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Differimento di termini previsti da disposizioni legislative in materia di interventi concernenti la pubblica amministrazione.

dl 29/04/1995 n. 00000144 [MOD]

AMMINISTRAZIONE DEL PATRIMONIO E CONTABILITA’ DELLO STATO
Decreto-legge 29 aprile 1995, n. 144 (in Gazz. Uff., 29 aprile, n.
99). — Differimento di termini previsti da disposizioni legislative
in materia di interventi concernenti la pubblica amministrazione.

Il Presidente della Repubblica:
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione, Ritenuta la
straordinaria necessità ed urgenza di emanare disposizioni per il
differimento di termini previsti da disposizioni legislative, in
materia di interventi concernenti la pubblica amministrazione; Vista
la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione
del 28 aprile 1995; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei
Ministri e Ministro del tesoro e dei Ministri per la funzione
pubblica e dell’interno, di concerto con i Ministri della difesa, del
bilancio e della programmazione economica e della pubblica
istruzione;

Emana il seguente decreto-legge:

Art. 1.

Progetti finalizzati e disposizioni in materia di incarichi ed altre
disposizioni.

1. La disciplina prevista dall’art. 26 della legge 11 marzo 1988,
n. 67, e dall’art. 10 della legge 29 dicembre 1988, n. 554, è
prorogata, con le stesse modalità, fino al 31 dicembre 1996. é
altresì autorizzato, fino alla medesima data, il proseguimento
dell’elaborazione di progetti di articolazione sperimentale dei
bilanci pubblici, anche con riferimento specifico al costo del
personale, cui si provvede con decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri, su proposta del Ministro del tesoro, di concerto con il
Ministro per la funzione pubblica, mediante la modifica e
l’integrazione delle procedure interne e delle tecniche di
rilevazione già avviate ai sensi dell’art. 64, comma 2, del decreto
legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 e successive modificazioni ed
integrazioni, avvalendosi in via diretta delle disponibilità del
fondo previsto dall’art. 26 della legge 11 marzo 1988, n. 67. Tale
fondo è integrato di lire 24,5 miliardi per l’anno 1991, di lire 125
miliardi per l’anno 1992, di lire 20 miliardi per l’anno 1993, di
lire 56 miliardi per l’anno 1994 e di lire 70 miliardi per l’anno
1995. All’onere di cui al presente comma si provvede a carico delle
disponibilità del capitolo 6872 dello stato di previsione del
Ministero del tesoro per l’anno 1995. Le somme disponibili al 31
dicembre 1994 sono mantenute in bilancio per gli anni 1995, 1996 e
1997. L’integrazione, nei limiti di lire 30 miliardi per l’anno 1992,
lire 10 miliardi per l’anno 1993, lire 30 miliardi per l’anno 1994 e
lire 40 miliardi per l’anno 1995, è destinata alla realizzazione del
<<Progetto efficienza Milano>>.
2. Per garantire la più sollecita e corretta realizzazione dei
progetti di cui alla normativa richiamata al comma 1, è consentito
che l’importo singolo massimo relativo alle aperture di credito a
favore del funzionario delegato superi i limiti di cui all’art. 56
del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440 e successive
modificazioni, e sia fissato in misura massima di lire 2.500 milioni.
A carico di tali ordini di accreditamento possono essere imputate,
per intero, spese dipendenti da contratti.
3. Il termine di cui all’art. 58, comma 3, del decreto legislativo
3 febbraio 1993, n. 29, già prorogato dall’art. 2, comma 1, del
decreto-legge 14 settembre 1993, n. 358, convertito, dalla legge 12
novembre 1993, n. 448, è ulteriormente prorogato fino al 30 giugno
1995.
4. Ai fini di cui all’art. 3, comma 62, della legge 24 dicembre
1993, n. 537, le attività non connesse con i compiti istituzionali
dei magistrati, anche collocati fuori ruolo, e del personale ad essi
equiparato sono individuate con regolamento, da emanarsi ai sensi
dell’art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro
novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
Gli effetti delle disposizioni di cui all’art. 3, comma 62, della
legge 24 dicembre 1993, n. 537, decorrono dalla data di entrata in
vigore del regolamento previsto dal presente comma.
5. Il termine del 30 giugno 1994 indicato al comma 6 dell’art. 57
del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 e successive
modificazioni, è sostituito dal termine del 30 giugno 1995.
6. L’applicazione degli articoli 7, commi 1 e 3, e 7-bis, della
legge 24 marzo 1958, n. 195, come modificata dagli articoli 2 e 3
della legge 12 aprile 1990, n. 74, nella parte in cui rispettivamente
prevedono che la segreteria e l’ufficio studi e documentazione del
Consiglio superiore della magistratura sono costituiti da funzionari
da selezionare mediante concorsi pubblici, è differita alla data di
entrata in vigore del nuovo ordinamento giudiziario. Fino a tale
data, si applicano le disposizioni di cui all’art. 7 della legge 24
marzo 1958, n. 195, come modificato dall’art. 1 della legge 9
dicembre 1977, n. 908. La disposizione dell’art. 210 del regio
decreto 30 gennaio 1941, n. 12, continua ad applicarsi per la
destinazione dei magistrati all’ufficio studi e e documentazione del
Consiglio superiore della magistratura.
7. In deroga a quanto previsto dall’art. 5 della legge 20 dicembre
1973, n. 831, fino alla data di entrata in vigore del nuovo
ordinamento giudiziario, l’attività svolta dai magistrati destinati
ad esercitare funzioni amministrative o di studio e ricerca presso il
Ministero di grazia e giustizia e presso gli uffici del Consiglio
superiore della magistratura, nonchè quelle svolte dai magistrati
applicati alla Corte costituzionale, è equiparata ai fini del primo
comma dell’art. 5 della legge 20 dicembre 1973, n. 831, a quella
svolta negli uffici giudiziari.
8. Fino alla data di entrata in vigore della legge di riforma della
procedura relativa alla responsabilità disciplinare dei magistrati,
continuano ad applicarsi il regio decreto legislativo 31 maggio 1946,
n. 511, e il decreto del Presidente della Repubblica 16 settembre
1958, n. 916, con le successive modificazioni, ed integrazioni, e i
rinvii al codice di procedura penale si intendono riferiti al codice
abrogato.
9. Nel comma 7 dell’art. 5 della legge 16 ottobre 1991, n. 321, le
parole: <<per un periodo massimo di tre anni dalla data di entrata in
vigore della presente legge>> sono sostituite dalle seguenti: <<non
oltre il 31 dicembre 1995>>.
10. Nel comma 1 dell’art. 2 del decreto-legge 10 giugno 1994, n.
356, convertito dalla legge 8 agosto 1994, n. 488, le parole: <<di
cui all’art. 1, comma 1>> sono sostituite dalle seguenti: <<esistenti
nei ruoli del personale del Corpo di polizia penitenziaria>> e le
parole: <<fino al 31 dicembre 1994>> sono sostituite dalle seguenti:
<< fino al 31 dicembre 1995>>.
11. I miglioramenti economici previsti dagli articoli 1 e 2 del
decreto-legge 25 novembre 1994, n. 650, continuano ad essere
corrisposti anche dopo il 31 dicembre 1994, a carico della spesa di
cui all’art. 2, commi 9 e 10, della legge 24 dicembre 1993, n. 538,
fino al loro riassorbimento con quelli contrattuali o equivalenti
spettanti per l’anno 1995.

ISTRUZIONE (GENERALITA’)

Art. 2.

Proroghe di termini in materia di pubblica istruzione.

1. I termini per l’indizione dei concorsi per titoli ed esami per
l’accesso ai ruoli direttivi e dei concorsi, per titoli ed esami e
per soli titoli, per l’accesso ai ruoli del personale docente e dei
coordinatori amministrativi delle scuole di ogni ordine e grado, ivi
compresi gli istituti educativi, i periodi di validità delle
graduatorie dei medesimi concorsi per titoli ed esami, ivi comprese
quelle già esistenti, e quelli per l’aggiornamento delle graduatorie
permanenti dei medesimi concorsi per soli titoli, nonchè i programmi
e le prove d’esame dei concorsi per titoli ed esami nei conservatori
di musica, ancorchè banditi prima della data di entrata in vigore del
presente decreto ma non ancora espletati, sono stabiliti dal Ministro
della pubblica istruzione. La periodicità dell’indizione dei concorsi
non può essere comunque inferiore al triennio, salvo il caso di
concorsi a cattedre o posti le cui graduatorie siano esaurite prima
della scadenza del triennio stesso.
2. Al comma 17 dell’art. 11 della legge 24 dicembre 1993, n. 537,
il secondo periodo è sostituito dal seguente: <<Per il personale
ispettivo, direttivo, docente e amministrativo tecnico ausiliario
(A.T.A.) della scuola il predetto termine rimane immutato, mentre per
il personale delle accademie di belle arti e d’arte drammmatica e per
i conservatori di musica il termine stesso è fissato al 1° novembre e
per quello dell’Accademia nazionale di danza al 1° ottobre.>>.
Nell’art. 13, comma 4, della legge 23 dicembre 1994, n. 724, è
aggiunta, in fine, la seguente lettera:
<<g-bis) per il personale dei conservatori di musica e delle
accademie di belle arti e di arte drammatica cessato dal servizio a
decorrere dal 1° novembre 1994 e per il personale dell’Accademia
nazionale di danza cessato dal servizio a decorrere dal 1° ottobre
1994.>>.
3. In attesa dell’attuazione dell’autonomia scolastica e del
riordinamento degli organi collegiali della scuola, la durata in
carica dei consigli di circolo e di istituto, dei consigli scolastici
provinciali e dei consigli scolastici distrettuali del Consiglio
nazionale della pubblica istruzione e dei consigli direttivi degli
istituti regionali di ricerca, sperimentazione ed aggiornamento
educativi è pror…

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