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Misure urgenti per il rilancio economico ed occupazionale dei lavori pubblici e dell'edilizia privata.

dl 27/09/1994 n. 00000551 [MOD]

EDILIZIA E URBANISTICA
Decreto-legge 27 settembre 1994, n. 551 (in Gazz. Uff., 27 settembre,
n. 226). — Misure urgenti per il rilancio economico ed occupazionale
dei lavori pubblici e dell’edilizia privata.

Il Presidente della Repubblica:
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; Ritenuta la
straordinaria necessità ed urgenza di emanare disposizioni al fine di
rilanciare le attività economiche e favorire la ripresa delle
attività imprenditoriali, nonchè per la semplificazione dei
procedimenti in materia urbanistico-edilizia; Vista la deliberazione
del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 23 settembre
1994; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro dei lavori pubblici, di concerto con i Ministri delle
finanze, del tesoro, della difesa, dell’ambiente e per i beni
culturali e ambientali;
Emana il seguente decreto-legge:

Capo I
REGOLARIZZAZIONE DI VIOLAZIONI EDILIZIE
E MISURE DIVERSE

Art. 1.

Definizione delle violazioni edilizie.

1. Le disposizioni di cui al capo IV e V della legge 28 febbraio
1985, n. 47 e successive modificazioni e integrazioni, come
ulteriormente modificate dal presente decreto, si applicano alle
opere abusive che risultino ultimate entro il 31 dicembre 1993 e che
non abbiano comportato ampliamento del manufatto superiore al 30 per
cento della volumetria della costruzione originaria, ovvero superiore
a 750 metri cubi. Le suddette disposizioni trovano altresì
applicazione, nei termini di cui sopra, alle opere abusive che non
abbiano comportato nuove costruzioni superiori ai 750 metri cubi in
relazione alla singola richiesta di concessione edilizia in
sanatoria.
2. I termini contenuti nelle disposizioni richiamate al comma 1 e
decorrenti dalla data di entrata in vigore della legge 28 febbraio
1985, n. 47, o delle leggi di successiva modificazione o
integrazione, sono da intendersi come riferiti alla data di entrata
in vigore del presente decreto.
3. Per gli abusi edilizi commessi fino al 15 marzo 1985 e dal 16
marzo 1985 al 31 dicembre 1993, la misura dell’oblazione, prevista
nella tabella allegata alla legge di cui al comma 1, in relazione al
periodo dal 30 gennaio 1977 al 1° ottobre 1983, è moltiplicata
rispettivamente per 2 e per 3.
4. La misura dell’oblazione, come determinata ai sensi del comma 3,
è elevata di un importo pari alla metà nei comuni con popolazione
superiore ai centomila abitanti.
5. La domanda di concessione o di autorizzazione in sanatoria, con
la prova del pagamento dell’oblazione, deve essere presentata al
comune competente, a pena di decadenza, entro la data del 15 dicembre
1994. La documentazione, di cui all’art. 35, comma terzo, della legge
28 febbraio 1985, n. 47, è sostituita da apposita dichiarazione del
richiedente resa ai sensi dell’art. 4 della legge 4 gennaio 1968, n.
15. Resta fermo l’obbligo di allegazione della documentazione
fotografica e, ove prescritto, quello di presentazione della perizia
giurata, della certificazione di cui alla lettera b) del predetto
comma terzo, nonchè del progetto di adeguamento statico di cui al
comma quinto dello stesso art. 35.
6. L’oblazione prevista dal presente articolo deve essere
corrisposta a mezzo di versamento, entro il 31 ottobre 1994,
dell’importo fisso indicato nella allegata tabella A e della restante
parte in quattro rate di pari importo da effettuarsi rispettivamente
entro il 15 dicembre 1994, il 15 marzo 1995, il 15 giugno 1995 ed il
15 settembre 1995. é consentito il versamento della restante parte
dell’oblazione, in una unica soluzione, entro il 15 dicembre 1994,
ovvero entro il termine di scadenza di una delle suindicate rate. Ove
l’intera oblazione da corrispondere sia di importo minore o pari
rispetto a quello indicato nella tabella di cui sopra, ovvero
l’oblazione stessa sia riferita alle opere di cui al n. 7 della
tabella allegata alla legge 28 febbraio 1985, n. 47, il versamento
dell’intera somma, dovuta a titolo di oblazione per ciascuna unità
immobiliare, pari a lire 2.000.000, deve essere effettuato in unica
soluzione, entro il 15 dicembre 1994. Per le opere di cui ai numeri
4, 5 e 6 della tabella allegata alla stessa legge, l’oblazione, pari
a lire 5.000.000, deve essere pagata con la medesima modalità di cui
sopra. Le somme già versate in adempimento dell’art. 1 del
decreto-legge 26 luglio 1994, n. 468, sono portate in riduzione
dell’importo fisso di cui sopra e, per la eventuale parte residua, in
riduzione della prima rata. Con decreto del Ministro del tesoro, di
concerto con il Ministro dei lavori pubblici, da emanarsi entro
trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto,
sono stabilite le modalità di rimborso delle differenze non dovute e
versate a titolo di oblazione.
7. Per le modalità di riscossione e versamento dell’oblazione di
cui al presente articolo sono fatti salvi gli effetti del decreto del
Ministro delle finanze del 31 agosto 1994, ad eccezione di quanto
previsto nelle disposizioni dei commi 2 e 3 dell’art. 1, che sono
riformulate con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con
il Ministro dei lavori pubblici ed il Ministro del tesoro, da
emanarsi entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto.
8. I soggetti che hanno presentato domanda di concessione o di
autorizzazione edilizia in sanatoria ai sensi del capo IV della legge
28 febbraio 1985, n. 47, o i loro aventi causa, se non è stata
interamente corrisposta l’oblazione dovuta ai sensi della stessa
legge devono, a pena di improcedibilità della domanda, versare, in
luogo della somma residua, il triplo della differenza tra la somma
dovuta e quella versata, in unica soluzione entro il 15 dicembre
1994. La disposizione di cui sopra non trova applicazione nel caso in
cui a seguito dell’intero pagamento dell’oblazione sia dovuto
unicamente il conguaglio da determinarsi ai sensi dell’art. 35,
quindicesimo (1) comma, della legge 28 febbraio 1985, n. 47.
9. Il pagamento dell’oblazione dovuta ai sensi della legge 28
febbraio 1985, n. 47, dell’eventuale integrazione di cui al comma 8,
degli oneri di concessione di cui all’art. 2, nonchè la
documentazione di cui al comma 5 e la denuncia in catasto nel termine
di cui all’art. 52, comma secondo, della legge 28 febbraio 1985, n.
47, come da ultimo prorogato dall’art. 9, comma 8, del decreto-legge
30 dicembre 1993, n. 557, convertito, con modificazioni, dalla legge
26 febbraio 1994, n. 133, ed il decorso del termine di un anno dalla
data di entrata in vigore della legge di conversione del presente
decreto senza l’adozione di un provvedimento negativo del comune,
equivale a concessione o ad autorizzazione edilizia in sanatoria,
salvo il disposto del comma 10.
10. Se nei termini previsti l’oblazione dovuta non è determinata in
modo veritiero e interamente corrisposta, le costruzioni realizzate
senza licenza o concessione edilizia sono assoggettate alle sanzioni
richiamate agli articoli 40 e 45 della legge 28 febbraio 1985, n. 47.
11. All’art. 32 della legge 28 febbraio 1985, n. 47, comma primo,
il primo ed il secondo periodo sono sostituiti dai seguenti: <<Fatte
salve le fattispecie previste dall’art. 33, il rilascio della
concessione o della autorizzazione in sanatoria per opere eseguite su
aree sottoposte a vincolo è subordinato al parere favorevole delle
amministrazioni preposte alla tutela del vincolo stesso. Qualora tale
parere non venga formulato dalle suddette amministrazioni entro
centottanta giorni dalla domanda, esso si intende reso in senso
favorevole.>>.
12. All’art. 32 della legge 28 febbraio 1985, n. 47, dopo il comma
primo è inserito il seguente: <<Il rilascio della concessione
edilizia o della autorizzazione in sanatoria per opere eseguite su
immobili soggetti alle leggi 1° giugno 1939, n. 1089, 29 giugno 1939,
n. 1497, ed al decreto-legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito, con
modificazioni, dalla legge 8 agosto 1985, n. 431, nonchè in relazione
a vincoli imposti da leggi statali e regionali, e dagli strumenti
urbanistici, a tutela di interessi idrogeologici e delle falde
idriche, è subordinato al parere favorevole delle amministrazioni
preposte alla tutela del vincolo stesso. Qualora tale parere non
venga reso entro centottanta giorni dalla domanda, il richiedente può
impugnare il silenzio-rifiuto dell’amministrazione.>>.
13. Il comma 2 (1) dell’art. 1-sexies del decreto-legge 27 giugno
1985, n. 312, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto
1985, n. 431, non si applica nei casi di sanatoria previsti dal
presente decreto.
14. All’art. 31 della legge 28 febbraio 1985, n. 47, è aggiunto, in
fine, il seguente comma: <<Alle aree di pertinenza dell’immobile
sanato si applica la medesima disciplina sulla sanatoria del bene
principale>>.

(1) [Così rettificato in Gazz. Uff., 3 ottobre 1994, n. 231]

Art. 2.

Contributi di concessione.

1. Alle domande di concessione in sanatoria deve essere altresì
allegata, una ricevuta comprovante il pagamento al comune, nel cui
territorio è ubicata la costruzione, di una somma a titolo di
anticipazione degli oneri concessori, se dovuti, calcolata nella
misura indicata nella allegata tabella B, rispettivamente per le
nuove costruzioni e gli ampliamenti e per gli interventi di
ristrutturazione…

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