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Disposizioni urgenti per la ripresa delle attività imprenditoriali.

dl 30/07/1994 n. 00000478 [MOD]

INDUSTRIA, COMMERCIO, ARTIGIANATO (GENERALITA’)
Decreto-legge 30 luglio 1994, n. 478 (in Gazz. Uff., 1 agosto, n.
178). — Disposizioni urgenti per la ripresa delle attività
imprenditoriali.

Il Presidente della Repubblica:
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; Ritenuta la
straordinaria necessità ed urgenza di rilanciare le attività
economiche, adottando una nuova e più snella disciplina normativa in
materia di imprenditorialità giovanile, di pagamenti alle imprese
operanti nel Mezzogiorno, di ricerca applicata, di società miste per
i pubblici servizi e di forniture e appalti pubblici; Vista la
deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del
29 luglio 1994; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei
Ministri e dei Ministri del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, del lavoro e della previdenza sociale e dei
lavori pubblici;
Emana il seguente decreto-legge:

Art. 1.

Imprenditorialità giovanile.

1. L’ambito territoriale di riferimento per il perseguimento delle
finalità e degli obiettivi del decreto-legge 30 dicembre 1985, n.
786, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1986, n.
44, è costituito dai territori di cui agli obiettivi 1, 2 e 5b, così
come definiti dai regolamenti dell’Unione europea. Entro trenta
giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il
Ministro del bilancio e della programmazione economica stabilisce con
proprio decreto, di concerto con il Ministro del tesoro e con il
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, le
relative modalità d’attuazione, anche con riferimento ai benefici
concedibili e alle relative misure e limiti, nel rispetto della
normativa comunitaria vigente in materia.
2. Il presidente del comitato istituito ai sensi della normativa
indicata al comma 1 è autorizzato a costituire, entro il 31 agosto
1994, una società per azioni, denominata società per
l’imprenditorialità giovanile, cui è affidato il compito di produrre
servizi a favore di organismi ed enti anche territoriali, imprese ed
altri soggetti economici, finalizzati alla creazione di nuove imprese
e al sostegno delle piccole e medie imprese, costituite
prevalentemente da giovani tra i 18 e i 29 anni, ovvero formate
esclusivamente da giovani tra i 18 e i 35 anni, nonchè allo sviluppo
locale. A decorrere dal sessantesimo giorno successivo alla sua
costituzione, la società subentra altresì nelle funzioni già
esercitate dal comitato e dalla Cassa depositi e prestiti ai sensi
della medesima normativa e nei relativi rapporti giuridici. La
società può promuovere la costituzione e partecipare al capitale
sociale di altre società operanti a livello regionale per le medesime
finalità, nonchè partecipare al capitale sociale di piccole imprese
nella misura massima del 10 per cento del capitale stesso. Al
capitale sociale della società possono altresì partecipare enti anche
territoriali, imprese ed altri soggetti economici comprese le società
di cui all’art. 11 della legge 31 gennaio 1992, n. 59, le finanziarie
di cui all’art. 16 della legge 27 febbraio 1985, n. 49, che possono
utilizzare a questo scopo non più del 15 per cento delle risorse
rientrate nella loro disponibilità a seguito delle dismissioni delle
partecipazioni assunte ai sensi della legge 27 febbraio 1985, n. 49,
nonchè le associazioni di categoria sulla base di criteri fissati con
il decreto di cui al comma 1. La società può essere destinataria di
finanziamenti nazionali e dell’Unione europea, il cui utilizzo, anche
in relazione agli aspetti connessi alle esigenze di funzionamento,
sarà disciplinato sulla base di apposite convenzioni con i soggetti
finanziatori.
3. Il Ministro del tesoro, che esercita i diritti dell’azionista
previa intesa con il Ministro del bilancio e della programmazione
economica e con il Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, provvede al versamento delle somme necessarie alla
costituzione del capitale sociale iniziale della società di cui al
comma 2, stabilito in lire 10 miliardi, a valere sulle somme
derivanti dall’autorizzazione di spesa di cui al comma 4. Si
applicano le disposizioni di cui all’art. 15, commi 4 e 5, e all’art.
19 del decreto-legge 11 luglio 1992, n. 333, convertito, con
modificazioni, dalla legge 8 agosto 1992, n. 359.
4. Per le finalità di cui al presente articolo, è autorizzata la
complessiva spesa di lire 100 miliardi per l’anno 1994 e di lire 200
miliardi per ciascuno degli anni 1995 e 1996. Al relativo onere si
provvede, quanto a lire 100 miliardi per l’anno 1994, mediante
corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa per il medesimo
anno di cui all’art. 1, comma 1, del decreto-legge 22 ottobre 1992,
n. 415, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1992,
n. 488, e, quanto a lire 200 miliardi per ciascuno degli anni 1995 e
1996, mediante utilizzo delle proiezioni per i medesimi anni
dell’accantonamento relativo al Ministero del tesoro iscritto, ai
fini del bilancio 1994-96, al capitolo 9001 dello stato di previsione
del Ministero del tesoro per l’anno 1994. Il Ministro del bilancio e
della programmazione economica ripartisce con proprio decreto, di
concerto con il Ministro del tesoro, le predette risorse finanziarie
tra i territori di cui al comma 1. Le risorse finanziarie comunque
destinate alle finalità di cui al presente decreto affluiscono in un
conto corrente infruttifero intestato alla società per
l’imprenditorialità giovanile, aperto presso la Cassa depositi e
prestiti. La società può periodicamente avanzare richieste di
prelevamento di fondi dal suddetto conto, a favore di se stessa,
soltanto per le somme strettamente necessarie per il conseguimento
delle finalità di cui al comma 2.
5. Il personale in servizio presso il comitato alla data di entrata
in vigore del decreto legislativo 3 aprile 1993, n. 96, se e fino a
quando non venga assunto dalla società, resta iscritto nel ruolo
transitorio ad esaurimento presso il Ministero del bilancio e della
programmazione economica, di cui all’art. 14 del medesimo decreto
legislativo e successive integrazioni e modificazioni. A decorrere
dal sessantesimo giorno successivo alla costituzione della società di
cui al presente articolo, il decreto-legge 30 dicembre 1985, n. 786,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1986, n. 44,
così come modificato ed integrato dalla successiva normativa, è
abrogato.
6. I mutui a tasso agevolato sono assistiti dalle garanzie previsti
dal codice civile e da privilegio speciale, da costituire con le
stesse modalità ed avente le stesse caratteristiche del privilegio di
cui all’art. 7 del decreto legislativo luogotenenziale 1° novembre
1944, n. 367, come sostituito dall’art. 3 del decreto legislativo del
Capo provvisorio dello Stato 1° ottobre 1947, n. 1075, acquisibile
nell’ambito degli investimenti da realizzare.
7. Il presente articolo sostituisce l’art. 14 del decreto-legge 9
aprile 1994, n. 228. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le variazioni di bilancio occorrenti
per l’attuazione del presente decreto.

OCCUPAZIONE

Art. 2.

Accelerazione dei pagamenti
per le imprese operanti nel Mezzogiorno.

1. L’erogazione degli importi da corrispondere per contributi in
conto capitale in relazione alle agevolazioni in favore delle
attività produttive e di ricerca concesse a valere sulle risorse
derivanti dalla legge 1° marzo 1986, n. 64, oltre che con i criteri e
le modalità previsti dalla normativa vigente, può essere effettuata,
a domanda del beneficiario, anche sulla base di dichiarazione del
legale rappresentante attestante lo stato di esecuzione del progetto,
nonchè l’esistenza dei requisiti di cui alla vigente normativa sulla
lotta alla criminalità organizzata, accompagnata da fidejussione
bancaria o da polizza assicurativa, irrevocabile, incondizionata ed
escutibile a prima richiesta. Nel caso di erogazione a saldo, qualora
non risultino già effettuati, gli accertamenti finali di spesa devono
essere espletati, anche mediante ricorso a consulenti esterni che
rispondono personalmente degli accertamenti effettuati, entro sei
mesi dalla data dell’avvenuto pagamento.
2. Fatte salve le sanzioni previste dalla legge ove il fatto
costituisca reato, qualora le dichiarazioni di cui al comma 1
attestino fatti materiali non rispondenti al vero e le agevolazioni
siano conseguentemente revocate si applica la sanzione amministrativa
pecuniaria nella misura da 2 a 4 volte l’importo dell’agevolazione
indebitamente fruita, salva l’applicazione dell’art. 13, comma 3,
della legge 5 ottobre 1991, n. 317, e la restituzione delle somme
indebitamente percepite, con la corresponsione degli interessi come
previsti dalla normativa vigente.
3. In relazione all’esigenza di assicurare il coordinato utilizzo
delle risorse disponibili, il centro di elaborazione dati, già
operante presso la soppressa Agenzia per la promozione dello sviluppo
del Mezzogiorno, è attribuito, ai sensi dell’art. 19, comma 6, del
decreto legislativo 3 aprile 1993, n. 96, al Ministero del tesoro –
Ragioneria generale dello Stato, che ne assicura la gestione e lo
sviluppo nell’ambito unitario del sistema informativo operante ai
sensi e per le finalità di cui all’art. 7 della legge 16 aprile 1987,
n. 183. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con pro…

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