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Misure dirette ad accelerare il completamento degli interventi ...

Misure dirette ad accelerare il completamento degli interventi pubblici e la realizzazione dei nuovi interventi nelle aree depresse.

dl 24/04/1995 n. 00000123 [MOD]

AMMINISTRAZIONE DEL PATRIMONIO E CONTABILITA’ DELLO STATO
Decreto-legge 24 aprile 1995, n. 123 (in Gazz. Uff., 24 aprile, n.
95). — Misure dirette ad accelerare il completamento degli
interventi pubblici e la realizzazione dei nuovi interventi nelle
aree depresse.

Il Presidente della Repubblica:
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; Ritenuta la
straordinaria necessità ed urgenza di emanare disposizioni dirette ad
accelerare il completamento degli interventi pubblici nel Mezzogiorno
e la realizzazione dei nuovi interventi nelle aree depresse; Vista la
deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del
19 aprile 1995; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei
Ministri e Ministro del tesoro e dei Ministri del bilancio e della
programmazione economica e per il coordinamento delle politiche
dell’Unione europea e dell’industria, del commercio e
dell’artigianato e del commercio con l’estero, di concerto con i
Ministri delle finanze, dei lavori pubblici e dell’ambiente, delle
risorse agricole, alimentari e forestali e per la funzione pubblica e
gli affari regionali;

Emana il seguente decreto-legge:

Capo I
INTERVENTI PER LO SVILUPPO NELLE AREE DEPRESSE

Art. 1.

Agevolazioni in forma automatica.

1. Le somme individuate dal Comitato interministeriale per la
programmazione economica (CIPE) per consentire l’erogazione di
incentivi industriali in forma automatica nelle aree depresse del
territorio nazionale ai sensi dell’art. 9, comma 3, del decreto-legge
23 febbraio 1995, n. 41, convertito, con modificazioni, dalla legge
22 marzo 1995, n. 85, affluiscono all’apposita sezione del fondo di
cui all’art. 14 della legge 17 febbraio 1982, n. 46, prevista
dall’art. 4, comma 6, del decreto-legge 8 febbraio 1995, n. 32,
convertito dalla legge 7 aprile 1995, n. 104, per essere versate
trimestralmente all’entrata del bilancio dello Stato in relazione
agli interventi di cui al comma 2.
2. Ai sensi dell’art. 9, comma 3, del decreto-legge 23 febbraio
1995, n. 41, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 marzo
1995, n. 85, il CIPE, su proposta del Ministro dell’industria, del
commercio e dell’artigianato, nel rispetto dei princìpi e degli
indirizzi stabiliti dall’Unione europea per gli incentivi nelle aree
depresse, nei limiti delle risorse di cui al comma 1, individua
l’ammontare massimo dell’agevolazione, la tipologia degli
investimenti ammissibili alle agevolazioni in forma automatica, detta
le modalità e le procedure di attuazione, approvando altresì un
apposito modello di documento dal quale dovrà risultare in
particolare l’investimento da effettuare e l’importo del beneficio.
Il documento, da compilarsi conformemente al suddetto modello, sarà
utilizzato dal beneficiario delle agevolazioni, che si avvale del
conto fiscale di cui alla legge 30 dicembre 1991, n. 413 e successive
modificazioni, solo dopo la liquidazione finale delle agevolazioni
stesse, effettuata sulla base di una verifica di regolarità meramente
formale, per il pagamento di imposte che affluiscono sullo stesso
conto fiscale, ivi incluse quelle dovute in qualità di sostituto
d’imposta, costituendo conseguentemente titolo di corrispondente
regolazione contabile per i concessionari della riscossione, ai quali
viene concessa una tolleranza di pari importo. Con decreto del
Ministro delle finanze, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data
di entrata in vigore del presente decreto, ai sensi dell’art. 17,
comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono approvate le norme
attuative sulla regolazione contabile per i concessionari della
riscossione.
3. Il documento di cui al comma 2 è presentato al Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato ai fini della
prenotazione delle risorse. L’importo dell’agevolazione in forma
automatica è pari al 50 per cento dell’intensità massima delle
agevolazioni consentite dalla Unione europea. L’accesso alle
agevolazioni in forma automatica esclude ogni possibilità di
richiedere ed ottenere, a qualsiasi titolo, per i medesimi
investimenti, altre agevolazioni. La limitazione del 50 per cento non
vale per le agevolazioni aggiuntive eventualmente stabilite da
disposizioni normative finalizzate a favorire specialmente
l’occupazione, sempre nel rispetto dell’intensità massima consentita
dall’Unione europea.
4. Ai fini della fruizione dell’agevolazione, entro diciotto mesi
dalla presentazione del documento come prevista dal comma 3,
l’investimento deve risultare effettuato ed interamente pagato
l’importo delle relative spese.
5. Fermo quanto previsto dalle disposizioni penali, al soggetto
beneficiario delle agevolazioni in forma automatica, che abbia
rilasciato false dichiarazioni, il Ministero dell’industria, del
commercio e dell’artigianato applica una sanzione amministrativa
pecuniaria in misura da due a quattro volte l’importo
dell’agevolazione liquidata.
6. Nel periodo intercorrente tra la presentazione del documento e
la liquidazione della agevolazione il Ministero dell’industria, del
commercio e dell’artigianato è tenuto ad acquisire la documentazione
antimafia ai sensi del decreto legislativo 8 agosto 1994, n. 490 e
successive modificazioni.

Art. 2.

Fondo di garanzia.

1. Il fondo di garanzia di cui all’art. 9, comma 3, del
decreto-legge 23 febbraio 1995, n. 41, convertito, con modificazioni,
dalla legge 22 marzo 1995, n. 85, ha lo scopo di migliorare la
struttura finanziaria delle piccole e medie imprese operanti nelle
aree dell’obiettivo 1 del territorio nazionale, anche attraverso il
raggiungimento di più elevati livelli di capitalizzazione. A questo
scopo, il fondo concede contributi in conto interessi per operazioni
di consolidamento dei debiti a breve termine esistenti verso banche
al 30 settembre 1994 e presta garanzie sulle medesime operazioni,
nonchè su prestiti partecipativi e acquisizioni di partecipazioni.
2. Il CIPE, su proposta del Ministro del tesoro, di concerto con i
Ministri del bilancio e della programmazione economica e
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, stabilisce criteri,
modalità e procedure di funzionamento del fondo, nel rispetto delle
decisioni dell’Unione europea.
3. La gestione finanziaria, amministrativa e tecnica del fondo è
affidata a una banca, o a una società a prevalente partecipazione
bancaria, prescelta dal Ministro del tesoro. La selezione del
soggetto cui affidare la gestione del fondo terrà conto della sua
operatività o di quella delle banche partecipanti al suo capitale,
nella concessione del credito alle piccole e medie imprese operanti
nelle aree obiettivo 1 del territorio nazionale, nonchè
dell’attitudine a operare nel settore della garanzia sui crediti.

Art. 3.

Utilizzazione disponibilità su fondi rotativi a favore di piccole e
medie imprese.

1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto, i commi 1
e 2 dell’art. 11 del decreto-legge 29 agosto 1994, n. 516,
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 ottobre 1994, n. 598,
sono sostituiti dai seguenti:
<<1. Le disponibilità del fondo rotativo di cui alla legge 28
novembre 1980, n. 782, nonchè i relativi rientri, salvo quanto
disposto dall’art. 2, comma 2, del decreto-legge 20 maggio 1993, n.
149, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n.
237, affluiscono al fondo per la concessione di contributi sul
pagamento di interessi di cui all’art. 3 della legge 28 maggio 1973,
n. 295.
2. Le disponibilità del fondo di cui all’art. 3 della legge 28
maggio 1973, n. 295, possono essere utilizzate, oltre che per le
operazioni di acquisto di macchine utensili di cui alla legge 28
novembre 1965, n. 1329, e per le altre operazioni previste dalla
vigente normativa, anche per la corresponsione di contributi agli
interessi a fronte di finanziamenti concessi da banche a piccole e
medie imprese, con particolare riguardo a quelle ubicate nei
territori dell’obiettivo 1 del regolamento (CEE) n. 2081/93 del
consiglio del 20 luglio 1993, come definite dalla disciplina
comunitaria in materia di aiuti di Stato destinati a:
a) operazioni di consolidamento a medio termine di passività a
breve nei confronti del sistema bancario, in essere alla data di
presentazione della domanda di finanziamento e, comunque, risultanti
alla data dell’ultimo bilancio approvato o dalle scritture contabili
obbligatorie, di durata non superiore a cinque anni e per un importo
massimo non superiore a tre miliardi di lire;
b) investimenti per l’innovazione tecnologica, secondo quanto
previsto dall’art. 5 della legge 5 ottobre 1991, n. 317, e per la
tutela ambientale.>>.
2. Il Mediocredito centrale è autorizzato a rifinanziare anche
parzialmente, secondo modalità da esso stabilite, le operazioni già
presentate dalle banche ai sensi dell’art. 11, comma 2, del
decreto-legge 29 agosto 1994, n. 516, convertito, con modificazioni,
dalla legge 27 ottobre 1994, n. 598, e per le quali non sia ancora
intervenuta la delibera di rifinanziamento; per le medesime
operazioni il Mediocredito centrale potrà corrispondere il contributo
in conto interessi di cui all’art. 11, comma 2, del decreto-legge 29
agosto 1994, n. 516, convertito con …

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