali
in base alla delega legislativa conferita al Governo dall’art. 4
della legge 24 dicembre 1993, n. 537.

Art. 4

Comunità Europea

1. L’ordinamento scolastico italiano, nel rispetto della
responsabilità degli Stati membri della Comunità Europea, per
quanto riguarda il contenuto dell’insegnamento e l’organizzazione
del sistema di istruzione, favorisce la cooperazione tra gli Stati
membri per lo sviluppo di una istruzione di qualità e della sua
dimensione europea in conformità a quanto previsto dall’art. 126
del trattato della Comunità europea, quale sostituito dall’art. G
n. 36 del trattato sull’Unione europea sottoscritto a Maastricht il
7 agosto 1992 e ratificato con legge 3 novembre 1992, n. 454 (1).

2. Ai sensi dell’art. 1 del decreto legislativo 26 novembre 1992,
n. 470, è riconosciuto il diritto di soggiorno nel territorio della
Repubblica agli studenti cittadini di uno Stato membro della
Comunità europea iscritti ad un istituto per conseguirvi, a titolo
principale, una formazione professionale.

(1)Comma modificato da avviso di rettifica pubblicato nella G.U. 6
luglio 1994, n. 156.

Titolo I
ORGANI COLLEGIALI DELLA SCUOLA E ASSEMBLEE DEGLI STUDENTI E DEI
GENITORI

Capo I
ORGANI COLLEGIALI A LIVELLO DI CIRCOLO E DI ISTITUTO E ASSEMBLEE
DEGLI STUDENTI E DEI GENITORI

Sezione I
ORGANI COLLEGIALI A LIVELLO DI CIRCOLO E DI ISTITUTO

Art. 5

Consiglio di intersezione, di interclasse e di classe

1. Il consiglio di intersezione nella scuola materna, il consiglio
di interclasse nelle scuole elementari e il consiglio di classe
negli istituti di istruzione secondaria sono rispettivamente
composti dai docenti delle sezioni dello stesso plesso nella scuola
materna, dai docenti dei gruppi di classi parallele o dello stesso
ciclo o dello stesso plesso nella scuola elementare e dai docenti
di ogni singola classe nella scuola secondaria. Fanno parte del
consiglio di intersezione, di interclasse e del consiglio di classe
anche i docenti di sostegno che ai sensi dell’art. 315, comma 5,
sono contitolari delle classi interessate.

1-bis. Gli insegnanti tecnico-pratici, anche quando il loro
insegnamento si svolge in compresenza, fanno parte, a pieno titolo
e con pienezza di voto deliberativo, del consiglio di classe. Le
proposte di voto per le valutazioni periodiche e finali relative
alle materie il cui insegnamento è svolto in compresenza sono
autonomamente formulate, per gli ambiti di rispettiva competenza
didattica, dal singolo docente, sentito l’altro insegnante. Il voto
unico viene assegnato dal consiglio di classe sulla base delle
proposte formulate, nonché degli elementi di giudizio forniti dai
due docenti interessati. (298)

2. Fanno parte, altresì, del consiglio di intersezione, di
interclasse o di classe:

a) nella scuola materna e nella scuola elementare, per ciascuna
delle sezioni o delle classi interessate un rappresentante eletto
dai genitori degli alunni iscritti;

b) nella scuola media, quattro rappresentanti eletti dai genitori
degli alunni iscritti alla classe;

c) nella scuola secondaria superiore, due rappresentanti eletti dai
genitori degli alunni iscritti alla classe, nonchè due
rappresentanti degli studenti, eletti dagli studenti della classe;

d) nei corsi serali per lavoratori studenti, tre rappresentanti
degli studenti della classe, eletti dagli studenti della classe.

3. Nella scuola dell’obbligo alle riunioni del consiglio di classe
e di interclasse può partecipare, qualora non faccia già parte del
consiglio stesso, un rappresentante dei genitori degli alunni
iscritti alla classe o alle classi interessate, figli di lavoratori
stranieri residenti in Italia che abbiano la cittadinanza di uno
dei Paesi membri della comunità europea.

4. Del consiglio di classe fanno parte a titolo consultivo anche
gli assistenti addetti alle esercitazioni di laboratorio che
coadiuvano i docenti delle corrispondenti materie tecniche e
scientifiche, negli istituti tecnici, negli istituti professionali
e nei licei. Le proposte di voto per le valutazioni periodiche e
finali sono formulate dai docenti di materie tecniche e
scientifiche, sentiti gli assistenti coadiutori. (299)

5. Le funzioni di segretario del consiglio sono attribuite dal
direttore didattico o dal preside a uno dei docenti membro del
consiglio stesso.

6. Le competenze relative alla realizzazione del coordinamento
didattico e dei rapporti interdisciplinari spettano al consiglio di
intersezione, di interclasse e di classe con la sola presenza dei
docenti.

7. Negli istituti e scuole di istruzione secondaria superiore, le
competenze relative alla valutazione periodica e finale degli
alunni spettano al consiglio di classe con la sola presenza dei
docenti.

8. I consigli di intersezione, di interclasse e di classe sono
presieduti rispettivamente dal direttore didattico e dal preside
oppure da un docente, membro del consiglio, loro delegato; si
riuniscono in ore non coincidenti con l’orario delle lezioni, col
compito di formulare al collegio dei docenti proposte in ordine
all’azione educativa e didattica e ad iniziative di sperimentazione
e con quello di agevolare ed estendere i rapporti reciproci tra
docenti, genitori ed alunni. In particolare esercitano le
competenze in materia di programmazione, valutazione e
sperimentazione previste dagli articoli 126, 145, 167, 177 e 277.
Si pronunciano su ogni altro argomento attribuito dal presente
testo unico, dalle leggi e dai regolamenti alla loro competenza.

9. (301).

10. (301).

11. (300).

(301)Comma abrogato dall’art. 17, comma 1, D.P.R. 8 marzo 1999, n.
275, a decorrere dal 1° settembre 2000.

(298)Comma inserito dall’ art. 5, comma 1, lett. a), L. 3 maggio
1999, n. 124.

(299)Comma modificato dall’ art. 5, comma 1, lett. b), L. 3 maggio
1999, n. 124.

(300)Comma modificato da avviso di rettifica pubblicato nella G.U.
6 luglio 1994,…

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