Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Modifiche alla disciplina degli scarichi delle pubbliche fognature e d...

Modifiche alla disciplina degli scarichi delle pubbliche fognature e degli insediamenti civili che non recapitano in pubbliche fognature.

dl 16/11/1994 n. 00000629 [MOD]

INQUINAMENTO
Decreto-legge 16 novembre 1994, n. 629 (in Gazz. Uff., 17 novembre,
n. 269). — Modifiche alla disciplina degli scarichi delle pubbliche
fognature e degli insediamenti civili che non recapitano in pubbliche
fognature.

Il Presidente della Repubblica:
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; Ritenuta la
straordinaria necessità ed urgenza di emanare disposizioni in materia
di disciplina degli scarichi delle pubbliche fognature; Vista la
deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione
dell’11 novembre 1994; Sulla proposta del Presidente del Consiglio
dei Ministri e del Ministro dell’ambiente, di concerto con i Ministri
di grazia e giustizia, dell’industria, del commercio e
dell’artigianato e per il coordinamento delle politiche dell’Unione
europea;
Emana il seguente decreto-legge:

Art. 1. 1. Il secondo comma dell’art. 14 della legge 10 maggio
1976, n. 319, così come sostituito dall’art. 17 della legge 24
dicembre 1979, n. 650, è sostituito dal seguente:
<<La disciplina degli scarichi delle pubbliche fognature, servite
o meno da impianti pubblici di depurazione, e quella degli
insediamenti civili che non recapitano in pubbliche fognature sono
definite dalle regioni con i rispettivi piani di risanamento delle
acque di cui all’art. 4. Le regioni, nel definire tale disciplina,
nell’esercizio della loro autonomia, tengono conto dei limiti di
accettabilità fissati dalle tabelle allegate alla presente legge, cui
possono derogare secondo i princìpi ed i criteri della direttiva
91/271/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1991, tenendo conto delle
indicazioni contenute nella delibera 30 dicembre 1980 del Comitato
interministriale previsto dall’art. 3 della presente legge,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 9 del 10 gennaio 1981, fatti
comunque salvi i limiti di accettabilità inderogabili per i parametri
di natura tossica, persistente e bioaccumulabile.>>.
2. Dopo il secondo comma dell’art. 14 della legge 10 maggio 1976,
n. 319 e successive modificazioni, è inserito il seguente:
<<Sono fatti salvi le competenze, i divieti di immissione ed i
limiti di accettabilità stabiliti da leggi che disciplinano materie
specifiche.>>.
3. Fino alla definizione della disciplina degli scarichi di cui al
comma 1 da parte delle regioni, restano ferme le prescrizioni
adottate, anteriormente alla data di entrata in vigore del presente
decreto, in materia di scarichi civili che non recapitano in
pubbliche fognature e di scarichi delle pubbliche fognature ed in
particolare quelle di cui alla delibera in data 30 dicembre 1980 del
Comitato interministeriale previsto dall’art. 3 della legge 10 maggio
1976, n. 319, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 9 del 10 gennaio
1981.
4. Le disposizioni del presente decreto si applicano in attesa
dell’attuazione della direttiva 91/271/CEE del Consiglio, del 21
maggio 1991.

Art. 2. 1. Il n. 2) del primo comma dell’art. 12 della legge 10
maggio 1976, n. 319, così come sostituito dall’art. 15 della legge 24
dicembre 1979, n. 650, è sostituito dal seguente:
<<2) nel caso di recapito in pubbliche fognature debbono, prima
dell’entrata in funzione dell’impianto centralizzato di depurazione,
essere conformi ai limiti di accettabilità di cui alla tabella C e,
successivamente all’entrata in funzione del medesimo, adeguarsi ai
limiti di accettabilità, alle norme ed alle prescrizioni
regolamentari stabilite dai comuni, dai consorzi e dalle province che
provvedono alla gestione del pubblico servizio mediante le forme
anche obbligatorie previste dalla legge 8 giugno 1990, n. 142, come
integrata dall’art. 12 della legge 23 dicembre 1992, n. 498. I
suddetti limiti di accettabilità, norme e prescrizioni sono stabiliti
sulla base delle caratteristiche dell’impianto centralizzato di
depurazione in modo da assicurare il rispetto della disciplina degli
scarichi delle pubbliche fognature definita dalla regione ai sensi
del successivo art. 14;>>.
2. Le regioni dispongono, con propria legge, l’obbligo al
pretrattamento, da parte delle aziende, degli scarichi da
insediamenti produttivi che recapitano in pubbliche fognature che o
non siano conformi ai limiti di accettabilità di cui alla tabella C
allegata alla legge 10 maggio 1976, n. 319, o possano compromettere
il buon funzionamento dell’impianto centralizzato di depurazione, in
relazione alla migliore tutela delle qualità del corpo idrico
ricettore.
3. Il secondo comma dell’art. 17 della legge 10 maggio 1976, n.
319, come inserito dall’art. 25, comma 4, del decreto-legge 28
febbraio 1983, n. 55, convertito, con modificazioni, dalla legge 26
aprile 1983, n. 131, è sostituito dal seguente:
<<Fino all’entrata in vigore della tariffa fissata dagli articoli
13, 14 e 15 della legge 5 gennaio 1994, n. 36, gli enti gestori del
servizio, con apposita deliberazione da adottare entro il 30 ottobre
di ciascun anno per l’anno successivo, da sottoporre all’approvazione
del comitato regionale di controllo, possono elevare la tariffa
fissata dal comma precedente per adeguarla ai maggiori costi di
esercizio e di investimento, al fine di migliorare il controllo e la
depurazione degli scarichi e la tutela dei corpi idrici ricettori.
Per l’anno 1995 la deliberazione può essere adottata entro il 31
dicembre 1994.>>.

Art. 3. 1. Il terzo comma dell’art. 21 della legge 10 maggio 1976,
n. 319, come modificato dall’art. 19 della legge 24 dicembre 1979, n.
650, e dall’art. 144 della legge 24 novembre 1981, n. 689, è
sostituito dal seguente:
<<Fatte salve le disposizioni penali di cui al primo e al secondo
comma, l’inosservanza dei limiti di accettabilità stabiliti dalle
regioni ai sensi dell’art. 14, secondo comma, ove non costituisca
reato o circostanza aggravante, è punita con la sola sanzione
amministrativa pecuniaria da lire tre milioni a lire trenta milioni,
salvo diversa disposizione della legge regionale. Per gli scarichi da
insediamenti produttivi, in caso di superamento dei limiti di
accettabilità delle tabelle allegate alla presente legge e, se
recapitano in pubbliche fognature, di quelli fissati ai sensi del n.
2) del primo comma dell’art. 12, si applicano la pena dell’ammenda da
lire quindici milioni a lire centocinquanta milioni o dell’arresto
fino ad un anno. Si applica la pena dell’ammenda da lire venticinque
milioni a lire duecentocinquanta milioni o la pena dell’arresto da
due mesi a due anni qualora siano superati i limiti di accettabilità
inderogabili per i parametri di natura tossica persistente e
bioaccumulabile, di cui al n. 4) del documento unito alla delibera 30
dicembre 1980 del Comitato interministeriale previsto dall’art. 3
della presente legge, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 9 del 10
gennaio 1981, e di cui all’elenco dell’allegato 1 alla delibera
medesima. Ai fini della quantificazione della pena e della
ammissibilità dell’oblazione ai sensi dell’art. 162-bis del codice
penale, il giudice tiene conto della entità del superamento dei
limiti di accettabilità.>>.
2. L’ultimo comma dell’art. 21 della legge 10 maggio 1976, n. 319 e
successive modificazioni, è abrogato.

Art. 4. 1. L’art. 22 della legge 10 maggio 1976, n. 319, è
sostituito dal seguente:
<<Art. 22. — 1. Chiunque effettua o mantiene uno scarico senza
osservare le ulteriori prescrizioni indicate nel provvedimento di
autorizzazione, diverse da quelle relative al rispetto dei limiti di
accettabilità, per le quali si applicano le sanzioni, di cui al
precedente art. 21, è punito con la sanzione amministrativa
pecuniaria da lire due milioni a lire ventiquattro milioni.>>.

Art. 5. 1. In attesa della disciplina che sarà adottata dal CIPE
ai sensi dell’art. 30 della legge 5 gennaio 1994, n. 36, non
costituisce scarico ai sensi della legge 10 maggio 1976, n. 319 e
successive modificazioni, il deflusso di acque pubbliche da serbatoi,
laghi artificiali, dighe o altre opere realizzate in esecuzione di
concessione per uso idroelettrico, nell’ambito della gestione delle
stesse acque pubbliche in conformità alle rispettive concessioni.

Art. 6. 1. Dopo il dodicesimo comma dell’art. 15 della legge 10
maggio 1976, n. 319 e successive modificazioni ed integrazioni, è
aggiunto il seguente:
<<Il regime autorizzatorio degli scarichi civili e delle
pubbliche fognature, servite o meno da impianti pubblici di
depurazione, è definito dalle regioni nell’ambito della disciplina di
cui all’art. 14 conformandosi alle disposizioni contenute nella
direttiva 91/271/CEE, del Consiglio del 21 maggio 1991.>>.
2. All’art. 21 della legge 10 maggio 1976, n. 319 e successive
modificazioni ed integrazioni, è aggiunto, in fine, il seguente
comma:
<<Chiunque apre o comunque effettua scarichi civili e delle
pubbliche fognature, servite o meno da impianti pubblici di
depurazione, nelle acque indicate nell’art. 1, sul suolo o nel
sottosuolo, senza aver richiesto l’autorizzazione di cui al
tredicesimo comma dell’art. 15, ovvero continua ad effettuare o
mantenere detti scarichi dopo che la citata autorizzazione sia stata
negata o revocata, è punito con la sanzione amministrativa da lire
dieci milioni a lire cento milioni.>>.

Art. 7. 1. I titolari di scarichi in esercizio alla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto
possono presentare, entro novanta giorni decorrenti dalla…

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info