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Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 19 ...

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 19 dicembre 1994, n. 691, recante misure urgenti per la ricostruzione e la ripresa delle attività produttive nelle zone colpite dalle eccezionali avversità atmosferiche e dagli eventi alluvionali nella prima decade del mese di novembre 1994.

l 16/02/1995 n. 00000035 [MOD]

CALAMITA’
Legge 16
febbraio 1995, n. 35 (in Gazz. Uff., 17 febbraio, n. 40).

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge
19
dicembre 1994, n. 691, recante misure urgenti per la ricostruzione
e
la ripresa delle attività produttive nelle zone colpite
dalle
eccezionali avversità atmosferiche e dagli eventi alluvionali
nella
prima decade del mese di novembre 1994.

La Camera dei
deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
Il
Presidente della Repubblica:

Promulga la seguente legge:

Art.
1. 1. Il decreto-legge 19 dicembre 1994, n. 691, recante
misure
urgenti per la ricostruzione e la ripresa delle
attività
produttive nelle zone colpite dalle eccezionali
avversità
atmosferiche e dagli eventi alluvionali nella prima decade
del mese
di novembre 1994, è convertito in legge con le
modificazioni
riportate in allegato alla presente legge.

Allegato

MODIFICAZIONI APPORTATE IN SEDE
DI CONVERSIONE
AL DECRETO-LEGGE 19 DICEMBRE 1994, N.
691

All’art. 1:
al comma 3, dopo le parole: <<abbiano
subito la distruzione o la
perdita>> sono inserite le seguenti:
<<o il danneggiamento>>;

il comma 4 è sostituito dal
seguente:

<<4. Per l’attuazione delle disposizioni del
presente articolo è
autorizzata la spesa di lire 900 miliardi per
l’anno 1995 e lire
1.000 miliardi per l’anno 1996>>.
All’art.
2:

al comma 1, gli importi: <<260>>,
<<230>> e <<130>> sono
sostituiti,
rispettivamente, dai seguenti: <<234>>,
<<207>> e
<<117>>;

al comma 3, il
primo periodo è sostituito dal seguente: <<I
finanziamenti
di cui al comma 2 devono essere destinati al ripristino
anche
migliorativo degli impianti e delle strutture aziendali, purchè
entro
il limite del valore dei beni danneggiati, nonchè
alla
ricostituzione di scorte>>;
dopo il comma 4, è inserito
il seguente:

<<4-bis. Le provvidenze di cui ai commi 2, 3 e 4
si applicano anche
a favore delle imprese che, pur non avendo sede
nei comuni di cui
all’art. 1, comma 1, del decreto-legge 24
novembre 1994, n. 646,
convertito, con modificazioni, dalla legge
21 gennaio 1995, n. 22,
ivi trovandosi ad operare per motivi
connessi alla loro attività
produttiva, abbiano subito danni a beni
mobili strumentali>>;
al comma 8, primo periodo, le parole:
<<la garanzia del Fondo può
essere accordata con un massimale
dell’80 per cento>> sono sostituite
dalle seguenti: <<la
garanzia del Fondo può essere accordata con un
massimale del 90 per
cento>>.
Dopo l’art. 2, sono inseriti i seguenti:

<<Art. 2-bis. — 1. I consorzi o le cooperative di
garanzia
mutualistica fidi, di seguito denominati Confidi, che
costituiscano o
incrementino Fondi di garanzia finalizzati a
rilasciare garanzie che
sostituiscono in tutto o in parte
garanzie reali a favore dei
soggetti di cui all’art. 1,
separati dai Fondi rischi ordinari,
possono beneficiare di un
finanziamento a tasso zero del Ministero
dell’industria, del
commercio e dell’artigianato, nel limite
complessivo di spesa di
cui al comma 5, pari a nove volte l’ammontare
degli stanziamenti
effettuati dai Confidi a condizione che la
garanzia rilasciata
dal Fondo non superi il 50 per cento dei
finanziamenti
concessi ai sensi dei commi 2 e 3 dell’art. 2 e dei
commi 2 e 3
dell’art. 3.
2. Le garanzie sostitutive di cui al comma 1 sono
cumulabili fino
al 100 per cento con la garanzia integrativa di cui
ai commi 6 e 7
dell’art. 2.
3. I Confidi beneficiari dei
finanziamenti di cui al comma 1
dovranno restituirli entro sei mesi
dal rimborso dell’ultima rata dei
mutui garantiti al netto dei nove
decimi delle insolvenze addebitate
al fondo di garanzia.
4. Il
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato con
proprio
decreto, da emanarsi entro quindici giorni dalla data di
entrata
in vigore della legge di conversione del presente decreto,
fissa le
modalità ed i criteri per la presentazione delle domande
di
finanziamento da parte dei Confidi, nonchè la
documentazione
sull’operatività del Fondo che con cadenza annuale
i Confidi sono
tenuti ad inviare al Ministero dell’industria,
del commercio e
dell’artigianato.
5. Per le finalità del presente
articolo è autorizzata la spesa di
lire 50 miliardi per l’anno 1995.

Art. 2-ter. — 1. I costi di ripristino e di riattivazione
degli
impianti produttivi distrutti o danneggiati sostenuti dalle
imprese
che abbiano subito rilevanti danni, aventi sede o
svolgenti le
proprie attività nei territori colpiti dagli eventi
alluvionali della
prima decade del mese di novembre 1994, sono
considerati investimenti
ai fini dell’applicazione dell’art. 3, comma
1, del decreto-legge 10
giugno 1994, n. 357, convertito, con
modificazioni, dalla legge 8
agosto 1994, n. 489.
2. Per le
finalità del presente articolo è autorizzata la spesa di
lire 50
miliardi per il 1995>>.
L’art. 3 è sostituito dal seguente:

<<Art. 3. — 1. Il Fondo per il concorso nel pagamento
degli
interessi istituito dall’art. 37 della legge 25 luglio 1952, n.
949,
presso la Cassa per il credito alle imprese artigiane
spa –
Artigiancassa è incrementato della somma di lire 200
miliardi per
l’anno 1995. Tale somma è soggetta a gestione separata.

2. Le disponibilità di cui al comma 1 sono destinate
alla
corresponsione di contributi agli interessi sui
finanziamenti
concessi dalle banche alle imprese artigiane
aventi sede nelle
regioni di cui all’art. 1, comma 1,
dichiarate danneggiate per
effetto delle eccezionali avversità
atmosferiche e degli eventi
alluvionali della prima decade del mese
di novembre 1994.
3. I finanziamenti di cui al comma 2 devono
essere destinati al
ripristino anche migliorativo degli impianti
e delle strutture
aziendali, purchè entro il limite del valore
dei beni danneggiati
nonchè alla ricostituzione di scorte.
La durata di detti
finanziamenti non può superare dieci anni,
comprensivi di un periodo
massimo di preammortamento di due anni e
di un periodo massimo di
rimborso di otto anni. I finanziamenti
sono concessi nella misura
massima del 95 per cento per il primo
miliardo di spesa e in misura
non superiore al 75 per cento della
spesa eccedente fino a lire 3
miliardi.
4. Il tasso di interesse
a carico delle imprese beneficiarie dei
finanziamenti di cui al
presente articolo è pari al tre per cento
nominale annuo posticipato
a decorrere dall’inizio del periodo di
ammortamento del
finanziamento. Nel periodo di preammortamento
l’onere per
interessi rimane interamente a carico del Fondo di cui al
comma 1.

5. Le somme di cui al comma 1, sono altresì finalizzate a ridurre
al
3 per cento annuo il tasso di interesse dovuto dalle
predette
imprese sui finanziamenti accordati dalle banche con i
prestiti
concessi alle banche stesse dalla Cassa per il credito alle
imprese
artigiane spa – Artigiancassa ai sensi dell’art. 41, comma
1, della
legge 5 ottobre 1991, n. 317.
6. Gli interventi del Fondo
centrale di garanzia istituito ai sensi
della legge 14 ottobre 1964,
n. 1068, presso la Cassa per il credito
alle imprese artigiane
spa – Artigiancassa sono estesi ai
finanziamenti agevolati alle
imprese artigiane ai sensi dei commi 2,
3 e 5 del presente
articolo. Per gli interventi del Fondo nessun
onere è posto a carico
delle imprese beneficiarie.
7. Ai fini di cui al comma 6, la natura
della garanzia del Fondo è
trasformata da sussidiaria ad
integrativa e la misura del relativo
intervento viene fissata all’80
per cento della perdita che le banche
dimostrino di aver sofferto
dopo l’esperimento delle procedure di
riscossione coattiva condotte
sui beni che eventualmente garantiscono
il credito. Avviate le
procedure di riscossione coattiva del credito,
le banche possono
chiedere l’intervento della garanzia del Fondo, che
assicura la
copertura dell’insolvenza nella misura massima del 50 per
cento; la
restante parte della garanzia è conguagliata alla chiusura
delle
procedure stesse>>.

Dopo l’art. 3, sono inseriti i seguenti:

<<Art. 3-bis. — 1. Alle imprese industriali,
commerciali,
artigianali e di servizi aventi sede nei territori di cui
all’art. 1,
comma 1, e dichiarate danneggiate per effetto delle
eccezionali
avversità atmosferiche della prima decade del mese di
novembre 1994,
è assegnato un contributo pari al 20 per cento del
valore dei danni
subiti da beni immobili e mobili, nel limite
massimo complessivo di
lire 200 milioni per ciascuna impresa.
2.
Ove per il medesimo danno sia richiesto il finanziamento ai
sensi
degli articoli 2 e 3, il finanziamento stesso
è
corrispondentemente ridotto.
3. Per le finalità di cui al comma 1
è autorizzata la spesa di lire
100 miliardi per l’anno 1995.
Art.
3-ter. — 1. Gli oneri derivanti dalle perizie tecniche per
la
valutazione dei danni, sopportati dai soggetti danneggiati di
cui
agli articoli 1, 2 e 3, sono da considerarsi parte integrante
dei
danni stessi e quindi coperti dalle provvidenze di cui al
presente
decreto.
2. Le domande di risarcimento e tutta la
documentazione relativa,
di cui agli articoli 1, 2, 2-bis, 3 e 3-bis
sono presentate in carta
semplice; la documentazione richiesta per
ottenere le agevolazioni di
cui al decreto interministeriale
dell’11 genna…

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