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Misure urgenti per il rilancio economico ed occupazionale dei lavori pubblici e dell'edilizia privata.

dl 25/11/1994 n. 00000649 [MOD]

EDILIZIA E URBANISTICA
OPERE PUBBLICHE
Decreto-legge 25 novembre 1994, n. 649 (in Gazz. Uff., 26 novembre,
n. 277). — Misure urgenti per il rilancio economico ed occupazionale
dei lavori pubblici e dell’edilizia privata.

Il Presidente della Repubblica:
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; Ritenuta la
straordinaria necessità ed urgenza di emanare disposizioni al fine di
rilanciare le attività economiche e favorire la ripresa delle
attività imprenditoriali, nonchè per la semplificazione dei
procedimenti in materia urbanistico-edilizia; Vista la deliberazione
del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 24 novembre
1994; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro dei lavori pubblici, di concerto con i Ministri delle
finanze, del tesoro, della difesa, dell’ambiente e per i beni
culturali e ambientali;
Emana il seguente decreto-legge:

EDILIZIA E URBANISTICA
Capo I
REGOLARIZZAZIONE DI VIOLAZIONI EDILIZIE

Art. 1.

Definizione agevolata delle violazioni edilizie.

1. Le disposizioni di cui ai capi IV e V della legge 28 febbraio
1985, n. 47 e successive modificazioni e integrazioni, come
ulteriormente modificate dal presente articolo, si applicano alle
opere abusive che risultino ultimate entro il 31 dicembre 1993 e che
non abbiano comportato ampliamento del manufatto superiore al 30 per
cento della volumetria della costruzione originaria, ovvero
indipendentemente dalla volumetria iniziale, un ampliamento superiore
a 750 metri cubi. Le suddette disposizioni trovano altresì
applicazione alle opere abusive realizzate nel termine di cui sopra,
relative a nuove costruzioni non superiori ai 750 metri cubi per
singola richiesta di concessione edilizia in sanatoria. I termini
contenuti nelle disposizioni richiamate nel presente comma e
decorrenti dalla data di entrata in vigore della legge 28 febbraio
1985, n. 47, o delle leggi di successiva modificazione o
integrazione, sono da intendersi come riferiti alla data di entrata
in vigore del presente articolo.
2. Per gli abusi edilizi commessi fino al 15 marzo 1985 e dal 16
marzo 1985 al 31 dicembre 1993, la misura dell’oblazione, prevista
nella tabella allegata alla legge di cui al comma 1, in relazione al
periodo dal 30 gennaio 1977 al 1° ottobre 1983, è moltiplicata
rispettivamente per 2 e per 3. La misura dell’oblazione, come
determinata ai sensi del presente comma, è elevata di un importo pari
alla metà, nei comuni con popolazione superiore ai centomila
abitanti.
3. La domanda di concessione o di autorizzazione in sanatoria, con
la prova del pagamento dell’oblazione, deve essere presentata al
comune competente, a pena di decadenza, entro la data del 15 gennaio
1995. La documentazione, di cui all’art. 35, comma terzo, della legge
28 febbraio 1985, n. 47, è sostituita da apposita dichiarazione del
richiedente, resa ai sensi dell’art. 4 della legge 4 gennaio 1968, n.
15. Resta fermo l’obbligo di allegazione della documentazione
fotografica e, ove prescritto, quello di presentazione della perizia
giurata, della certificazione di cui alla lettera b) del predetto
terzo comma, nonchè del progetto di adeguamento statico di cui al
quinto comma dello stesso art. 35. Il pagamento dell’oblazione dovuta
ai sensi della legge 28 febbraio 1985, n. 47, dell’eventuale
integrazione di cui al comma 5, degli oneri di concessione di cui al
comma 6, nonchè la documentazione di cui al presente comma e la
denuncia in catasto nel termine di cui all’art. 52, comma secondo,
della legge 28 febbraio 1985, n. 47, come da ultimo prorogato
dall’art. 9, comma 8, del decreto-legge 30 dicembre 1993, n. 557,
convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133,
ed il decorso del termine di un anno dalla data di entrata in vigore
della legge di conversione del presente decreto senza l’adozione di
un provvedimento negativo del comune, equivale a concessione o ad
autorizzazione edilizia in sanatoria, salvo il disposto del periodo
successivo; ai fini del rispetto del suddetto termine la ricevuta
attestante il pagamento degli oneri concessori e la documentazione di
denuncia al catasto può essere depositata entro la data di compimento
dell’anno. Se nei termini previsti l’oblazione dovuta non è
determinata in modo veritiero e interamente corrisposta, le
costruzioni realizzate senza licenza o concessione edilizia sono
assoggettate alle sanzioni richiamate agli articoli 40 e 45 della
legge 28 febbraio 1985, n. 47.
4. L’oblazione prevista dal presente articolo deve essere
corrisposta a mezzo di versamento, entro il 15 dicembre 1994,
dell’importo fisso indicato nella allegata tabella A e della restante
parte in quattro rate di pari importo da effettuarsi rispettivamente
entro il 15 gennaio 1995, il 15 marzo 1995, il 15 giugno 1995 ed il
15 settembre 1995. é consentito il versamento della restante parte
dell’oblazione, in una unica soluzione, entro il 15 dicembre 1994,
ovvero entro il termine di scadenza di una delle suindicate rate. Ove
l’intera oblazione da corrispondere sia di importo minore o pari
rispetto a quello indicato nella tabella di cui sopra, ovvero
l’oblazione stessa, pari a L. 2.000.000, sia riferita alle opere di
cui al n. 7 della tabella allegata alla legge 28 febbraio 1985, n.
47, il versamento dell’intera somma, dovuta a titolo di oblazione per
ciascuna unità immobiliare, deve essere effettuato in unica
soluzione, entro il 15 dicembre 1994. Per le opere di cui ai numeri
4, 5 e 6 della tabella allegata alla stessa legge, l’oblazione, pari
a lire 5.000.000, deve essere pagata con la medesima modalità di cui
sopra. Le somme già versate in adempimento di norme contenute nei
decreti-legge 26 luglio 1994, n. 468, e 27 settembre 1994, n. 551,
che siano di importo superiore a quello indicato nel presente comma,
sono portate in riduzione dell’importo complessivo della oblazione da
versare entro il 15 settembre 1995.
5. I soggetti che hanno presentato domanda di concessione o di
autorizzazione edilizia in sanatoria ai sensi del capo IV della legge
28 febbraio 1985, n. 47, o i loro aventi causa, se non è stata
interamente corrisposta l’oblazione dovuta ai sensi della stessa
legge devono, a pena di improcedibilità della domanda, versare, in
luogo della somma residua, il triplo della differenza tra la somma
dovuta e quella versata, in unica soluzione entro il 15 dicembre
1994. La disposizione di cui sopra non trova applicazione nel caso in
cui a seguito dell’intero pagamento dell’oblazione sia dovuto
unicamente il conguaglio da determinarsi ai sensi dell’art. 35,
quindicesimo comma, della legge 28 febbraio 1985, n. 47.
6. Alla domanda di concessione in sanatoria deve essere altresì
allegata una ricevuta comprovante il pagamento al comune, nel cui
territorio è ubicata la costruzione, di una somma a titolo di
anticipazione degli oneri concessori, se dovuti, calcolata nella
misura indicata nella allegata tabella B, rispettivamente per le
nuove costruzioni e gli ampliamenti e per gli interventi di
ristrutturazione edilizia di cui all’art. 31, primo comma, lettera
d), della legge 5 agosto 1978, n. 457, nonchè per le modifiche di
destinazione d’uso, ove soggette a sanatoria. Qualora l’importo
finale degli oneri concessori applicati nel comune di ubicazione
dell’immobile risulti inferiore alla somma indicata nella predetta
tabella B la somma da versare, in un’unica soluzione, deve essere
pari a detto minore importo.
7. Le domande di concessione in sanatoria presentate entro il 30
giugno 1987 e non definite per il mancato pagamento dell’oblazione,
secondo quanto previsto dall’art. 40, primo comma, ultimo periodo,
della legge 28 febbraio 1985, n. 47, devono essere integrate dalla
presentazione di una ricevuta attestante il pagamento al comune,
entro il termine del 15 dicembre 1994, di una quota pari al 70 per
cento delle somme di cui al comma 6, se dovute. Qualora gli oneri
concessori siano stati determinati ai sensi della legge 28 gennaio
1977, n. 10, dalla legislazione regionale e dai conseguenti
provvedimenti attuativi di questa, gli importi dovuti devono essere
pari, in deroga a quanto previsto dal presente comma, all’intera
somma calcolata, in applicazione dei suddetti importi in vigore alla
data del 30 giugno 1989. Il mancato pagamento degli oneri concessori,
di cui al comma 6 ed al presente comma, entro il 15 dicembre 1994
comporta l’applicazione dell’interesse del 10% annuo sulle somme
dovute.
8. I soggetti che hanno presentato entro il 31 dicembre 1993
istanza di concessione ai sensi dell’art. 13 della legge 28 febbraio
1985, n. 47, possono chiedere, nel rispetto dei termini e degli
obblighi previsti dal presente articolo, che l’istanza sia
considerata domanda di concessione in sanatoria. Entro un anno dalla
data di entrata in vigore della legge di conversione del presente
decreto, i comuni determinano in via definitiva i contributi di
concessione e l’importo, da richiedere a titolo di conguaglio dei
versamenti di cui ai commi 6 e 7. L’interessato provvede agli
adempimenti conseguenti entro sessanta giorni dalla notifica della
richiesta. Per il pagamento degli oneri dovuti, il proprietario può
accedere al credito fondiario, compresa l’anticipazione bancaria, o
ad altre forme di finanziamento, offrendo in garanzia gli immobili
oggetto della domanda di sanatoria.

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