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Modifiche alla disciplina degli scarichi delle pubbliche fognature e degli insediamenti civili che non recapitano in pubbliche fognature, nonchè riorganizzazione degli organi collegiali del Ministero dell'ambiente.

dl 15/07/1994 n. 00000449 [MOD]

INQUINAMENTO
Decreto-legge 15 luglio 1994, n. 449 (in Gazz. Uff., 18 luglio, n.
166). — Modifiche alla disciplina degli scarichi delle pubbliche
fognature e degli insediamenti civili che non recapitano in pubbliche
fognature, nonchè riorganizzazione degli organi collegiali del
Ministero dell’ambiente.

Il Presidente della Repubblica:
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; Ritenuta la
straordinaria necessità ed urgenza di emanare disposizioni in materia
di disciplina degli scarichi delle pubbliche fognature e di
riorganizzazione degli organi collegiali del Ministero dell’ambiente;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 13 luglio 1994; Sulla proposta del Presidente del
Consiglio dei Ministri e del Ministro dell’ambiente, di concerto con
i Ministri di grazia e giustizia, dell’industria, del commercio e
dell’artigianato e per la funzione pubblica e gli affari regionali;
Emana il seguente decreto-legge:

Art. 1. 1. Il secondo comma dell’art. 14 della legge 10 maggio
1976, n. 319, così come sostituito dall’art. 17 della legge 24
dicembre 1979, n. 650, è sostituito dal seguente:
<<La disciplina degli scarichi delle pubbliche fognature, servite
o meno da impianti pubblici di depurazione, e quella degli
insediamenti civili che non recapitano in pubbliche fognature sono
definite dalle regioni con i rispettivi piani di risanamento delle
acque di cui all’art. 4. Le regioni, nel definire tale disciplina,
tengono conto dei limiti di accettabilità fissati dalle tabelle
allegate alla presente legge, cui possono derogare, anche in senso
meno restrittivo, in funzione delle situazioni locali e degli
obiettivi dei piani di risanamento nonchè degli obiettivi di qualità
dei singoli corpi idrici in cui recapitano tali scarichi, nei casi ed
alle condizioni stabiliti con apposite direttive fissate dal Ministro
dell’ambiente sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.>>.
2. Fino dall’adozione delle direttive di cui al secondo comma
dell’art. 14 della legge 10 maggio 1976, n. 319, come sostituito dal
comma 1 del presente articolo, restano ferme le prescrizioni
adottate, anteriormente alla data di entrata in vigore del presente
decreto, in materia di scarichi civili che non recapitano in
pubbliche fognature e di scarichi delle pubbliche fognature ed in
particolare quelle di cui alla delibera in data 30 dicembre 1980 del
Comitato interministeriale previsto dall’art. 3 della legge 10 maggio
1976, n. 319, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 9 del 10 gennaio
1981.
3. Le disposizioni del presente decreto si applicano in attesa
dell’attuazione della direttiva 91/271/CEE del Consiglio del 21
maggio 1991.

Art. 2. 1. Il n. 2) del primo comma dell’art. 12 della legge 10
maggio 1976, n. 319, così come sostituito dall’art.15 della legge 24
dicembre 1979, n. 650, è sostituito dal seguente:
<<2) nel caso di recapito in pubbliche fognature debbono
adeguarsi ai limiti di accettabilità, alle norme ed alle prescrizioni
stabilite dai comuni o dai consorzi intercomunali che gestiscono il
pubblico servizio, fatti salvi i limiti fissati dalle regioni con i
piani di risanamento;>>.

Art. 3. 1. Il terzo comma dell’art. 21 della legge 10 maggio 1976,
n. 319, come modificato dall’art. 19 della legge 24 dicembre 1979, n.
650, e dall’art. 144 della legge 24 novembre 1981, n. 689, è
sostituito dai seguenti:
<<Fatte salve le disposizioni penali di cui al primo e al secondo
comma del presente articolo, l’inosservanza dei limiti di
accettabilità di cui alle tabelle allegate alla presente legge,
ovvero di quelli stabiliti dalle regioni, ai sensi dell’art. 14,
secondo comma, nei rispettivi limiti e modi di applicazione, ovvero
di quelli specifici eventualmente prescritti in sede di rilascio
dell’autorizzazione o di modifica della stessa, ove non costituisca
reato o circostanza aggravante di altro reato connesso, è punita con
la sola sanzione amministrativa pecuniaria da lire un milione a lire
dodici milioni, salvo diversa disposizione della legge regionale.
In deroga alla previsione di cui al terzo comma del presente
articolo, per tutti gli scarichi, ecettuati quelli provenienti da
insediamenti abitativi o adibiti allo svolgimento di attività
alberghiera, turistica, sportiva, ricreativa, scolastica e sanitaria,
si applica comunque la sola ammenda fino a lire sessanta milioni
qualora siano superati i limiti di accettabilità inderogabili per i
paramentri di natura tossica, persistente e bioaccumulabile, di cui
al n. 4) del documento unito alla delibera 30 dicembre 1980 del
Comitato interministeriale previsto dall’art. 3 della presente legge,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 9 del 10 gennaio 1981, e di
cui all’elenco dell’allegato 1 alla delibera medesima. Agli scarichi
provenienti da insediamenti abitativi o adibiti allo svolgimento di
attività alberghiera, turistica, sportiva, ricreativa, scolastica e
sanitaria, attivati dopo il 13 giugno 1976, e nei soli casi in cui
l’autorizzazione sia richiesta da disposizioni regionali, si
applicano unicamente le disposizioni penali di cui al primo e al
secondo comma del presente articolo. Per tali scarichi non
recapitanti in pubbliche fognature l’inosservanza della disciplina
definita dalle regioni, ai sensi dell’art. 14, secondo comma, è
punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire un milione a
lire dodici milioni.>>.
2. Al quarto comma dell’art. 21 della legge 10 maggio 1976, n. 319,
come modificato dall’art. 19 della legge 24 dicembre 1979, n. 650, le
parole: <<al primo, secondo e terzo comma>> sono sostituite dalle
seguenti: <<al primo e secondo comma>> e le parole: <<dal mandato di
cattura>> sono sostituite dalle seguenti: <<dell’ordinanza di
custodia cautelare>>.

Art. 4. 1. L’art. 22 della legge 10 maggio 1976, n. 319, è
sostituito dal seguente:
<<Art. 22. — 1. Chiunque effettua o mantiene uno scarico senza
osservare tutte le prescrizioni indicate nel provvedimento di
autorizzazione è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da
lire un milione a lire dodici milioni.>>.

Art. 5. 1. Per gli scarichi delle pubbliche fognature e per quelli
provenienti da insediamenti civili che non recapitano in pubbliche
fognature, in esercizio alla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto, non si applicano le sanzioni penali
di cui all’art. 21 della legge 10 maggio 1976, n. 319 e successive
modificazioni, qualora la domanda di autorizzazione venga presentata,
nelle forme prescritte, entro novanta giorni dalla predetta data
all’autorità competente al rilascio.
2. Alla domanda di autorizzazione va allegata la ricevuta del
versamento, a titolo di oblazione, della somma di lire un milione,
relativamente a scarichi provenienti da insediamenti abitativi o
adibiti allo svolgimento di attività alberghiera, turistica,
sportiva, ricreativa, scolastica, sanitaria, agricola e artigianale,
ovvero di lire tremilioni relativamente a scarichi provenienti da
insediamenti di tipo diverso dai precedenti.
3. Le somme di cui al comma 2 sono destinate ad interventi di
recupero e di educazione ambientale, nell’ambito dei programmi di
attività del Ministero dell’ambiente. Il Ministro dell’ambiente, con
proprio decreto, emanato di concerto con il Ministro del tesoro,
entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto, fissa le modalità per il versamento
di cui al comma 2.
4. Le disposizioni del presente articolo non si applicano nei
confronti degli scarichi provenienti da insediamenti civili che non
recapitano in pubbliche fognature, già in essere alla data di entrata
in vigore della legge 10 maggio 1976, n. 319, per i quali resta
confermato quanto previsto dall’art. 15, comma primo, e l’esclusione
dall’applicazione dell’art. 21 della citata legge n. 319 del 1976.

INQUINAMENTO
MINISTERO AMBIENTE

Art. 6. 1. In attesa del riordino delle commissioni e dei comitati
tecnico-scientifici operanti presso il Ministero dell’ambiente, sono
soppressi il comitato scientifico di cui all’art. 11 della legge 8
luglio 1986, n. 349, e il comitato tecnico-scientifico di cui
all’art. 15 del decreto-legge 31 agosto 1987, n. 361, convertito, con
modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1987, n. 441. Le rispettive
competenze vengono trasferite alla commissione tecnico-scientifica di
cui al comma 2.
2. Il numero complessivo dei componenti della commissione
tecnico-scientifica per la valutazione dei progetti di protezione e
risanamento ambientale di cui all’art. 14, comma 7, della legge 28
febbraio 1986, n. 41, e all’art. 17, comma 33, della legge 11 marzo
1988, n. 67, è ridotto a ventinove unità. Il Ministro dell’ambiente
procede alla ricostituzione della commissione e alla nomina del suo
presidente.
3. Il numero complessivo dei componenti del Consiglio nazionale per
l’ambiente di cui all’art. 12 della legge 8 luglio 1986, n. 349, è
ridotto a ventuno unità, ivi compreso il Ministro dell’ambiente che
lo presiede. Entro trenta giorni dalla data dientrata in vigore del
presente decreto il Ministro dell’ambiente adotta, con le procedure
di cui all’art. 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n. 400,
il regolamento di organizzazione e funzionamento del Consiglio, con
il quale si procederà a definire altresì la sua composiz…

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