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Disposizioni attuative della legge 17 gennaio 1994, n. 47, in mater...

Disposizioni attuative della legge 17 gennaio 1994, n. 47, in materia di comunicazioni e certificazioni previste dalla normativa antimafia (1).

DLT 08/08/1994 n. 00000490 VIGENTE

ASSOCIAZIONI VIETATE
Decreto legislativo 8 agosto 1994, n. 490 (in Gazz. Uff., 10 agosto
1994, n. 186). — Disposizioni attuative della legge 17 gennaio 1994,
n. 47, in materia di comunicazioni e certificazioni previste dalla
normativa antimafia (1).

(1) Vedi d.m. 16 dicembre 1997, n. 486, di attuazione.

(Omissis).

Art. 1.

Ambito di applicazione.

1. Le disposizioni del presente decreto legislativo si applicano
alle pubbliche amministrazioni e agli enti pubblici, agli enti e alle
aziende vigilati dallo Stato o da altro ente pubblico e alle società
o imprese comunque controllate dallo Stato o da altro ente pubblico.

Art. 2.

Ordinamento delle comunicazioni.

(Omissis) (1).

(1) Articolo abrogato dall’art. 13, d.p.r. 3 giugno 1998, n. 252, a
decorrere dal 30 settembre 1998.

Art. 3.

Autocertificazione.

(Omissis) (1).

(1) Articolo abrogato dall’art. 13, d.p.r. 3 giugno 1998, n. 252, a
decorrere dal 30 settembre 1998.

Art. 4.

Informazioni del prefetto.

1. Le pubbliche amministrazioni, gli enti pubblici e gli altri
soggetti di cui all’art. 1, devono acquisire le informazioni di cui
al comma 4 prima di stipulare, approvare o autorizzare i contratti e
subcontratti, ovvero prima di rilasciare o consentire le concessioni
o erogazioni indicati nell’allegato 3, il cui valore sia:
a) pari o superiore a quello determinato dalla legge in
attuazione delle direttive comunitarie in materia di opere e lavori
pubblici, servizi pubblici e pubbliche forniture, indipendentemente
dai casi di esclusione ivi indicati;
b) superiore a 300 milioni di lire per le concessioni di acque
pubbliche o di beni demaniali per lo svolgimento di attività
imprenditoriali, ovvero per la concessione di contributi,
finanziamenti e agevolazioni su mutuo o altre erogazioni dello stesso
tipo per lo svolgimento di attività imprenditoriali;
c) superiore a 200 milioni di lire per l’autorizzazione di
subcontratti, cessioni o cottimi, concernenti la realizzazione di
opere o lavori pubblici o la prestazione di servizi o forniture
pubbliche.
2. é vietato, a pena di nullità, il frazionamento dei contratti,
delle concessioni o delle erogazioni compiuto allo scopo di eludere
l’applicazione del presente articolo.
3. Ai fini di cui al comma 1, la richiesta di informazioni è
inoltrata al prefetto della provincia nella quale hanno residenza o
sede le persone fisiche, le imprese, le associazioni, le società o i
consorzi interessati ai contratti e subcontratti di cui al comma 1,
lettere a) e c), o che siano destinatari degli atti di concessione o
erogazione di cui alla lettera b) dello stesso comma 1. Tale
richiesta deve contenere gli elementi di cui all’allegato 4 (1).
4. Il prefetto trasmette alle amministrazioni richiedenti, nel
termine massimo di quindici giorni dalla ricezione della richiesta,
le informazioni concernenti la sussistenza o meno, a carico di uno
dei soggetti indicati nelle lettere d) ed e) dell’allegato 4, delle
cause di divieto o di sospensione dei procedimenti indicate
nell’allegato 1, nonché le informazioni relative ad eventuali
tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionare le scelte
e gli indirizzi delle società o imprese interessate. A tal fine il
prefetto, anche avvalendosi dei poteri di accesso e di accertamento
delegati dal Ministro dell’interno, dispone le necessarie verifiche
nell’ambito della provincia e, ove occorra, richiede ai prefetti
competenti che le stesse siano effettuate nelle rispettive province.
5. Quando le verifiche disposte a norma del comma 4 siano di
particolare complessità, il prefetto ne dà comunicazione senza
ritardo all’amministrazione interessata e fornisce le informazioni
acquisite entro i successivi trenta giorni. Nel caso di lavori o
forniture di somma urgenza, fatto salvo quanto previsto dal comma 6,
le amministrazioni possono procedere dopo aver inoltrato al prefetto
la richiesta di informazioni di cui al comma 3. Anche fuori del caso
di lavori o forniture di somma urgenza, le amministrazioni possono
procedere qualora le informazioni non pervengano nei termini
previsti. In tal caso, i contributi, i finanziamenti, le agevolazioni
e le altre erogazioni di cui al comma 1 sono corrisposti sotto
condizione risolutiva (2).
6. Quando, a seguito delle verifiche disposte a norma del comma 4,
emergono elementi relativi a tentativi di infiltrazione mafiosa nelle
società o imprese interessate, le amministrazioni cui sono fornite le
relative informazioni dal prefetto, non possono stipulare, approvare
o autorizzare i contratti o subcontratti, né autorizzare, rilasciare
o comunque consentire le concessioni e le erogazioni. Nel caso di
lavori o forniture di somma urgenza di cui al comma 5, qualora la
sussistenza di una causa di divieto indicata nell’allegato 1 o gli
elementi relativi a tentativi di infiltrazione mafiosa siano
accertati successivamente alla stipula del contratto, alla
concessione dei lavori o all’autorizzazione del subcontratto,
l’amministrazione interessata può revocare le autorizzazioni e le
concessioni o recedere dai contratti, fatto salvo il pagamento del
valore delle opere già eseguite e il rimborso delle spese sostenute
per l’esecuzione del rimanente, nei limiti delle utilità conseguite.

(1) Comma così modificato dall’art. 2, d.l. 31 gennaio 1995, n. 26,
conv. in l. 29 marzo 1995, n. 95.
(2) Comma così modificato dall’art. 15, d.l. 25 marzo 1997, n. 67,
conv. in l. 23 maggio 1997, n. 135.

Art. 5.

Imprese, società ed altre persone giuridiche.

(Omissis) (1).

(1) Articolo abrogato dall’art. 13, d.p.r. 3 giugno 1998, n. 252, a
decorrere dal 30 settembre 1998.

Art. 6.

Entrata in vigore.

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

ALLEGATO 1

CAUSE DI DIVIETO, DI SOSPENSIONE E DI DECADENZA PREVISTE DALL’ART. 10
DELLA LEGGE 31 MAGGIO 1965, N. 575, IN RIFERIMENTO AGLI ARTICOLI 2,
COMMA 1; 3, COMMA 1; 4, COMMI 4 E 6, DEL PRESENTE DECRETO LEGISLATIVO

I) Cause di divieto ad ottenere le licenze, le concessioni, le
iscrizioni, le erogazioni e gli altri provvedimenti ed atti, nonché a
concludere i contratti e subcontratti indicati nell’art. 10, commi 1
e 2, della legge 31 maggio 1965, n. 575:

a) provvedimento definitivo di applicazione di una misura di
prevenzione (art. 10, comma 2, legge n. 575/1965);
b) sentenza definitiva di condanna, o sentenza di primo grado
confermata in grado di appello, per uno dei delitti di cui all’art.
51, comma 3-bis, del codice di procedura penale (art. 10, comma
5-ter, legge n. 575/1965);
c) provvedimento del tribunale che dispone in via provvisoria i
divieti nel corso del procedimento di prevenzione, se sussistono
motivi di particolare gravità (art. 10, commi 3 e 5-bis, legge n.
575/1965);
d) provvedimento del tribunale che dispone che i divieti operino
anche nei confronti di chiunque conviva con la persona sottoposta a
misura di prevenzione, nonché nei confronti di imprese, associazioni,
società e consorzi di cui la persona sottoposta a misura di
prevenzione sia amministratore o determini in qualsiasi modo scelte e
indirizzi (art. 10, comma 4, legge n. 575/1965).

II) Causa di sospensione dell’efficacia delle iscrizioni, delle
erogazioni e degli altri provvedimenti ed atti di cui all’art. 10,
commi 1 e 2, della legge 31 maggio 1965, n. 575:

a) provvedimento del tribunale che in via provvisoria sospende
l’efficacia delle iscrizioni, delle erogazioni e degli altri
provvedimenti ed atti di cui all’art. 10, commi 1 e 2, della legge n.
575/1965 (art. 10, commi 3 e 5-bis, legge n. 575/1965).

III) Cause di decadenza di diritto dalle licenze, autorizzazioni,
concessioni, iscrizioni, abilitazioni ed erogazioni di cui all’art.
10, comma 1, della legge 31 maggio 1965, n. 575:

a) provvedimento definitivo di applicazione di una misura di
prevenzione (art. 10, comma 2, legge n. 575/1965);
b) sentenza definitiva di condanna, o sentenza di primo grado
confermata in grado di appello, per uno dei delitti di cui all’art.
51, comma 3-bis, del codice di procedura penale (art. 10, comma
5-ter, legge n. 575/1965);
c) provvedimento del tribunale che dispone che le decadenze
operino anche nei confronti di chiunque conviva con la persona
sottoposta a misura di prevenzione, nonché nei confronti di imprese,
associazioni, società e consorzi di cui la persona sottoposta a
misura di prevenzione sia amministratore o determini in qualsiasi
modo scelte e indirizzi (art. 10, comma 4, legge n. 575/1965).

IV) Causa di sospensione del procedimento amministrativo
concernente i provvedimenti, gli atti, i contratti e subcontratti di
cui all’art. 10, commi 1 e 2, della legge 31 maggio 1965, n. 575:

a) procedimento di prevenzione in corso e preventiva
comunicazione al giudice competente da parte della pubblica
amministrazione interessata (art. 10, comma 5-bis, seconda parte,
legge n. 575/1965).

ALLEGATO 2

ATTIVITA’ OGGETTO DI ATTI E PROVVEDIMENTI AUTORIZZATORI IN
RIFERIMENTO ALL’ART. 3, COMMA 1, DEL PRESENTE DECRETO LEGISLATIVO

a) Attività private, sottoposte a regime autorizzatorio, che
possono esser…

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