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Misure urgenti per il rilancio economico ed occupazionale dei lavori pubblici e dell'edilizia privata.

dl 26/07/1994 n. 00000468 [MOD]

EDILIZIA E URBANISTICA
Decreto-legge 26 luglio 1994, n. 468 (in Gazz. Uff., 28 luglio, n.
175). — Misure urgenti per il rilancio economico ed occupazionale
dei lavori pubblici e dell’edilizia privata.

Il Presidente della Repubblica:
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; Ritenuta la
straordinaria necessità ed urgenza di emanare disposizioni al fine di
rilanciare le attività economiche e favorire la ripresa delle
attività imprenditoriali, nonchè per la semplificazione di
procedimenti in materia urbanistico-edilizia; Vista la deliberazione
del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 22 luglio
1994; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro dei lavori pubblici, di concerto con i Ministri delle
finanze, del tesoro, della difesa, dell’ambiente e per i beni
culturali e ambientali;
Emana il seguente decreto-legge:

EDILIZIA E URBANISTICA
Capo I
REGOLARIZZAZIONE DI VIOLAZIONI EDILIZIE
E MISURE DIVERSE

Art. 1.

Definizione delle violazioni edilizie.

1. Le disposizioni di cui al capo IV e V della legge 28 febbraio
1985, n. 47 e successive modificazioni e integrazioni, come
ulteriormente modificate dal presente decreto, si applicano alle
opere abusive che risultino ultimate entro il 31 dicembre 1993, e che
non abbiano comportato ampliamento del manufatto superiore al 30 per
cento della volumetria della costruzione originaria o nuove
costruzioni superiori ai 750 metri cubi in relazione alla singola
richiesta di concessione edilizia in sanatoria.
2. I termini contenuti nelle disposizioni di cui al comma 1 e
decorrenti dalla data di entrata in vigore della legge 28 febbraio
1985, n. 47, o delle leggi di successiva modificazione o
integrazione, sono da intendersi come riferiti alla data di entrata
in vigore del presente decreto.
3. Per gli abusi edilizi commessi fino al 15 marzo 1985 e dal 16
marzo 1985 al 31 dicembre 1993, la misura dell’oblazione, prevista
nella tabella allegata alla legge di cui al comma 1, in relazione al
periodo dal 30 gennaio 1977 al 1° ottobre 1983, è moltiplicata
rispettivamente per 4 e per 6.
4. La misura dell’oblazione, come determinata ai sensi del comma 3,
è elevata di un importo pari alla metà nei comuni con popolazione
superiore ai centomila abitanti e nei comuni turistici ed è diminuita
di un importo pari alla metà nei comuni con popolazione inferiore ai
tremila abitanti.
5. La domanda di concessione o di autorizzazione in sanatoria, con
la prova del pagamento dell’oblazione deve essere presentata al
comune competente, a pena di decadenza, entro la data del 31 ottobre
1994. La documentazione, di cui all’art. 35 della legge 28 febbraio
1985, n. 47, è sostituita da apposita dichiarazione del richiedente,
resa ai sensi dell’art. 4 della legge 4 gennaio 1968, n. 15. Resta
ferma, ove prescritto, la necessità di presentazione della perizia
giurata, della certificazione di cui alla lettera b) del terzo comma,
nonchè del progetto di adeguamento statico di cui al quinto comma
dello stesso art. 35.
6. Le modalità di riscossione e versamento all’erario delle
oblazioni con rateizzazione del 30% al 31 ottobre 1994 e del 70% al
30 aprile 1995 previste dal presente decreto sono determinate, entro
trenta giorni dalla sua entrata in vigore, con decreto del Ministro
delle finanze, di concerto con il Ministro dei lavori pubblici ed il
Ministro del tesoro.
7. I soggetti che hanno presentato domanda di concessione o di
autorizzazione edilizia in sanatoria ai sensi del capo IV della legge
28 febbraio 1985, n. 47, o i loro aventi causa, se non è stata
interamente corrisposta l’oblazione dovuta ai sensi della stessa
legge devono, a pena di improcedibilità della domanda, versare, in
luogo della somma residua, il triplo della differenza tra la somma
dovuta e quella versata, in unica soluzione entro il 31 ottobre 1994.
8. Il pagamento dell’oblazione dovuta ai sensi della legge 28
febbraio 1985, n. 47, dell’eventuale integrazione di cui al comma 7,
degli oneri di concessione di cui all’art. 2, nonchè la
documentazione di cui al comma 5 ed il decorso del termine di un anno
dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto senza l’adozione di un provvedimento negativo del
comune, equivale a concessione o ad autorizzazione edilizia in
sanatoria.
9. Se nei termini previsti l’oblazione dovuta non è interamente
corrisposta, le costruzioni realizzate senza licenza o concessione
edilizia sono acquisite a titolo gratuito al patrimonio disponibile
del comune.
10. All’art. 32 della legge 28 febbraio 1985, n. 47, comma primo,
il secondo periodo è sostituito dal seguente: <<Qualora tale parere
non venga formulato dalle suddette amministrazioni entro centoventi
giorni dalla domanda, esso si intende reso in senso favorevole.>>.
11. All’art. 32 della legge 28 febbraio 1985, n. 47, dopo il primo
comma è aggiunto il seguente: <<Il rilascio della concessione
edilizia o della autorizzazione in sanatoria per opere eseguite su
immobili soggetti alle leggi 1° giugno 1939, n. 1089, 29 giugno 1939,
n. 1497, ed al decreto-legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito, con
modificazioni, dalla legge 8 agosto 1985, n. 431, è subordinato al
parere favorevole della amministrazione preposta alla tutela del
vincolo stesso. Qualora tale parere non venga reso entro centoventi
giorni dalla domanda il richiedente può impugnare il silenzio-rifiuto
dell’amministrazione.>>.
12. Il secondo comma dell’art. 1-sexies del decreto-legge 27 giugno
1985, n. 312, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto
1985, n. 431, non si applica nei casi di sanatoria previsti dal
presente decreto.

Art. 2.

Contributi di concessione.

1. Alle domande di concessione in sanatoria deve essere altresì
allegata una ricevuta comprovante il pagamento al comune, nel cui
territorio è ubicata la costruzione, di una somma a titolo di
anticipazione degli oneri concessori, calcolata nella misura indicata
nella tabella allegata al presente decreto, rispettivamente per le
nuove costruzioni e gli ampliamenti e per gli interventi di
ristrutturazione edilizia di cui all’art. 31, primo comma, lettera
d), della legge 5 agosto 1978, n. 457, nonchè per le modifiche di
destinazione d’uso, ove soggette a sanatoria.
2. Le domande di concessione o autorizzazione in sanatoria
presentate entro il 30 giugno 1987 e non definite devono essere
integrate dalla presentazione di una ricevuta attestante il pagamento
al comune, entro il termine del 31 ottobre 1994, di una quota pari al
70% delle somme di cui al comma 1, se dovute. Il mancato pagamento
entro il 31 ottobre 1994 comporta l’applicazione dell’interesse del
10% annuo sulle somme dovute.
3. I soggetti che hanno presentato entro il 31 dicembre 1993
istanza di concessione ai sensi dell’art. 13 della legge 28 febbraio
1985, n. 47, possono chiedere, nel rispetto dei termini e degli
obblighi previsti dal presente decreto, che l’istanza sia considerata
domanda di concessione in sanatoria.
4. I comuni sono tenuti ad iscrivere nei propri bilanci le somme
versate in un apposito capitolo del titolo IV dell’entrata. Le somme
relative sono impegnate in un apposito capitolo del titolo II della
spesa, utilizzando il 10% delle medesime per far frone ai costi di
istruttoria delle domande di concessione o di autorizzazione in
sanatoria ed un ulteriore 10% quale anticipazione dei costi per
interventi di demolizione delle opere di cui all’art. 33 della legge
28 febbraio 1985, n. 47. Le rimanenti somme sono destinate a
finanziare le opere di urbanizzazione primaria e secondaria, nonchè
gli interventi di risanamento urbano ed ambientale.
5. Per l’attività istruttoria connessa al rilascio delle
concessioni in sanatoria i comuni utilizzano i fondi all’uopo
accantonati di cui al comma 4 per progetti finalizzati da svolgere
oltre l’orario di lavoro ordinario o avvalendosi di liberi
professionisti o di strutture di consulenza e servizi.
6. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto i comuni determinano in via
definitiva i contributi di concessione e l’importo, da richiedere a
titolo di conguaglio dei versamenti di cui ai commi 1 e 2.
L’interessato provvede agli adempimenti conseguenti entro sessanta
giorni dalla notifica della richiesta.
7. Per il pagamento degli oneri dovuti il proprietario può accedere
al credito fondiario, compresa l’anticipazione bancaria, o ad altre
forme di finanziamento offrendo in garanzia gli immobili oggetto
della domanda di sanatoria.
8. La concessione di indennizzi, ai sensi della legislazione sulle
calamità naturali, è esclusa nei casi in cui gli immobili danneggiati
siano stati eseguiti abusivamente in zone sismiche, alluvionali o
comunque soggette a rilevanti rischi di calamità naturali.
9. Le disposizioni di cui agli articoli 1 e 2 non si applicano a
costruzioni abusive realizzate sopra e sotto il soprassuolo boschivo
distrutto o danneggiato per cause naturali o atti volontari, fermi
restando i divieti previsti nei commi quarto e quinto dell’articolo 9
(1) della legge 1° marzo 1975, n. 47 e successive modifiche e
integrazioni.
10. Ai fini della relazione prevista dal comma 3 dell’art. 13 del
decreto-legge 12 gennaio 1988, n. 2, convertito, con modificazioni,…

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