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Interventi urgenti per il risanamento e l'adeguamento dei sistemi di smaltimento delle acque usate e degli impianti igienico-sanitari dei centri storici e nelle isole dei comuni di Venezia e di Chioggia.

dl 30/07/1994 n. 00000476 [MOD]

ACQUE POTABILI E ACQUEDOTTI
INQUINAMENTO
Decreto-legge 30 luglio 1994, n. 476 (in Gazz. Uff., 1 agosto, n.
178). — Interventi urgenti per il risanamento e l’adeguamento dei
sistemi di smaltimento delle acque usate e degli impianti
igienico-sanitari dei centri storici e nelle isole dei comuni di
Venezia e di Chioggia.

Il Presidente della Repubblica:
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; Ritenuta la
straordinaria necessità ed urgenza di emanare disposizioni che
consentano la realizzazione di interventi di disinquinamento e
risanamento della laguna di Venezia; Vista la deliberazione del
Consigio dei Ministri, adottata nella riunione del 29 luglio 1994;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro dell’ambiente, di concerto con i Ministri di grazia e
giustizia, dei lavori pubblici, dell’industria, del commercio e
dell’artigianato e per la funzione pubblica e gli affari regionali;
Emana il seguente decreto-legge:

Art. 1. 1. L’art. 10 del decreto-legge 5 febbraio 1990, n. 16,
convertito, con modificazioni, dalla legge 5 aprile 1990, n. 71, è
sostituito dal seguente:
<<Art. 10 (Venezia e Chioggia). — 1. I comuni di Venezia e
Chioggia, ad integrazione del “Piano per la prevenzione
dell’inquinamento ed il risanamento delle acque del bacino
idrografico immediatamente sversante nella laguna di Venezia”,
elaborano, entro il 30 giugno 1995, progetti di fognatura e di
depurazione delle acque usate provenienti dai centri storici, dalle
isole e dai litorali del lido e di Pellestrina e dal litorale di
Cavallino Treporti, secondo criteri e tecnologie adeguati a
realizzare nell’intera area lagunare gli obiettivi previsti dall’art.
5 della direttiva 91/271/CEE per le aree sensibili. Il Comune di
Venezia provvede alla suddetta elaborazione nell’ambito del progetto
integrato definito dall’accordo di programma del 3 agosto 1993 ai
sensi dell’art. 5 della legge 5 febbraio 1992, n. 139.
2. I progetti sono approvati dalla Regione Veneto previo parere
della commissione per la salvaguardia di Venezia di cui all’art. 5
della legge 16 aprile 1973, n. 171, come integrata dall’art. 4 della
legge 8 novembre 1991, n. 360. L’approvazione costituisce altresì
variante agli strumenti urbanistici generali e comporta dichiarazione
di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità dei relativi lavori.
3. Negli ambiti indicati nel comma 1 del presente articolo, non
dotati di fognature dinamiche, è consentito lo scarico delle acque
reflue provenienti dagli insediamenti civili di cui ai commi
undicesimo, dodicesimo e tredicesimo dell’art. 3 del decreto del
Presidente della Repubblica 20 settembre 1973, n. 962, dalle aziende
artigiane produttive, dagli stabilimenti ospedalieri, dagli enti
assistenziali, e dalle aziende turistiche ricettive e dalla
ristorazione, purchè sottoposte a trattamenti individuali secondo i
progetti approvati dai comuni. I trattamenti degli scarichi di cui al
presente comma superiori a cento abitanti equivalenti devono essere
basati sull’impiego delle migliori tecnologie applicabili e
gestibili, a costi sostenibili e tenendo conto della situazione
urbanistica ed edilizia specifica. Le tipologie degli impianti
individuali o le relative prestazioni depurative sono identificate
dalla Regione Veneto con il piano regionale di risanamento delle
acque, approvato ai sensi dell’art. 8 della legge 10 maggio 1976, n.
319 e successive modificazioni, che sarà a tal fine integrato, per il
trattamento degli scarichi superiori a cento abitanti equivalenti,
entro il 30 settembre 1994. I caratteri di qualità delle acque degli
effluenti degli impianti individuali di cui al presente comma possono
eccedere i limiti stabiliti dalla tabella allegata al decreto del
Presidente della Repubblica 20 settembre 1973, n. 962, salvo il
rispetto dei regolamenti locali di igiene e sanità.
4. Il sindaco del Comune di Venezia e il sindaco del Comune di
Chioggia possono concedere contributi ai privati per l’esecuzione
delle opere di risanamento degli impianti igienico-sanitari di tutte
le unità edilizie interessate dai progetti di intervento, utilizzando
le quote vincolate ai sensi dell’art. 2, comma 3, della legge 5
febbraio 1992, n. 139.
5. Le aziende artigiane produttive, gli stabilimenti ospedalieri,
gli enti assistenziali, le aziende turistiche ricettive e della
ristorazione non serviti da pubblica fognatura che abbiano presentato
o presentino ai comuni entro il 30 novembre 1994 un piano di
adeguamento degli scarichi, possono completare le opere entro il 30
giugno 1995. Le opere relative agli insediamenti civili con scarichi
di acque reflue superiori a cento abitanti equivalenti possono essere
completate entro il 30 giugno 1996. Le disposizioni di cui al comma 4
si applicano anche alle aziende artigiane produttive che abbiano
presentato o presentino ai comuni entro il 30 novembre 1994 il
suddetto piano di adeguamento degli scarichi. I sindaci, nel definire
il criterio preferenziale, dovranno tener conto del rischio di
inquinamento collegato e quindi della particolarità del caso e
dell’urgenza delle opere da eseguire, oppure dell’avvenuta completa
esecuzione degli interventi previsti nel suddetto piano di
adeguamento degli scarichi.
6. In attesa della definizione dei procedimenti amministrativi di
cui al comma 5, sono sospesi i procedimenti penali per i reati di
scarico senza autorizzazione e di superamento dei limiti di
accettabilità di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20
settembre 1973, n. 962, previsti dall’art. 9 della legge 16 aprile
1973, n. 171 e successive modificazioni ed integrazioni. Il rilascio
in sanatoria delle autorizzazioni entro i termini previsti dal comma
5 estingue i reati stessi.>>.

Art. 2. 1. Il Ministro dell’ambiente provvede con proprio decreto,
ai sensi dell’art. 7, comma 1, della legge 5 gennaio 1994, n. 36,
all’aggiornamento dei valori limite di cui alla tabella allegata al
decreto del Presidente della Repubblica 20 settembre 1973, n. 962.
2. All’interno della conterminazione lagunare di Venezia
l’autorizzazione allo scarico di cui al decreto legislativo 27
gennaio 1992, n. 133, è rilasciata dal Magistrato alle acque.
3. La procedura prevista dall’art. 3, trentunesimo comma, del
decreto del Presidente della Repubblica 20 settembre 1973, n. 962, si
applica esclusivamente agli impianti i cui scarichi sversano
direttamente all’interno della conterminazione lagunare. Per gli
impianti di depurazione pubblici e privati ricadenti nel territorio
scolante nella laguna di Venezia si applicano le ordinarie procedure
di approvazione dei progetti, di autorizzazione allo scarico e di
controllo previste dalla vigente normativa statale e regionale.
4. L’art. 13 del decreto del Presidente della Repubblica 20
settembre 1973, n. 962, è sostituito dal seguente:
<<Art. 13. — 1. La vigilanza sull’esecuzione delle opere è
esercitata, a mezzo dell’apposita sezione di cui all’art. 9, terzo
comma, lettera b), della legge 16 aprile 1973, n. 171 e successive
modificazioni, dal Magistrato alle acque di Venezia. Nel caso in cui
i privati, le imprese o gli enti pubblici tenuti alla realizzazione
degli impianti di cui all’art. 9, secondo comma, della citata legge
n. 171 del 1973 e successive modificazioni, non adempiano agli
obblighi entro i termini previsti dal decreto di approvazione del
progetto, l’organo di vigilanza ordina l’immediata chiusura degli
scarichi, dandone comunicazione all’autorità giudiziaria.>>.

Art. 3.. 1. All’art. 3, comma 1, primo periodo, della legge 8
novembre 1991, n. 360, le parole: <<a Venezia insulare, alle isole
della laguna>> sono sostituite dalle seguenti: <<al centro storico di
Venezia, alle isole della laguna, ad eccezione del Lido, al litorale
di Pellestrina>>.
2. All’art. 3, comma 2, secondo periodo, della legge 8 novembre
1991, n. 360, sono soppresse le parole: <<e rientri nelle condizioni
per l’assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale
pubblica>>.
3. All’art. 3, della legge 8 novembre 1991, n. 360, dopo il comma 2
è inserito il seguente:
<<2-bis. Il diritto di prelazione non può essere esercitato nei
seguenti casi:
a) quando la cessione delle quote di proprietà, ovvero il
trasferimento della proprietà, è a favore di parenti del venditore,
in linea retta o collaterale fino al terzo grado incluso;
b) quando il trasferimento della proprietà di beni immobili
avvenga a favore di acquirenti che abbiano la propria residenza o il
proprio luogo di lavoro stabile nell’ambito dello stesso comune e si
impegnino a trasferire l’immobile la propria residenza entro
centottanta giorni.>>.
4. Le disposizioni di cui all’art. 4, comma 8, della legge 8
novembre 1991, n. 360, si applicano anche al Comune di Chioggia. Solo
a tal fine il termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore
della predetta legge, ivi previsto, si intende riferito alla data di
entrata in vigore del presente decreto, e la data del 31 dicembre
1989 si intende sostituita con quella del 31 dicembre 1992.
5. Il comma 4 dell’art. 2, della legge 5 febbraio 1992, n. 139, è
sostituito dal seguente:
<<4. Per gli interventi di competenza dei comuni di Venezia e di
Chioggia, di cui all’art. 6 della legge 29 novembre 1984, n. 798, e
all’art. 2, comma 1, lettera d), della legge 8 novembre 1991, n. 360,
sono autorizzati impegni…

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