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Interventi urgenti in materia di trasporti e di parcheggi....

Interventi urgenti in materia di trasporti e di parcheggi.

dl 30/07/1994 n. 00000475 [MOD]

TRASPORTI (DI MERCI MEDIANTE AUTOVEICOLI)
AUTOVEICOLI E CIRCOLAZIONE STRADALE
Decreto-legge 30 luglio 1994, n. 475 (in Gazz. Uff., 1 agosto, n.
178). — Interventi urgenti in materia di trasporti e di parcheggi.

Il Presidente della Repubblica:
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; Ritenuta la
straordinaria necessità ed urgenza di emanare disposizioni in materia
di trasporti e di parcheggi; Vista la deliberazione del Consiglio dei
Ministri, adottata nella riunione del 29 luglio 1994; Sulla proposta
del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri dei
trasporti e della navigazione e del tesoro, di concerto con i
Ministri del bilancio e della programmazione economica, dell’interno,
dei lavori pubblici, per la funzione e gli affari regionali,
dell’ambiente e per i beni culturali e ambientali;
Emana il seguente decreto-legge:

Art. 1.

Misure urgenti nel settore del trasporto pubblico locale.

1. Al fine di contribuire al risanamento e allo sviluppo dei
trasporti pubblici locali di competenza regionale, le regioni e gli
enti locali definiscono, anche mediante apposite conferenze di
servizi promosse dalle regioni, ai sensi della legge 7 agosto 1990,
n. 241 e successive modificazioni, piani finanziari per il
riassorbimento dei disavanzi di esercizio riferiti al periodo dal 1°
gennaio 1987 al 31 dicembre 1993 che non risultino coperti con i
contributi di cui al Fondo nazionale per il ripiano dei disavanzi di
esercizio delle aziende di trasporto pubbliche e private e con i
contributi di cui all’art. 1, commi 1 e 4-quater, del decreto-legge
19 dicembre 1992, n. 485, convertito, con modificazioni, dalla legge
17 febbraio 1993, n. 32. L’autorizzazione ad assumere mutui di cui
all’art. 1, comma 1, del citato decreto-legge n. 485 del 1992 è
applicabile alla copertura dei disavanzi di esercizio relativi agli
anni 1992 e 1993.
2. Lo Stato concorre alla copertura dei disavanzi di cui al comma 1
con un contributo decennale complessivo di lire 660 miliardi annui.
Il contributo viene erogato agli enti locali e alle aziende aventi
diritto tramite le regioni a statuto ordinario, una volta completate
le procedure di cui ai commi 5 e 6, in base alle aliquote di riparto
del Fondo nazionale per il ripiano dei disavanzi di esercizio delle
aziende di trasporto pubblico e private adottate per il 1993. Le
regioni assegnano le quote del contributo agli enti locali ed alle
aziende entro tre mesi dalla avvenuta erogazione da parte dello
Stato.
3. Il contributo di cui al comma 2 è assegnato a ciascuna regione
dal Ministro dei trasporti e della navigazione e non potrà comunque
risultare superiore al limite del 70 per cento e inferiore al limite
del 40 per cento dell’ammontare complessivo dei disavanzi di cui al
comma 1, come rideterminati secondo i criteri di cui al comma 4.
L’eventuale eccedenza sarà ripartita tra le regioni secondo le
aliquote di cui al comma 2.
4. Ai soli fini dell’attribuzione del contributo di cui al comma 2,
i disavanzi di cui al comma 1, risultanti dai conti consultivi dei
servizi pubblici debitamente approvati, ovvero dai bilanci delle
imprese private redatti ed approvati ai sensi del libro V, titolo V,
capo V, sezione IX, del codice civile, sono rideterminati in
conformità ai criteri adottati per l’applicazione del decreto-legge 9
dicembre 1986, n. 833, convertito, con modificazioni, dalla legge 6
febbraio 1987, n. 18, con particolare riferimento a quelli
concernenti gli ammortamenti, gli accantonamenti per il trattamento
di fine rapporto e lo scorporo, per le aziende miste, dei dati
gestionali afferenti a servizi diversi da quelli del trasporto
pubblico locale. Uno o più soggetti in possesso dei requisiti per
l’iscrizione al registro di cui all’art. 1 del decreto legislativo 27
gennaio 1992, n. 88, esprimono un giudizio professionale
sull’attendibilità dei dati così rideterminati e sulla loro capacità
di rappresentare le situazioni patrimoniali, le situazioni
finanziarie ed i risultati economici conseguiti dalle aziende.
5. Ai fini dell’assegnazione del contributo di cui al comma 2, le
regioni devono trasmettere, entro il termine del 31 dicembre 1994, al
Ministero dei trasporti e della navigazione apposita certificazione
da cui risulti l’ammontare dei disavanzi di cui al comma 1. Decorso
il predetto termine, il contributo viene ripartito tra le sole
regioni adempienti. Le modalità per la struttura, la redazione e la
presentazione delle certificazioni, sono stabilite con decreto del
Ministro dei trasporti e della navigazione, di concerto con il
Ministro del tesoro, da emanare entro il 30 settembre 1994.
6. Il contributo è erogato a condizione che il piano di
riassorbimento dei disavanzi di cui al comma 1 risulti approvato
dalla regione o dall’ente locale secondo le rispettive competenze. In
ogni caso, il contributo è sospeso qualora entro il 31 dicembre 1997
non siano stati effettuati i trasferimenti di competenza delle
regioni e degli enti locali relativi ai disavanzi e risultanti dai
piani di riassorbimento approvati. A tal fine non possono essere
utilizzate plusvalenze che non derivino da effettive alienazioni di
cespiti a terzi.
7. A decorrere dall’esercizio avente inizio il 1° gennaio 1996,
l’erogazione del contributo è sospesa per le aziende di trasporto che
entro il 31 dicembre 1995 non abbiano conseguito un miglioramento del
rapporto tra i proventi del traffico e i costi, rispetto a quello
relativo al 1993, pari rispettivamente:
a) ad almeno sette punti percentuali, qualora il rapporto nel
1993 sia stato inferiore alla misura del 15 per cento, garantendo
comunque il raggiungimento di tale misura;
b) ad almeno cinque punti percentuali, qualora il rapporto nel
1993 sia stato almeno pari al 15 per cento ed inferiore al 30 per
cento;
c) ad almeno quattro punti percentuali, qualora il rapporto nel
1993 sia stato almeno pari al 30 per cento, fermo restando che per le
aziende che hanno conseguito un rapporto almeno pari al 35 per cento,
sarà sufficiente non peggiorare tale rapporto.
8. La sospensione dell’erogazione del contributo di cui al comma 7
può valere per il periodo massimo di due anni. Qualora al termine di
detto periodo sia accertato il mancato conseguimento del
miglioramento del rapporto tra i proventi del traffico e i costi
nelle misure previste al medesimo comma 7, viene meno per le aziende
il diritto all’erogazione del contributo e il relativo importo è
utilizzato dalle regioni interessate per favorire l’adozione di
interventi diretti ad aumentare l’efficienza del trasporto pubblico
locale. Il diritto all’erogazione del contributo viene comunque meno
qualora alla data del 31 dicembre 1995 il rapporto tra i proventi del
traffico e i costi sia inferiore al 15 per cento.
9. Nei limiti e con i criteri stabiliti dal presente articolo, il
concorso dello Stato opera anche nei confronti delle regioni e degli
enti locali che hanno già dato copertura, anche parziale, ai
disavanzi di cui al comma 1.

Art. 2.

Misure urgenti in materia di trasporti di competenza statale.

1. Al fine di contribuire al risanamento e allo sviluppo dei
trasporti locali ad impianti fissi di competenza statale esercitati
in regime di concessione o in gestione governativa, lo Stato, le
regioni, gli enti locali e le aziende interessate, nonchè le Ferrovie
dello Stato S.p.a. per i trasporti di interesse locale, definiscono,
mediante apposite conferenze di servizi promosse dal Ministero dei
trasporti e della navigazione, ai sensi della legge 7 agosto 1990, n.
241 e successive modificazioni, piani finanziari per il
riassorbimento dei disavanzi di esercizio rilevati al 31 dicembre
1993 e riconosciuti ammissibili secondo criteri che saranno
determinati con decreto del Ministro dei trasporti e della
navigazione, di concerto con il Ministro del tesoro e del Ministro
del bilancio e della programmazione economica, da emanare entro il 30
settembre 1994.
2. Sulla base dei piani di cui al comma 1, da definire entro il 31
ottobre 1994, le aziende esercenti servizi ferroviari in regime di
concessione o in gestione governativa, ad esclusione delle Ferrovie
dello Stato S.p.a., sono autorizzate a contrarre mutui decennali per
la copertura dei disavanzi di esercizio di cui al comma 1. I relativi
oneri di ammortamento per capitale ed interessi sono a carico del
bilancio dello Stato nel limite complessivo di lire 240 miliardi
annue. Con decreto del Ministro del tesoro, da emanare entro il 30
settembre 1994, sono stabiliti le procedure, i criteri e le
condizioni per la contrazione dei predetti mutui.
3. I proventi del traffico delle aziende esercenti i servizi
ferroviari in regime di concessione o in gestione governativa non
possono essere inferiori, nell’anno 1995, al 35 per cento dei costi
di esercizio. Le aziende devono comunque conseguire, a decorrere
dall’esercizio avente inizio il 1° gennaio 1996, un miglioramento del
rapporto tra i proventi del traffico e i costi di esercizio, rispetto
a quello relativo al 1993, pari rispettivamente:
a) ad almeno sette punti percentuali, qualora il rapporto nel
1993 sia stato inferiore alla misura del 15 per cento, garantendo
comunque il raggiungimento di tale misura;
b) ad almeno cinque punti percentuali, qualora il rapporto nel
1993 sia stato almeno pari al 15 per cento ed inferiore al 30 per
cento;
c) ad almeno quattro punti percentuali, qualora il rapporto nel
1993 s…

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