Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Criteri di valutazione degli interventi relativi alla concession...

Criteri di valutazione degli interventi relativi alla concessione di agevolazioni alle società consortili che realizzano mercati agro-alimentari all'ingrosso.

dm 02/02/1990

INDUSTRIA,
COMMERCIO, ARTIGIANATO (GENERALITA’)
Decreto Ministeriale 2
febbraio 1990 (in Gazz. Uff., 5 maggio, n.
103). – Criteri di
valutazione degli interventi relativi alla
concessione di
agevolazioni alle società consortili che realizzano
mercati
agro-alimentari all’ingrosso.

Il Ministro dell’industria, del
commercio e dell’artigianato:
Visto l’art. 11, comma 15, della legge
28 febbraio 1986, n. 41, che
prevede la concessione di
agevolazioni finanziarie a favore delle
società promotrici di centri
commerciali all’ingrosso e delle società
consortili con
partecipazione maggioritaria di capitale pubblico che
realizzano
mercati agro-alimentari all’ingrosso; Visto l’art. 11,
comma 18,
della norma sopra citata, che delega al CIPE l’emanazione
di
direttive e la determinazione delle procedure, dei tempi e
delle
modalità di erogazione dei contributi, di accertamento
degli
investimenti relativi all’applicazione della stessa norma;
Visto
l’art. 15, comma 48, della legge 11 marzo 1988, n. 67, che
prevede la
costituzione di commissioni anche in relazione
all’applicazione della
normativa sopra richiamata; Vista la
deliberazione del CIPE in data
21 dicembre 1988, sostitutiva della
precedente deliberazione del 14
ottobre 1986, che considera il
processo di miglioramento e di
potenziamento dei mercati
agro-alimentari una condizione
indispensabile per la
realizzazione del sistema distributivo con
effetti collaterali di
crescente rilevanza in altri settori e detta
direttive e stabilisce
procedure, tempi, modalità di erogazione dei
contributi e accertamenti
degli investimenti concernenti l’attuazione
del citato art. 11,
comma 15, della legge n. 41 del 1986; Visto il
punto 2 della pred
tta deliberazione del CIPE del 21 dicembre 1988
che delega il
Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato a
stabilire, con proprio decreto, avvalendosi della
collaborazione
tecnica di una commissione di esperti e sulla base
delle direttive
contenute nelle lettere a), b), c), d) ed e) dello
stesso punto, i
criteri di valutazione degli interventi relativi alla
concessione
delle agevolazioni previste dal già richiamato art. 11,
comma 15,
della legge n. 41 del 1986 alle società consortili
con
partecipazione maggioritaria pubblica che realizzano
mercati
agro-alimentari all’ingrosso; Visto il proprio decreto in
data 13
dicembre 1989, registrato alla Corte dei conti il 12
gennaio 1990,
registro n. 1, foglio n. 210, con il quale è stata
costituita la
commissione di esperti prevista dal richiamato
punto 2 della
deliberazione del CIPE del 21 dicembre 1988; Viste
le direttive di
cui alle lettere a), b ), c), d), ed e) del
citato punto 2 della
deliberazione del CIPE del 21 dicembre 1988, le
quali prevedono che i
mercati: costituiscano un sistema integrato e
funzionale che realizzi
una distribuzione territoriale equilibrata e
priva di sovrapposizioni
e che siano ubicati in posizione ottimale
rispetto ai raccordi delle
principali vie di comunicazione terrestri,
marittime ed aeree al fine
di ottimizzare la movimentazione dei
prodotti e la decongestione
delle aree urbane; siano dotati dei
servizi più adeguati alla
migliore movimentazione delle merci ed
assistenza agli operatori
economici, quali le attrezzature più
funzionali per lo stoccaggio, la
conservazione, la refrigerazione, il
trattamento dei prodotti nonchè
la presenza di istituti di credito, di
una sezione della borsa merci,
ove occorra, di un sistema
informatico, che consenta i collegamenti
tra le piazze interessate per
la conoscenza in tempo reale di stocks,
prezzi e flussi dei
prodotti, di strutture per lo scambio con
l’estero; siano
individuati, tenuto conto della quantità dei prodotti
trattati per
provenienza e destinazione, in funzione dell’influenza
che esercitano
sulle aree di produzione o di consumo di più regioni o
che possono
esercitare – sempre rispetto alle stesse aree – se
adeguatamente
potenziati; siano, con le loro strutture, compatibili
con
l’ambiente; Tenuto conto degli atti della commissione di esperti
di
cui sopra, dai quali si può desumere che:
1) In merito ai requisiti di
carattere generale:
a) il termine agro-alimentare si riferisce
a tutti i prodotti
freschi, conservati e trasformati, di origine
agricola e non
agricola, destinati essenzialmente
all’alimentazione, e che,
pertanto, esso comprende le carni, il
pesce, gli ortaggi e la frutta,
i prodotti dell’industria
alimentare, i fiori e le piante
ornamentali;
b) i mercati
agro-alimentari trattano prevalentemente i prodotti
ortofrutticoli;

c) il termine di mercato alla produzione si riferisce
alle
strutture in cui produttori singoli o associati
immettano
direttamente in commercio la quota prevalente del prodotto
trattato
nel mercato stesso;
d) la struttura e la funzionalità
dei mercati agro-alimentari
all’ingrosso deve essere adeguata alle
tendenze, in atto ed in
prospettiva, dei consumi e dell’apparato
distributivo al dettaglio,
posto che: i consumi, a causa del
tendenziale invecchiamento della
popolazione, del suo decentramento
residenziale, della atomizzazione
delle famiglie, e delle necessità
alimentari connesse all’attività
lavorativa, tendono all’utilizzo
completo della gamma dei prodotti,
all’integrazione delle culture
alimentari, alla ricerca di
innovazioni sistematiche e alla
soddisfazione di nuove esigenze
connesse a scelte personali o
di rispetto dell’ambiente; mentre
nell’apparato distributivo al
dettaglio si verifica un processo di
accentuato sviluppo delle medie e
grandi superfici di vendita, con le
conseguenti esigenze di
quantità rilevanti e qualità omogenee,
regolarmente disponibili
secondo specifici calendari di consegna, che
comportano la ricerca
della massima concentrazione dell’offerta
presso produttori e
grossisti operanti nelle aree di produzione,
nelle quali si
sta, pertanto, accentuando la tendenza alla
specializzazione
delle colture e la crescita dei mercati alla
produzione,
processo che sta determinando il declino dei mercati al
consumo
terminale;
e) l’attuale struttura dei mercati agro-alimentari
all’ingrosso
non può corrispondere alle esigenze della grande
distribuzione al
dettaglio, che sovente risulta dotata di propri
centri di ricevimento
esterni ai mercati;
f) in prospettiva, i
mercati di cui si tratta debbono essere in
grado di attirare e
servire il maggior numero di operatori al
dettaglio e di
consentire l’insediamento degli impianti necessari ad
assicurare
tutti i tipi di servizi richiesti per garantire la
trasparenza
della formazione dei prezzi e la
diffusione
dell’informazione; ed a tale fine consentire che nel
loro ambito
possano trovare sede le attività commerciali riguardanti
le maggiori
categorie di prodotti agro-alimentari e di conseguenza
tutti i tipi
di operatori commerciali all’ingrosso del settore;
g)
per i mercati di maggiore rilevanza, in base a quanto
sopra
riportato, occorre prevedere tre unità o aree operative,
riservate
rispettivamente: ai servizi di interesse generale; ai
magazzini degli
operatori ed alle attrezzature e servizi
strettamente connessi alle
normali operazioni di intermediazione;
all’insediamento di attività
produttive e/o di servizio gestite
autonomamente da operatori
economici;
h) la struttura dei
mercati sia flessibile; a tale criterio deve
corrispondere il
lay-out dell’intero mercato, nel senso che
nell’impostazione
iniziale essa non deve ostacolare il successivo
sviluppo, in modo
che possa essere modificata con costi non elevati
per adeguarsi alle
mutevoli esigenze del commercio all’ingrosso del
settore;
i) al
netto dei benefici derivanti dai finanziamenti pubblici sia
garantita
la copertura dei costi di investimento e l’equilibrio dei
costi e
ricavi della gestione;
2) Ai fini della classificazione dei mercati:

a) gli elementi da prendere per base ai fini della
valutazione
del grado di rilevanza dei mercati debbono riguardare: la
quantita di
prodotto ortofrutticolo movimentato, la potenzialità di
sviluppo dei
mercati stessi, i rapporti con la produzione locale,
la dimensione
della funzione redistributiva, il livello
dell’attività di
importazione e di esportazione, la
specializzazione e la dimensione
degli operatori riferita alla
quantità del prodotto trattato, le
merceologie presenti sul
mercato oltre quelle considerate più
strettamente ortofrutticole,
il progetto nel suo insieme; che per
ciascuno dei predetti elementi
di base occorre determinare dei valori
relativi rispetto ad un
punteggio globale prefissato nonchè una scala
di valori, che ha
per massimo il punteggio relativo singolarmente
assegnato, graduato
secondo la rilevanza del caso concreto che si
esamina; e che dalla
sommatoria dei predetti punteggi scaturisce la
classificazione dei
mercati a seconda della loro rilevanza;
3) In merito agli aspetti
strutturali e di progettazione:
a) i fabbricati in cui vengono
esplicate le attività connesse al
settore agro-alimentare,
espresse essenzialmente da funzioni
economiche, commerciali e
di servizio, rientrano nella classe degli
edifici con struttura in
calcestruzzo o in acciaio, che siano di
grande luce e
preminentemente in un solo piano per le funzioni
commerciali e
tecniche;
b) la struttura di tali fabbricati deve essere molto
semplice e
con limitato numero di sostegni verticali, al fine di
renderne più
agevole …

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info